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Phil96

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1

Wednesday, March 7th 2018, 7:34pm

è tornato il panico

è un po che non scrivevo sul forum in quanto ho avuto un periodo di "miglioramento" .purtroppo è da qualche settimane che sono rientrato nel circolo dell ansia e del panico con diversi attacchi e il solito senso di ansia e malessere generale..questa cosa mi ha buttato molto giu...a qualcun altro è successo di ricaderci?

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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2

Wednesday, March 7th 2018, 10:15pm

Ultimamente mi è tornata forte ansia generalizzata, in questi casi mi tocca ricorrere agli ansiolitici. Dovrei cercare di lavorare su cosa me la causa, lo so, ma a volte non è gestibile e mi tocca ricorrere ai farmaci.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Arlu

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3

Thursday, March 8th 2018, 3:07pm

succede anche a me

Purtroppo per noi persone ansiose, capita di vivere momenti più intensi e difficili ed altri più tranquilli in cui sembra di poter gestire l'ansia e tutto ciò che ne consegue.
Personalmente essendo molto ipocondriaco , ho timore di avere malattie mortali ed incurabili e questo mi genera preoccupazione,ansia, stress e depressione...
Se riesco a stare bene fisicamente e non ho troppi malesseri fisici piano piano mi riprendo e torno gradualmente alla normalità; ma appena sto di nuovo male o rivivo gli stessi sintomi di colpo mi torna l'ansia e scivolo nel solito circolo vizioso...
mi sforzo sempre di essere più forte e di ripetermi che sto bene e che sono solo lievi acciacchi, sintomi influenzali di stagione e che esagero incredibilmente tutto.. ma pur riconoscendo di essere ipocondriaco ed ansioso non riesco pero' a superare le fasi piu difficili.
Il tempo che passa è un alleato cosi come quando sto bene man mano non ci penso più... bisognerebbe lavorare su se stessi e giudicare tutto con più equilibrio.. ma l'inconscio spesso prende il sopravento...

Areoplano

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4

Thursday, March 8th 2018, 3:47pm

Ho notato che per affrontare l'ansia usiamo più o meno gli stessi mezzi che l'hanno causata: controllo, rifiuto, impegno e sforzo.
Tendiamo a non notare che l'ansia e il panico si localizzano sopratutto nel corpo. Perché il corpo e' l'espressione del nostro inconscio mentre cerchiamo costantemente di usarlo, dominarlo, correggerlo, domarlo e sopratutto ignorarlo.
Questo significa che noi, la nostra parte cosciente, l'ego, ha la capacità e la facoltà di farlo e quindi lo fa.
Ma se cerchiamo una normalità intesa come un modello di riferimento culturale che ci è stato o ci siamo imposti rischiamo di esasperare il conflitto che inevitabilmente ci sarà sempre tra conscio e inconscio.
La natura di un uomo è determinata dalla lotta tra la parte cosciente e quella inconscia. L'unico modo per vivere in pace e vincere è rinunciare alla battaglia.
Continuando a lottare l'ego domina fino a quando l'inconscio non si riorganizza e vince la battaglia momentaneamente con risultati devastanti e traumatici per l'ego.
Galimberti ha dato una spiegazione meravigliosa con "l'ospite inquietante" che si può trovare tranquillamente in rete.
A lato pratico ciò che possiamo fare è studiare, studiare il nostro corpo, imparare ad interpretarlo, conoscerlo, osservarlo nei suoi blocchi e nei suoi tentativi di ribellione.
Che poi chi si ribella non è il corpo, ma chi agisce attraverso di esso. Si, perché purtroppo, che ci piaccia o no, ci sono almeno due dominatori del nostro corpo che universalmente riconosciamo appunto come conscio e inconscio. Il corpo "poverino" si trova in mezzo e come tutti sappiamo il cervello pare avere il dominio e maggiore forza, ma non prova piacere e per questo ha bisogno dell'inconscio come unico mezzo per rigenerarsi attraverso la soddisfazione, la gratificazione e il piacere.
Tanto, purtroppo, occorre superare quei dolorosi momenti in cui questo conflitto risulta insostenibile. Il mio consiglio è di cogliere il meglio per fare piccoli progressi che alla lunga prenderanno corpo e saranno la nostra più grande risorsa. Si tratta fondamentalmente di cominciare a pensare meno in quei momenti e concentrarsi di più sulle sensazioni corporee, dove sentiamo di più l'ansia, in quali parti del corpo e se ci riusciamo anche a parlare al nostro corpo chiedendogli cosa ci vuole comunicare, come possiamo assecondarlo, dove lo blocchiamo, cosa gli stiamo impedendo, e successivamente esporre le nostre ragioni per cui lo facciamo, proprio come se dovessimo imparare ad andare d'accordo con un inquilino.
La sola consapevolezza di questi processi attiva molti cambiamenti in noi, ma non ci dobbiamo aspettare miracoli, anche perché saremmo di nuovo li a desiderare, in questo caso desiderare che questo conflitto finisca. La resa è un processo lento e costante....

Bwndy

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5

Thursday, March 8th 2018, 4:02pm

Tu parli, in sostanza, di lasciare fluire tutto consapevolmente. Presumo che per arrendersi tu intenda questo. Non bloccare col pensiero l'inconscio.
Penso anche io sia la soluzione . Ma quanti problemi può causare? Più che una totale resa, che porterebbe a nuovi problemi di diverso tipo, credo la soluzione auspicabile sia un equilibrio per convivere col conflitto che ci sarà sempre. Soddisfare sia ego sia inconscio.

Areoplano

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6

Thursday, March 8th 2018, 6:05pm

Condivido ed è un punto fondamentale. E' una riflessione importante perché è anche uno dei punti chiave.
Innanzitutto credo che, sopratutto in questi contesti, sia quasi impossibile lasciarsi completamente andare altrimenti non si sarebbe in trappola.
Allo stesso tempo occorre riflettere bene su questo perché si alimenta e si ingigantisce una paura non così grande come la rendiamo.
Inoltre questo inconscio non è così pericoloso come crediamo, vuole solo serenità, semplicità, pace e armonia ed in questo non c'è nessun pericolo.
Il pericolo lo percepisce l'ego che comprende che non potrebbe più dominare e resterebbe confinato in un angolo.
In realtà l'ego ha bisogno di comprendere che una totale resa al sè e non una resa del se, non l'annienta ma ne risulta invece rafforzato, dato che le sue radici nel corpo vengono nutrite dalla gioia che il corpo prova.
E' una resa all'amore e non dell'amore. In uno stato profondo di fede possiamo serenamente arrenderci e sentire che sia fatta la volontà "divina".
Per questo ora sto studiando cos'è la fede.

Bwndy

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7

Thursday, March 8th 2018, 9:58pm

Io non penso che l'ego tema di perdere il dominio, quanto più di quel che succederebbe una volta perso tale dominio.
L'inconscio non racchiude solo gli istinti positivi ma anche quelli negativi, quelli che dobbiamo trattenere.
Per quello dicevo che una soluzione sarebbe lasciare fluire tutto..sarebbe certamente una vita più autentica, tuttavia ci si espone ad altri rischi e qui diventa necessario l'equilibrio.
Se fossimo esseri unicamente puri ti darei ragione, ma abbiamo anche le nostre pulsioni istintive da controllare.

Areoplano

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8

Friday, March 9th 2018, 9:44am

Hai ragione, ho scritto frettolosamente ma poi rileggendo mi sono accorto di ciò di cui ti sei accorto anche tu, che l'inconscio ha anche istinti negativi e molto aggressivi.
E' un ragionamento molto complesso ed articolato che richiede molta dedizione e concentrazione, ciò che in sostanza volevo esprimere è che il nostro obbiettivo finale, di chiunque è la pace, la serenità e l'equilibrio. La parte cosciente e l'inconscio devono sostanzialmente trovare il loro posto e la loro identità. L'ego ha il compito di bloccare gli istinti distruttivi ma deve anche imparare a superare le inutili paure e gli inutili controlli nei confronti dell'inconscio che ha necessità di esprimersi. Quando c'è una disarmonia ed una di queste parti domina, c'è inevitabilmente un conflitto ed una sofferenza.

A me piace molto la visione di Galimberti quando parla di mappe emotive che si strutturano dai 0 ai 6 anni. Volevo aprire un thread sull'argomento ma purtroppo ho poco tempo.
Concordo anche quando sostiene che sono strutture che non si modificano o molto poco con molta fatica nel corso della vita. E concordo anche quando sostiene che la psicologia e la psicanalisi sono poco efficaci nei confronti di questo cambiamento rispetto alla filosofia che è molto più efficace in quanto permette di ampliare la visione che abbiamo della vita, delle relazioni, della percezione dell'esterno e dell'interno.

In sostanza è sempre la stessa analisi ma da un punto di vista più scientifico e psicologico, ma i mistici, per esempio, lo sostengono da sempre, spiegandolo in modi diversi a seconda della loro cultura ed esperienza. Ognuno può trovare la sua strada seguendo le sue naturali inclinazioni nel suo modo di ragionare e comprendere. E siccome siamo una società che usa molto o troppo la testa, molti comprendono di più se ricevono una spiegazione scientifica piuttosto che affidarsi o lasciarsi andare ad una fede. E qui si aprirebbe un altro capitolo sulla fede che in sostanza se non la impariamo in quella fatidica età dai 0 ai 6 anni che molti hanno ridotto dai 0 ai 3 che sinteticamente è la sicurezza emotiva che possiamo ricevere in famiglia in particolare dalla madre, avremmo molte più difficoltà da adulti ad aver fede nella vita e di conseguenza in noi stessi.

repcar

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9

Friday, March 9th 2018, 6:33pm

ciao......ti riporto un mio post per un altro utente che si poneva il quesito se si guarisce completamente dalla'ansia"""".....si guarisce dall'ipertensione, dal diabete etc......certamente si , se trattasi di condizioni che avvengono per errati stili di vita, obesità, etc.........mangi bene, poco sale, attività sportiva etc. Ora veniamo a quello non modificabile, nel senso che geneticamente siamo predisposti, in un momento della vita si accende un pulsante e via alla malattia.......come sempre mi ripeto, ogni malattia ha un certo grado di severità, lieve, media e severa. In pratica ci sono situazioni gestibili che vanno avanti per tutta la vita con cure appropriate, ci sono alti e bassi ma tutto va.....insomma quando si riesce a gestire va tutto bene.....nelle fasi gravi vi vuole una terapia maggiore, ma si cerca sempre di gestire la situazione.......quindi in questo caso si guarisce????? Anche una semplice frattura nel tempo scompare, guarda caso per far posto dopo molti anni ad un dolore che si scoprirà poi essere dovuto a quella caduta. Lo stesso discorso vale per l'ansia, le fobie etc. Quando avvengono per un determinato fattore (stress, lavoro, amore), una volta cessato l'evento, si rientra nella c.d. normalità.......poi ci sono quelli in cui si va alternativamente a cicli di ricaduta durante l'arco della nostra vita. Anche li bisogna attuare un piano terapeutico che piano piano ci riporta alla vita normale.
Secondo il sottoscritto, e parlo per esperienza personale, dall'ansia patologica, intesa come malattia della psiche e ricordo a tutti che il cervello è un organo del nostro corpo di cui conosciamo poco o nulla, non si può parlare di guarigione nel senso stretto della parola. Si può gestire con fasi tra alti e bassi ma è un corredo genetico. Certamente questi stati psichici per la nostra ignoranza fanno paura, si pensa di essere pazzi, lo psichiatra viene visto come il dott. Yekyll, un segreto da tenere nascosto......ma sicuramente gestibili tra period. Bisogna attuare delle strategie, faccio un esempio, se so che il fattore X mi crea stress e purtroppo è una cosa che devo fare, allora metterò in campo strategia per viverlo meglio. Lo so e capisco che non è facile, ma andando avanti con gli anni, l'esperienza cresce ed un aiuto psicoterapeutico ci viene incontro. Non vivere la tua vita da essere malato non fai altro che alimentare le tue paure ed ansie, vivila con gli alti e bassi che essa porta, certo se dici ad una persona che hai l'ipertensione sei compresa, se dici che soffri di ansia sei "fuori di testa"........"""

Areoplano

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10

Friday, March 9th 2018, 7:29pm

Ognuno reagisce in base alla sua struttura mentale ed emotiva.
In questo caso c'è un contesto che genera l'ansia.
Così come conosciamo poco del cervello, non sappiamo quasi nulla di quella cosa che gli da l'energia vitale che a volte chiamiamo anche inconscio.
Come dicevo il corpo è tra l'inconscio e la coscienza, ed il cervello è il collegamento, il ponte.
Il cervello si adatta come tutto il resto del corpo. Dalla singola cellula all'insieme strutturale che interagisce in un complesso ciclo di azione e reazione.
Eliminando ciò che genera ansia si dovrebbe eliminare l'ansia primaria ma in tal caso il cervello porrebbe non aver eseguito il processo di adattamento ed al ripresentarsi della circostanza l'ansia torna come reazione di difesa spesso anticipatoria.
Ma cambiare è possibile se riusciamo a trovare il coraggio e l'astuzia per superare e conoscere quella sofferenza.
Successivamente ci allontanetemo da quel contesto ed impareremo ad evitarlo o non avremo paura di affrontarlo nuovamente avendo con la fiducia che sapremmo cosa fare perché già affrontato in passato.

Ma temo che a questo punto Phil96 ci starà odiando e forse si sarà anche pentito di aver fatto la domanda! :)

Phil96

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11

Saturday, March 10th 2018, 3:14pm

no ragazzi vi ho letto e vi ringrazio per le argomentazioni ma questi giorni sto gestendo somatizzazioni pesanti sto davvero giu

Rainbow87

Barcollo ma non mollo

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12

Saturday, March 10th 2018, 3:41pm

Forza phil ;)

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