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Il divorzio

category Psicologia 2 Aprile 2012 | |
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Premessa
Il divorzio è una delle esperienze più dolorose e laceranti che una persona possa sperimentare nel corso della propria esistenza.
Accettare la fine di un amore è un processo psicologico complesso che ha molte affinità con quello che avviene alla morte di una persona cara. Questo articolo, dedicato a chi è stato lasciato, spiega il percorso emotivo necessario per ritrovare la serenità dopo una separazione.

Il paradosso del divorzio: con te sto male e senza di te sto peggio
Nessun rapporto finisce di punto in bianco e nessun matrimonio soddisfacente finisce con un divorzio.
Di solito, la decisione di separarsi è conseguente ad uno periodo prolungato di profonda insoddisfazione: non si riesce più a stare bene insieme, si hanno valori e obiettivi diversi e inconciliabili, non si fa che litigare oppure al contrario, nella coppia regna la distanza emotiva e la mancanza di comunicazione.
Ma persino quando il rapporto è ormai compromesso, la scintilla si è spenta da anni e la fiducia reciproca è incrinata, dirsi addio può essere tremendamente difficile.
Persino quando il matrimonio è stato estremamente deludente e i due coniugi sono arrivati al punto di odiarsi, difficilmente la separazione viene vissuta come una liberazione.
Anzi, la maggioranza delle persone dopo il divorzio sperimenta un periodo di insicurezza personale e di estrema fragilità emotiva: a prescindere dalla durata del matrimonio, si esce dal divorzio in qualche modo “segnati” e cambiati.
( Continua … )

Come aiutare una persona depressa

category Disturbi e patologie 2 Aprile 2012 | |
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Nessuno mi ama”, “Mi sento solo”, “Nelle relazioni con gli altri sono sempre io quella che da e mai quella che riceve”, queste considerazioni negative sulle proprie relazioni interpersonali sono tipiche della depressione.
La depressione, infatti, è un disagio psicologico che interferisce significativamente sul funzionamento sociale della persona depressa: chi è depresso ha spesso il vissuto che a nessuna delle persone che lo circondano importi qualcosa di lui, e che nessuno possa capirlo e aiutarlo.
Anche quando la realtà si rivela ben diversa e il depresso è circondato da amici e familiari affettuosi e ben disposti nei suoi confronti, si sente ugualmente solo e non amato.
D’altra parte, poche cose possono incidere negativamente in un rapporto come una prolungata depressione.
Chi è depresso desidera ardentemente l’affetto degli altri ma stesso tempo tende a respingerli, chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri fanno per lui.
Spesso il partner e i familiari della persona depressa hanno la sensazione che più fanno meno il loro aiuto venga apprezzato: anzi il depresso, lungi dall’essere grato per le premure di cui è oggetto, sprofonda sempre di più nel suo stato depressivo.
In altri casi il depresso può irritarsi verso la persona che cerca di aiutarlo sentendo che l’affetto che gli viene offerto è troppo poco, troppo tardi e comunque non basta per salvarlo dall’inferno che sta vivendo.
E’ per questo motivo che le persone che stanno accanto ad un depresso, sopratutto se si tratta di una prolungata depressione, possono ad un certo punto cominciare a provare nei suoi confronti dei forti sentimenti negativi come rabbia, fastidio, impotenza e senso di colpa.
Questi sentimenti vanno accettati, sapendo che sono assolutamente normali e sono la prova dell’affetto che ci lega alla persona depressa.
Se invece si rifiutano questi sentimenti perchè inaccettabili, si rischia di “agirli” diventando indifferenti e insensibili verso la persona che sta male.

( Continua … )