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aina

in equilibrio tra i mondi

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1

Tuesday, September 2nd 2008, 6:02pm

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato nel '92, all'inizio di un durissimo periodo della mia vita in cui ero diventata la moglie di un alcolista, sperando che l'amore sarebbe bastato a "guarirlo". Una cara amica, all'epoca, mi diede un libro che stava passando di mano in mano alle persone che ne avevano un bisogno urgente, s'intitola "Donne che amano troppo"...mi ritrovavo in ogni parola!!!....beh, son passati 16 anni...c'ho lavorato su, eppure, ancora, qualche volta "cado" in questa famigerata dipendenza. Che ne pensate?....sembra che sia parecchio diffusa, anche tra gli uomini!
Ho'oponopono





Deny77

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2

Tuesday, September 2nd 2008, 6:18pm

Avevo sentito parlare di questo libro, ma non l'ho mai letto... penso che lo farò.

Io credo che sia facile cadere in questo tipo di "dipendenza"... ed in questi casi, quello che si prova non è vero amore, ma è qualcosa di morboso...
E' come se senza quella determinata persona non ci sia più altra ragione di vita... ma l'amore non deve essere così.
Ogni persona deve avere la propria individualità e la propria vita... e non vivere in funzione dell'altro, ma con l'altro, che è ben diverso!

Argomento interessante, Aina....

3

Tuesday, September 2nd 2008, 6:43pm

Cara Aina,
conosco il libro. E' stato il primo passo verso una piccola presa di coscienza, stavo ancora con quel mio ex che io ho soprannominato "il Pazzo". Ne ho parlato sul Forum.
Mi ricordo che quando lo lessi per la prima volta ero alla ricerca di qualche spiegazione al suo comportamento. Neanche a farlo apposta.
Piano piano ho capito che ci avrei trovato molto di me. Mi ritrovavo in qualcosa, ma pensavo che quelle storie fossero ben più gravi della mia. Lo pensavo nonostante la mia famiglia devastata da violenza e follia, nonostante da piccola fossi stata oggetto delle attenzioni di un pedofilo, mio amato cugino...
No, non basta un libro per prendere coscienza se non lo si legge attentamente e più di una volta. E anche allora non basta. Guarire dalla dipendenza relazionale è difficilissimo, anche se allora quel libro mi ha aiutata a troncare i rapporti con il Pazzo.
La dipendenza non è radicata solo nei rapporti d'amore, ma investe ogni tipo di relazione e si fa fatica a smascherare certi meccanismi appresi e spesso favoriti dalla cultura che ci circonda.
Ho sentito, e sento ancora, confondere la gelosia con l'amore, ad esempio. Ma l'amore è fiducia, è uno stato dell'essere che non dovrebbe riguardare il possesso.
E poi quell'illusione orrenda, tipica in noi donne, di poter amare, anzi di dover amare così tanto qualcuno da poterlo trasformare. Chiamiamo amore il nostro egoismo, perché in realtà anche questo è un gioco di potere, nato da un desiderio di rivalsa e dalla sensazione di poter dimostrare il proprio valore solo se riusciamo a trasformare il ranocchio in un Principe.
Ma scavando ancora di più emerge anche il senso di colpa. Ci sentiamo responsabili dei destini altrui, come se non avessimo a che fare con adulti responsabili delle loro scelte distruttive e autodistruttive.
Il senso di colpa è la cosa più difficile da combattere, a volte è così pervasivo da impedirci di dire di no a qualunque richiesta, anche a quelle più innocenti come fare una passeggiata con un'amica... Ci vuol poco ad essere tacciati di egoismo, e si sa che una vera donna deve sacrificare tutto di sè all'amato. E si finisce con il vivere la brutta copia di una telenovela sud-americana.
Nel mio caso avevo difficoltà a dire di no per paura della reazione. Ero convinta che sarebbe bastato così poco per perdere l'affetto e la stima di una persona.
Ma che sia paura, che sia senso di colpa, la cosa non cambia. Non si riesce proprio ad essere come si è e si finisce sempre per impersonare qualcun altro.
E' colpa del bisogno, un bisogno divorante che ci portiamo dietro sin dall'infanzia. Abbiamo costruito la nostra identità sulla sabbia, basta un piccolo soffio di vento e tutto va in frantumi.
Comprendere è solo uno dei passi necessari, perché man mano che si smantella tutta questa impalcatura dobbiamo imparare chi siamo veramente e fare crescere quella parte di noi soffocata da anni di fame e di freddo.
Smettere di sopravvivere e iniziare a vivere!
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

aleamo

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4

Tuesday, September 2nd 2008, 6:58pm

Io la mia dipendenza la sto ancora vivendo. Effettivamente credo di aver confuso l'amore con il pensiero ossessivo della nostra relazione. I maltrattamenti psicologici (forse inconsapevoli) del mio (?) mi hanno reso debole e incapace di reagire. Ora finalmente sono consapevole del fatto che devo fuggire e che non lo amo. Quanta fatica e quanta energia per arrivare a capire cosa è meglio per me. Esisteva solo lui al mondo, insomma lo avevo identificato con l'universo . Mi ha lasciato e ripreso tante volte e ogni volta tutto diventava grigio e senza senso. Quando tornava mi sentivo sotto l'effetto di un allucinogeno. Le mie percezioni mutavano di colpo, tutti i colori, gli odori e i sapori erano amplificati. La notte facevo sogni bellissimi e sul lavoro ero brillante e paziente....eppure era poco presente. Vivevo della sua immagine illusoria dentro di me. Come una foglia al vento fluttuavo ad ogni suo piccolo cambiamento di umore, di tono di voce e il panico si impadroniva di me per paura dell'ennesimo abbandono. Dopo avermi trattato come se fossi la donna dei suoi sogni ha cominciato ad umiliarmi. Le sue mezze parole per farmi intendere che in fondo non ero un granchè (meglio le griffate palestrate) e che preferiva un'altra mi ferivano dentro come coltellate. Questo rapporto mi stava uccidendo e dovevo troncarlo. Ho provato a farlo ma lui tornava e ritornava fino a quando non ho ceduto un'altra volta con l'illusione che lui provasse per me quello che avevo sentito all'inizio. Ormai non era più così, ero sua. Mi ha lasciato ancora e ho sofferto come se mi avessero succhiato la vita. Sono diventata emozionalmente frigida. Ora è tornato con degli sms. Il mio corpo non lo vuole più ma non è ancora finita perchè come la droga, se sgarri, se ti dici, cosa può farmi ancora una volta, ci ricadi quasi sicuramente. Oggi ho paura perchè mi sono ammalata d'amore ed ho perso (per un periodo anche lungo) me stessa. Avevo cominciato a ritrovarmi. (scusate lo sfogo ma spero che con queste parole si possa avere un'idea del delirio della dipendenza)
Non si nasce liberi , ci si diventa.

aina

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5

Tuesday, September 2nd 2008, 7:18pm

grazie Deny, hiba, aleamo

che tenerezza ale :red: , credo anch'io di esserci ancora dentro!!! eppure la sensazione che ho è quella di esserne uscita :what: cose da pazzi :shock:

Quoted

Dopo avermi trattato come se fossi la donna dei suoi sogni ha cominciato ad umiliarmi. Le sue mezze parole per farmi intendere che in fondo non ero un granchè (meglio le griffate palestrate) e che preferiva un'altra mi ferivano dentro come coltellate. Questo rapporto mi stava uccidendo e dovevo troncarlo.

Oggi, incapace di troncare (è riuscito a creare, ed io ci sono caduta in pieno, una situazione di gratitudine oltre misura - è come se fosse Dott. Jekild e Mister HIDE - tramite la quale non riuscirei a tollerare il fatto di troncare la relazione...mi sento come se fossi legata da catene chiuse da lucchetti)...allora mi specializzo a livello di Houdinì - si scrive così? - e almeno "denuncio" ogni sua critica - siamo a livelli di una quarantina al giorno - con una dolce ironia e condisco i nostri momenti con l'assenza di rancore (finalmente il mio cuore ha compreso: il fatto che non riesca ad amarmi non dipende da me) e molta tenerezza, senza aspettarmi più che cambi. A questo punto, lo faccio per me...vuol dire che avrò sviluppato la capacità d'amare, indipendentemente dalla risposta.

Si, è proprio una dipendenza che porta al delirio
Ho'oponopono





6

Tuesday, September 2nd 2008, 7:23pm

Come una foglia al vento fluttuavo ad ogni suo piccolo cambiamento di umore, di tono di voce e il panico si impadroniva di me per paura dell'ennesimo abbandono.

Ci credo che poi una si sente stanca ed esaurita.
E' una cosa spossante.

P.S. Aina, ho letto solo ora la tua risposta. Davvero ci riesci? E perché no. Forse la tua sensazione è buona, anche così se ne può uscire, nonostante sia la strada più difficile. Tieniti stretta la consapevolezza che non dipende da te, è una risorsa preziosa.
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

aina

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7

Tuesday, September 2nd 2008, 7:39pm

Quoted

Ma scavando ancora di più emerge anche il senso di colpa. Ci sentiamo responsabili dei destini altrui, come se non avessimo a che fare con adulti responsabili delle loro scelte distruttive e autodistruttive.
Il senso di colpa è la cosa più difficile da combattere, a volte è così pervasivo da impedirci di dire di no a qualunque richiesta, anche a quelle più innocenti come fare una passeggiata con un'amica...

verissimo...ha molte sfaccettature, hiba
ultimamente ho fatto una faticaccia a rendermi un pò irreperibile per la mia amigliore amica che percepivo volermi sempre vicino per evitare di affrontare le sue paure più profonde - come si fa a dire di no??? orfana di madre a 4 anni, mai conosciuto il padre...porta avanti la figlia da sola - Per lei provo un affetto immenso, ma ho DOVUTO farlo altrimenti le si arenava la vita, ma sai il disagio interno nel farlo...
Ho'oponopono





8

Tuesday, September 2nd 2008, 7:57pm

Uff, lo so, eccome!
Tra un mese andrò a vivere per qualche tempo con il simbolo vivente della sofferenza senza scampo, mia madre. E sono contenta che abbiano aperto questo spazio, così mi starete vicine, vero?
E' da una vita che mi sento manipolata e usata in questo senso... eppure, eppure a volte è salutare anche per loro sentirsi dire di NO e finalmente provare a camminare sulle proprie gambe e affrontare proprie paure.
Ogni volta è una piccola battaglia. Devo ricordarmi che ognuno di noi deve essere in grado di portare su di sé il proprio destino senza cercare di scaricarlo sugli altri.
Io posso sopportare il mio, ma non riesco a sopportare quello degli altri, è davvero troppo!
E non è vero che non si può far nulla per le persone che amiamo. Il fatto è che spesso ci sembra di poter fare così poco, troppo poco!
Anche questa è un'altra illusione: facciamo ciò che possiamo e a volte è sufficiente esserci e basta.
Ti consiglio un bel libro su questo: Melody Beatty, E liberati dagli altri, Mondadori
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

Simona C.

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9

Tuesday, September 2nd 2008, 8:47pm

Quoted from "aleamo"

Io la mia dipendenza la sto ancora vivendo.................Ormai non era più così, ero sua. Mi ha lasciato ancora e ho sofferto come se mi avessero succhiato la vita. Sono diventata emozionalmente frigida. Ora è tornato con degli sms. Il mio corpo non lo vuole più ma non è ancora finita perchè come la droga, se sgarri, se ti dici, cosa può farmi ancora una volta, ci ricadi quasi sicuramente. Oggi ho paura perchè mi sono ammalata d'amore ed ho perso (per un periodo anche lungo) me stessa. Avevo cominciato a ritrovarmi. (scusate lo sfogo ma spero che con queste parole si possa avere un'idea del delirio della dipendenza)

Esserne ancora dentro...questo è il punto più doloroso,daltronde questo carnefice ke è l'idealizzare(nn è il termine esatto-io ci sono scivolata a 2 piedi senza accorgermene-ma rende l'idea)qualcuno e confidare nel suo amore si alimenta dei nostri sogni,delle nostre illusioni,delle nostre delusioni,in uno stremante altalenare,kissà perkè poi troviamo le energie per riprovarci e crederci sempre un'altra volta,ma non altrettanto facilmente quelle per fuggire a gambe levate!
Nel mio caso nn sn stati i ragionamenti lucidi e distaccati fatti tante volte a me stessa,nn è stato il dirmi tanto nn ne soffro più,nn la stankezza x le torture psicologike alle quali nn lasciandolo mi sottoponevo,o il nn sentirmi amata...
un giorno mi sono accorta di me stessa...esisteva una Simona con i suoi bisogni,i suoi desideri,e tante tante energie da dedicare a se stessa,piuttosto ke ad un uomo ke voleva,voleva e stravoleva senza kiedere,senza mai essere soddisfatto,ke "a modo suo"mi amava,ma quel modo nn era il mio...
...ho scoperto di avere accantonato,senza nemmeno accorgermene,l'amore ed il rispetto x me stessa ed allora ho combattuto:
via la skeda del telefonino(ke da 12 anni usavo x lavoro)tenerla sarebbe stato come lasciarmi davanti un amo cn il più delizioso dei bocconcini,e dagli cn il kiudere le telefonate a casa(ki se lo sarebbe mai sognato per paura di fargli del male),e dagli cn il negarmi,cn il proibire ai miei di riferire dove fossi,cn il nn credere al suo vestirsi da agnello per riappropiarsi del suo possesso ke aveva "osato"allontanarsi, e tutto ciò ke potevo fare x ritrovare me stessa.
Sembrano sciokkezze,è stata durissima ma altrettanto e stranamente semplice.
Ed ho iniziato a respirare,a rinascere,ad essere serena,a vivere come dice Hiba.
Oggi ci sono io,cn la mia capacità d'amare,cn il mio saper sorridere,cn la forza di reagire e cn la gran soddisfazione di nn aver permesso a questa persona ke depredava a mani piene la mia anima di inaridirmi,nn c'è riuscita la vita cn le sue prove e nn potevo concederlo a qualcuno ke lo faceva con la scusa di amarmi...a modo suo...
una parola è poco,due sono troppe

aleamo

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10

Tuesday, September 2nd 2008, 9:37pm

Quoted from "Simona C."

Nel mio caso sono stati i ragionamenti lucidi e distaccati fatti tante volte a me stessa,nn è stato il dirmi tanto nn ne soffro più,nn la stankezza x le torture psicologike alle quali nn lasciandolo mi sottoponevo,o il nn sentirmi amata...
un giorno mi sono accorta di me stessa...esisteva una Simona con i suoi bisogni,i suoi desideri,e tante tante energie da dedicare a se stessa,piuttosto ke ad un uomo ke voleva,voleva e stravoleva senza kiedere,senza mai essere soddisfatto,ke "a modo suo"mi amava,ma quel modo nn era il mio...
...ho scoperto di avere accantonato,senza nemmeno accorgermene,l'amore ed il rispetto x me stessa ed allora ho combattuto:
via la skeda del telefonino(ke da 12 anni usavo x lavoro)tenerla sarebbe stato come lasciarmi davanti un amo cn il più delizioso dei bocconcini,e dagli cn il kiudere le telefonate a casa(ki se lo sarebbe mai sognato per paura di fargli del male),e dagli cn il negarmi,cn il proibire ai miei di riferire dove fossi,cn il nn credere al suo vestirsi da agnello per riappropiarsi del suo possesso ke aveva "osato"allontanarsi, e tutto ciò ke potevo fare x ritrovare me stessa.
Sembrano sciokkezze,è stata durissima ma altrettanto e stranamente semplice.
Ed ho iniziato a respirare,a rinascere,ad essere serena,a vivere come dice Hiba.
Oggi ci sono io,cn la mia capacità d'amare,cn il mio saper sorridere,cn la forza di reagire e cn la gran soddisfazione di nn aver permesso a questa persona ke depredava a mani piene la mia anima di inaridirmi,nn c'è riuscita la vita cn le sue prove e nn potevo concederlo a qualcuno ke lo faceva con la scusa di amarmi...a modo suo...

Ammiro la tua determinazione. Io non sono ancora riuscita a buttare la sim. Ancora aspetto nell'ansia che lui telefoni ma nello stesso tempo ho paura. Il tel è muto, per fortuna, e se passa ancora un po' di tempo sarò salva perchè il tempo che passa è la mia forza.
Non si nasce liberi , ci si diventa.

aleamo

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11

Tuesday, September 2nd 2008, 9:48pm

Quoted from "aina"

Quoted

Ma scavando ancora di più emerge anche il senso di colpa. Ci sentiamo responsabili dei destini altrui, come se non avessimo a che fare con adulti responsabili delle loro scelte distruttive e autodistruttive.
Il senso di colpa è la cosa più difficile da combattere, a volte è così pervasivo da impedirci di dire di no a qualunque richiesta, anche a quelle più innocenti come fare una passeggiata con un'amica...

verissimo...ha molte sfaccettature, hiba
ultimamente ho fatto una faticaccia a rendermi un pò irreperibile per la mia amigliore amica che percepivo volermi sempre vicino per evitare di affrontare le sue paure più profonde - come si fa a dire di no??? orfana di madre a 4 anni, mai conosciuto il padre...porta avanti la figlia da sola - Per lei provo un affetto immenso, ma ho DOVUTO farlo altrimenti le si arenava la vita, ma sai il disagio interno nel farlo...

E' il senso di colpa che mi ha fatto andare fuori di testa provocandomi dei danni psicologici (ma anche fisici: 1 pacchetto di sigarette al giorno e digiuni) notevoli. Mi sentivo in colpa perchè era andato con un'altra e il suo matrimonio era finito. Era tornato da me per essere aiutato, confortato, consolato. Io ero il nido dove sentiva di volersi rifugiare. Ho provato a dire si sì, ad accettare anche la sua altra relazione, ad offrirgli me e la mia casa ma non ci sono riuscita. In una fase alta della mia depressione bipolare ho manifestato comportamenti esaltati.........non mi riconoscevo più. La colpa mi ha logorato per settimane perchè non ero riuscita ad essere superiore, ad annullare il mio bisogno d'amore per lui. Ora capisco che sarebbe stata una follia ma è rimasta impressa l'immagine illusoria di lui, con il suo aspetto dolce e passsionale, che mi faceva sentire quello che avevo sempre sognato di sentirmi dopo essere stata incompresa per anni da un uomo violento (e lui lo sapeva) oggetto di un'altra dipendenza affettiva.
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Simona C.

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Tuesday, September 2nd 2008, 11:15pm

Quoted from "aleamo"

Ammiro la tua determinazione. Io non sono ancora riuscita a buttare la sim. Ancora aspetto nell'ansia che lui telefoni ma nello stesso tempo ho paura. Il tel è muto, per fortuna, e se passa ancora un po' di tempo sarò salva perchè il tempo che passa è la mia forza.

Grazie Ale,ma ti ripeto,nn so cosa sia scattato in me è successo e sono davvero serena.

Sarà stato un percorso interiore,sarà stato un miracolo :tooth: nn lo so,ma ho smesso di analizzare,di aver paura di fare del male,di essere così delicata verso questo"prossimo"ke mi stava torturando...e mi sono abbandonata a me stessa ecco ho ricominciato a vedere colori,sentire sapori,a respirare...sai un po'come quando si fa"il morto"a mare,ti rilassi ma allo stesso tempo stai allerta,una piacevole sensazione...l'acqua è tiepida,e qualke corrente fredda ke l'attraversa nn ti infastidisce,ma ti tempra.

Se il silenzio di questa persona ti concede un po'di tregua,credo ke la prova del 9 l'avrai proprio quando ti cercherà,magari non lo farà,ma se dovesse,allora quel giorno è bene ke tu sappia cosa è meglio x entrambi,cosa lo è prima di tutto per te.

La tua pace interiore nn può dipendere dal suo non chiamarti.
E'un equilibrio troppo precario perkè nn dipende da te.
una parola è poco,due sono troppe

Aprikose

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13

Wednesday, September 3rd 2008, 8:07am

Purtroppo è una situazione molto diffusa...l'aspetto positivo è che ora c'è informazione, c'è la possibilità di riconoscere questo problema e di farsi aiutare. E' difficile, è dura, è orribile in certi casi...ma se ne esce, questo è l'importante.
Viviamo in un mondo in cui l'uomo è l'abito che indossa. Meno c'è l'uomo, più è necessario l'abito.

aina

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14

Wednesday, September 3rd 2008, 1:27pm

Quoted from "aleamo"

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Ma scavando ancora di più emerge anche il senso di colpa. Ci sentiamo responsabili dei destini altrui, come se non avessimo a che fare con adulti responsabili delle loro scelte distruttive e autodistruttive.
Il senso di colpa è la cosa più difficile da combattere, a volte è così pervasivo da impedirci di dire di no a qualunque richiesta, anche a quelle più innocenti come fare una passeggiata con un'amica...

verissimo...ha molte sfaccettature, hiba
ultimamente ho fatto una faticaccia a rendermi un pò irreperibile per la mia amigliore amica che percepivo volermi sempre vicino per evitare di affrontare le sue paure più profonde - come si fa a dire di no??? orfana di madre a 4 anni, mai conosciuto il padre...porta avanti la figlia da sola - Per lei provo un affetto immenso, ma ho DOVUTO farlo altrimenti le si arenava la vita, ma sai il disagio interno nel farlo...

E' il senso di colpa che mi ha fatto andare fuori di testa provocandomi dei danni psicologici (ma anche fisici: 1 pacchetto di sigarette al giorno e digiuni) notevoli. Mi sentivo in colpa perchè era andato con un'altra e il suo matrimonio era finito. Era tornato da me per essere aiutato, confortato, consolato. Io ero il nido dove sentiva di volersi rifugiare. Ho provato a dire si sì, ad accettare anche la sua altra relazione, ad offrirgli me e la mia casa ma non ci sono riuscita. In una fase alta della mia depressione bipolare ho manifestato comportamenti esaltati.........non mi riconoscevo più. La colpa mi ha logorato per settimane perchè non ero riuscita ad essere superiore, ad annullare il mio bisogno d'amore per lui. Ora capisco che sarebbe stata una follia ma è rimasta impressa l'immagine illusoria di lui, con il suo aspetto dolce e passsionale, che mi faceva sentire quello che avevo sempre sognato di sentirmi dopo essere stata incompresa per anni da un uomo violento (e lui lo sapeva) oggetto di un'altra dipendenza affettiva.

Comprendo in profondità il tuo bisogno ale
Tante volte mi son sentita ripetere "devi appagare da sola tale bisogno...dal di dentro"...cose molto facili da dire per chi non ci passa. Ti sembra che mai riuscirai a colmare da te quel vuoto d'amore, che solo un altro essere umano può farlo, è quasi come se ti mancasse un arto o entrambi....ma....si si può fare!!!
A volte sono come un funambolo che cerca l'equilibrio tra l'amare in modo sano e amare in modo malsano....non è proprio semplice. Avendo ricevuto un'educazione all'amore cristiano ed avendo scelto di credere che l'essere umano possa sviluppare un tale amore, a volte, ancora faccio qualche scivolone. Poi cerco di ricordarmi che anche dei sonori calci in c... sono un segno d'amore - ovviamente, a chi li merita - e ritrovo il mio equilibrio.

un abbraccio grande grande
Ho'oponopono





aina

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Wednesday, September 3rd 2008, 1:30pm

Quoted from "hiba"

Uff, lo so, eccome!
Tra un mese andrò a vivere per qualche tempo con il simbolo vivente della sofferenza senza scampo, mia madre. E sono contenta che abbiano aperto questo spazio, così mi starete vicine, vero?
E' da una vita che mi sento manipolata e usata in questo senso... eppure, eppure a volte è salutare anche per loro sentirsi dire di NO e finalmente provare a camminare sulle proprie gambe e affrontare proprie paure.
Ogni volta è una piccola battaglia. Devo ricordarmi che ognuno di noi deve essere in grado di portare su di sé il proprio destino senza cercare di scaricarlo sugli altri.
Io posso sopportare il mio, ma non riesco a sopportare quello degli altri, è davvero troppo!
E non è vero che non si può far nulla per le persone che amiamo. Il fatto è che spesso ci sembra di poter fare così poco, troppo poco!
Anche questa è un'altra illusione: facciamo ciò che possiamo e a volte è sufficiente esserci e basta.Ti consiglio un bel libro su questo: Melody Beatty, E liberati dagli altri, Mondadori

esserci...con ogni fibra del proprio vero essere!!! non solo basta, è la cosa più bella che si possa donare

grazie hiba, già il titolo mi piace :)
Ho'oponopono