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Adamka

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Wednesday, August 7th 2019, 3:10am

Ansia, stess e profonda apatia. Come tornare ad aprirmi verso gli altri ?

Ciao a tutti. Scrivo questo post nella speranza di ricevere un po' di aiuto sulla mia condizione attuale. Per farla breve sono ormai diversi mesi che vivo con perenni vertigini, capogiri, testa leggera, momenti di totale derealizzzazione e quant'altro. Ho svolto tutti gli esami del caso e risulta che non ho nulla e, come ripetutomi da piu parti, si tratta di una grave forma di ansia e stress.

Esattamente un mese prima della comparsa di questi sintomi ho perso una persona cara a cui volevo molto bene - ci ha lasciati dopo una lunga malattia: l'Alzheimer. - Oltre a questo lutto - che mi ha segnato moltissimo - sto vivendo un periodo di fortissimo stress lavorativo, che mi porta ad essere molto insoddisfatto - vengo trattato male dai capi non avendo un contratto fisso come loro, i quali non mi considerano.A tutto questo va aggiunto uno stipendio che definire ridicolo è poco. Questa cosa mi devasta perchè sento di essere un autentico fallimento, oltre che a sentirmi sfruttato: vedo colleghi che prendono il triplo di quello che prendo io, lavorando la metà di me e tutto perche sono entrati nelle grazie della persona giusta al momento giusto.

Per quanto riguarda il lato affettivo - familiare soffro molto dell'assenza di mia madre, che è sempre impegnata con il lavoro e in generale non è mai stata espansiva o presente con me: quando cerco di avvicinwrmi a lei e fare qualcosa assieme mi allontana subito con la scusa che "lei é stanca e non ha voglia di fare nulla sd non riposare".

Per quanto riguarda la sfera sentimentale ho un rapporto stabile da anni con una ragazza, ma anche qui soffro molto: lei ha un carattere veramente difficile, quasi impossibile. Ha pretese enormi, spesso ha attacchi d'ira violenti e li sfoga su di me anche se non centro nulla: mi insulta o addirittura cerca di umiliarmi con epiteti come "senza palle", "mezzo uomo" e via dicendo solo perche sa che durante una discussione preferisco il dialogo piuttosto che l'essere avventato come lei.

Tutto questo mi ha portato al punto in cui mintrovo ora, con questo statto di continua ansia che mi provoca senza sosta vertigini, sbandamenti, sensazioni di vivere come in un videogames, facendo da spettatore a quella che è la mia vita; ma anche a un profondo senso di apatia che ho notato da diverso tempo. È come se da mesi non sento piu niente: non rido, non scherzo, non mi sento libero e spensierato come un tempo. Fatico a rimanere concentrato su quello che la gente dice perchè, è brutto dirlo, non mi importa di quello che dicono. E' una condizione bruttissima che mi rendo conto va eliminata, solo che non ci riesco.

A volte mi fermo a ripensare a qualche anno fa, a un periodo in cui ero veramente felice, e sento dentro una improvvisa energia: potente, enorme, piena di felicità, che però non riesce ad uscire perchè come bloccata da questa apatia continua e da tutti questi miei "tormenti". Vorrei urlare a squarcia gola, dire e mostrare a tutti quanto valgo, dare tutto l'amore che ho in modo incondizionato a chi mi vuole bene e far star bene le altre persone. Il problema è che non riesco a "sloccarmi" e tutto rimane dentro di me.

Voi cosa ne pensate? Secondo voi cosa dovrei fare ? Grazie in anticipo per e risposte.

repcar

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Wednesday, August 7th 2019, 10:33am

ciao.......ci sono persone che qualsivoglia accada nella propria vita riescono a condurla in maniera lineare.....ma poi ci sono le persone come noi......altalenanti, sensibili, insicuri etc. Se hai svolto tutti gli esami clinici per una qualsiasi patologia ed è risultato tutto negativo allora è la classica "ansia". Essa si nutre dello stress ed in quanto momento sta fagocitando le tue energie portandoti alla classica apatia e sintomi connessi. E' normale sentirsi in questo stato però non è normale andare avanti per lunghi periodi con queste sofferenze. Ogni stress ha un inizio ed una fine (non tutti chiaramente) quindi un consiglio che ti do è quello di cercare di ridurli al massimo, ricordando la classica frase "chi nasce tondo non muore quadrato", puoi smussare gli angoli del tuo carattere ma sarai sempre tu, con le tue debolezze, forze etc. Potresti, ma sempre su consiglio del medico, provare degli integratori multivitaminici che in caso di astenia e debolezza possono esseri d'aiuto. Certamente dovresti usarli per almeno un paio di mesi, ma ne vale la pena.
Quello che forse non potrai cambiare è l'atteggiamento di tua madre, il lavoro da sfruttato che stai facendo, ma questo non deve essere considerata una tua debolezza, anzi devi trovare la forza di "sbattertene" e vivere alla giornata senza i se ed i ma. In ordine alla tua vita sentimentale, scusa la franchezza, se questo è l'inizio!!!!!!!!
Molto probabilmente si tratta di un periodo di forte stress ed ora hai bisogno di un periodo di adattamento ma cerca sempre di razionalizzare i pensieri e vedrai che piano piano ne uscirai.......In bocca al lupo e sempre a disposizione...... :thumbup:

Adamka

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Wednesday, August 7th 2019, 12:52pm

Ciao! Innanzitutto grazie per la risposta, molto gentile. Che sia un periodo veramente faticoso me ne rendo conto. Pensa che poche settimane fa sono riuscito finalmente ad andare in ferie. I primi due giorni ho avuto i classici sintomi - vertigini, ansia e quant'altro - poi si vede che mi sono lasciato andare e per i restanti giorni di vacanza e le due settimane successive non ho avuto più nulla. Mi sentivo come rinato, ero più felice, spensierato. Purtroppo poi, rientrato a casa i soliti problemi con lavoro, fidanzata, madre ecc si sono ripresentati e i disturbi di vertigini ecc sono piano piano ritornati, ahimè. Tra l'altro sono anche parecchio ipocondriaco e, nonostante io abbai svolto tutti gli esami medici del caso, ho sempre paura che i medici si siano fatti scappare qualcosa e che in realtà io abbia chissà che. E ovviamente tutto questo amplifica la mia paura e ansia. Pensa che inizialmente, quando sono partite vertigini ecc, mi ero autoconvinto di avere qualcosa alla testa, tanto da arrivare a sentire continui dolori e pizzichi a livello di testa, tempie, collo ecc. Ho effettuato una visita dal neurologo con tanto di TAC che diceva che tutto era in ordine. Dall'esatto secondo dopo aver saputo che era tutto in ordine questi dolori e questi pizzichi sono spariti. Questo per farti capire a che grado di autosuggestione sono arrivato. Purtroppo, nonostante sia convinto e consapevole che il mio nemico è l'ansia e lo stress non riesco a gestirlo. Quando ho vertigini, peso sullo stomaco ecc molto forti anche se mi tranquillizzo e mi focalizzo sul fatto di sapere che si tratta solo di ansia non riesco comunque a mandarla via e la cosa mi crea ancora più frustrazione e tristezza, perché mi sento un debole che non è capace a combattere.

repcar

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Friday, August 9th 2019, 2:53pm

ciao.....da buon ipocondriaco il primo consiglio è di lasciar stare il Dott. Google, mentre sono sicuro che egli viene prima di tutto. Ricorda che inizi a leggere un effetto leggero come il mal di testa e vai a finire nelle patologia "tumulazione della salma" Non scherzo ci sono passato. Se non sei del mestiere lascia stare ed inizia a vivere la tua giornata con gli alti e bassi, in quanto come hai constatato le tue vacanze si sono rilevate ottime. Una patologia non si ferma e si gode le vacanze per poi ricominciare.......che dici????? In bocca al lupo........ :thumbup:

Adamka

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Monday, August 12th 2019, 3:20pm

ciao.....da buon ipocondriaco il primo consiglio è di lasciar stare il Dott. Google, mentre sono sicuro che egli viene prima di tutto. Ricorda che inizi a leggere un effetto leggero come il mal di testa e vai a finire nelle patologia "tumulazione della salma" Non scherzo ci sono passato. Se non sei del mestiere lascia stare ed inizia a vivere la tua giornata con gli alti e bassi, in quanto come hai constatato le tue vacanze si sono rilevate ottime. Una patologia non si ferma e si gode le vacanze per poi ricominciare.......che dici????? In bocca al lupo........ :thumbup:


Ciao! Si effettivamente una patologia non va in vacanza e di questo me ne rendo perfettamente conto - così come non sparisce quando non ci penso o nei rari momenti in cui mi sento felice -. Purtroppo anche io sono ultra ipocondriaco e mi rendo conto che a volte inizio a notare quel "piccolo dolorino che non ho mai avuto" e da lì ingigantisco tutto e penso che sia chissà che cosa. Dovrei fare come dici tu e non pensare sempre negativo e a "tarmarmi" giorno e notte pensando e ripensando a cosa ho. Purtroppo è molto difficile per me perché appunto, essendo sia ultra ansioso che ipocondriaco il pensiero finisce sempre lì. Mi accorgo che spesso mi auto suggestiono, arrivando al punto di immaginarmi che io stia per svenire o per sentirmi male, "ristabilendomi" dopo un pó di tempo notando che in realtà non mi è accaduto nulla di male. Dici che dovrei trovare qualcosa per tenere sempre occupata la mente? In modo da non pensare a tutto questo?
""

pesca91

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Tuesday, August 13th 2019, 8:05pm

ciao, anche io soffro di ansia.

La primissima cosa che mi sento di dirti è quella di cercare un aiuto adeguato per risolvere il tuo problema e rivolgerti ad uno psicologo e/o uno psichiatra (se magari vuoi anche un aiuto farmacologico).

Da quello che scrivi nel post, hai di recente attraversato delle situazioni difficili (come un lutto) e l'ansia ti sta procurando anche sintomi fisici quindi è meglio che tu agisca il prima possibile... Fidati, è molto facile che peggiori!

Ti consiglio di chiedere un aiuto non perchè penso che tu non sia in grado di risolvere il tuo problema da solo ma perchè l'ansia è una problematica complessa e per una persona che ne soffre è molto difficile riuscire ad uscirne senza un aiuto adeguato.

Ci sono professionisti (gli psicologi) che studiano anni per poter essere in grado di aiutare a risolvere questo tipo di disturbo e questa cosa dovrebbe farti capire che non è facile!

Anche la mia ansia (e la mia depressione) sono scoppiate proprio in seguito ad un lutto, ora sono in terapia presso una psicologa e al bisogno prendo anche dei farmaci.

Iniziare una terapia è la cosa migliore che potessi fare, rimpiango solo di aver trovato dei dottori incompetenti che non hanno saputo diagnosticare il mio problema prima :(

Adamka

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Wednesday, August 14th 2019, 12:16am

Ciao! Grazie per la risposta. Spero che con questi aiuti tu stia iniziando a star meglio, te lo auguro nel modo più sincero. Quello di valutare un aiuto potrebbe essere un ottimo inizio solo mi spaventa il fattore dei costi
Purtroppo la mia famiglia non è benestante e anche pochi euro fanno la differenza. Per questo fino ad ora non ho mai tentato aiuti simili

luca63

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Thursday, August 15th 2019, 9:40am

le situazioni stressanti che hai elencato (lavoro, famiglia, fidanzata) sono più che sufficienti a spiegare il malessere che vivi.

Aggiungi che magari la mamma era distante e anaffettiva già prima, e quindi di base non sei una persona che si è sentita accolta, e quindi hai continuo bisogno di conferme...
Inutile che ti dica che sento di assomigliarti molto.

Cosa fare?

Innanzitutto, come ti è già stato detto, visto che sei di fatto una persona sana, autonoma e intelligente, cerca l'aiuto di uno psicoterapeuta che ti faccia tornare al centro della tua vita, invece di subirla, e soprattutto ti insegni ad ascoltare quello che provi nel momento in cui lo provi, perché è lì che puoi intervenire in modo efficace per cambiare (per quanto possibile) le relazioni.
Il cammino per cambiare il proprio atteggiamento nelle relazioni non è breve, ma l'obiettivo è importante e stimolante fin dal primo momento.

2) Per quanto puoi essere innamorato prenditi una pausa da una ragazza che ti insulta: può darsi che lei lo faccia per spronarti, perché vede come ti comporti e sa che ti vorrebbe diverso, ma in questo momento non le vai bene ed è fonte di stress per te.
Ci sono passato: anni fa la persona di cui sono stato più innamorato nella mia vita mi trattava così... a distanza di 20 anni l'ho incontrato e mi ha fatto i complimenti per la mia onestà e il mio carattere mite, ma ha confermato che non ero per lui...
La coppia deve essere il luogo del conforto, del sentirsi capiti e appoggiati, non un campo di battaglia. Purtroppo se da piccoli non si è conosciuto il conforto e il sostegno si pensa subliminalmente di non meritarselo... ma non è così!

Direi anzi che proprio il primo passo da fare per renderti conto della situazione che ti sei costruito intorno è proprio quello di sentire de meritarsi di stare bene.

Da li reagirai diversamente a tutti i piccoli e grandi soprusi che le persone che ti stanno intorno hanno imparato a farti, perché tanto tu sei gentile, e QUINDI un "senzapalle"...
No, devi essere orgoglioso della tua gentilezza, ma sappi che non può essere data a cani e porci. Perché è preziosa uno, e poi perché molte persone si meritano (e soprattutto capiscono meglio) uno stop, una reazione anche brusca piuttosto che i discorsi o la ragionevolezza.
Chi ha intenti di sopraffazione della cortesia e delle belle parole se ne sbatte ampiamente...

Bisogna essere gentili di default, ma continuare ad esserlo solo con chi se li merita - ti parlo di cose che conosco molto bene anche se ogni caso è a sé.

E non si smette mai di imparare: io ci ho messo tre anni per chiudere una relazione con un passivo aggressivo per me molto tossico (ebbene si, sono anche dipendente affettivo) e dopo esserci riuscito me lo ritrovo in casa mia, che da per scontato di stare qui perché ha il lavoro più vicino, e di continuare a trattarmi male. Sono già stato molto chiaro e fermo sul comportamento ma non sta servendo a nulla, nonostante che adesso almeno sono lucido e freddo, ma probabilmente il prossimo passo sarà di cambiare la serratura... e non è facile per "noi gentili"...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Adamka

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Monday, August 19th 2019, 12:48am

Ciao, sono qui per parlarvi di una situazione che sto vivendo in queste ore e che da una parte mi fa capire che quanto sto vivendo è tutta una "condizione psicologia" e dall'altra mi fa capire quanto sia difficile uscirne.

Ho passato alcuni giorni di vacanza in compagnia di mia madre e della mia fidanzata e sono davvero felice di questo. Mia madre era molto presente, partecipativa, un'altra persona insomma. Anche la mia fidanzata era molto tranquilla, amorevole, disponibile. Risultato: ho passato alcuni giorni piacevoli dove l'ansia l'ho lasciata da parte - o almeno in parte -. Quest'oggi siamo tornati a casa: un viaggio lungo ma comunque piacevole. Alla sosta in autogrill di colpo ho iniziato ad avere le solite sensazioni di vertigini. Questa volta, credo per la prima volta da quando sono cominciate, sono riuscito a "controllarle", pensando che non c'era motivo di avere ansia e che tutto sarebbe andato bene.

Felice di questa conquista ci siamo rimessi in auto, dove è andato tutto bene fino all'arrivo a casa. Appena sceso dall'auto ho iniziato a provare le solite vertigini, con i piedi che mi sembravano galleggiare sul pavimento. Rientrato in casa la brutta sensazione di vertigini è continuata, con l'ansia che continuava a crescere e un peso sullo stomaco che aumentava sempre più. Una situazione veramente brutta da vivere, con addirittura una sensazione di imminente svenimento molto stressante che mi seguiva e una leggera sensazione di nausea tanto per non farmi mancare nulla.

Dopo alcune ore la sensazione di svenimento e nausea è passata, così come le vertigini. Rimane però un forte stress e grande ansia, e non capisco dovuti a cosa. Sento un nodo allo stomaco e una continua paura di "stare male" o avere "un malore" che potrebbe concretizzarsi a breve e non capisco come mai. Questa volta, purtroppo, non riesco a ripetermi e a controllare tutto questo. Penso, ripenso, cerco di calmarmi. Respiro profondamente, faccio mente locale sul fatto che dovrei capire che si tratta del frutto della mia mente ma non riesco a uscirne.

Come avete visto si tratta di una condizione altamente "disturbante" per me, che non mi permette di vivere come vorrei. Vorrei però sapere se anche voi riuscite o siete riusciti in qualche modo a controllare queste situazioni e come ci siete riusciti e soprattutto vorrei chiedervi se secondo voi questo malessere improvviso nel tornare a casa può significare che la mia mente vede la mia casa e il ritorno alla vecchia routine come qualcosa di negativo che mi crea enorme stress e ansia.

repcar

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Monday, August 19th 2019, 7:09pm

ciao.....come tu stesso hai notato appena iniziato il viaggio di ritorno la tua mente era allertata dai pensieri. Pensieri che si sono trasformati in ansia non appena sei arrivato a casa. L'ansia si nutre dello stress insomma è come un cane che cerca di mordersi la coda. Analizzare il nocciolo della questione è roba riservata alla psicoterapia, ma sostanzialmente ormai ne sono convinto che ansia, depressione, etc. fanno parte di un nostro corredo genetico, compreso quello culturale. Ad un certo punto della vita si apre un interruttore e da li inizia il percorso. Ricordati che queste patologie colpiscono (per la maggior parte) persone fragili, con un temperamento di per se accomodante, razionali, etc. Non esiste un metodo valido per tutti per affrontare tali situazioni in quanto la patologia deve essere definita da uno specialista che dovrà valutare anche il grado di severità. Il connubio tra psicoterapia e terapia farmacologica sono le migliori armi ma ribadisco che in primis la valutazione va fatta dallo specialista. :thumbup:

Deidone

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Monday, August 19th 2019, 10:19pm

Ciao,

tutti ti hanno risposto nello stesso modo in cui avrei fatto anche io. Penso che quasi tutti siamo in grado di capire le sensazioni ed emozioni che stai provando.
Anche io, a seguito di un lutto, ho scatenato un disturbo dell'ansia, e ti capisco quando parli di vertigini e sensazioni di svenimento. Io somatizzo tutto a livello gastrointestinale, è una tortura. Costante nausea e paura di sentirmi male e vomitare. E la sensazione di vivere in un videogioco come spettatore la capisco, a me sembrava di andare avanti per inerzia.
Secondo la mia esperienza la cosa migliore è rivolgersi ad un terapeuta, e se ti trattiene il pensiero economico prova a rivolgerti al tuo medico di base e chiedergli di usufruire delle sedute gratuite fornite dall' ULSS dove c'è un numero preciso di sedute che si possono fare in un anno che però ora non ricordo. Io ho iniziato così e poi ho deciso di continuare perché avevo notato di aver ripreso in mano la mia vita poco alla volta.

Adamka

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Thursday, August 22nd 2019, 11:42pm

Grazie a tutti per le risposte che mi state dando. Ormai sta diventando per me una sorta di "diario" dove parlare dei miei problemi e dove discutere con altri - anche in altri post - per parlare di questo grande problema in comune che abbiamo. Non dico che sia passato tutto, perché non è così. Ma sapere che esiste la possibilità di parlare con persone che come me hanno questo problema a volte mi fa sentire veramente molto meglio. In questi giorni sto andando a fasi "altalenanti" se non penso a nulla o se sono particolarmente preso nel fare qualcosa non ho nulla. Nei momenti di calma, dove la mia testa inizia a fare mille pensieri allora ecco che sorgono i problemi. Rispetto alle altre volte sto cercando di fare un viaggio dentro di me per capire la radice del problema. Stamattina, ad esempio, ho avuto ancora le solite vertigini e senso di sbandamento. Mi è capitato quando al bar mi hanno raggiunto dei colleghi - lavoriamo nello stesso settore ma in aziende differenti, e col tempo siamo diventati amici -. Sono persone molto alla mano, ma allo stesso tempo con una cultura smisurata e questo mi fa sentire in difetto. So che loro nutrono me per stima e affetto, non pensano sia il primo stupido che passa di lì. Ciononostante ho sempre questa ansia quando sto con loro. Paura di dire cose poco intelligenti, di non riuscire a seguire i loro discorsi, di far la figura dello stupido e di conseguenza essere considerato da loro tale. Siamo stati al bar circa 45 minuti e le "brutte sensazioni" mi hanno accompagnato per tutto il tempo, per sparire poco dopo una volta che se ne sono andati. Secondo voi la mia è una paura di sentirmi "inferiore" a loro e quindi preso in giro? - ammetto che odio essere preso in giro e il pensiero di essere visto come uno stupido dagli altri mi fa veramente ma veramente male -. Avete opinioni in merito e su come io possa superarla?.