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LukeWarren

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Wednesday, August 2nd 2017, 11:34am

Apatia, panico e derealizzazione

Salve ragazzi.
Sono un nuovo iscritto. Sono arrivato a questo forum dopo aver letto le problematiche di molti di voi e cercando qualcuno che avesse il mio stesso problema. Ho 29 anni e da poco sto sperimentando delle sgradevoli sensazioni dovute all'ansia(?). Premetto di essere sempre stato un ragazzo solare, forte, tranquillo con molta voglia di fare e con molti stimoli. Da poco mi sono laureato (marzo) e subito dopo ho iniziato lo studio di un concorso molto difficile, quello notarile. Anche io pero nella mia vita ho avuto a che fare con piccoli momenti di ansia dovuti a due svenimenti che ho vissuto in vita dovuti ad un periodo dove mangiavo pochissimo in quanto sono stato in passato un po cicciotello, infatti mi venivano degli attacchi di panico e ansia quando qualcuno mi faceva notare che avevo la faccia bianca e subito il mio cervello collegava il mio pallore a qualcosa di brutto portandomi spesso a guardami allo specchio in continuazione e alcune volte a fuggire a casa, posto in cui mi calmavo e stavo subito meglio. Ma quello che provo ora è del tutto diverso. Il tutto è iniziato una sera a casa della mia ragazza dove improvvisamente ho iniziato a sentire questa improvvisa apatia, mancanza di emozioni e di stimoli che sin da subito mi hanno gettato nel panico. Infatti dopo un paio di giorni, dato che non passavano queste brutte sensazioni, decisi di andare da una psicologa con cui pero non mi sono trovato molto bene ben pensando che di li a poco mi sarebbe passato tutto ma più passava il tempo più sentivo il panico dilagare in me, la paura di impazzire, di non riuscire più a stare bene come prima, di non sorridere più e la paura che la mia ragazza mi lasciasse in quanto mi aveva sempre conosciuto come una persona diversa e non fragile e insicura come ora, cosa che per fortuna ha capito in quanto ora mi sta vicino e cerca con me di trovare una soluzione. Comunque, dopo ciò ho sperimentato una delle sensazioni più brutte all'interno di un centro commerciale, cioè ero li ma era come se non ci fossi, come se facessi le cose come un automa, sapevo che ero io ma non riuscivo a capire perché non sentissi la realtà che mi circondava come sempre e da li altri attacchi di panico e continue ricerche su internet sulla derealizzazione e depersonalizzazione. Alla fine ho deciso di rivolgermi a uno psichiatra che ascoltandomi mi ha detto che tutto ciò è dovuto al passaggio dal mio essere stato studente all'essere una persona con molte più responsabilità dato che sono un praticante e sto studiando per un concorso difficile e che la cosa mi ha portando a una situazione di stress in quanto praticamente dopo la laurea ho continuato a studiare giorno e notte per il concorso (cosa che pensano anche i miei genitori). Infatti da quando ho iniziato a stare male ho subito bloccato lo studio che oltretutto mi aveva sempre attirato in quanto la professione mi piace molto e anche la materia ma era come se non sentissi più lo stimolo di continuare gli studi del concorso. All'inizio pensavo che forse era successo tutto per una serie di voti negativi ad alcune prove che mi sono state corrette dalla scuola notarile che frequento e che mi avevano portato a dubitare seriamente sulla mia reale capacità e voglia di fare questa professione che ripeto, mi ha sempre attirato tantissimo. Ma poi ho iniziato a notare anche altre mancanze di stimoli tipo nessuna voglia di fare la partita di calcetto settimanale che tanto aspettavo con ansia quando stavo bene, nessuna voglia di giocare a qualche videogame che mi ha sempre attirato, nessuna emozione quando uscivo con la mia ragazza per andare a visitare qualche posto. Il tutto aggiunto a un senso di inquietudine, mancanza di tranquillità, senso di irrealtà che mi portavano a pensare anche di avere qualche problema agli occhi da cui ho capito poi che in realtà ciò che guardavo non mi dava più la stessa tranquillità di prima, cioè non riuscivo a godermi il momento, come se li in quel momento il mio cervello non ci fosse (cose che provo tutt'ora). La cura del suddetto psichiatra fu una cura di integratori di vitamina B (SameFast Complex) e gocce rilassanti (Biocalm) per 10 giorni. In quei 10 giorni alternavo momenti in cui vivevo sempre le stesse sensazioni a momenti in cui mi sentivo bene e pensavo che tutto stesse passando (come ad esempio quando accompagna la mia ragazza ad un esame dove prese 30. Ero felicissimo per lei e mi sentivo benissimo ma poi verso sera ripiombai di nuovo nello stesso stato apatico) ma dopo un po sono ripiombato nel buio totale dei giorni precedenti. Decisi cosi di consultare un altro psichiatra che mi diede la stessa diagnosi ma consigliandomi di fare una cura con farmaci serotoninergici. Di primo acchito non ero sicuro in quanto i farmaci mi hanno sempre fatto paura, pero poi decisi di provare questa strada. Lo psichiatra mi ha prescritto Amasci (Escitalopram ossalato) da 10 mg. Su sua indicazione ho fatto la prima settimana mezza compressa ogni mattina e stamane ho iniziato sempre su sua indicazione 1 compressa sempre ogni mattina fino a quando non inizio a sentirne gli effetti benefici, cioè fino a quando non dovrei iniziare a sentirmi come prima. All'inizio mi sono fatto prendere dal panico e dall'ansia riguardo gli effetti collaterali (induzione al suicidio, attacchi di panico e ansia maggiorati, ecc...) e anche se ora sono un pochino più tranquillo sento comunque una certa pressione e paura dovuta sempre a quello che potrebbe farmi questo farmaco prima che inizi a fare effetto (a detta dello psichiatra necessita di 1 mesetto per sentirne l'effetto benefico). Solo che ora ho anche mille dubbi sul se sia il farmaco giusto, se non sia meglio uno che stimoli la dopamina, se davvero mi farà sentire come prima e soprattutto far star bene come prima, se eliminerà questo senso di irrealtà portandomi di nuovo a vivere pienamente la mia vita. Qualcuno di voi si trova nelle mie stesse condizioni o qualcuno di voi ne è uscito e sta bene? Con chiunque parlo dicono che è solo un periodo e che tutto è reversibile, come viene cosi va via, ma continuo comunque ad avere paura di non riuscire a uscirne e dubbi sull'effetto del farmaco.

Alex_Rox

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Wednesday, August 2nd 2017, 6:22pm

Non voglio fare pregiudizi, ma il tuo psichiatra mi sembra davvero un grandissimo ignorante perché i farmaci SSRI, come quello che ti ha prescritto, hanno proprio tra gli effetti collaterali più comuni il senso di derealizzazione di distacco emotivo.
Che tu ci creda o no, il primo psichiatra aveva (a mio parere) azzeccato la cura, quest'altro è solo uno dei tanti che conosce un solo mantra: ssri ad ogni costo e per qualsiasi disturbo. È da queste persone che devi star lontano, sappi che S-Adenosil Metionina (SAMe) funziona davvero, solo a dosaggi più alti di quelli contenuti nel SAMe Fast (comincia ad agire dai 400 mg, meglio se assunto a tale dosaggio per 3 volte al giorno cioè almeno 1200 mg al giorno).
Poi le tue ricerche ti hanno portato sulla strada giusta, con la derealizzazione dovrebbero essere utilizzati dei farmaci che incrementano la trasmissione dopaminergica, tant'è che per questo disturbo è stato studiato addirittura il modafinil. Farmaci che agiscono in tale senso sono amisulpride a basse dosi, bupropione ad alte dosi, probabilmente agomelatina, nefazodone, tianeptina e moclobemide . Però prima di sperimentare farmaci ti consiglierei di provare il SAMe alle dosi giuste.

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3

Wednesday, August 2nd 2017, 7:02pm

Caro Luca (Luke),
le terapie farmacologiche si fanno ponendo piena fiducia nel proprio curante, valutando insieme a quest'ultimo i risultati e il rapporto sides/benefici che generalmente si iniziano a soppesare dopo un mesetto da inizio terapia cioè da quando il farmaco raggiunge quel range di efficacia dal quale inizia a funzionare. Fai certamente bene a documentarti e a chiedere pareri ma ricorda che queste terapie non si sospendono -mai- di propria volontà ma -sempre- (e unicamente), su parere del medico, pertanto non intraprendere altre strade senza prima passare per il medico che ti ha in cura e valuta con lui altre eventuali alternative qualora il farmaco che assumi ti desse dei disagi difficili da gestire.

repcar

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Wednesday, August 2nd 2017, 7:54pm

ciao luke.....ascolta quanto postato da Michele, poi Alex, permettimi di dire di non fare nomi di medicinali ma solo ed esclusivamente perchè dall'altra parte potrebbe esserci una persona ipocondriaca che farebbe ricerche e ricerche su internet. Ricorda che la cura è come un abito su misura, non va ben a tutti. Ogni antidepressivo agisce sui neuro recettori attraverso il rilascio del principio attivo attraverso le sinapsi. Resta inteso che tutto questo avviene senza che nessuna abbia mai provato scientificamente tale metodo, che viene definito in ambito psichiatrico, ipotetico. Ma questa è la chimica del cervello......Poi riguardo al periodo latente, come dice Michele, esso varia da persona persona, raggiungendo la fase di attivazione in due/quattro settimane, ecco il motivo del perchè porre fiducia sul medico e se non va il primo tentativo ce ne saranno altri, ma non abbatterti per questo. Riguardo gli effetti collaterali non leggere mai il bugiardino perchè associ qualsiasi disturbo al medicinale OK???? Quì tutti o almeno la stragrande maggioranza abbiamo i tuoi stessi problemi, qualcuno anziano (Michele e forse io lo siamo hahhha),quindi stai tranquillo e vedrai che piano piano tutto si risolve......Alex tu sei vecchietto o giovincello!!!!!!!........ciao a tutti da Carmelo........

LukeWarren

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Saturday, August 5th 2017, 12:29pm

Grazie ragazzi. Purtroppo il mio periodo da "ricerche su internet" c'è già stato e chiaramente mi ha portato più ansia di quella che già avevo ma col tempo ho imparato che non serve a nulla. Ogni volta pensavo di avere una malattia diversa (l'ultimo il deficit dell'attenzione e tutto ciò che vi era annesso). So di non essere malato a livello fisico, ma ciò che mi fa pensare e che mi turba è che non vedo l'ora di stare bene. Sono sempre stato un ragazzo solare, divertente e pieno di energia che coglieva tutto come un'opportunità per migliorare. Ora è come se avessi perso sicurezza e voglia di fare. Pensavo di avere problemi di vista e ora che non ci sto pensando mi sembra di non averne più, tranne una strana sensazione quando mi guardo allo specchio, non so se associarla al fatto di non piacermi, di non riconoscermi (so di essere io) o di non vedermi felice e spensierato come un tempo. Ecco è solo questo. Non vedo l'ora che passi tutto questo per stare bene io e far star bene le persone che mi sono accanto perché sento di essere diventato un peso a causa di questa mia condizione a cui non riesco a dare un perché. Comunque si lo so che non devo stoppare la cura e che devo dare fiducia al mio psichiatra. Su questo potete contarci. Non do nessuna colpa ad Alex, anche lui a suo modo ha voluto darmi una mano parlandomi degli effetti dei farmaci ma sono tranquillo. Voglio avere fiducia nel medico e avere fiducia in me stesso e uscirne. Non posso pensare che questo possa cambiarmi la vita cosi all'improvviso da un giorno all'altro, perché io non sono cosi. Riguardo al farmaco ho preso l'Amasci 10mg per la prima settimana meta dose. Ora sono quattro giorni che prendo la dose completa ma per ora non sento alcun effetto collaterale (ogni tanto l'ansia la sento ma è poca e gestibile, un po di stanchezza anche durante il pomeriggio, la solita mancanza di voglia e di non sentirmi lo stesso come prima) secondo voi è un buon segno non sentire effetti collaterali? Il farmaco farà lo stesso effetto verso fine mese? Grazie.

repcar

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Saturday, August 5th 2017, 1:55pm

se non hai effetti collaterali meglio così. Dai tempo al farmaco di raggiungere il picco di concentrazione, che come detto varia da persona a persona. Intanto spara al PC così non ti puoi connettere più hahhahahah.Non andare maiiiiiiii su internet e cercare malattie in base ai sintomi ok.......Ne troverai tante ma va da sé che poi associ le peggiori. Come dice il Berlusca.........il tempo è galantuomo.......e se lo dice lui credici hahahhaaaha. Fatti coraggio e vedrai che piano piano il tutto si risolverà........ :hi:

subhuti

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Sunday, August 6th 2017, 2:41pm

Ciao a tutti, sono un novellino che è arrivato ieri! Ho 23 anni e sono iscritto all'ultimo - si spera - anno di università (quindi anche io sento il "problema" della responsabilità che aumenta...).

Personalmente credo di essermi beccato una forma cronica di "depersonalizzazione" (più che "derealizzazione") ormai da anni. Mi sento sempre "sconnesso", quasi che guardo la mia vita in terza persona. E la cosa peggiora più vado avanti con la vita e con l'aumentare delle responsabilità e dell'importanza delle scelte, unito tutto ciò al fatto che sono (troppo, forse) interessato a tematiche esistenziali, le quali chiaramente c'entrano poco con la vita di tutti i giorni. Inoltre sono constantemente bombardato da pensieri intrusivi e paure di ogni tipo che peggiorano il tutto.

A dire il vero mi sono sempre sentito un po' "diverso" dagli altri ma da qualche anno (specialmente dalla quarta superiore) mi sento completamente "tagliato fuori": è come se "qualcosa" mi tiene "bloccato". Da circa due settimane però ho iniziato a praticare (male :) ) un po' di meditazione buddista e ho notato che almeno per certi momenti della giornata questa sensazione perde di intensità e mi rende più normale. E pensare che almeno da un punto di vista consapevole (ma forse puramente ideologico) vorrei riuscire ad avere una mente sempre "ben disposta" verso il prossimo, ad essere buono con tutti, ad essere un "riferimento" anche per gli altri - visto che tutti questi sono valori a cui credo. Ma ahimé la mente è difficile da controllare e quindi le sue paure, le cattive emozioni ecc alla fine riescono ad "aggirare" il controllo. Per certi tutto questo è frustrante...

In ogni caso vista la mia esperienza consiglio a chi ha questo disturbo un po' di meditazione o per lo meno di provare ad usare questa tecnica: quando sentite una sensazione "strana" o quando vi passa per la testa uno di questi pensieri cercate di osservarlo senza applicare ad esso alcun giudizio. Spesso infatti i pensieri intrusivi riesco a "vincerli" con questa tecnica mentre ho notato che quando mi ribello ad essi, questi ritornano e mi causano o panico oppure finiscono per peggiorarmi la depersonalizzazione. L'idea in sostanza è quella di essere passivi in modo da non attaccare e non ribellarsi a queste sensazioni e questi pensieri.

Però non vi prometto miracoli perchè né i pensieri ossessivi né la depersonalizzazione mi sono veramente passati, però ora sono più consapevole di essi e riesco a riconoscerli meglio (per esempio: riesco a riconoscere quando un pensiero ossessivo non ha alcun fondamento con la realtà e quindi lo osservo, non mi ribello ad esso e non lo trattengo e se ne va). E non sono nemmeno sicuro che il tutto non peggiorerà perchè è davvero un nemico duro da sconfiggere (anche perchè nel mio caso si presenta continuamente in forme e in situazioni diverse) ;(

In ogni caso la mia esperienza è molto "personale", quindi prendetela un po' con le pinze ;)

Speriamodi riuscire a superare tutto questo :rolleyes:

Per caso voi conoscete altre tecniche (di qualsiasi tipo) che aiutano con questo tipo di problemi che non siano farmacologiche (vorrei evitare i farmaci fino a quando non sono strettamente necessari) che riescono a ridurre di intensità queste sensazioni?

P.S. Non fidatevi di molte "cavolate" "new age" o simili. La meditazione e le altre "tecniche" simili non danno "superpoteri", non accendono alcuna parte del cervello che rimane "dormiente" ecc semplicemente aiutano ad essere più consapevoli delle sensazioni (mentali e fisiche).

Modifica: per esempio se vi disturba che continua a tornarvi in mente il ritornello dell'ultima hit dell'estate e vi ribellate a questa tendenza finite per rafforzare la tendenza stessa. Infatti se vi mettete a pensare "ora non ci penso più", va a finire che ritorna ancora più potente di prima e poi si attiva un meccanismo di questo tipo "ma perchè ci sto pensando ancora? cosa c'è che non va in me?" ecc e ciò può scatenare ancora più ansia e frustrazione. In teoria la meditazione dovrebbe "dare una mano" ad evitare che si metta in moto tutto questo meccanismo da una parte e dall'altra dovrebbe fare in modo di "calmare la mente", ossia fare in modo che gradualmente questa tendenza automaticamente sparisca da sola. In questo modo all'inizio la hit dell'estate quando vi torna in mente non vi disturba più e poi gradualmente torna sempre con minor frequenza fino a sparire definitivamente. (Ovviamente tutto ciò è più facile a dirsi che a farsi e di certo i pensieri intrusivi a volte sono ben più stressanti della "ultima hit", spero di aver fatto capire cosa intendo comunque ;) )

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sam gold

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Monday, August 7th 2017, 12:42am

Ciao Luke, leggendoti mi sembra di leggere la mia storia, quando leggo "sono stato sempre un ragazzo felice e solare " vedo me stesso che in quei loop mentali ossessivi facevo confronti tra come stavo prima (perfetto) e come stavo dopo( triste malato diverso matto) innescando per ogni situazione es calcetto lavoro musica amore ecc frustrazione poiché non facevo altro che giudicare come dovevo stare e quel giudizio mi faceva aumentare ansia dere che a loro volta mi amplificavano la situazione che continuavo a giudicare... Come vedi non si finisce mai di stare in ansia e di essere distaccati.. Ora quello che cerco dirti e dirti non sono le solite cose ovvero è solo ansia ecc quello che ti dico con il cuore che ora non capirai perché ti farà strano ma questa ansia devi ringraziarla perche ti sta facendo conoscere quel lato di te che stai respingendo( quando dici non sono stato mai fragile e insicura ) e proprio li il grande errore perché io pensavo le stesse cose ma poi un giorno mi sono detto " e chi sei tu per non essere fragile e insicuro sei per caso un robot o una persona come tutte le altre e sopratutto perché non puoi avere paura perché non puoi essere apatico perché non puoi essere depresso perché??" appena ti rendersi conto che sei sempre tu ma sei più unico più completo perche quello stato d'animo ti vuol far capire che noi ansiosi cronici non siamo perfetti e proprio quella voglia di essere sempre al top sempre felici e sorridenti è una bellissima favola che può diventare realtà solo quando accatterai la tua parte oscura e inizierà i ad amarti nella tua totalità, non giudicarti ma prova a conoscerti e non pensare che se sono stato sempre cosi vuol dire che lo sarai per sempre, il cambiamento è vita e fa parte del tuo tempo tutti soffrono ma in questa società del sorriso e della bella vita non puoi essere triste perché devi farti il Delfi con sorrisoni, non puoi essere stanco perche devi essere produttivo, non puoi avere momenti difficili perché devi essere sempre al top insomma devi essere un robot... Ti scrivo cosi perché io stavo male come un cane , pensavo di essere pazzo, di non amare più il mio lavoro di non amare più la mia famiglia la mia ragazza perché ero senza emozioni insomma un morto, questo mio periodo inizio prima della convivenza con la mia ragazza, convivenza in un altra città e ti assicuro che non è stato facile anzi è stato il momento più brutto e bello nello stesso momento perché quando sei li nel buio ti rendi conto che è la vita con la sua totalità il lavoro più bello e che nessuno ti ha mai detto che non sarà stato semplice e non basta la laurea la ragazza e i gran sorrisoni per essere felici bisogna ESSERE per essere felici... Buona vita amico