Bulimia: una grande fame d’amore

La bulimia è spesso associata all’anoressia, ma sono entrambe facce della stessa medaglia, sono dei disturbi del comportamento alimentare (abbreviati anche DCA) e hanno molto spesso un’insorgenza nell’adolescenza, anche se talvolta si verificano esordi anche in epoca pre-puberale. In questo articolo, però, poniamo l’accento sulla bulimia.

Il titolo di questo post evoca la fame (nervosa) e l’amore, due caratteristiche di questo malessere.

Ma vediamo prima che caratteristiche ha la bulimia.

Questo disturbo è caratterizzato da un comportamento alimentare anomalo, che si caratterizza dalla ingestione occasionale e compulsiva di grandi quantità di cibo, le cosiddette abbuffate, che devono verificarsi in un lasso di tempo limitato, a cui fa seguito un profondo senso di colpa che comporta il ricorso a condotte compensatorie come il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi e diuretici, il ritorno ad una dieta particolarmente restrittiva e l’esercizio fisico molto intenso.

Mentre per l’anoressia è più evidente il malessere della persona dato che c’è un corpo che “parla”, ciò non vale per la bulimia, questo può essere più camuffato dalla persona che soffre di bulimia, dato che di solito l’individuo ha un peso nella norma.

Ma quali sono le cause alla base della bulimia?

Alla base di questo disturbo, come per molti disturbi dell’alimentazione, vi sono diversi fattori, molto spesso sono di natura relazionale, affettiva, familiare, oltre a una fragilità del proprio sè che tende ad impedire un’auto attribuzione di valore alla persona.

Il soggetto ha una scarsa fiducia nelle proprie capacità e nelle capacità dell’altro che molto spesso è inesistente, lontano sia fisicamente che psicologicamente, non accudente e questo porta ad un ritiro del soggetto ed a una solitudine che viene colmata con il cibo, che diviene un oggetto che riempe il vuoto di uno stomaco, metafora di un vuoto interno affettivo incolmabile.

Come si può curare la bulimia?

La cura per la bulimia è, in primis, una relazione sana con una persona attenta ai bisogni della persona sofferente, la relazione terapeutica assolte spesso a questo bisogno attraverso un ascolto empatico e una presa in carico dei bisogni e desideri della persona.

La psicoterapia diviene, nel tempo, il luogo dove è possibile sperimentare una relazione di ascolto e di comprensione e dove poter affrontare tutti i disagi, i fantasmi, le ombre che la persona ha dentro di sé e che può progressivamente sconfiggere ed elaborare.

In alcuni casi, quando le condotte compensatorie sono in atto da diversi anni, può essere necessario un lavoro congiunto con il medico, dato che possono essere sorte nel tempo altre patologie correlate (aritmie, erosioni dentali date dagli acidi del vomito, irregolarità mestruali, disturbi dell’alvo, ipertrofia delle ghiandole salivari…).

È bene ricordarlo, dalla bulimia si può guarire…

L’AUTORE

Il dott. Marco Santini esercita l’attività di psicologo, psicoterapeuta e sessuologo a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, ed è il responsabile dell’area clinica di Percorsi Psicologici, studio di psicologia a Sesto San Giovanni e Seregno (MB).

Iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Lombardia con il numero 11767, si è laureato in psicologia clinica presso l’università di Milano Bicocca e ha poi conseguito la specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico presso la scuola ‘Area G’, di Milano.
E’ esperto in problemi dell’adolescenza, quali disturbi alimentari ed autolesionismo, oltre che nei più comuni disturbi clinici e psicopatologici degli adulti (ansia, depressione, attacchi di panico, stress, problematiche sessuali e di coppia).