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Maria Mirabelli

category Gli autori 2 Dicembre 2007 | Stampa articolo |
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DOTT.SSA MARIA MIRABELLI – Psicoterapeuta
Riceve a: Lamezia Terme, via Michelangelo 25
Tel: cellulare 339/5919310 – fisso 0968/26965
Data di nascita: 16/09/72 – Curriculum – Sito Web – Email
Iscritta all’Ordine della Calabria – vedi iscrizione
Note: Esperta in psicodiagnostica forense, disturbi d’ansia ed attacchi di panico, disturbi psicosessuali e della coppia, disturbi relazionali e di personalità.

I disturbi psicosessuali femminili

category Disturbi e patologie 2 Dicembre 2007 | Stampa articolo |
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Negli ultimi periodi in televisione, in radio e sui giornali, si parla molto dei disturbi sessuali. Comunemente si pensa che, nel XXI secolo, sono poche le persone che soffrono di questi disturbi. Forse quest’idea nasce dal fatto che siamo culturalmente più evoluti, siamo più disinibiti rispetto ai tabù sessuali che hanno vissuto i nostri nonni, invece, è proprio questa eccessiva disinibizione sessuale che influisce sulla propria sessualità, sulla propria intimità (che poi tanto intima non lo è più) manifestandosi con disturbi psicosessuali. Oggigiorno fare sesso sembra un obiettivo da raggiungere, dopo il quale resta solo frustrazione e malessere interiore, correndo il rischio di perdere quelle sensazioni piacevoli che sono alla base di un rapporto di coppia, come il solo piacere del contatto della pelle, del calore umano, della condivisione delle proprie emozioni con il partner.
In questo articolo si voleva porre l’attenzione sui disturbi psicosessuali femminili: l’anorgasmia, il vaginismo e la dispareunia.
L’ANORGASMIA è una ricorrente e persistente inibizione, ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione, durante un’attività sessuale adeguata.
Alcune donne sono capaci di raggiungere l’orgasmo mediante la stimolazione clitoridea non coitale, ma sono incapaci di raggiungerlo durante il coito in assenza di stimolazione manuale. Ciò in alcuni casi rappresenta un’inibizione patologica, mentre in altri rappresenta una normale variante della risposta sessuale femminile. Per operare una tale distinzione è opportuna un’attenta valutazione del comportamento sessuale.
( Continua … )

IL TRADIMENTO NELLA COPPIA

category Psicologia 2 Dicembre 2007 | Stampa articolo |
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In questi ultimi anni si registra una sempre maggior consapevolezza dell’importanza dei legami sociali per la vita umana e, soprattutto, emerge, con sempre più chiarezza, il desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in “relazioni intime”, cioè relazioni strette, prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione. Questo implica il desiderio di entrare in relazione con un singolo individuo, con l’imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra i due estranei. Successivamente ad una prima fase di innamoramento, esperienza d’improvvisa intimità e per sua stessa natura di breve durata, lo sconosciuto è diventato intimo e non ci sono più barriere da superare. La persona amata ci è nota come noi stessi, o almeno ci illudiamo che sia così, considerando il fatto che a volte è già difficile conoscere bene se stessi.

Non è facile sondare le profondità dell’altra persona, riuscire a penetrare interamente la sua personalità, in quanto quest’ultima è in continua evoluzione. Però per la maggior parte delle persone la propria personalità e quella degli altri è presto esplorata ed esaurita. Per loro l’intimità è stabilita principalmente col contatto sessuale. Spesso l’attrazione sessuale crea, sul momento, un’illusione d’unione, dando sollievo ad una tensione spasmodica. Ma il desiderio sessuale può essere stimolato dall’ansia della solitudine, dal desiderio di essere conquistato o di conquistare, dalla vanità, dalla volontà di ferire e persino di distruggere, oppure può essere stimolato dall’amore. ( Continua … )

RELAZIONE DI COPPIA – Come crescere bene insieme

category Psicologia 2 Dicembre 2007 | Stampa articolo |
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Il matrimonio è un modo per risolvere insieme dei problemi, che altrimenti da soli non si avrebbero!

G. Gulotta

Il rapporto di coppia è un’interazione dinamica e persistente tra due persone che comunicano sull’illusione di una conoscenza reciproca più o meno approfondita. Ed è proprio la presunzione di conoscersi bene, che causa una serie di difficoltà relazionali. Infatti, spesso questo porta a scoprire con grande delusione che la persona che ci sta accanto da anni , non è quella che noi pensavamo, ma ha dei lati della personalità che sono stati inconsciamente o intenzionalmente tenuti nascosti, cercando di mostrare al partner la parte migliore di sé, nascondendo, invece, quella parte che non si accetta o che s’intende tenere velata o addirittura ignota a se stessi.

A prima vista un simile comportamento potrebbe apparire ingannevole nei confronti dell’altro che avrebbe appreso un profilo di personalità non congruente alle reali caratteristiche psico-fisiche, relazionali ed emotive del soggetto. Dunque e difficile imparare a conoscere il proprio partner, in quanto è già laborioso riuscire a comprendere se stessi.

 

Ciò premesso, vi sono dei suggerimenti che costituiscono la base per avviare un processo di reciproca e profonda conoscenza, che da una parte è un modo per non vivere un rapporto di coppia come estranei, dall’altra è un modo per prevenire ed affrontare i mali causati dalla routine, dalla noia, dall’apatia cercando di promuovere una buona comunicazione interpersonale all’insegna del rispetto reciproco, della fiducia e del benessere della coppia.
( Continua … )

Il corpo non mente – disturbi psicosomatici

category Disturbi e patologie 30 Novembre 2007 | Stampa articolo |
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Il corpo e la mente sono due facce della stessa medaglia, dimensioni diverse di uno stesso organismo: il benessere nasce dal loro equilibrio.
Il corpo e la mente non sono due cose separate e distinte, ma sono intimamente collegati e l’uno influisce sull’altro. Un emozione, come la paura, può produrre un effetto fisiologico come il sudore, il pallore ed altre reazioni fisiche. Allo stesso modo un evento fisiologico, come il ciclo mestruale in una donna può causare irritabilità, ansia, alterazione dell’umore ed altri sintomi psicologici.

Possiamo quindi utilizzare il termine Psicosomatico per descrivere l’interazione dei processi mentali con quelli fisici. Molte volte ci è capitato, in un momento di tensione, di sentire “un nodo alla gola”, ciò altro non è che la somatizzazione, ossia un collegamento diretto tra le nostre emozioni e il nostro corpo.

In ambito medico ormai si ha una visione multifattoriale del concetto di malattia, in quanto ogni evento è conseguente all’intrecciarsi di molti fattori, tra i quali quello psicologico. Si suppone che quest’ultimo, a seconda della sua natura possa agire favorendo l’insorgere di una malattia, o al contrario aiutandone la guarigione. Quindi la psicosomatica è una branca della medicina che relaziona la mente con il corpo, cioè la sfera emozionale ed affettiva con il soma (il disturbo), cercando di capire e rilevare quanto l’emozione influenzi il corpo. ( Continua … )

L’autostima? È un bene prezioso

category Psicologia 30 Novembre 2007 | Stampa articolo |
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Cos’è l’autostima? Al di là della nostra volontà è qualcosa che ci appartiene, la si inizia a sviluppare sin da piccoli e la si continua ad alimentare con le esperienze di vita. Ognuno di noi ha di sé un’immagine, la quale è composta come un mosaico che lentamente prende forma in base alle risposte che riceviamo dagli altri e a come noi li percepiamo e interpretiamo.

L’autostima può essere bassa, alta, positiva o negativa: ognuno è consapevole del fatto che la stima che abbiamo di noi stessi influisce sul proprio comportamento, sulle relazioni sociali e lavorative, sulla vita affettiva e familiare. Più si ha un autostima alta, maggiore è la fiducia che si ha negli altri e più questi dimostrano una alta stima nei propri confronti. Minore è la stima che si ha di se stessi e più si diventa pessimisti, autocritici e severi nei propri confronti, ci si lamenta continuamente stressandosi di più e sprecando delle energie senza realizzare niente di buono, oppure concretizzando delle cose che non danno soddisfazione, confermando dunque le aspettative negative che si hanno nei confronti della vita.

L’autostima è uno schema cognitivo-comportamentale, uno stile di pensiero che viene appreso sin dall’infanzia man mano che le persone interagiscono con gli altri e con l’ambiente. E’ basata sulla combinazione di informazioni oggettive verso se stessi e valutazioni soggettive di queste informazioni. Ad esempio: se il Sé ideale, cioè l’idea della persona che ci piacerebbe essere, è troppo esagerato rispetto al Sé reale, cioè quello che realmente siamo o percepiamo di essere, se ne esce sconfitti con una bassa autostima. ( Continua … )