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Naturalmente

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Tuesday, November 28th 2017, 12:43pm

Ansia e agorafobia da concorso pubblico

Buongiorno a tutti,
sono iscritta da poco. Ho letto alcuni dei vostri interventi e in certi mi sono rispecchiata in pieno: come l'ansia nel guidare, la paura nel dover affrontare degli esami all'università, camminare per strada ecc..
Per anni ho combattuto con me stessa sforzandomi in ogni caso di affrontare quasi ogni situazione. Non sempre ci sono riuscita: per anni non ho preso un aereo, per diverso tempo mi sono fatta ospitare da amici per evitare di prendere il treno per andare in università, spesso sono scappata fuori dall'aula di lezione perché mi sentivo in trappola, ho evitato concerti, eventi a teatro. Quando non evitavo la situazione del tutto cercavo stratagemmi: sedermi in una sedia laterale al cinema, cercare strade alternative in auto per giungere a destinazione, sedermi vicino al muro al ristorante. Mio marito mi ha sempre sostenuta, ma costantemente spronata nell'affrontare ciò che mi spaventava e col tempo le cose sono migliorate.
Da dieci anni ho un negozio mio, che gestisco da sola. Ogni giorno ho a che fare con clienti, fornitori e quant'altro. Per me è stato un grande traguardo. Ma ora la situazione economica non va molto bene e sto per cercare di cedere l'attività. Nel frattempo mi sono reiscritta all'università per prendere la laurea magistrale e provare ad entrare in un altro settore. Ci sono quasi, ma intanto sto cercando anche altre opportunità. Ho tentato un concorso pubblico in un piccolo comune. Avevo poco tempo per prepararmi per la prova preselettiva e, per poco, non l'ho superata. E' stato stressante, ma sono arrivata alla fine. C'è da dire però che la sede era un locale non molto grande, con tavoloni che occupavano quasi tutta la stanza.

Ora veniamo al problema attuale: domani avrò un'altra prova preselettiva, in un comune più grande. Più di 500 persone, ma quello che mi terrorizza è la sede d'esame: un auditorium che contiene fino a quasi mille persone. Avremo a disposizione delle sedie, senza nemmeno un tavolo davanti e l'idea di tutto quello spazio intorno o dello spazio che ci sarà tra una sedia e l'altra, senza nemmeno un "appoggio" come il banco o un muro dietro o di fianco mi terrorizza. Lo so che è ridicolo, lo so che a livello conscio non c'è nessun pericolo. Quello che mi preoccupa è che mi venga un attacco di panico e inizi a provare l'impulso impellente di scappare via. Al precedente concorso non ci si poteva alzare finché tutti non avevano finito e non erano passati a ritirare i fogli. Immagino che sia così dappertutto...
Sto provando con gli esercizi di rilassamento, sto provando con delle gocce naturali rilassanti, non mi vergogno a dire che in questi ultimi giorni ho ripreso qualche goccia di xanax giusto per calmarmi un po'.
Mi chiedo se dovessi star male che cosa capiterebbe: immagino che nessuno mi obblighi a forza a rimanere lì dentro. Se proprio non dovessi farcela credo di poter consegnare il foglio, ritirarmi dall'esame e andarmene.
Avete qualche esperienza, consiglio, suggerimento da darmi?
Grazie mille.

Naturalmente

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Wednesday, November 29th 2017, 6:01pm

Buonasera a tutti.
Vorrei aggiornare la situazione. Oggi era il gran giorno. Alla fine, delle 500 persone e più iscritte alla preselezione, eravamo "solo" in 300 e rotti. Speravo che mi assegnassero una sedia al fondo della sala e invece sono finita in terza fila, corridoio centrale.
Ok, è vero, mi sono aiutata fin dalla sera prima con tavolette di valeriana, fiori di Bach più betabloccante che mi ha prescritto il medico (dosaggio minimo) e qualche goccia di xanax che ho iniziato a prendere da 3-4 giorni proprio in vista di questo evento.
So che questi aiuti hanno influito e non poco sulla mia rilassatezza, eppure nell'attesa di entrare, nella fila (in un ampio spazio aperto) per consegnare il documento, nell'attesa che tutti fossero sistemati e consegnassero i plichi e poi durante la prova, quando sapevo di non potermi alzare, ero tranquilla. Ecco, forse avrei potuto essere più concentrata, ma non ho avuto nessuno dei sintomi da attacco di panico o agorafobia o ansia in generale. Ho preferito non voltarmi per evitare di vedere quante persone fossero presenti in sala, ma sono comunque stata bene e questo per me è un traguardo enorme. Ovvio, ora il prossimo step sarà quello di affrontare un evento simile senza "aiuti", ma per ora sono soddisfatta. Quell'enorme sala ora come ora non mi spaventa più. So di non essere guarita, ma per me conta moltissimo.
La prova era difficile, il tempo a disposizione poco e visto il numero di partecipanti, non credo proprio di averlo passato, ma non importa. Forse andrà meglio il prossimo concorso.
Spero che questa mia esperienza possa servire a qualcuno.
Aggiungo solo che, forse, mi ha anche aiutato il fatto di non farmi problemi sul fatto di incontrare eventualmente persone che conosco dovendo dare chissà quale giustificazione per il fatto che partecipassi ad un concorso avendo, attualmente, già un lavoro in proprio. Non ho incontrato nessuno, ma al più avrei detto che ero lì tanto per provare lasciando che ne deducessero quello che volevano...
Buona serata a tutti.

mademoiselle_moi

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Thursday, November 30th 2017, 8:58am

Mi colpisce una cosa del tuo racconto....una certa tendenza a giustificarti per aver usato degli "aiuti".
Io, in una situazione come la tua, senza xanax non mi sarei nemmeno iscritta al concorso. Io oggi penserei solo che ce l'hai fatta, nonostante tutte le tue ansie, a stare lì e fare quel concorso. Ed accetterei il fatto che in questo momento della mia vita ho bisogno di farmaci. Ne uscirai, magari da sola, magari con un aiuto professionale....o magari grazie ai farmaci proverai ad affrontare situazioni, ti sentirai più forte e poi li lascerai nel cassetto e andrai ad affrontare situazioni simili una seconda volta senza farmaci.

Sarebbe come dire che il medico ti riscontra la pressione alta, ti da dei farmaci, e tu ti senti sconfitta perchè non vorresti prenderli e vorresti sconfiggere la pressione alta da sola. Non è possibile. E nessuno credo si senta meno valido/apprezzabile/bravo se deve assumere dei farmaci per curare una patologia.

Ognuno è libero di scegliere, ci mancherebbe, però quello che vorrei dire è solo che se una persona in un momento della vita sceglie, o si arrende ad assumere dei farmaci, non deve sentirsi in difetto. Ecco, era questo il mio messaggio.

Naturalmente

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4

Thursday, November 30th 2017, 9:23am

In effetti, non l'avevo considerata in base a questo punto di vista, però è vero: in questo momento avevo bisogno di prendere un ansiolitico, la prossima volta vedrò in base a come starò. In ogni caso hai centrato il punto: il mio dovermi sempre giustificare. Ti ringrazio mademoiselle per la tua risposta. Lo scambio di opinioni apre gli occhi.
Tra l'altro ho appena scoperto di aver superato la selezione. Ora si va avanti a studiare.

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