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Empatia: comprendere le emozioni ed i sentimenti altrui

category Psicologia 1 Dicembre 2007 | 47.359 letture | Stampa articolo |
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Il termine “empatia” deriva dall’inglese “empathy”, vocabolo a sua volta derivante dal tedesco Einfühlung, il cui significato originale fa riferimento al processo coinvolto nell’apprezzamento del bello artistico e naturale. In questo processo si riteneva che la persona proiettasse se stessa nell’oggetto della sua contemplazione, percepito appunto come bello. Il termine inglese “empathy”, coniato da Titchener agli inizi del ‘900 indicava quel processo attraverso il quale gli esseri umani tendono ad “umanizzare” gli oggetti, attribuendo a questi ultimi sentimenti e valori tipicamente umani. Inizialmente il termine “empatia” faceva dunque riferimento all’utilizzo dei sentimenti per comprendere gli oggetti non animati; successivamente questa valenza venne estesa ad opera degli psicologi agli altri esseri umani, acquisendone il significato odierno.

Ai nostri giorni per empatia intendiamo la capacità di un essere umano di percepire lo stato d’animo ed i sentimenti di un’altra persona, realizzando quindi una sintonia emotiva nei suoi confronti, la quale permette di condividerne i vissuti interiori e le emozioni. L’empatia è la focalizzazione sul mondo interiore di un’altra persona, caratterizzata dalla capacità di intuire ciò che si sta muovendo in essa, percependo le sue emozioni ed i suoi stati d’animo autentici, spesso differenti da quelli espressi verbalmente e gestualmente. L’empatia è un contatto emotivo diretto tra due esseri umani, capace di sintonizzare i loro vissuti interiori in modo del tutto indipendente dai loro schemi mentali e percettivi. Semplificando i concetti appena espressi si potrebbe dire che l’empatia consista nel sapersi mettere nei panni dell’altro, nel comprendere dunque ciò che l’altro sta provando dentro di sé, trascurandone le manifestazioni comportamentali esteriori che non necessariamente rispecchiano i vissuti interiori.

Oltre alla immedesimazione nell’altro e alla comprensione profonda del suo punto di vista, l’empatia trova espressione anche nella capacità di mantenere durante l’intero processo di sintonizzazione emotiva il proprio punto di vista, i propri valori e le proprie emozioni. La fusione empatica non provoca la perdita dei propri punti di riferimento e dei propri sentimenti per realizzarsi; la comprensione dell’altro si realizza mantenendo costantemente la consapevolezza di se stessi e del proprio punto di vista. L’autocontrollo non viene mai a mancare e i sentimenti dell’altro vengono compresi e condivisi senza tuttavia sostituire i propri. Pensiamo per esempio ad un infermiere che condivide con un malato il suo stato d’animo: se egli si lasciasse sopraffare dalle sofferenze del suo assistito finirebbe per negativizzare il suo stato d’animo e rischierebbe di peggiorare ulteriormente quello del paziente.

L’empatia è esente da critiche, giudizi o valutazioni di alcun genere dell’altro; la condivisione di sentimenti ed emozioni avviene in un clima del tutto neutrale e spontaneo, il quale non produce alcun tipo di giudizio morale o normativo. Non c’è giusto e non c’è sbagliato, non vengono introdotte direttive e il fulcro dell’attenzione è esclusivamente l’esperienza emotiva interiore. Esperimenti recenti hanno permesso di estendere ulteriormente il concetto di empatia allargandolo anche alla capacità di percepire il dolore fisico delle altre persone. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del University College di Londra ha messo in luce come la capacità di apprezzare il dolore fisico degli altri venga elaborata dalle stesse aree del cervello utilizzate per elaborare il dolore percepito personalmente. Se ne può dedurre che il dolore altrui, quando vissuto in maniera empatica, sia molto simile al dolore percepito su di sé. Un fenomeno di questo genere accade frequentemente tra madre e figlio: quando il figlio soffre per qualche motivo anche la madre è in grado di provare le stesse sensazioni negative.

E’ bene a questo punto specificare che l’empatia non fa riferimento esclusivamente ad esperienze e sentimenti di tipo doloroso; essere empatici significa saper condividere con un’altra persona qualsiasi tipo di vissuto, positivo o negativo che sia. Una seconda puntualizzazione che crediamo sia giusto fare riguarda la differenza tra compassione ed empatia. Capita frequentemente che i due termini vengano usati in modo indifferente, tuttavia il loro significato è diverso. La compassione si verifica quando si prova pena per una persona, a causa per esempio della sua condizione sociale od economica, anche in assenza di un legame emotivo con essa che possa portare alla condivisione dei suoi vissuti interiori. L’empatia non va neppure confusa con la simpatia o con gli altri sentimenti di natura positiva che possono essere provati nei confronti delle altre persone: essa prescinde dall’esistenza di tali sentimenti positivi, tant’è che è possibile provare empatia anche per un criminale, per esempio.

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19 Commenti a “Empatia: comprendere le emozioni ed i sentimenti altrui”

  1. Lisa

    dicono che sia una cosa genetica, che non la si può apprredere con l’esercio e il tempo, ce l’hai e basta. Io ho ordinato on line il libro di una delle prime filosofe che ha coniato e spiegato questo termine e cioè Edith -Stein. Avete qualche altro libro da suggerirmi? Anche per capire di più su questo argomento.
    condivido quello che dice slax, ma credo che se anche siamo empatici ognuno di noi avverta le emozioni degli altri in maniera diffferente e, al tempo stesso, soffre dell’inconprensione dell’altro nei nostri confronti sempre in manira diversa rispetto ad un’altro empatico poichè penso subentri la soggettività di ognuno di noi nell’interagire con le persone…e quindi mi domando quanto può incidere o contribuire la soggettività o il carattere nel possedere questa caratteristica?Scusate ma tendo sempre a dilungarmi ed essere pesantinaaaaaa

  2. Rosy

    Io sono una perosa empatica, anche per la mia esperienza di analisi personale che ho avuto per diversi anni, la cosa mi viene naturale, cioe’ ” sentire ” gli altri al di la delle manifestazioni esteriori….certo non mi succede con tutti ma con le persone con cui entro piu’ in relazione.
    Questa caratteristica a volte pero’ mi mette a disagio, in quanto mi e’ capitato,come nell’ultima mia relazione…….conoscendo il vissuto della persona e sentendo i suoi reali sentimenti nei miei confronti al di la’ delle manifestazioni esteriori dettate piu’ dall’assicurarsi una compagnia che da sentimenti profondi, mi e’ capitato come dicevo di essere molto confusa e delusa………e ingannata….perchè lui mente a se stesso e a te……e tu che senti ” la realtà” non sai cosa fare….l’analisi mi ha insegnato a non nascondermi niente neanche la triste realta’

  3. Livia

    Leggendo questo articolo ho capito di essere io l\’empatica…

    Pensavo ke fosse lui l\’empatico della coppia e invece ho scoperto ke sono io

    Grazie!

  4. Anna

    Sono diventata vegetariana per empatia….sento il dolore degli animali, la loro paura, sto male con loro….non sopporto la sofferenza fisica e la violenza…sto male anche io e mi immedesimo e capisco al volo quando qualcuno ha bisogno di aiuto! Quando ero piccola mi sono immedesimata in un albero infatti tutt’oggi li adoro..ho un piccolo giardino e non taglio mai i fiori….non ammazzo neanche le zanzare!

  5. Star

    Sono arrivata a leggere questo annuncio perche oggi mi e successo di percepire il momento in cui il mio migliore amico e stato svegliato x pochi minuti da un coma farmacologico.. Non so se questa e empatia ma era come se io lo sapessi lo sentivo.. E quando poi mi e stato detto ho capito che avevo percepito giusto secondo voi questo e un fatto di empatia?

  6. TEST, L’INTELLIGENZA EMOTIVA……proposto da Franci « Incontriamoci!

    […] psicologiche rare, quali ad esempio la capacità di riconoscere facilmente le proprie e le altrui emozioni, arrivando a comprendere profondamente le motivazioni alla base dei comportamenti umani e le […]

  7. Linda

    Mi chiamo Linda,e devo raccontare una cosa stranissima.Il Giovedì santo ero alle prove con la mia banda,e ad un certo punto mi gira un pò la testa,io ho pensato che forse era per il rumore della batteria,ma dopo vent’anni che suono dovrei esserne abituata.Poi vengo a sapere,che un mio carissimo amico parroco,il quale adesso è di un altro paese,purtroppo,proprio il giovedì Santo,non si è sentito bene mentre celebrava la santa Messa.Si può parlare di empatìa?!Io credo di sì.Io sono molto legata a lui,e lui a me.

  8. Empatia

    L’empatia è una risorsa molto importante. Saper entrare in empatia con chi ci circonda, siano esse persone con cui abbiamo una relazione più o meno stretta, significa possedere una vera e propria marcia in più. Affinché possa crearsi empatia dobbiamo relazionarci su di un livello collaborativo. E significa facciamo qualcosa assieme, collaboriamo mettendo ciò che siamo nel rapporto, dandoci la possibilità di conoscerci e comprenderci.

  9. Liliya

    Salve a tutti..da tanto tempo mi sono accorta di essere ipersensibile ..cioè empatica..adesso sto facendo un po’ di ricerche..per capirmi meglio, spesso sento lo srato di angoscia delle persone con cui ho da fare..e non mi sento bene avendo i dolori ;pensavo che fosse il gastrite;però non ho niente..Vorrei imparare a diffendermi da queste emozioni negative che mi fanno stare male..

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