Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

1

Friday, October 11th 2013, 10:22pm

Ansia persistente e preoccupante!

Salve a tutti,


sono Domenico, ho 35 anni e vi scrivo da Bitonto (BA).
Intanto devo complimentarmi con questo forum, dove gente come me può trovare dialogo e confronto.
Vi leggo da tempo ma solo ora ho avuto il "coraggio" di scrivere un mio post. Ho bisogno di parlare, davvero tanto. E ho bisogno di farlo con chi mi capisce. Ho una storia di attacchi di panico da tempo immemore, sulla quale non voglio dilungarmi: basta dire solo che ho iniziato la terapia nel settembre del 2002 e, dopo aver cambiato tre psichiatri, finalmente a luglio di quest'anno ho terminato sedute e medicinali. :thumbsup: Ma le cose stanno iniziando a peggiorare: sono stato bene per un po'di tempo, poi, gradualmente, ho iniziato a soffrire di ansia e ipocondria, fenomeni che si sono intensificati nel corso dei mesi e che ora mi fanno preoccupare. Ho iniziato ad avere spiacevoli incubi notturni, a causa dei quali mi svegliavo con il panico addosso e la sensazione di morire; qualche volta mi è capitato anche durante la pennichella pomeridiana. Ora l'ansia mi assale durante la giornata: fondamentalmente ho paura di morire improvvisamente per un infarto o per arresto cardiaco, così amplifico tutte le sensazioni che sento e faccio il gioco dell'ansia, aumentandola e sentendomi male. Sono cuore-dipendente: molto spesso mi tocco la carotide, ne ascolto i battiti e cerco di carpirne l'intensità, e ho paura che possa fermarsi da un momento all'altro. :wasted: Spesso sono andato al pronto soccorso per attacchi di panico: i soliti esami di routine e nulla di che, mi hanno sempre detto che sto bene. Due anni fa ho fatto un eco-cardiogramma ma il mio cuore è risultato perfettamente normale. Il mese scorso ho fatto le analisi del sangue e anche lì tutto ok! Tra l'altro non ho mai fumato in vita mia, non sono obeso (giusto un po'di pancetta, ma per il resto sono snello), non ho diabete, pratico yoga due volte a settimana e pallavolo una volta. Eppure... quando l'ansia mi attanaglia è sempre come se fosse la prima volta, come se tutte queste cose e tutti i mesi passati a fare psicoterapia non siano serviti: mi sento morire, vorrei ci fosse un medico con me per controllarmi il cuore, mi sembra di non percepirne più il battito e mi sento di perdere il controllo di me; oppure mi sento tachicardico e ho paura che il mio cuore esploda. Tutto questo si è intensificato anche a causa della morte, due giorni fa, di un ragazzo di 37 anni della mia città... un infarto! Non mi sembra vero, morire così giovani... e la cosa mi spaventa. Ho una vita normale, una bella famiglia, una ragazza che mi ama e che amo alla follia, due o tre amici sinceri; non ho ancora un lavoro stabile e la cosa mi crea diverse preoccupazioni ma mi do da fare, non sto con le mani in mano! 8) Insomma, problemi più di tanto non ce ne sono. La mia paura più grande è che tutta quest'ansia possa uccidermi: sono sano, lo sono oggi... ma se l'ansia a lungo andare dovesse rovinare il mio cuore? Se un forte spavento, come capita di sentire quando ho crisi d'ansia, dovesse arrestare il mio cuore? Saranno pure paure assurde ma io le sento, e quando mi assalgono c'è poco da fare! Oggi, a esempio, è stata una giornata terribile: ansia a go go, ho davvero creduto di non farcela; e tutt'ora mi sento ancora in pericolo. La cosa che mi fa più paura è la notte: il timore è quello di passarla in bianco, come accade di frequente in questo periodo, di essere invaso da pensieri negativi ecc. ;( Non voglio dilungarmi oltre: so che mi capirete e che saprete rispondermi. E io farò lo stesso con voi: il 11 anni di psicoterapia ho imparato molto... a mente fredda posso dirlo tranquillamente! Voglio uscire da questa spirale di paura e vivere appieno la mia vita: per questo voglio parlare con voi, voglio confrontarmi... è anche questo un modo per sentirsi vivi! Non so se riprendere il contatto con il mio psichiatra: vorrei farcela da solo, non voglio ritornare a riprendere medicinali su medicinali. Anche in quel caso ho la mia ipocondria: serviranno al momento, è vero... ma se a lungo andare mi rovinano? Quanti pensieri... a volte mi sembra davvero di essere un caso disperato! Oggi mi sento così. Vi ringrazio per l'attenzione che presterete alle mie parole e alla pazienza dimostratami. :)

drcollevecchio

Utente Avanzato

  • "drcollevecchio" is male

Posts: 756

Activitypoints: 2,271

Date of registration: Jul 15th 2013

Location: Pescara

Occupation: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Send private message

2

Saturday, October 12th 2013, 4:58am

Salve,
Ma sei ancora in terapia? Se ho letto bene hai fatto 11 anni di terapia...giusto? In tutti questi anni come sei stato? Rimango un po stupito, sinceramente, che in tutti questi anni il terapeuta non ti abbia dato degli strumenti per gestire l'ansia.
Prova a riflettere sul percorso che hai fatto e quello che ti ha dato, forse trovi delle strategie per uscirne.
In bocca al lupo
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

3

Saturday, October 12th 2013, 5:01pm

Domenico,sei la mia anima gemella???
anche io stessa fobia ,paura come la vuoi chiamare...ho 30 anni e mi faccio chiamare INFARTINA GIRL!...
ieri ho avuto ansia tt il gg,mi sn misurata la pressione ,dopo un attacco di panico in un negozio,110/70...buona ...per NON AVERE UN INFARTO!!! e stavo bella agitata....
la persona di 37 anni magari aveva un qualcosa....l'infarto a meno che nn hai patologie,malformazioni,casi in famiglia,pressione alta,colesterolo alto,sei grasso,bevi ,fumi e pippi...beh hai molto poche possibilità che ti prenda....e questo DOBBIAMO METTERCELO IN TESTA!!!!
"metti tra parentesi le tue paure e corri il rischio di essere felice"

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

4

Sunday, October 13th 2013, 5:26pm

Gentile dott. Collevecchio, intanto devo ringraziarla per aver prestato attenzione alle mie parole e avermi risposto. In effetti, gli anni di terapia sono stati 12 e sono stato bene, tranne qualche periodo di recidive. Il fatto è che sto sviluppando queste forme ansiose soltanto ora, perché all'epoca ero minato quasi esclusivamente dagli attacchi di panico, che si presentavano all'improvviso o in presenza di situazioni scatenanti. Infatti oggi non ne soffro più, l'ansia non si risolve quasi mai in questo disturbo specifico, sono cresciuto e sono cambiato, ho imparato quindi a far fronte agli attacchi di panico. Solo che l'attacco di panico, una volta sconquassatomi, passava e io stavo meglio. Invece questo senso d'ansia persistente non vuole andare via e non so come gestirlo. Sarà che ho cambiato tre terapeuti, sarà che ci siamo concentrati sugli attacchi di panico, sarà che ero imbottito di medicinali... fatto sta che ora non so come affrontare questo disturbo. Non sono più in terapia da giugno, quando ho smesso di prendere i medicinali. Sono tornato dal terapeuta la scorsa settimana e mi ha detto che è un periodo e che posso farcela da solo, senza ritornare a prendere le medicine. Mi ha detto di tranquillizzarmi e di pensare positivo, e altre cose di uguale tenore. Ma oggi, francamente, non credo di disporre di strumenti specifici per contrastare l'ansia. Questi giorni sto male, penso sempre alla morte, penso di essere malato e questo ingenera un circolo vizioso da cui è difficile venire fuori. Sto provando a reagire, a farcela con le mie forze... ma non mi sembra sufficiente. Lei mi parla di strumenti per gestire l'ansia... mi chiedo tutt'ora quali siano. Forse sono stato disattento io in tutti questi anni... ma oggi mi sento solo con il mio problema e non so come uscirne fattivamente e, se possibile, definitivamente. Già sto facendo uno sforzo a scrivere queste righe ma so che mi fa bene parlarne, soprattutto con gente che ha i miei stessi problemi e che può capirmi. Spero ci siano soluzioni...
Cordiali saluti

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

5

Sunday, October 13th 2013, 5:36pm

Ciao Lulù,


ti ringrazio per avermi risposto. Beh...in effetti, i nostri sintomi e le nostre paure sono molto simili. Tuttavia, quando ho attacchi d'ansia, tranne che in qualche caso, il mio cuore è relativamente calmo e credo di avere una pressione normale. Solo a volte accuso tachicardia, soprattutto quando l'ansia è generata da uno spavento. Il mio è un senso di morte che sussurra in sottofondo e che non mi fa stare tranquillo. So di stare bene, ma il mio pensiero ricorrente è che l'ansia possa logorare il mio cuore piano piano... e minarlo fino a farlo fermare. Riguardo la morte di quel ragazzo di 37 anni, ho saputo che qualche anno fa aveva già manifestato qualche problema al cuore, forse in seguito sottovalutato. So che dobbiamo stare tranquilli, che siamo sanissimi e nona abbiamo nulla...e dovremmo ringraziare Dio perché ci sono persone con problemi ben più gravi e reali dei nostri! Ma sai bene che quando di è sotto pressione, è difficile vedere la luce e pensare positivo. Almeno per me è così: mi sento in gabbia, una gabbia che si stringe sempre più sino a strozzarmi... anche in quei momenti cerco di pensare positivo e un po'sto meglio. Ma la paura è sempre quella di stare male e di portarmi a vita queste sensazioni. Poi, dopo tante medicine e 12 anni di psicoterapia, avere ancora questi problemi mi preoccupa. Tuttavia sono contento di parlare con persone come te, che hanno sofferto e soffrono come me: insieme possiamo farcela, questo pensiero mi aiuta. E tu stai tranquilla, perché per esperienza una cosa posso dirtela: di panico non si muore ma si vive, il panico è vitalità repressa che vuole venire fuori, è voglia di vivere allo stato puro. E la vita non può uccidere. Quando sei in quelle situazioni, cerca di non pensare al cuore e alla pressione (senti da che pulpito viene la predica :D ) ma concentrati sul fatto che stai avendo una scarica di vita, una cascata che cerca i canali giusti per fluire armonicamente. Pensa che poi starai meglio, che è solo un momento. Il panico è una risorsa e così va considerato. Io me ne intendo ;)

6

Sunday, October 13th 2013, 6:01pm

eh domenico oggi è veramente tragica.....vorrei andare al pronto soccorso.....!!1
però so che poi sarei ridicola
"metti tra parentesi le tue paure e corri il rischio di essere felice"

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

7

Sunday, October 13th 2013, 10:03pm

Eh, a chi lo dici! Anch'io oggi ho avuto un pomeriggio schifoso, con un ansia acuta che non mi ha lasciato per nulla. Ti dico una cosa: non devi vergognarti di andare al pronto soccorso se la cosa può farti sentire meglio. E non devi sentirti ridicola: soffri di una patologia comune, come tanti, e so cosa si prova. Tuttavia, per quanto difficoltoso, quando il panico ti assale pensa che l'hai avuto centinaia di volte e non sei mai morta, anzi... Sì', lo so, ogni volta è sempre come se fosse la prima, ma dobbiamo fare un piccolissimo sforzo: dopo il picco, il panico lentamente passa. Se proprio non ce la fai a sopportarlo, prendi una decina di gg di ansiolitico e starai meglio. Non avere paura del medicinale: così come prendiamo l'aspirina per il mal di testa, dobbiamo prendere l'ansiolitico per questo nostro disturbo. E'una medicina come altre, l'importante è farsi consigliare sulle dosi da uno specialista. Ma tu sei in cura da qualcuno? ?( Ti rivelo un trucchetto: io sono andato diverse volte al pronto soccorso e a volte il pensiero mi sfiora ancora, quando mi sento male. So che mi diranno che sto benone e mi daranno le stesse gocce di ansiolitico. Quindi meglio prenderle noi, no? E'la stessa cosa. Cerca di pensare a questo quando stai male, cerca di non isolarti ma parla con qualcuno che ti capisca e cerca di distrarti. A volte sai cosa ho fatto? Soprattutto quando mi è capitato di star male di notte, ho iniziato a vestirmi per andare al pronto soccorso, a volte sono uscito di casa e ho iniziato ad avviarmi verso l'ospedale. E spesso l'ansia è svanita proprio in quei momenti, perché sapevo che la "soluzione" era alla portata di mano. E magari sono rimasto minuti davanti al pronto soccorso senza entrarci, ma sono stato bene. E'un piccolo trucchetto che ho imparato ad applicare. Pensa che la soluzione è davvero alla tua portata, non è un male incurabile! :thumbup: Poi, se ci riesci, non respingere la paura, prova ad accoglierla e a capirla, a farla tua: lascia che ti attraversi e vedi da dove arriva e cosa ti comunica. Di panico non si muore, è una sferzata di vita... e devo convincermene assolutamente anch'io. Se te lo sto dicendo, è perché so che è così... e ci penso anche quando sto male. Se non lo hai ancora fatto, rivolgiti ad uno specialista del settore, vedrai che saprà aiutarti. Con me è servito. Ota, per l'ansia, sto pensando di rivolgermi a un bravo omeopata per curarmi con le erbe... voglio tentarle tutte per uscire da questa gabbia. Solo credendoci potremo farcela ;)

drcollevecchio

Utente Avanzato

  • "drcollevecchio" is male

Posts: 756

Activitypoints: 2,271

Date of registration: Jul 15th 2013

Location: Pescara

Occupation: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Send private message

8

Monday, October 14th 2013, 4:56am

Salve,
non devi assolutamente sentirti solo. Io sono sicuro che intorno a te ci sono persone che ti possono aiutare. Che tipo di terapia hai fatto? che indirizzo era?
In commercio ci sono numerosi libri sulle tecniche di rilassamento, alcune corredate anche di cd. hai mai provato ad acquistarli?
Fortunatamente dall'ansia patologica se ne esce, e sono sicuro che hai le risorse per farcela.
Per altre info sono a disposizione
buona fortuna :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

9

Monday, October 14th 2013, 8:42pm

Gentile dott. Collevecchio,

la ringrazio per la sua disponibilità e le sue parole piene di speranza. Le sto scrivendo dopo un'attacco d'ansia acuto: sono ancora un po'scosso ma ce la faccio, perlomeno scrivere mi aiuta a sfogarmi. Anch'io credo (e spero) di farcela. So di non essere solo, perché sono circondato da persone che mi ascoltano e mi comprendono. Il fatto è che non credo che mi possano capire sino in fondo: penso che soltanto chi ha la mia stessa patologia può capire che non esagero quando dico che mi sento morire, che mi sento in gabbia, che sono immerso nel "male di vivere"! Essere così negativo fortunatamente non mi capita sempre, ma durante un attacco d'ansia è la norma, e a volte chi è intorno a me minimizza ciò che sento, con il risultato di farmi sentire ancora peggio. So che lo fanno in buona fede, per non farmici pensare... ma avere l'ansia non è pensarla, è sentirla.
Riguardo la mia terapia, è stata del tipo cognitivo-comportamentale: siamo risaliti alle cause dei miei disturbi, rintracciabili in alcuni miei comportamenti passati, certamente errati ma spontanei, che mi hanno saturato poiché ho sempre compresso dentro di me le emozioni, soprattutto quelle negative, sino a scoppiare.Tuttavia credo ci sia dell'altro, dato che la mia ansia è (credo) patologica, probabilmente qualcosa di organico: per questo motivo sto seriamente valutando l'idea di rivolgermi da un neurologo, in modo da avere una diagnosi che sia cosa altra dalla psicoterapia. Non so se sto facendo bene o se saranno solo altri soldi sprecati.
Riguardo i libri da lei citati, sarei felice se me ne consigliasse qualcuno tra quelli che lei crede mi possano servire: so che ce ne sono tantissimi e non ho mai acquistato nulla perché non ho mai saputo quale scegliere. Voglio tentare anche questa strada, voglio fare di tutto per stare bene: sono ottimista, credo in me ma senza presunzione, per questo motivo mi affido anche ai consigli degli altri.
La ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi.

Cordiali Saluti

drcollevecchio

Utente Avanzato

  • "drcollevecchio" is male

Posts: 756

Activitypoints: 2,271

Date of registration: Jul 15th 2013

Location: Pescara

Occupation: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Send private message

10

Tuesday, October 15th 2013, 12:41am

Salve,
lei scrive
mi sento morire, che mi sento in gabbia, che sono immerso nel "male di vivere"! Essere così negativo fortunatamente non mi capita sempre, ma durante un attacco d'ansia è la norma
la invito a invertire il suo approccio, non pensa così quando ha l'ansia...ma sono questi pensieri a farle venire l'ansia. Come le avrà spiegato la terapeuta il nostro modo di pensare influenza le nostre emozioni.
Che intende che la sua ansia è di origine organica? E' normale che l'ansia sia causata da uno squilibrio di neurotrasmettitori. L'importante è decidere come riequilibrare la situazione: la psicoterapia lo fa tramite le parole, mentre la farmacologia tramite principi attivi. Il perchè avviene lo squilibrio? Le ricerche non danno ancora risposte certe, ma quello che è certo che entrambe le strategie (psicoterapia e farmacologia) danno gli stessi risultati. :)
Per rilassarsi provi a seguire questo video , l'ho trovato interessante.
Per altre info, sono a disposizione.
Buona serata :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

11

Tuesday, October 15th 2013, 9:01pm

Spett.le dott. Collevecchio,

la ringrazio profondamente per il tempo che mi dedica. Ho letto con interesse il link che mi ha inviato e mi ritrovo nella sintomatologia e nel percorso ansiogeno. In tanti anni di psicoterapia non abbiamo quasi mai parlato di una causa organica alla mia ansia: l'impressione è che fosse sbagliato il mio modo di pensare, di interfacciarmi alla vita, di gestire le emozioni. Ma se la causa è organica, mi chiedo quando possa valere cambiare approccio di pensiero (cosa che peraltro, in questo anni, ho fatto ma che ora mi serve poco). Le faccio un esempio banale: se mi rompo una gamba, non credo che il dolore mi passerà solo pensando al fatto che la gamba in realtà è sana... Quando sono nel pieno delle crisi, mi sforzo di pensare positivo e finora un po'mi è servito, dato che non ho assunto ansiolitici né spinto nessuno ad accompagnarmi al pronto soccorso.
Il fatto è che vorrei evitare di piombare in queste crisi acute: stamattina ho creduto per l'ennesima volta di morire, di non farcela, non vedevo vie d'uscita. Quando sono in quello stato le mie forze vengono meno e mi sforzo davvero tanto per mantenere la lucidità. Deve perdonare il mio sfogo, ma dopo 12 anni di psicoterapia, interrotti i farmaci, credevo di trovare sollievo, invece... Forse sarò condannato a prendere medicine per sempre, o forse è stato sbagliato l'approccio che i medici hanno avuto nei miei confronti, forse la mia patologia è stata sottovalutata: in effetti, quando mi sento bene sono un leone e nessuno direbbe che poi sto così male. Stamattina, in preda alla disperazione e ansioso di ascoltare il parere di un altro esperto, ho contattato un neurologo molto bravo, amico di famiglia, il quale mi ha detto che una visita da lui era inutile, che dovrei riprendere la terapia farmacologica. La cosa mi fa stare male: pensavo di aver troncato con i farmaci. E poi l'altra paura assurda: e se tutte queste medicine alla lunga mi avessero fatto male? Se un domani avrò problemi legati alla loro assunzione?
Vorrei farcela da solo, con le mie forze, anche se a volte mi sembrano insufficienti. Per questo le chiedevo un supporto: nessuno sin'ora mi aveva consigliato libri appositi sull'argomento, e mi farebbe piacere se mi indicasse qualche titolo efficace. Né alcuno mi aveva consigliato il training autogeno: ho dato un'occhiata veloce al video che mi ha inviato, mi sembra ben fatto e penso che lo proverò a breve, sperando che funzioni. Mi interessa il suo approccio, per questo sono rimasto colpito quando mi ha chiesto se mi avessero offerto "strumenti" per affrontare l'ansia. E mi piacerebbe sapere cosa fare, soprattutto quando sono nel pieno di una crisi: un trucco, uno stratagemma, una tecnica che mi aiuti a non perdermi nel mio abisso.
A quanto vedo lei opera a Pescara e siamo un po'lontani, ma se potessi (e magari potrei averne la possibilità) verrei volentieri da lei per delle sedute: per la mia salute, per stare bene, sono disposto ad andare dappertutto. Tuttavia se lei dovesse conoscere qualche terapeuta di sua fiducia nel barese, specializzato nella mia patologia, mi farebbe piacere se me lo indicasse. Forse farei male a lasciare i miei terapeuti, ma non so più cosa fare. E ho tanta voglia di fare. :)

Distinti Saluti

drcollevecchio

Utente Avanzato

  • "drcollevecchio" is male

Posts: 756

Activitypoints: 2,271

Date of registration: Jul 15th 2013

Location: Pescara

Occupation: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Send private message

12

Wednesday, October 16th 2013, 4:45am

Salve,
il suo sfogo è normale e comprensibile; dopo 12 anni di terapia farmacologica e psicologica dover ancora affrontare gli spettri dell'ansia è sconfortante.

'impressione è che fosse sbagliato il mio modo di pensare, di interfacciarmi alla vita, di gestire le emozioni


questo è il giusto modo di lavorare e intervenire, ma non ci vuole il "pensiero positivo" ma un pensiero razionale e flessibile.
Ma se la causa è organica, mi chiedo quando possa valere cambiare approccio di pensiero
dipende da cosa si intende per "causa", io penso che non si possa definire una causa ma un insieme di fattori, che vi sia uno squilibrio di neurotrasmettitori è naturale, altrimenti non avrebbe i sintomi fisiologici dell'ansia. Ma parlare di "causa" organica secondo me non è corretto. Ormai la scienza ha confermato che la terapia farmacologica e psicologica hanno gli stessi effetti.
Provi a fare il training di rilassamento tutti i giorni, solitamente gli effetti rilassanti si generalizzano sul resto della giornata.
Un libro interessante e con una base scientifica è Il benessere della mente per negati , nonostante il titolo ironico l'ho trovo molto utile; se decide di leggere il libro, cerchi anche di seguire gli esercizi che consiglia.
La terapia CC è un indirizzo terapeutico che lavora su 3 fattori : emozioni, comportamenti e modo di pensare. Durante il percorso terapeutico, in base alle esigenze, possono venir insegnate anche tecniche di rilassamento, o abilità sociali. Durante il nostro sviluppo può succedere che non abbiamo appreso tutte le strategie migliori per il benessere, su questo interviene la terapia insegnando le strategie adeguate.
Per altre info sono a disposizione
Buona giornata :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

13

Monday, October 21st 2013, 9:07pm

Gent.mo dott. Collevecchio,

scusandomi del ritardo della mia risposta, voglio ringraziarla per la sua premura. Sicuramente acquisterò il libro e farò tesoro di ciò che mi insegnerà.
Questi giorni sto un po'meglio, ma ho dovuto ricorrere all'aiuto dei farmaci, sopo un consulto con la mia terapeuta: sto assumendo Tavor (una compressa da 1 mg di sera) e finalmente riesco a dormire bene di notte, senza fare incubi e senza ansia. E'stata un po'dura per me ammettere di dover tornare a riprendere un medicinale, ma devo pensare al mio benessere immediato; e la mia terapeuta mi ha tranquillizzato, dicendomi che non c'è scritto da nessuna parte che ciò significherà iniziare punto e daccapo. Ora sto meglio, ma da qualche giorno mi sento ansioso di pomeriggio: sono sempre stato amante e sostenitore della pennichella pomeridiana, grazia alla quale mi rilasso e mi rigenero. Ma da una settimana non riesco più a riposare: quando mi corico, inizio a sentirmi irrequieto e va a finire che non dormo (o mi appisolo 5 minuti, svegliandomi profondamente angosciato). Dovrei provare a visionare il video che mi ha inviato, potrebbe davvero servirmi. Il fatto è che vorrei cambiare il mio modo di pensare, interrompendo così il circolo vizioso che si crea. Quando sto male, la paura della morte mi attanaglia; quando sto bene, penso che potrei stare male, ho paura a rimanere da solo e questo è invalidante. Quando penso che non ho problemi fisici, ugualmente mi pongo delle domande che alla fine generano in me ansia e inquitudine:
- sono stressato o è solo ansia?
- se tutta questa ansia mi farà male?
- se il mio cuore non dovesse reggere a tante e tali emozioni?
- se tutte le medicine assunte in questi 11 anni hanno minato il mio cuore?

Sì, il mio cuore, tutto parte da lì: ho paura che in seguito ad uno spavento, ad una forte emozione, a tanta ansia accumulata possa fermarsi (si sa che ansia e stress fanno male).
Non so darmi delle risposte e questo mi fa stare male; con il Tavor sto meglio, ma a quanto pare non mi copre per tutto l'arco della giornata.
Vorrei davvero avere risposte più esaurienti e imparare a combattere questi pensieri negativi, veri o falsi che siano!
Ho bisogno di validi strumenti che mi aiutino a fare chiarezza e a non avere più paura.
Mi scusi per lo sfogo, ma mi fa bene parlare così schiettamente, sapendo che lei può capirmi.
Grazie ancora per i preziosi consigli.

Domenico :)

drcollevecchio

Utente Avanzato

  • "drcollevecchio" is male

Posts: 756

Activitypoints: 2,271

Date of registration: Jul 15th 2013

Location: Pescara

Occupation: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Send private message

14

Monday, October 21st 2013, 10:54pm

Salve
Quando sto male, la paura della morte mi attanaglia; quando sto bene, penso che potrei stare male, ho paura a rimanere da solo e questo è invalidante.
quello che ha descritto è il classico circolo vizioso dell'ansia. Quando si sta male si pensa al peggio, quando si sta bene si pensa al momento in cui si starà male.
I pensieri ansiogeni possono essere gestiti, se non sta seguendo una terapia CC provi a fruttare le indicazioni del libro che le ho consigliato per imparare. Le ricadute ci possono essere, l'importante è non demoralizzarsi , se si è stato bene una volta ci si può riuscire di nuovo. Quando mi parla di terapeuta, si riferisce ad uno psicoterapeuta? Se non riesce a migliorare con l'ausilio del libro, provi a chiedere una consulenza da un terapeuta CC.
Buona serata :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

Domenico78

Nuovo Utente

  • "Domenico78" started this thread

Posts: 9

Activitypoints: 41

Date of registration: Oct 11th 2013

  • Send private message

15

Saturday, November 9th 2013, 12:05am

Spett.le dott. Collevecchio,

mi scuso per il ritardo di questa risposta, ma ho vissuto giorni davvero terribili. L'ansia si è manifestata in tutta la sua collera, che questi anni avevo tenuto a bada con i medicinali. Come se non bastasse, la mia psichiatra mi ha messo alla porta, dicendomi di non poter più fare nulla per me se in quattro anni di psicoterapia fatti con lei non ne sono venuto fuori. Non mi sembra sia stato un atteggiamento corretto nei miei confronti... io sono stato davvero male. Per giunta, si è rifiutata di darmi qualsiasi medicinale, dicendomi che potevo farcela da solo. Ma come si fa a farcela da soli quando ansia e pensieri di morte di assalgono con prepotenza e non ti lasciano più? Morale della favola: ho ripreso, sotto prescrizione del mio medico curante, a riprendere l'efexor (1 compressa da 37,5 mg al giorno) più una compressa da 1 mg di tavor alla sera (ed eventualmente, quando mi sento agitato più del solito). Devo dire che sto già un po'meglio, anche se oggi pomeriggio, per esempio, mi sentivo agitato e ho saltato la lezione serale di yoga per paura di stare male. Spero di riacquistare a breve lo smalto perduto. Leggerò al più presto il libro che mi ha consigliato e spero di trarne dei benefici. Non ho ancora provato il training autogeno perché ho paura che mi metta ansia invece di aiutarmi (ad alcuni è successo, stando ai commenti su youtube)... magari lo proverò stando con la mia ragazza. Infine, mi sono rivolto ad una nuova specialista, a quanto pare molto preparata, consigliatami da un mio amico fraterno: si tratta di una psicologa e terapeuta che si occupa di psicodinamica, un approccio da me mai provato che punta direttamente sul sintomo. Il primo colloquio è andato bene, ho avuto un'ottima impressione. Spero che la cosa possa risolversi: come vede, dopo 11 anni e nonostante le opinioni contrarie, credo ancora di potercela fare con l'aiuto di un valido specialista. Il mio medico curante, ad esempio, non crede negli psicologi e negli psichiatri e dice che nel mio caso dovrei solo prendere l'efexor. A vita. Ma io voglio uscirne, voglio stare bene per me e per chi mi è accanto. Le chiedo un consiglio: quando devo fare qualcosa ma mi sento ansioso (vedi la lezione di yoga), come devo comportarmi? Affrontare la situazione, col rischio di stare più male? O mettermi calmo e aspettare che tutto mi passi? O ricorrere subito all'ansiolitico? Domani, ad esempio, andrò a Benevento per due giorni: una piccola vacanza con la mia ragazza e i suoi famigliari. Ma ammetto che ho paura di sentirmi male e di far preoccupare tutti. Spero vada bene e che mi serva per rilassarmi. So che avrò i medicinali con me, ma non voglio abusare dell'ansiolitico, anche se ora ho accettato l'idea di riprenderli, perché comunque mi fanno stare meglio.
Spero di non averla annoiata con il mio sfogo.

Le auguro una buona serata e la ringrazio per l'attenzione che sono sicuro porrà a queste mie righe.

Cordiali saluti :)