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[Citazione del momento]
Fa' come se fossi a casa tua, ma non dimenticare che qui io sono a casa mia. Jules Renard
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Diete fallimentari e sostegno psicologico

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 16 Febbraio 2010 | Stampa articolo |
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La fame  è il risultato di un intricato insieme di impulsi neuroendocrini attivati da segnali fisici, chimici, meccanici e psicologici.

L’assunzione di cibo consente di sfamare l’organismo e di trasformare la forza potenziale  in essa contenuto  nelle seguenti forme energetiche:

- energia meccanica per i movimenti muscolari;

- energia termica per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°C;

- energia chimica per consentire alle reazioni metaboliche di compiersi;

- energia elettrica per la trasmissione degli impulsi nervosi.

L’ insieme degli alimenti  che l’uomo consuma abitualmente  costituisce il suo  stile di vita (la sua dieta), invece,  lo specifico  regime alimentare che serve a  diminuire il suo  peso corporeo, prende il nome di dieta dimagrante.

Alcune diete dimagranti  sono  ipocaloriche,  cioè capaci di ridurre l’apporto di calorie dei cibi, privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e gli zuccheri.

Esse si compongono di un programma alimentare che causa  perdita di peso  spesso solo momentanea.

Quando si vuole iniziare un programma dietetico finalizzato al dimagrimento, per non danneggiare la propria salute, bisogna almeno tener conto dei suggerimenti del dietologo anziché seguire una dieta arbitrariamente.

( Continua … )

Caratteristiche e Trattamento della Fobia Specifica

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 6 Maggio 2009 | Stampa articolo |
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La paura è un’ emozione normale, se controllata e regolata; ma è anche un sistema d’allarme:

quando si inceppa, si trasforma in fobia e diventa uno stato d’animo persistente che rischia di condizionare la vita dell’individuo,  perché si associa agli eventi o alle immagini mentali che riportano il soggetto al primo momento in cui ha percepito un forte panico in grado, quest’ultimo, di limitargli la capacità di agire.

Oltre ad una forma di fobia definita “generalizzata” ne esiste un’altra che si prova per una precisa realtà.

Quest’ultima forma viene definita “Fobia Specifica”.

La caratteristica essenziale della Fobia Specifica (DSM-IV-TR) è la paura marcata e persistente di oggetti o situazioni chiaramente discernibili, circoscritte.

L’esposizione allo stimolo fobico provoca un’ immediata risposta ansiosa che può prendere la forma di un “Attacco di Panico” causato dalla situazione, o sensibile alla situazione. Adolescenti e adulti sanno riconoscerne l’irragionevolezza, i bambini invece non sempre vi riescono.

Lo stimolo fobico viene spesso evitato. Se lo si sopporta, ciò accade nel timore.

La diagnosi è appropriata solo se evitamento, paura o ansia anticipatoria di affrontare lo stimolo fobico interferiscono significativamente con la routine quotidiana, il funzionamento lavorativo o la vita sociale della persona, o se l’individuo è marcatamente afflitto dalla presenza della fobia.

L’ ansia, gli attacchi di panico o l’evitamento fobico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale. ( Continua … )

Dare voce al silenzio: un obiettivo condiviso dalle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 24 Febbraio 2009 | Stampa articolo |
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Le potenzialità aggregative del web risultano  funzionali anche  ai bisogni delle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo, disordine infantile della personalità, dovuto all’ansia, caratterizzato da una incapacità del bambino di parlare in varie situazioni sociali.

Molte  caratteristiche distintive del comportamento che i bambini con comportamento inibito presentano(come una certa inibizione a parlare in pubblico) vengono attribuite da alcuni studiosi ( Shifon-Blum e Coll.) ad una  soglia  di eccitabilità dell’amigdala,  più bassa rispetto ai soggetti che non hanno questo disturbo.

I contesti sociali in cui i bambini con MS  non si sentono tranquilli sono: la scuola, i centri ricreativi in cui si organizzano delle feste, i parchi dove si incontrano altri coetanei, etc…

Il problema ansioso che si manifesta con le caratteristiche proprie del Mutismo Selettivo non ha prodotto in Italia un’ ampia letteratura clinica, per questo, i genitori dei bambini colpiti   trovano un canale di sfogo sui blog, dove pongono domande, raccontano la loro esperienza  e dispensano consigli su come affrontare le tipiche problematiche che caratterizzano questo disturbo.

Gradualmente si sono aggiunti sempre più utenti, e gli ideatori di questi spazi virtuali hanno compreso che si sarebbe creato un gruppo sempre più ampio.

Sono nate  delle relazioni di amicizia, che, per alcuni utenti,  non sono rimaste virtuali. ( Continua … )

Un disturbo d’ansia dell’età evolutiva: il mutismo selettivo

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 18 Novembre 2008 | Stampa articolo |
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Abstract

Il presente articolo illustra lo stato dell’arte del mutismo selettivo descrivendone, oltre ai sintomi, anche quelle azioni di ricerca da parte di operatori scolastici e terapeuti, tendenti a individuare nuovi metodi e tecniche di intervento.

Introduzione

Il disturbo definito “mutismo selettivo” non ha visto fiorire molti studi da parte della ricerca scientifica. Solo alcune ricerche attuali hanno individuato aspetti nuovi di questo problema e proposto originali modalità di trattamento.

Secondo il DSM – IV-TR  il mutismo selettivo è l’incapacità di parlare in una o più importanti situazioni sociali, come a scuola, nonostante eloquio, sviluppo e comprensione del linguaggio siano adeguati, anche se possono essere usati altri mezzi di comunicazione non verbale. Non è dovuto a un altro disturbo mentale o a un’incapacità correlata allo sviluppo, anche se è stata riferita l’incidenza di sviluppo ritardato del linguaggio o difficoltà di articolazione. ( Continua … )

Normale reazione di paura o patologia fobica? Distinzione tra le due forme

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 19 Giugno 2008 | Stampa articolo |
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Abstract
Tra i disturbi d’ansia, le fobie e gli attacchi di panico sono quelli più frequentemente affrontati nella pratica clinica. L’essere umano sperimenta svariate volte, nel corso della propria esistenza, sensazioni di paura nei confronti di un evento che percepisce come pericoloso e inevitabile, in grado di modificare le proprie funzioni fisiologiche e i propri vissuti psichici (aumento del battito cardiaco, insonnia, sensazione d’ansia, inquietudine, ecc.). Queste reazioni sarebbero normali se fossero collegate ad un evento/oggetto che preoccupa per breve tempo, fino a quando lo si vive senza contrastarlo o, ad esempio, se si evita un oggetto che realmente spaventerebbe chiunque, poiché pericoloso per la propria incolumità. Ma come accade che una semplice e motivata paura si trasformi, per il soggetto che la sperimenta, in una patologia fobica, limitandogli le principali attività a causa del panico e impedendogli di affrontare la sofferenza iniziale? Un indizio di probabile comparsa di patologia fobica va ricercato nell’aumento della frequenza delle sensazioni di paura che si verificano in presenza di uno stesso evento o di situazioni che il soggetto fobico può associare ad esso. L’esposizione allo stimolo fobico provoca una risposta ansiosa immediata, che può diventare un attacco di panico situazionale o sensibile alla situazione (il DSM-IV- TR fornisce specifici criteri diagnostici per le fobie e gli attacchi di panico). Segue l’evitamento della sofferenza con la conseguenza di creare l’instaurarsi del problema. La sofferenza è definibile come la condizione psicofisiologica che viene connotata negativamente dall’organismo o dal sistema di riferimento e che l’organismo tenta di risolvere. Sulla base dei risultati di svariate ricerche empiriche (Barlow,1990; Marks,1978-1998; Nardone,1988-1993,), si è riscontrato che la maggior parte di coloro che soffrono di un disturbo basato sulla paura, che sia una fobia o una sindrome di attacchi di panico, hanno in comune la strategia comportamentale dell’evitamento. I soggetti fobici tendono ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate all’insorgere della incontrollabile paura. Tale strategia si trasforma in una trappola per colui che la pratica perché lo conduce gradatamente a incrementare gli evitamenti fino alla completa incapacità tipica dei disturbi fobici generalizzati. Si accompagna alla strategia dell’evitamento quella della richiesta di aiuto, ossia la tendenza a essere sempre accompagnati e sostenuti da qualcuno, pronto ad intervenire in caso di crisi di panico o di perdita di controllo. ( Continua … )

Ruolo dello psicologo e funzione del colloquio psicologico

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 15 Giugno 2008 | Stampa articolo |
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Oltre alla figura dello psicoterapeuta, che segue un dato modello terapeutico e che può essere un laureato (abilitato)in psicologia e/o in medicina che ha superato un corso quadriennale in psicoterapia, negli ultimi anni ha iniziato ad emergere anche la figura dello psicologo (laureato in psicologia)abilitato e iscritto al proprio ordine regionale.

Alcune scuole per soli psicologi oggi evidenziano il valore terapeutico della psicologia e del colloquio psicologico che attualmente è il più efficace strumento d’intervento, non farmacologico disponibile, elargito esclusivamente da psicologi .
Vi sono corsi che formano psicologi nella disciplina di psicologia, fornendo competenze e strumenti tecnici del colloquio psicologico per finalità di diagnosi, riabilitazione e sostegno.

Cosa deve conoscere lo psicologo? ( Continua … )