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Renegade

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Friday, June 21st 2019, 10:10pm

Ansia per legittimare lo star bene. Strano meccanismo psicologico

Ansia, ansia, panico ed ansia. Così, tutti i giorni, tutto il giorno, da anni.
Sono stanca, così inizio a riflettere: quest’ansia cronica, deve pur nascere da qualcosa!
Provo ad interrogarmi, a cercare di capire, perché la risposta è certamente dentro di me, devo solo ascoltarmi.
Dopo tanto, finalmente si accende una lampadina: in me scatta in meccanismo psicologico perverso, ancora un po’ difficile da chiarire e delineare a pieno.
L’ansia ed il dolore, sono come un “pegno”, un modo per legittimare le cose buone che mi capitano; sono la prova che ci tengo, che sono degna, che non do nulla per scontato.
La mia ansia, deriva dalla paura che, se non mi preoccupo, ciò che amo mi verrà portato in qualche modo via.
Lo so, suona strano, proveró a spiegarmi meglio:

le cose belle hanno un prezzo.
Se mi succede qualcosa di buono, devo essere grata e soprattutto devo meritarmelo.
Se non mi preoccupo, vuol dire che sono ingrata, che sono arrogante, che do per scontato ciò che la vita mi ha generosamente donato ed allora, quel qualcosa, mi verrà portato prima o poi portato via, come se fosse una legge non scritta dell’universo.

Le volte che ho provato a rilassarmi riguardo a qualcosa, mi sembrava che davvero questa poi vacillasse e così tornavo al mio stato d’ansia, interpretando quanto successo, come una sorta di monito/avvertimento.
Quasi certamente, riconosco che ero io a vedere le cose “tremare”, anche lì dove così non era.
In pratica, finivo per auto-avvalorare il mio ragionamento inconscio, vedendo ciò che “volevo” vedere.
Provo a fare qualche esempio:

devo dare un esame? Se non fatico, non merito di passarlo (quindi mi riduco all’ultimo, ammazzandomi di lavoro ed angosciandomi).
ho un fidanzato? Se non me ne preoccupo costantemente, se non sto attenta ad ogni possibile segnale di crisi, se non vivo nell’ansia e nel costante mettermi in discussione, se mi rilasso e semplicemente me lo godo...allora prima o poi mi verrà portato via (da un incidente, da un’altra o dal mio stesso modo di essere).

Ho cercato di capire da cosa possa derivare questa sorta di “punizione autoinflitta” e, per adesso, sono giunta a due teorie:

a) da piccola, venivo punita per QUALSIASI cosa. Il più delle volte, le cose belle che mi capitavano, venivano usate come arma di ricatto (es. “tra una settimana c’è una festa a cui vuoi tanto andare? Se non righi dritto non ci vai!” ed io iniziavo ad avere paura anche di proferire parola; nonostante i miei sforzi di compiacere e far bene, siccome mio padre è fondamentalmente sadico, all’ultimo qualcosa puntualmente non andava, venivo punita, e la cosa bella saltava/veniva rovinata).
Forse, da adulta, continuo a ricattarmi, ripetendo quello schema.

b) mi é sempre stato detto (sempre in famiglia), che qualsiasi cosa buona mi capitasse era:
o perché avevo fatto pena all’eventuale “benefattore”
o perché quel benefattore era estremamente educato e mi aveva concesso un “privilegio”
oppure perché campavo di rendita.
In pratica, se ad esempio prendevo un buon voto alle elementari, non era perché avevo studiato, ma perché avevo fatto pena alla maestra, oppure non volevano farmici rimanere male con un voto basso, nonostante me lo meritassi;
se mi invitavano ad una festa, non era perché avevano piacere ad avermi lì, ma perché pareva brutto non farlo;
se prendevo un buon voto alle medie, era perchè campavo di rendita delle elementari e non perchè mi ero impegnata lì per lì;
se andavo bene al liceo, era perché campavo di rendita delle medie e così via (nonostante ciò non abbia senso!).
O ancora, se qualcosa mi riusciva, non era perché me lo meritavo o mi ero impegnata, ma perché “tanto ero portata e mi veniva naturale”.
Ma se qualcosa andava storto, era sempre perché non mi ero impegnata abbastanza.

Forse, oggi, cerco di dimostrare a me stessa e a chissà chi, che quello che mi capita non è un dono dal cielo, ma qualcosa che mi sudo e guadagno ogni giorno, impegnandomi e SOFFRENDO.


Non so se possa avere un senso. Non so se qualcuno sta vivendo la mia stessa situazione.
Sono qui più che altro per un confronto ed uno scambio di pareri ed esperienze.
Più mi confronto e più apro la mente.
Più apro la mente, più forse ne vengo a capo.

This post has been edited 2 times, last edit by "Renegade" (Jun 21st 2019, 10:19pm)


JF04

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Saturday, June 22nd 2019, 12:44pm

Ciao, non posso dire di comprendere a pieno, perché è una situazione che, a quanto leggo, deriva da traumi che ti porti dietro e che non vedrò mai con i tuoi occhi, però ho capito il senso del tuo discorso.

In realtà la tua situazione mi fa riflettere molto, se da un lato credo giusto dare sempre il meglio di sé stessi e mettersi in discussione, dall'altro mi sembra come se ti stessi trattando male, stessi pretendendo un po' troppo da te stessa. Okay, è normale pensare che se non studi non ti sei meritata di passare l'esame, però non è giusto non poterti godere un fidanzato perché devi metterti sempre in discussione.

Quello che voglio dire è che secondo me ci vorrebbe più equilibrio, che poi è del resto quello che cerchiamo tutti nei nostri problemi.

E sì, quello che ti capita non è un dono dal cielo, sei tu che con la tua forza e il tuo sudore te lo sei guadagnata. Anche a me capitava che i miei genitori dicessero cose del genere, e mio padre ha fatto la stessa identica cosa del tuo, più volte, di non farmi andare in luoghi che mi piacevano per qualche ragione a me ancora oggi sconosciuta. Quindi non preoccuparti, goditi quello che hai e continua a lottare per avere sempre il meglio, anche se l'ansia è stronza e si invischia sempre in fatti che non la riguardano :D
"I feel the rain on me
the whispers on the wind.
I only need to think that I'm your kind.
I gotta break the wall,
to reach the skies above,
and fall into your arms to live and die.
Bring me all your love!
'Cause you can save my world!
Your light is what it feeds the Sun
and warms the dawn.
"

Grumele

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Saturday, June 22nd 2019, 6:43pm

Ti capisco.

Renegade

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4

Sunday, June 23rd 2019, 10:47am

Okay, è normale pensare che se non studi non ti sei meritata di passare l'esame, però non è giusto non poterti godere un fidanzato perché devi metterti sempre in discussione.


La cosa strana é che la mia mente porta all’estremo l’angoscia e la rende letteralmente cronica: mi sveglio la mattina ed ho già le palpitazioni. Quello che dici tu sarebbe un pensiero normalissimo: se non studio, non merito di passare un esame.
Nella mia mente, invece, scatta il pensiero: se non ti angosci, non meriti di passare l’esame. Se sono stata in ansia estrema, e poi lo passo copiando (perché ovviamente non sono ben preparata, essendomi ridotta all’ultimo), paradossalmente mi sento apposto con me stessa.

È come se inconsciamente, la mia ansia, fosse per me l’unico modo per scongiurare una “catastrofe” e meritarmi le cose. Se per esempio potrei semplicemente studiare un po’ alla volta, in anticipo, in modo da arrivare preparata, ma senza tutti i problemi che il procrastinare comporta...non lo faccio, semplicemente per complicare di più la faccenda e sentire di aver DAVVERO faticato.
Se il mio ragazzo esce con la macchina a fare la spesa, razionalmente so che posso stare serena, ma inizio ad immaginare scenari orribili ed inizio a stare in ansia, perché mi sembra che preoccuparmi, possa scongiurare un’eventuale cosa brutta che, altrimenti, succederebbe (proprio a causa della mia eccessiva tranquillità).


Più ne parlo, più mi rendo conto di quanto non vada bene e sia davvero disfunzionale :huh: ma allo stesso tempo ho paura di interrompere il circolo vizioso (perché appunto, inizio a pensare: “e se appena mi rilasso, succedesse qualcosa di brutto? E se non notassi certe cose? E se diventassi superficiale e ignorassi dei campanelli d’allarme?”).
Mamma mia, che impiccio :| :roftl:

JF04

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Sunday, June 23rd 2019, 1:21pm

Adesso capisco un po' meglio, è in effetti un bel problema. In realtà, come credevo, è un'arma a doppio taglio, perché mi sembra di capire che alla fine, quando ti viene, ti fa conseguire risultati, almeno nell'ambito dello studio.

Secondo me dovresti allontanarla a poco a poco, se ci riesci. In questi argomenti delicati non si va mai con i piedi di piombo, altrimenti il cambiamento potrebbe risultare troppo pesante da sopportare. Quindi iniziare a ridurre questo circolo vizioso passo dopo passo, tenendo l'ansia solo per le cose più importanti. Un po' come se ti mettessi a dieta dall'ansia, o smettessi di fumare... riduci fino a smettere completamente.

Però certo, è facile a dirlo... farlo è tutta un'altra questione. Ma sono certo che con l'impegno e l'aiuto delle persone vicine, tutto si può risolvere! :)
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the whispers on the wind.
I only need to think that I'm your kind.
I gotta break the wall,
to reach the skies above,
and fall into your arms to live and die.
Bring me all your love!
'Cause you can save my world!
Your light is what it feeds the Sun
and warms the dawn.
"

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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Saturday, July 6th 2019, 12:33am

Ciao. Io ti ho capito perfettamente. Ho un problema simile ma meno pesante. Non riesco mai a godere di quello che ho o a rilassarmi perchè ho paura di diventare superficiale. Ho paura che se mollo le redini poi mi perdo. Rimango in uno stato di ansia e malinconia che però mi fa sentire di guadagnare i momenti di piacere. Come ti hanno già suggerito il cambiamento non può essere radicale ma graduale. É quello che sto cercando di fare anche io e sembra funzioni.

This post by "pispswarren" (Friday, July 12th 2019, 8:00pm) has been deleted by user "Elettra" (Saturday, July 13th 2019, 9:45pm) with the following reason: spam