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atlantide99

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Monday, September 23rd 2019, 12:19pm

Ansia che non riesco a gestire

Salve a tutti, ho pensato spesso di scrivere in un forum del genere ma solo ora lo sto facendo; spero di avere qualche risposta positiva.
Ho iniziato ad avere una forma d'ansia a dicembre del 2017: avevo iniziato l'università (legge) ad ottobre ma, proprio per il fatto che la frequenza non era obbligatoria per nessuna lezione, non ci andavo spesso. Stavo a casa a "studiare" (in realtà perdevo tempo sui social), non vedevo nessuno per giorni e non uscivo mai di casa con la scusa di dover studiare. Questa situazione è avvenuta per la mia pigrizia: non mi andava di alzarmi presto e dover prendere i mezzi per andare in facoltà. A casa potevo stare comoda e fare quello che volevo e questa cosa non mi è mai pesata fino al Natale. Infatti quel giorno mi venne forte acidità e rischiai di vomitare (sono emetofobica) ma presi il bicarbonato e stetti meglio. Però da lì è iniziata la paranoia del cibo: cominciai a mangiare di meno per la paura che potessi vomitare, mangiavo solo roba salutare e niente schifezze, mangiavo molto finocchio e bevevo molto the verde per poter digerire, ho smesso di mangiare pane e soprattutto non avevo intenzione di mangiare fuori casa per la paura di stare male. Cominciai a rinchiudermi sempre di più in casa e anche quando i miei genitori si facevano gite di una giornata fuori casa, io non andavo mai con loro per questa paura. A ciò si è aggiunta una grandissima ansia per gli esami (nausea e difficoltà a dormire) e sempre più solitudine. Da 47 chili sono arrivata a 44 (ho 20 anni e sono alta 1.65). Ho finalmente parlato con mia madre a giugno del 2017 e lei mi ha detto in faccia tutte le verità che ho scritto precedentemente: sono stata per troppo tempo sola,chiusa in casa a deprimermi. L'inattività e il rimuginare continuo non mi facevano venire fame. Stare con ragazzi della mia età mi aiuta a capire che non sono la sola ad affrontare l'ansia da università. Ho capito tutto questo e grazie ai miei genitori sono stata meglio. Mi hanno fatto una dieta ingrassante (tuttavia ad oggi sono ancora a 45 chili) e mi hanno ascoltata tanto. Il secondo anno di università è andato meglio: sono andata tutti i giorni e ho dato tutte le materie con ottimi voti. Il problema appare quando sono in sessione: quando non devo più andare a seguire le lezioni e quando posso ripetere a casa. Lì ricominciano i disturbi del sonno (mi sveglio presto e non riesco ad addormentarmi), a volte ho dei conati di prima mattina, prima di prendere il latte, il pensiero a quando devo mangiare e cosa devo mangiare, mal di stomaco, inappetenza anche se il mio stomaco brontola, sensazione di grande sazietà dopo aver mangiato (ad oggi mangio 100 gr di pasta, pane con salumi, frutta e caffè). Per i miei ultimi esami del giugno 2018 ho dormito nel letto con mia madre per tutta la settimana precedente e ciòè stato abbastanza umiliante per me perché non ho mai fatto una cosa del genere e non la dovrei fare ora che dovrei essere adulta. Dopo aver finito con estremo anticipo tutti gli esami del secondo anno (un risultato che moltissimi mi hanno invidiato) ho passato un'estate ottima in vacanza e ho avuto dei piccolissimi episodi d'ansia solo qualche volta e sempre prima o durante il ciclo (non ho MAI fame durante il ciclo e sono estremamente sensibile in quel periodo). Adosso sto scrivendo qui perché sono in ansia per l'inizio del nuovo anno accademico: vorrei viverlo serenamente, senza aver problemi alimentari, mangiando con gusto, stando con gli altri ma ho paura che qualcosa possa andare storta (non parlo in termini di profitto accademico, ma dal punto di vista sociale). Voglio stare tutto il giorno fuori casa, mangiare e non pensare di sentirmi male.
Vorrei anche aggiungere una cosa: con l'inizio dell'università è finito il periodo del liceo che è stato bellissimo per me; due mie carissime amiche sono andate a studiare fuori e oltre a mancarmi, mi viene da pensare che sono maturate molto più velocemente di me e che io invece sto andando solo indietro con tutte le mie paranoie. Non ho mai avuto un ragazzo e chiunque intorno a me è fidanzato/a o ha una cotta per qualcuno o è la cotta di qualcuno. Anche questo mi fa pensare di essere molto indietro perché non mi sono mai relazionata con un ragazzo, non ho mai dato un bacio a nessuno e non so come si flirta. Mi manca questa esperienza perché ho 20 anni e non ho mai avuto nessuno che mi amasse in quel modo.
Vorrei sapere delle vostre opinioni e vorrei dei consigli positivi su come poter vivere al meglio la mia vita. Vorrei capire come posso materialmente incanalare l'ansia in qualcosa di bello e positivo e vorrei anche capire come smettere di essere condizionata dalle malattie e dalla possibilità di vomitare.
Mi preoccupo pensando di avere l'ansia per queste cose frivole perché mi chiedo: e quando succederà qualcosa di molto grave cosa farò?

drcollevecchio

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Tuesday, September 24th 2019, 11:48pm

Buona sera,
quando comincia una nuova fase della vita è normalissimo provare un po' d'ansia, in particolar modo mi riferisco agli esami e all'università.
La via migliore per superare le paure è affrontandole.
Per affrontare l'ansia esistono diverse strategie tra le quali c'è anche la pratica di tecniche di rilassamento. Altre strategie te le spiego in questo video "3 strategie per affrontare l'ansia".
Se noti che l'ansia è particolarmente forte e non riesci a gestirla, chiedi aiuto ad uno psicoterapeuta.
Buona serata :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

Miranda809

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3

Wednesday, September 25th 2019, 6:35am

Ciao Atlantide, leggere il tuo post mi ha fatto sentire meno sola .. e mi ha intenerito moltissimo. Soffro anche io di una fortissima e debilitante ansia mattutina, prima di riuscire ad alzarmi dal letto prendo ansiolitici e anti nausea, altrimenti non riesco nemmeno a muovermi...
Non sono mai stata così, anzi, sono sempre stata una ragazza solare e dinamica, ho due bimbi molto piccoli e non mi posso permettere assolutamente adesso come adesso di rimanere inchiodata ansante al letto...
Tra l’altro sono emetofobica anche io... anche se una volta passata la crisi mattutina poi non ho più problemi con il cibo.
Ho provato in mille modi a combattere questa situazione, ieri sono stata da uno psicoterapeuta che mi ha prescritto un antidepressivo che sinceramente ho molta paura a prendere perché ha un sacco di effetti collaterali...tra i quali la nausea...come aggiungere benzina sul fuoco direi!! Quindi sono molto titubante e spaventata...non so cosa fare...
L’unica cosa che mi fa sentire meglio e meno sola è confrontarmi con le esperienze altrui , ti va di raccontarmi meglio come ti senti quando arrivano queste forti crisi di ansia?
Un abbraccio!

atlantide99

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Monday, September 30th 2019, 11:42am

Cara Miranda, grazie mille di avermi risposto, mi hai fatto sentire meno sola. La mia nausea costante è il frutto di somatizzazione. Quando ero più piccola somatizzavo tutto facendomi venire la febbre: l'ho avuta quando ho fatto il mio primo viaggio d'istruzione, quando ho fatto 18 anni, quando ho fatto l'esame per la patente, l'orale della maturità, quando devo partire (per tre volte ho disdetto la partenza), quando ho dato diritto costituzionale. Da due anni però sto somatizzando una forte ansia in questo altro modo per me peggiore del primo perché almeno non avevo problemi col cibo. Nel momento peggiore di tutta questa esperienza mi mettevo davanti ai cibi e pensao "come faccio a mangiarlo? Anche il sapore non mi piace più". In quei casi mi deprimevo tanto ma poi alzavo lo sguardo e vedevo i miei genitori e loro mi hanno dato la forza e me la danno tuttora e odio doverli deludere. Forse ho paura di vivere; di vivere la vita per com'è, crudele più che bella, e di prendermi delle responsabilità. Penso a come affronterei una mia malattia o quella di un parente, o la morte di qualcuno che mi sia caro, come affronterei un rifiuto in amore o nel lavoro o in amicizia? Se mi sposassi e rimanessi incinta sarei una brava madre? Mi viene spesso detto che i figli danno tanta forza di affrontare le proprie paure ma in quel caso avrei paura per loro. Miranda, tuoi figli ti danno forza? Cosa faresti per loro?
Passando a come sono i miei attacchi d'ansia ti mostro come mi sento. In quei giorni mi sveglio molto molto presto, spesso alle sei (e questo anche se vado a letto alle 4) e mi rigiro nel letto. Posso sentire anche brontolare lo stomaco ma mi alzo pensando che "ora devo prendere il latte e ho paura che lo possa rimettere". Mi alzo, vado in balcone a prendere un po' d'aria e guardo le macchine che passano e le persone e penso " il mondo esiste damiliardi di anni, non sono l'unica a sentire queste cose, oggi andrà tutto bene e se va male ci sarà sempre domani". Prendo il latte e va tutto bene. Cerco di distrarmi con video divertenti. L'ansia ritorna quando so di dover mangiare di nuovo e quando devo preparare da mangiare io (come oggi) perché sono sola in casa e in questi casi penso " ma se fossi davvero sola io mi preparerei mai da mangiare? Saprei nutrirmi bene?" e mia madre mi risponde "sì perché il tuo spirito di sopravvivenza ti porta a mantenerti in vita". Quando i giorni sono NO riesco a mangiare la pasta, solo metà panino, la frutta perché durante i pasti fa ingrassare e sempre il caffè. Ho più problemi con le merende perché devo decidere io cosa mangiare e quando mangiare e spesso non le faccio. L'altro giorno non ho fatto merenda e alla sera avevo così tanta fame che mi era venuta la nausea e quindi non ho mangiato tantissimo perché ingozzandomi avrei finito per stare male. Un po' d'ansia l'ho anche quando devo mettermi a letto perché significa che il giorno sta finendo e ne inzierà un altro a breve. Spesso, mentre sono al buio mi ripeto "domani l'ansia arriverà ma tu la saprai affrontare, devi essere forte". Quindi come vedi è un pensiero che ho tutto il giorno ed è un pensiero molto invalidante e molto malato. Il cibo non è un nemico, anzi, è quello che mantiene in vita e che fa funzionare bene il corpo. E questo mi fa pensare che il mio rifiuto per il cibo dienda dalla mia paura di vivere e di affrontare le cose. Nei giorni migliori ho più fame e mangio di più, anche con gusto ma il pensiero è sempre lì e non mi abbandona mai. Da due anni, per ogni pasto che faccio non mi ha MAI abbandonata. Ma io sono stanca perché prima non era così, vivevo in una grande spensieratezza e non ho MAI avuto ansia (nonostante facessi il liceo classico). Quest'ansia mi è venuta con l'università e forse anche per il fatto che sono sempre a casa, coccolata dai miei, mi fa pensare di non essere maturata tanto. Penso "se fossi andata fuori come tutte le mie amiche?". Mi piacerebbe anche fare l'erasmus ma anche qui penso "sarò in grado di vivere sei mesi da SOLA?. Ci sono riuscite molte persone, perché nn dovrei riuscirci io?" e poi penso "eh ma le altre persone non hanno problemi col cibo". Quindi come vedi sono tanti pensieri che si intrecciano e non mi fanno vivere con serenità le cosa belle che possono capitare. Ma io voglio guarire e voglio vivere fregandomene di tutto.
Quanto a te, Miranda, mi dispiace che tu ti ritrovi in una situazione simile alla mia. Purtroppo non ti so dare dei consigli in merito ai medicinali. Io vorrei evitare di prenderli. Magari ti può aiutare parlare con me o con qualcun altro in questo forum; è bello sentirsi capiti. Sai anche perché sei ansiosa? Sai qual è 'effetto scatenante della tua ansia? Cosa ti fa sentire meglio? Un abbraccio, spero che risponderai

arianna73

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Monday, September 30th 2019, 6:23pm

Ciao Atlantide, sto notando ora il tuo messaggio e come prima cosa ti suggerirei di seguire alla lettera i consigli del dottore, incluso quello di intraprendere eventualmente un percorso di psicoterapia.
Tu sei già profondamente riflessiva e introspettiva, hai già capito cose che personalmente del rapporto col cibo io ho capito solo ora (il suo rapporto con la vita, con i nostri sentimenti etc), e ho giusto quel quarto di secolo in più di te :D
...devi solo "non perderti" e in questo può appunto esserti d'aiuto un bravo psicoterapeuta col quale instaurare un rapporto di fiducia costruttivo.

"Voglio vivere fregandomene di tutto" non è un obiettivo che ti aiuterà, anzi, è ansia garantita. Perché è un ritorno impossibile al passato, e tu invece hai iniziato proprio questa fase nuova senza ritorno, che poi è la via del diventare adulti, e un adulto che vive "fregandosene di tutto" non fa poi questa gran vita invidiabile ;)

Semmai quello che cerchi e che sicuramente troverai è un nuovo equilibrio, e la forza di cambiare col passare del tempo e affrontare le circostanze più diverse. Senza sperare , però, cose irrealistiche tipo non avere mai cedimenti, non soffrire mai più di ansia etc... diciamo che una cosa che ci paralizza ancora di più è "aspettare" che le situazioni si stabilizzino senza scossoni, "per sempre".
Che è contronatura.
E' inevitabile e secondo me anche molto sano che tu ti faccia tutti questi pensieri, ti aiuteranno tanto: non devi cancellarli, fanno parte di una sensibilità adulta e matura. Devi invece trovare un modo di conviverci e farne una risorsa.
Qui torniamo all'inizio, se ti senti troppo "ingarbugliata" fatti aiutare, non c'è assolutamente nulla di male o di deludente per i tuo i genitori...
E non credere che sarai mai in qualche modo "con la scorza impenetrabile" per affrontare le grandi gioe della vita e i grandi dolori (ma se ci si chiude agli uni, non passano manco le altre...) io mai avuto problemi col cibo e cuoca eccezionale*, ma sono diventata emetofobica anche io al mattino soprattutto, e ho avuto grosse difficoltà - tuttora non superate completamente - dopo il dolore della morte di mia madre, alcuni mesi fa.
Anche i figli, non sono dei "dai-forza", o almeno, funziona nei due sensi: la danno ma la chiedono anche tanto, ne hanno enorme bisogno.
Per ora comincia a vivere un giorno alla volta, con i pensieri più saggi che già sei in grado di fare, e datti un limite di tempo (non lontanissimo) entro il quale eventualmente chiederai aiuto per sviluppare tutta questa bella energia che hai dentro senza farla implodere dentro, in manifestazioni psicosomatiche e ansia paralizzante.

un abbraccio e tanta ammirazione per la profondità dei tuoi pensieri.

*a detta di conoscenti amici e soprattutto voracissimi giovani parenti :D

atlantide99

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Thursday, October 3rd 2019, 10:18pm

Cara Arianna, grazie a te per aver risposto.
Forse non mi sono spiegata tanto bene, ma ho troppe cose nel cuore per poterle dire tutte e nel modo migliore. Hai capito perfettamente che io vorrei vivere non "fregandomene di tutto" ma vorrei vivere le situazioni dando a ciascuna il giusto peso e non lasciandomi influenzare dalle cose cattive al punto da pensare di non essere in grado di andare avanti
Ho paura del mio modo di affrontare le cose. Per fare un esempio: non ho paura di fare un esame, del momento in cui sono interrogata dal professore, ma ho paura di tutto ciò che accade prima e di come io affronto questo stress.
Il mio obiettivo è capire come trasformare quest'ansia in qualcosa che possa essere per me positivo e non lasciare che lei si sfoghi sul mio rapporto col cibo non facendoki mangiare più
Tuttavia stasera è accaduta una cosa che mi ha fatto di nuovo pensare a questo rapporto. Mio fratello è sempre stato un tipo abbastanza svogliato nello studiare e ultimamente anche nervoso. Non che sia mai accaduto qualcosa di tragico ma molto spesso l'ora di pranzo e di cena era brutta da affrontare per me perche eravamo tutti e quattro a tavola e si poteva arrivare a certi argomenti che sfociavano in liti. Quando ciò accadeva (e anche per motivi futili: andare male a scuola ecc.) e quando mio padre e mio fratello alzavano la voce e cominciavano ad urlare (perché questo è il solo modo in cui gli uomini purtroppo affrontano le situazioni) a me si chiudeva lo stomaco, mi alzavo e me ne andavo.
Questa cosa è successa anche questa stessa sera e adesso non mi sento tranquilla. Non so se questo possa essere uno dei motivi che hanno alterato il mio rapporto col cibo, ma lo sospetto.
Ci sono tante cose che in questo momento sento che mi manchino e, non so, sono anche tormentata dal fatto di non provare mai certe cose o di non essere in grado di capire l'amore (che dicono sia la cosa più bella che si possa provare). Se mai accadranno, non vorrei viverle fregandomene di tutto, ma vorrei essere in grado di affrontarli e soprattutto non vorrei mai fare allontanare qualcuno raccontandogli di tutto quello che ho dentro.
Mi è sempre successo di avere delle amiche e di essere abbandonata da loro per altre amiche. Ho paura anche di stare da sola, di affrontare le cose da sola; voi mi potreste dire "ma non è possibile che tu rimanga sempre sola". Ma purtroppo è successo e le uniche persone che ho avuto sono state i miei genitori, solo loro. E mia madre stessa mi ha detto che "loro non mi bastano più". Avrei bisogno di altro ma non credo che lo vivrò mai, perché mi confronto con tutti gli altri.
Non so se quello che sto dicendo abbia un senso, in questo momento sono molto triiste e avevo bisogno di scrivere le mie emozioni. Così magari si avrà un quadro più ampio della situazione che mi ha portato qui oggi a scrivere tutto e magari qualcuno potrà ritrovarsi in quello che ho detto o mi potrà dare dei consigli.

arianna73

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Friday, October 4th 2019, 3:29pm

Ora come ora più che un consiglio ti darei un abbraccio :friends:

Mi ha fatto un'enorme tenerezza quello che hai raccontato, la vulnerabilità che hai ammesso. Io penso davvero ci si potranno riconoscere tanti, nel passato come nel presente. Quel "groppo" allo stomaco o alla gola... Personalmente a me è successo tante volte, e da chi mi conosce sono spesso stata giudicata come "una tosta", non un'ansiosa.
In realtà abbiamo tutti un nucleo vulnerabile, e alcuni anche di più.
Le ragioni del tuo malessere a me sembrano venire da una grande energia interiore,sei ricca di osservazione, riflessione, intensità di percezione , e hai già capito anche questo, tutto questo va ridiretto in modo che ti arricchisca la vita e non te la blocchi.
Secondo me andrà proprio così, vuoi perché stai partendo in tempo a renderti conto di tante cose, vuoi perché mi sembra che pur con tutte le difficoltà che ci sono in ogni famiglia i tuoi genitori riescono a comprendere il tuo stato d'animo.
l'ansia nel tuo caso può anche essere come dice l'attrice Diane Keaton nota ansiossima :D , un segnale di vitalità. Vedi già come una mezza risorsa anche l'ansia, appunto come un "fuoco di segnalazione" , che vuole dirti chi sei e come vuoi crescere.

...anzi un mini-consiglio te lo do

Quoted

soprattutto non vorrei mai fare allontanare qualcuno raccontandogli di tutto quello che ho dentro.


non ti vergognare di quello che provi, non sentirti "difettosa". non dico che tutte le persone siano quelle "giuste" per aprirsi, pure questa è una cosa che s'impara, ma "quello che hai dentro" non è una vergogna, non è un difetto di fabbrica, è la tua autenticità e tienitela stretta :) Lavoraci su quel tanto indispensabile per essere più serena e crescere, aprirti un po' più tranquillamente, ma non c'è bisogno di "occultamenti".
a presto :)

repcar

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Friday, October 4th 2019, 5:54pm

ciao.....l'apparato digerente viene anche chiamato "secondo cervello" e l'abbinamento non è fatto a caso. Purtroppo la tua ansia diventa gigantesca al solo pensare di mangiare qualcosa. Il tutto è normale quando si attraversano periodi di stress prolungati. Secondo il mio punto di vista vivi con intorno tanti piccoli stress, che uniti ti portano a vivere una vita non tua. Essendo una persona sensibile tutto quello che ti circonda la vedi con negatività, quindi bassa autostima e pensieri che valicano il vivere quotidiano. Ricorda che i se ed i ma non hanno mai scritto la storia, devi vivere nel quotidiano perchè ricorda il cervello di porta ad oltrepassare questo limite portandoti a pensieri, sempre negativi, in un ipotetico futuro.
Hai mai fatto psicoterapia? :thumbup: