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Dubbiola

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Tuesday, July 16th 2019, 9:29am

Amore e paura di non amare

Buongiorno a tutti,
ho deciso di condividere anche io la mia esperienza in quanto ho letto di tantissime persone che si trovano nella mia stessa situazione.
Ho quasi 30 anni, nel 2012 ho sostenuto l'esame di stato di specializzazione dopo la scuola, ma per un malessere non sono riuscita a concluderlo e per la prima volta nella mia vita ho "fallito", da li sono iniziati i disturbi di ansia: avevo ansia a guidare, a stare all'aperto e in mezzo alla gente...per poi andare a fare il callo sull'ossessione per il bagno, cioè la necessità di avere sempre un bagno vicino o disponibile. Ma la vita ha continuato normalmente anche se con qualche difficoltà in più.
Nel 2014 sono andata a convivere con il mio ragazzo, stavamo insieme già da 8 anni, la convivenza andava bene anche perchè lavoravamo nello stesso posto quindi condividevamo tutto. A fine 2014 l'azienda va male e ci lascia a casa, intanto i miei "problemi con il bagno" continuavano inesorabilmente anzi peggioravano anche vista la situazione, così decisi di andare da uno psichiatra. Mi criticò perchè nonostante la situazione precaria avevamo deciso di andare a convivere e mi diagnosticò un disturbo d'ansia chiamato agorafobia...prescrivendomi degli antidepressivi poichè dietro a molti disturbi d'ansia potrebbe esserci la depressione, o così mi disse. Mi spaventai molto e vedendo la depressione come un'assurdità perchè mi sentivo felice nonostante tutto, decisi di non prendere niente e combattere da sola, con il sostegno del mio compagno che sapeva tutto. Col passare del tempo, rimanendo senza lavoro e avendo problemi economici abbiamo iniziato a litigare un pò più del previsto e io accumulavo rabbia e rancore verso di lui perchè in qualche senso gli davo la colpa di tutta la situazione. In ogni caso mi rimboccai le maniche e mi iscrissi a un corso di specializzazione, concluso questo corso con ottimi risultati, trovai lavoro nella ditta dove attualmente sono passata a tempo indeterminato (lavoro iniziato nel 2015). Lui nel frattempo ha cambiato diversi lavori perchè purtroppo il periodo è quello che è, mentre io continuavo a sviluppare ossessioni, lo amavo ma accumulavo rabbia in quanto ero convinta che mi tradisse, mi stesse prendendo in giro, mi usasse...quindi ogni occasione era buona per mettere alla prova il suo amore per me...una litigata, pace e via di nuovo amore come prima. Ma ogni volta era meno appagante per me e i dubbi rimanevano nonostante le sue rassicurazioni. Andiamo avanti così per anni, con la mia estrema gelosia e terrore di essere presa in giro...
31 Ottobre 2015, avevo appena iniziato nel nuovo (attuale) posto di lavoro, avevo i nervi a fior di pelle, con la rabbia repressa accumulata e i vari problemi economici, oltre alla mia fastidiosa "ossessione per il bagno" (non ci permetteva di andare da nessuna parte senza che avessi un attacco di panico), quella mattina mi venne una colica renale, all'inizio non capivo cos'era, sapevo solo che era un dolore mai provato....finisco all'ospedale, nessuna spiegazione a parte lo stress, so solo che dopo l'episodio stavo molto meglio. Il giorno dopo era il nostro 9° anniversario di fidanzamento, e mi chiese di sposarlo, accettai subito senza neanche pensarci, è stato il momento più bello.
Con l'aiuto dei miei genitori organizziamo il matrimonio, va tutto liscio, a parte qualche dubbio esistenziale che ogni tanto sottoponevo a lui,e nel frattempo cambiamo casa, (ci trasferiamo nel mio appartamento che si era liberato), quindi altro periodo stressante che alimenta le mie solite ossessioni verso di lui, oltre che per il bagno, la cellulite, ed altri aspetti per me negativi del mio corpo. Il giorno del nostro matrimonio è il più felice che io ricordi al momento
2016, lui era ancora incasinato col lavoro e dal lavorare all'aperto era passato a lavorare in fabbrica (dove attualmente è a tempo indeterminato), io rompevo il cazzo (scusate il francese), come sempre...con le mie ossessioni e i miei dubbi sulle SUE intenzioni e le mie inadeguatezze, a un certo punto non ce la fece più....dopo un anno di matrimonio disse che non sapeva più se mi amava e voleva stare con me ma stava male, quindi voleva andarsene...
Io ero disperata, mi sembrava di morire, smisi di mangiare e di pensare ad altro...
Alla fine dopo qualche settimana (di inferno) mi dice che alla fine mi ama, e con qualche ansia ricominciamo....io ero felicissima
Ma qualcosa mi era rimasto, ero felice ma comunque ero rimasta un pò bruciata, così capimmo che avevamo già tutto quello che volevamo ma ci mancava qualcosa, iniziammo a pensare a un bambino...l'idea ci rese inizialmente felici.
Passati due mesi dall'episodio..io ero in balia dei pensieri...mi chiedevo se era giusto fare un figlio con questa insicurezza profonda che mi era rimasta, quel senso di vuoto anche se solo temporaneo che la sua reazione mi aveva provocato.
Un giorno sono arrivata al limite e era ormai qualche giorno che pensavo al suicidio...non volevo attirare l'attenzione, il mio unico scopo era SMETTERE DI PENSARE, andai a chiedere aiuto e mi prescrissero degli ipnotici almeno per dormire, ne parlai con lui, vedeva che stavo male...mi spinse a tornare dai miei per chiarirmi le idee...con mia mamma scoppiai e le raccontai tutto, mi sentivo una fallita e un mostro perchè a parte quello che era successo avevo anche dei dubbi sui miei veri sentimenti per lui e non sapevo come uscirne.
Mentre ero dai miei un giorno ero talmente arrabbiata con lui e dubbiosa che decisi di dirgli che non sapevo cosa provavo per lui e che lo vedevo come un amico, lo distrussi ovviamente, e quando mi resi conto di quello che avevo detto anche io crollai di nuovo. I miei preoccupati mi mandarono subito da una specialista, perchè non mangiavo, non dormivo, pensavo a lui e a tutta la vita come un errore...
Iniziai il mio percorso e scoprii di essere stata colpita da sindrome da abbandono...e capii che in pratica LUI era diventato la mia ossessione. Tornai a casa, e ricominciammo a vivere insieme, lui consapevole che ero abbastanza (molto) instabile ed io dubbiosa e ancora un pò arrabbiata (moooolto instabile).
Con la psicoterapia capii che avevo sviluppato un'ossessione per lui, oltre che per le altre stronzate, e man mano che le difficoltà svanivano mi sentivo meglio, ma ciclicamente ci ricadevo. Scoprii che l'amore vero non era la mia ossessione, ma quello che fino a qualche anno prima c'era( di questo sono sicura), nonostante le difficoltà, la cosiddetta sopportazione dell'altro, eheheh
Sono due anni che lotto, ho capito che lui non mi prende per il culo, non si approfitta di me come pensavo, che è fantastico anche se ha dei difetti, e che mi ama....e adesso vi sottopongo il problema:
MA PERCHè HO IL DUBBIO DI NON AMARLO?
Questo dubbio mi fa venire l'angoscia e mi blocca, mi distrugge le giornate, cerco soluzioni su internet (anche se so che è sbagliato), cerco rassicurazioni, cerco certezze e conferme sulla veridicità del mio (credo) sentimento per lui! è una cosa che sfinisce e distrugge...
Vorrei godermi la vita, la relazione e invece devo lottare con me stessa, tra il desiderio di avere un bambino e vederlo come padre (ci stiamo provando) e la tentazione di lasciarlo per vedere se smetto di soffrire
Il fatto è che VOGLIO stare con lui, ma leggo di altre persone che si sono trovate nella mia stessa situazione e dopo un pò di lotta hanno mollato! ma anche di altre che hanno superato il momento e saltuariamente ci ricadono, ma sanno di amare l'altra persona!
Anche io sono convinta di amarlo ma la situazione (mentale) mi pesa molto, mi appiglio all'idea che se non lo amassi non lotterei contro i miei pensieri in questo modo. La mia psicologa mi ha detto di non dare peso a certi pensieri, che siamo quello che facciamo non quello che pensiamo, e ok...ma AIUTOOOOO! Ho avuto nel corso degli anni diversi pensieri intrusivi, ma questo è il peggiore di tutti, anche se sto bene con lui, il pensiero si presenta e rimane li, mi corrode...è un pò estremo da dire ma piuttosto di rinunciare a lui mi ucciderei, anche se non sono più ossessionata, penso al suo bene ed ora gli lascio fare le sue attività (senza che rompo i coglioni con la mia gelosia). Non voglio mollare, non voglio farmelo scappare...eppure soffro molto per i miei pensieri, anche se non sono sempre presenti (per fortuna)
Qualcuno è in grado di darmi un parere?