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katieausten

Nuovo Utente

  • "katieausten" started this thread

Posts: 1

Activitypoints: 10

Date of registration: May 16th 2017

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Tuesday, May 16th 2017, 5:40pm

Ansia E Universita

Salve.
Racconto in breve la mia storia. Mi sono iscritta all'università, triennale e
ora sono al secondo anno. Preciso che ho preso la decisione di iscrivermi a
settembre, dopo la maturità, senza pensare veramente e coscientemente a cosa
stavo andando incontro.


Il primo
anno ho dato in totale tre esami, ottenendo quindi 18 crediti su 60. Essendo
una studentessa fuori sede ero spesso lontano da casa e forse non avendo ancora
ben capito come funzionasse l'università e quanta responsabilità ci fosse
dietro la scelta di iscrivermi ad essa ho preso tutto molto alla leggera e il
risultato del primo anno si può cosi riassumere in: disastro.


Ho iniziato
il secondo anno mettendoci tutto l'impegno possibile affinchè io potessi
recuperare il più possibile i crediti persi. A metà ottobre mi è venuta la mia
crisi d'ansia; tachicardia, sudorazione fredda, paura, tremori, agitazione a
mille. Passo in farmacia, acquisto delle compresse alle erbe (Quetidia), alla
fine mi è passato. Ho pensato fosse per il troppo stress legato alla vita
frenetica della città, alle tante ore passate all''università, allo studio
delle varie materie. Ho passato tutto l'inverno a studiare e ho dato 3 esami, obbligatori,
consigliati al primo anno, due da 12 crediti e uno da 6. Ho passato quello da
12 crediti (scritto) temuto da molti con un voto basso (21), ma la gioia è
stata tanta perchè non mi aspettavo di passarlo. Molto probabilmente l'ho
passato perchè era scritto, se fosse stato orale non sarebbe andata sicuramente
cosi e posso anche spiegare il perchè di tale convinzione. Tutti gli esami che
ho dato sono stati orali, tranne questo e tutti questi esami mi hanno lasciato
solo un'emozione: insoddisfazione. Insoddisfazione perché non sono mai riuscita
a dare il meglio di me nei colloqui orali e se l'anno scorso questa
insoddisfazione non ha avuto lunga vita perchè non avevo per la testa in modo
serio l'università, quest'anno mi è pesata molto ed ecco che una settimana dopo
l'ultimo esame di quest'inverno (dove ho preso 25, non meritato, ma solo grazie
alla bontà riconosciuta da tutti, da molti anni, del professore, e dove sono
sorti i primi dubbi tra la mia rabbia e la mia frustrazione come ad esempio
"io lascio tutto" "non è la mia strada" legati anche al
fatto che ho preso voti uguali agli esami che ho dato l’anno prima e per i
quali avevo studiato molto meno e sicuramente con meno impegno, ma passati
sempre con una “spinta” di clemenza da parte del professore di turno che a
volte me lo ha anche esplicitato che “i libri non bisogna aprirli, ma anche
studiarli”) mi è venuto un secondo attacco d'ansia.


Da qui in
poi è stato un lento declino. Ho ripreso le lezioni, ma la voglia iniziale era
scomparsa, ho cominciato a rattristarmi e a vivere nei miei dubbi e nei
pensieri sempre più cupi e a non stare bene neanche fisicamente, con lo stomaco
sempre sottosopra e con la paura di avere qualcosa di fisico che si è sommato
al resto e così l'ultimo attacco d'ansia di qualche settimana fa è stato
"nefasto": per una settimana ho pianto e basta, ho fatto gli esami
del sangue che hanno confermato che sono in salute, ma sono entrata nel
labirinto della paura; paura di avere un altro attacco, paura di non stare
bene, paura di avere l'ansia in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, tanto
che mi pesa fare un viaggio in treno di tre ore (sto male solo a pensarci) o a
uscire in generale, perchè inevitabilmente la mia mente va a pensare a me che
potrei stare male, che potrebbe salirmi l'ansia, che potrei non essere in grado
di reagire e facendo così ovviamente è come se mi volessi far venire l'ansia di
proposito. Così disperata ho chiesto aiuto ad una psicoterapeuta e alla sua
terapia breve strategica per combattere questo problema. Il punto è: se io
penso di lasciare l'università il mio cuore è più "leggero", anche se
sono consapevole dell'importanza di una laurea e del fatto che molto probabilmente
tutto ciò è legato al fatto che non riesco a gestire bene la situazione vedendo
solo il lato negativo di tutto, ossia che sono in ritardo con gli esami e
quindi che non concluderò sicuramente nei tre anni, che sono stanca di stare
male e di non avere soddisfazioni, che voglio avere qualcosa che mi appaga
invece di sentire questo constante peso addosso. So anche che questa situazione
mentale che si è venuta a creare e che io stessa alimento prima o poi finirà,
ma il pensiero costante dell’università e dell’ansia in sé mi sta distruggendo
piano piano facendomi pesare anche le più piccole cose, come stare con gli
amici o uscire a camminare o farmi un tranquillo viaggio in treno. Vorrei
sapere la prima impressione che viene leggendo questa mia storia, vorrei solo
avere la conferma di non essere totalmente condizionata dal mio malessere nel
dire queste cose, nel voler lasciare il mio percorso di studi, anche perché ripeto
se io penso a me con un lavoro vicino anche alla mia famiglia sento solo
sensazioni positive. Grazie dell’attenzione.

Musetta

Utente Attivo

Posts: 64

Activitypoints: 199

Date of registration: May 17th 2017

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2

Wednesday, May 17th 2017, 4:16pm

Ciao :)
Vorrei solo chiederti una cosa...
Al di là dell'ansia, ti piace quello che studi? Che cosa vorresti fare una volta conseguita la laurea?
Poi ti spiegherò il perchè di queste domande!

A.

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ansia, università