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  • "The_Power_Of_Silence" started this thread

Posts: 1

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Date of registration: Dec 16th 2016

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1

Friday, December 16th 2016, 5:04pm

15 anni, ansia.

Buongiorno a tutti, chi vi parla è un quindicenne che soffre di ansia da quando aveva cinque anni. Non so neanche perché io stia scrivendo questo post: forse per tentare di essere capito, forse per un mero bisogno di sfogarmi.
Comincio a soffrire di ansia in prima elementare (!) e, poi, tra attenuamenti vari, raggiungo il parossismo di tutti i miei sintomi verso la terza media, tanto che smetto di andare a scuola per un mesetto, a causa del bullismo. In prima liceo classico, mi ricoverano; trascorro sei mesi a casa e, poi, cambio indirizzo, passando a un liceo linguistico, senza neanche aver un voto, distruggendo il sogno di apprendere il greco e il latino. Non lego con i miei compagni di classe il primo anno, ma tutto comincia a migliorare all'inizio del secondo anno, però, poi, smetto di andare a scuola nel secondo quadrimestre; stanco di tutti, tento il suicidio, sapendo benissimo che otto compresse di paracetamolo non mi uccideranno. Termino l'anno con una media bassina, nonostante sia il primo della classe, perché "in qualche modo dovevamo farti passare l'anno". Oggi sono a metà del terzo anno del liceo linguistico e tutti continuano a chiedermi come mai io sia sempre così felice. Ma non lo sono. Sono sicuro che è solo un'illusione. Porto su di me i segni degli anni passati a essere etichettato come "frocio", "ricchione", anche dal mio stesso padre. E, qui, arriviamo al punto: sono gay. Ho accettato il tutto e, sebbene, oggi, io sia legato coi miei compagni di classe, che, però, non riesco ancora a chiamare amici, non riesco a capacitarmi di tutto questo: mi chiedo perché sia toccato tutto a me, perché io non sia potuto nascere eterosessuale; tra l'altro ho anche degli atteggiamenti restii quando si tratta di parlare di donne, nonostante, poi, siano loro quelle con cui vado più d'accordo. Alcune mie compagne (non amiche!) lo sanno e anche alcuni professori, ma non riesco a stare tranquillo.
Il bullismo e l'omosessualità mi hanno portato a rinchiudermi in me stesso e a trovare conforto nella filosofia, tanto che mi è stato diagnosticato un "disturbo schizzoide di personalità", che dovrebbe essere qualcosa per cui non vuoi intrattenere relazioni con altri esseri viventi. A tredici anni, mi hanno dato anche l'etichetta di "atteggiamenti depressivi".
L'unica mia ancora di salvezza, tra psicoterapeuti che fanno quello che fanno solo per denaro, neuropsichiatri che sanno solo darti il farmaco - che, tra le altre cose, non sto più prendendo, cosa che mi ha portato a non dormire, attualmente, per quattro notti di fila - e ipocriti che ti cercano solo nel momento del bisogno, è un'insegnante che ho avuto nel biennio, di cui non faccio il nome, ma che amo con tutto me stesso: mi ha salvato più volte. Però la vedo solo venti minuti a settimana. Non voglio chiederle il numero: sarebbe troppo strano. Sono anche innamorato, dell'altro grande Genio: un professore. Eterosessuale. Sposato. Con tre figlie. Ma è un amore totalizzante, né solo carnale né solo mentale: vorrei solo poter passare una nottata abbracciato a lui, a parlare di letteratura, di me, di lui. Niente di più. E lui mi adora, a sua volta, ma non nel modo in cui vorrei io.
Non so. Ho appena pianto: voglio morire, questa volta veramente. Stavo progettando di uscire di scena queste vacanze natalizie. Tanto sono ateo. E Dio è solo un bastardo manipolatore. Ditemi voi.

ansia123

Amico Inseparabile

  • "ansia123" is female

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Date of registration: Apr 16th 2016

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2

Saturday, December 17th 2016, 9:54am

Ciao The power of silence! leggere quello che hai scritto mi ha straziato...prima cosa non sembri affatto un quindicenne ma un uomo maturo ed anche tanto da come scrivi e da quello che scrivi! soffro di ansia anche io da 14 anni ne avevo 19 quando tutto è cominciato...quindi capisco le tue notti insonni a causa dell'ansia! quello che non capisco, o che forse non voglio accettare da un "bambino adulto" come te, è il perche tu dia tanta importanza a quello che gli altri pensano di te! e poi perchè tu stesso non accetti quello che sei? sei gay e allora? perchè ti domandi xchè è capitato a te? non è una malattia grave per cui disperarsi e chiedersi xche a me? ( che poi anche nel caso di malattia grave piangersi addosso serve a poco e di certo non ci si salva in quel modo)! l'unica cosa che devi fare è accettarti. TU SEI QUELLO CHE SEI! vivi la tua sessualità con tranquillità e semplicità...certo l'uomo sposato di cui ti sei infatuato devo togliertelo dalla testa e indirizzare i tuoi interessi verso persone meno problematiche (moglie e figli non aiutano)...ragazzi liberi in modo da poter essere sereno! il bullismo che hai subito di sicuro non aiuta ma ormai è acqua passata, lasciatelo alle spalle e se dovesse ricapitare denuncia la situazione a chi di dovere...i bulli hanno problemi non tu! e per favore smettila di parlare di suicidio! una persona intelligente come te dovrebbe sapere che non si risolvono i problemi scappando...e poi "togliendoti di mezzo in queste feste" come dici tu, a chi farebbe male se non a te stesso? (oltre la tua famiglia che ne sarebbe devastata)...ACCETTATI. non hai nulla di sbagliato anche se magari alcuni atteggiamenti di "persone" stupide ed ignoranti, oltre che poco sensibili ed umane, ti hanno fatto percepire di essere "storto"! non è così, vivi, più felicemente che puoi! sei un ragazzino ( non offenderti se ti appello così, ma è un modo affettuoso per dire che sei super giovane e hai tutta la vita davanti) divertiti, sogna, ama! sono una donna e se non vuoi rispondermi non farlo( anche se non ho capito che tipo di problema tu abbia a rapportarti con le donne)...non parlo delle ragazze di oggi che dovrebbero essere mature ma sono frivole e pensano solo alle minigonne e a come "sballarsi e portarsi al letto il bellone di turno" ( non faccio di tutta l'erba un fascio, per carità, ci sono anche tante ragazze serie, ma bisogna vedere chi hai incontrato tu nel tuo cammino)...ti faccio solo il mio più grande in bocca al lupo e se vuoi aspetto tue notizie! buone questa volta!

091820

Utente Attivo

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Date of registration: Nov 11th 2016

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3

Saturday, December 17th 2016, 6:34pm

Di solito non rispondo ai vari thread, non per cattiveria, ma perché spesso mi ritrovo a non riuscire ad aiutare nemmeno me stessa, figurarsi gli altri.

Tuttavia mi sono ritrovata abbastanza nella tua situazione. Solo ultimamente ho provato a chiedere aiuto, vedendo che mi stava trascinando sempre più in basso, e mi è stato diagnosticato un disturbo evitante di personalità con componente depressiva. Faccio molta fatica a stringere relazioni con gli altri, talvolta sento che ritirarmi dalle situazioni sociali possa solo essere un bene per me.

Ora, una volta diagnosticato, naturalmente, ho fatto ricerche pure su internet per farmi un'idea di che cosa fosse (non che la psichiatra non me l'avesse spiegato, ma prima dei 18 anni non si dovrebbe diagnosticare un disturbo di personalità per via del fatto che l'adolescenza di per sé sia un periodo di instabilità e cambiamento. Io ho ancora 17 anni, per cui si è parlato di disturbo dell'adattamento, spiegandomi che la scelta del nome dipende solo dalla mia età, ma che in sostanza si tratta del disturbo della personalità di cui ho parlato). Se non sbaglio, a un individuo con disturbo di personalità schizoide manca il desiderio di stringere relazioni. Eppure, correggimi se sbaglio, questo desiderio io riesco a percepirlo leggendo ciò che hai scritto.

Soffri per il fatto che il tuo amore non venga ricambiato, che non riesci a stabilire legami con gli altri, che non ti senti profondamente capito né inserito. Potrebbe anche essere una mia impressione, di solito il lettore tende a proiettare le proprie emozioni in ciò che legge, che si tratti di libri o post di un forum per chiedere aiuto, e talvolta capita che ne distorca il significato. In questo caso me ne dispiaccio e ti prego di correggermi.

Continuando per questa strada, però, ti direi di cambiare psichiatra. Dubito che si tratti di un disturbo schizoide, e anche questo dubbio fosse dato dalla mia inesperienza, rimarrebbe sempre meglio riuscire a confrontarsi. Inoltre il fatto che a te sia sembrato un semplice "distributore di farmaci" significa che non è presente un minimo legame di fiducia tra paziente e medico, indispensabile perché il tutto funzioni.

Direi anche di parlarne con i tuoi professori, se non hai già accennato qualcosa. Gli adulti possono rivelarsi un sostegno, se scelti bene.

Infine, non è capitato tutto a te. Ci sono più persone di quante immagini in situazioni simili alla tua, il che non ti rende però meno degno di attenzione. Quelle più meritevoli di rispetto sono coloro che, malgrado le difficoltà della vita, malgrado le diversità e il loro iniziale sentirsi a disagio con se stessi e con altri, riescono ad accettare ciò che erano i loro problemi e le loro particolarità, a superarli e a far di loro qualcosa che li contraddistingua e li renda persone migliori (e, se sei appassionato di letteratura, saprai bene che molti scrittori hanno vissuto in condizioni simili).
Io stessa penso ogni giorno al suicidio e alle volte l'impulso si fa davvero sentire. Faccio però prevalere la parte ragionevole di me, quella che sa che la morte non è una soluzione e che, in un modo o nell'altro, la mia vita finirà lo stesso. Vivere diventa così un'opportunità per conoscere i miei limiti e per diventare forte, benché ciò, talvolta, comporti una notevole sofferenza.

Mi scuso se sono stata poco chiara, spesso ho l'impressione di non riuscire a esprimermi come vorrei. Non posso dire di capirti appieno, perché la tua è un'esperienza diversa dalle altre, seppur simile, come ti ho già detto prima, ma credo fermamente che valga la pena d'essere vissuta.

This post has been edited 1 times, last edit by "091820" (Dec 18th 2016, 11:28am)