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[Citazione del momento]

Dell’ansia, del leone e della gazzella

category Psicologia 31 Maggio 2016 | |
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Ansia, ansia, ANSIA! Volete sapere che cos’è l’ansia?

Senza ansia… leggete le poche righe qui sotto.

Avete presente quei documentari sugli animali dell’Africa? Ciò che mi ha sempre colpito dei documentari sull’Africa, è vedere la gazzella che, tranquilla tranquilla, si bruca la sua erbetta nella savana, mentre, a pochi metri , il leone se la ronfa beato all’ombra di un albero. Cavolo, c’è il leone lì a due passi e la gazzella se ne infischia… mah…

Succede, però, che al leone venga fame (non un languorino da noia, il leone mangia quando ha fame!): si alza da sotto l’albero, iniziano a girargli le scatole e comincia la caccia… La gazzella drizza le orecchie, annusa l’aria e capisce che c’è un pericolo (era ora!) , smette di mangiare, diventa inquieta, la sua temperatura corporea si alza, il cuore le batte più forte, i suoi muscoli sono contratti e, non appena il leone si palesa, scappa a gambe levate! Succede sempre, nei documentari, che qualche gazzella zoppa o cucciola o solo un po’ più rimbambita, finisca tra gli artigli del leone, che se la pappa di gusto! Poi, tutto torna tranquillo: il leone si sdraia di nuovo sotto l’alberello e la gazzella, placida, torna brucare la sua erbetta. Non è mica vero che si sveglia tutte le mattine pensando di dover correre più veloce del leone , non ci pensa proprio! Bruca l’erbetta, al mattino, la gazzella…

Ora pensiamo a noi: immaginiamo di trovarci nudi e senza alcun utensile nella savana… eh be’…facciamo un po’ ridere, gente: spelacchiati, con una vista, un udito e un olfatto ridicoli rispetto a molti mammiferi, cosa che, se ci vien fame, col piffero che la pigliamo la gazzella! Lenti, con le unghiette morbide e i dentini che ci ritroviamo… e se spunta il leone affamato? Fa di noi il suo pranzo, senza far fatica!

Ma come cavolo ha fatto la nostra specie a sopravvivere fino ad oggi? E non solo, a dominare su leoni, gazzelle ed ogni animale sulla faccia della terra (escluso il nostro cucciolo di casa che ci fa girare come vuole)?

E’ la capacità di pensare, di ragionare, che ci ha permesso di sopravvivere ed evolverci fino ai giorni nostri: grazie al pensiero abbiamo imparato a costruire trappole per le gazzelle ed armi contro i leoni e poi i supermercati, per trovare cibo senza troppo sforzo e case dotate di ogni confort, per gustarcelo in santa pace!

( Continua … )

Perchè gli adolescenti hanno bisogno di una buona autostima?

category Psicologia 31 Maggio 2016 | |
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Gli adolescenti hanno bisogno di autostima, e per questo devono essere aiutati dalle persone da cui sono circondati: i loro genitori, ma anche i loro insegnanti e i loro amici. Essere in grado di comunicare è il primo passo per riuscire a motivare i ragazzi, a metà strada tra l’infanzia e la maturità: è questo il motivo per cui potrebbero essere disorientati.

Un adolescente con poca autostima non è certo un’eccezione, ma questo non vuol dire che il problema – perché di problema si tratta – debba e possa essere sottovalutato. Certo, è bene tenere conto del fatto che l’età che precede la maturità è un periodo complesso, in funzione del quale chi la affronta deve affrontare un gran numero di sfide che non è detto sia capace di vincere. Non è semplice definire i comportamenti dei ragazzi e capire se le loro azioni siano il sintomo, la conseguenza e l’espressione di un disagio o semplicemente facciano parte di un processo di crescita – per così dire – fisiologico: un processo, cioè, per cui si ha a che fare con cambiamenti psichici e fisici di grande importanza, da cui dipende la conquista di una identità stabile e solida.

Per questo, se si è alle prese con un adolescente che ha poca stima in sé stesso, una via da seguire è quella del dialogo, che dovrebbe essere sempre tenuto aperto, così che si abbia l’opportunità di individuare i problemi emergenti e le emozioni con cui il ragazzo è alle prese. Ogni adolescente ha bisogno di sentirsi sostenuto e supportato, e per questo va invitato a esprimere quel che sente e quel che vuole. La presenza di una o più guide non è certo da trascurare, fermo restando che è opportuno cercare di non opprimere.

Un adolescente che soffre di bassa autostima rischia di sviluppare dei disordini del comportamento: non è detto che succeda sempre, ovviamente, ma è bene non abbassare la guardia. Come si suol dire, prevenire è meglio che curare, ed è consigliabile eliminare un fattore di rischio in grado di offrire agli adolescenti un appiglio grazie al quale giustificare i propri comportamenti non adeguati. Ma che cosa è, per un ragazzo, l’autostima? Non è altro che il frutto dell’accordo tra l’immagine che il ragazzo vorrebbe avere e quella che invece ha: parlando di immagine non si fa riferimento all’aspetto estetico, o comunque non solo a questo aspetto, ma a una visione a 360 gradi.

I genitori, d’altro canto, sono dei modelli importanti: un teenager con genitori che mostrano una scarsa autostima rischiano di esserne influenzati e di avere una visione del mondo e di sé stessi poco gratificante. Come fare, dunque per migliorare l’autostima? Per un ragazzo il compito più importante è quello di imparare ad accettare i propri limiti e a conoscere le proprie capacità: solo così può iniziare a entrare in rapporto effettivamente con sé stesso, con il suo essere reale e non con il suo essere desiderato. In caso contrario, rischia di sentirsi inferiore, perché non prova amore verso sé stesso e di conseguenza verso gli altri. Ansia, vergogna, caos mentale, confusione, salute non equilibrata, paura di mostrarsi, timori ingiustificati: sono tutti effetti di una carenza di autostima nel periodo adolescenziale.

Amleto Petrarca, psicoterapeuta Bologna – www.amletopetrarca.com

 

Come vincere la fobia sociale

category Disturbi e patologie 29 Maggio 2016 | |
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La fobia sociale chiamata anche ansia sociale è la paura degli altri, le persone che soffrono di questa fobia temono di stare in mezzo alla gente per il timore di essere denigrate e derise; anche se desidererebbero nel loro intimo interagire con il prossimo.

Questo disturbo spesso mostra dei punti in comune con la dismorfofobia (paura della propria bruttezza) anche se quest’ultimo disturbo, nell’ultimo manuale di psichiatria il dsm v°, è stato inserito tra i disturbi ossessivi-compulsivi.

Cause fobia sociale

Genitori ipercritici che davano molto risalto all’importanza del giudizio del prossimo e che mandavano al bambino messaggi del tipo:

  • vestiti bene o penseranno che sei uno straccione;
  • esprimiti correttamente;
  • non essere inopportuno.

Oppure messaggi ambivalenti del tipo: “Non ti interessare di quello che dice il prossimo, ma nasconditi il braccialetto d’oro o penseranno che siamo ricchi.

Difatti molti pazienti socialfobici descrivono i loro genitori come ipercritici, svalutanti ed iperprotettivi (in primis la madre).

Di una certa importanza negativa, possono essere anche le prime esperienze scolastiche; come l’essere isolato dagli altri compagni, oppure essere continuamente preso in giro.

Anche non trovare adeguato supporto dai docenti in caso di difficoltà di apprendimento, minerà l’autostima del bambino.

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7 consigli per vincere lo stress

category Psicologia 24 Maggio 2016 | |
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Se senti che lo stress sta intaccando la tua salute fisica e il tuo benessere psicologico, non sei il solo. Al giorno d’oggi la maggior parte della gente che si rivolge a un medico lo fa per problemi di stress. Esistono molte pratiche vincenti contro lo stress, che ti potranno liberare da questa scomoda “malattia” e far tornare una persona felice e tranquilla.

Ecco alcuni consigli utili, che ti potranno aiutare a vincere lo stress.

Meditazione

La meditazione è un fantastico antidoto contro lo stress. Con la quiete che si raggiunge tramite la meditazione il corpo si rilassa e comincia a produrre endorfine, serotonina, ossitocina, cortisolo e adrenalina: tutti neurotrasmettitori che sono associati alla calma ed al benessere.

Recenti studi dimostrano come attraverso una sola meditazione si possono “accendere” i geni associati al benessere e “spegnere” o inibire i geni che sono collegati al malessere e alle malattie.

Le persone che meditano di frequente oltre ad avere benefici fisici, riescono a raggiungere stati di allegria e felicità più di frequente e con meno fatica rispetto agli altri.

Respirazione

Moltissime tecniche della medicina “antica” si basano su una buona respirazione per riuscire a trovare calma e equilibrio. Recenti studi hanno dimostrato che la respirazione, se fatta bene, può aiutare a eliminare lo stress immediatamente.

Con la “respirazione profonda” il corpo e la mente si “schiariscono” e immediatamente sentiamo i livelli di stress diminuire.

Di fatto con l’aiuto degli strumenti della medicina moderna possiamo vedere come migliora la frequenza cardiaca (uno dei sintomi della riduzione dello stress) dopo alcuni minuti di respirazione profonda.

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Love addiction (dipendenza affettiva)

category Disturbi e patologie 22 Aprile 2016 | |
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Con il termine inglese ‘love addiction ’ si intende la dipendenza affettiva, un tipo di dipendenza che non è stata ancora diagnosticata come patologia nei diversi manuali diagnostici.

E’ stato Giddens che, per primo, ha considerato la dipendenza affettiva come un disturbo autonomo e ne ha riconosciuto le seguenti caratteristiche:

– l’ebbrezza: è la sensazioni che si prova nel relazionarsi con l’altro, paragonabile a quella del tossicodipendente nel momento in cui sta per la prendere la sua dose di sostanza;

– la dose: rappresenta ciò che il dipendente affettivo trova nell’altro e, anche qui, come avviene per il tossicodipendente, cercherà sempre dosi maggiori, intese come presenza e tempo per stare con l’altro;

– la paura: una sensazione che accompagna ogni forma di dipendenza. Si tratta di una paura devastante, che possiamo riassumere nella massima del poeta latino Ovidio: “Non posso stare né con te, né senza di te.” Con te, a causa del dolore che si prova nel subire umiliazioni, offese e maltrattamenti; senza di te, perché l’angoscia che provoca il solo pensiero di perdere l’altro è assolutamente insopportabile.

 

Vorrei presentare una breve descrizione dei diversi stili di attaccamento, per mettere in luce l’importanza fondamentale che riveste l’infanzia e i suoi vissuti nella successiva formazione del proprio sé e della sua organizzazione nelle relazioni adulte.

1. Attaccamento sicuro – l’amore sicuro: la persona sicura di se stessa ha la capacità di riconoscere le persone alle quali legarsi sentimentalmente. Queste ultime saranno persone altrettanto sicure. Insieme, saranno consapevoli dei periodi di alti e di bassi che fanno parte di una relazione e avranno la capacità di affrontarli insieme. Queste saranno storie solide e durature.

( Continua … )