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[Citazione del momento]

Breve storia dell’angoscia secondo una prospettiva psicodinamica classica

category Psicologia 10 Aprile 2008 | |
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Si ritiene in psicopatologia che il sintomo “angoscia” vada a coesistere insieme ad altri sintomi all’interno di varie costellazioni nevrotiche nonchè nei disturbi di personalità, negli stati limite e nelle psicosi, dove l’angoscia è tale da scatenare il delirio come difesa di un Io destrutturato.E’ utile fare una distinzione tra ansia ed angoscia dal punto di vista clinico visto che spesso vengono associate in quanto presentano una sintomatologia fisica simile.

L’ansia è uno stato generale di costante attivazione psichica e preoccupazione eccessiva spesso accompagnata da disturbi neurovegetativi.

Pertanto l’ansia risulta essere fisiologica tanto quanto lo stress nella misura in cui non diventi eccessiva e sviluppi una cascata di sintomi fisici e psicosomatici tali da invalidare il corso normale della vita del soggetto L’angoscia si manifesta come uno stato affettivo spiacevole accompagnato da sintomi fisici caratteristici a carico dell’apparato e respiratorio(dispnea, pallore, accelerazione del polso e del battito cardiaco ecc.).. L’angoscia, dal punto di vista descrittivo è una costante sensazione di paura, spesso una sensazione catastrofica insensata che provoca seri ed importanti disturbi dell’adattamento. Essa si presenta subdolamente spesso in relazione ad un disturbo d’ansia generalizzato[1] o ad una sua espressione intensa .

Freud[2] inquadrò l’angoscia come “segnale di allarme” che metteva in guardia l’Io contro l’incedere di un pericolo, al fine di attivare le difese del soggetto.

M. Klein[3] successivamente, da un punto di vista strettamente psicanalitico,cercò di dare una distinzione tra l’angoscia persecutoria e quella depressiva. La prima è in relazione ad un senso di annullamento del proprio Sé; la seconda rappresenta la fantasia del danno inflitto agli oggetti interni ed esterni dagli impulsi distruttivi del soggetto.

Secondo Waldhorn[4] l’angoscia è una delle tante variabili dell’ansia. L’autore sostiene che diversi tipi di ansia producano risposte complesse e differenti da individuo a individuo.

( Continua … )

Ansia e paura

category Disturbi e patologie 30 Novembre 2007 | |
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Forse non esiste altro argomento della psicologia clinica altrettanto importante e controverso come l’ansia. Questo stato emozionale può ricorrere in molti quadri psicopatologici, come negli attacchi di panico, nelle fobie (specifica e sociale), nel disturbo ossessivo-compulsivo, nel disturbo post-traumatico da stress e nell’ansia generalizzata. L’ansia è indubbiamente una delle reazioni umane più diffuse ma nonostante ciò non ne esiste una definizione univoca.

In letteratura troviamo spesso confusione tra i termini ansia e paura usati troppo spesso come se fossero intercambiabili. In realtà la paura è alla base di tutte le risposte di ansia.

Per paura si definisce una risposta emotiva ad una minaccia o ad un pericolo ben riconoscibile e di solito esterno; essa quindi è caratterizzata dall’immediato riconoscimento del pericolo presente e dal sufficiente accordo con lo stimolo. Le sue cause sono extrapsichiche, cioè esterne, e facilmente individuabili. Studi sul condizionamento alla paura hanno dimostrato che:

  • Si impara molto in fretta – può bastare un solo collegamento fra stimolo condizionale (SC) e stimolo incondizionale (SI);
  • è molto duraturo (resistenza all’estinzione e recupero spontaneo in presenza di stress);
  • Comporta più o meno le stesse reazioni fisiche sia nei mammiferi che nei rettili. ( Continua … )