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Frutta, verdura e mal di schiena 16:27 - 10 Settembre 2008

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Adesso vi racconto
Frutta, verdura e mal di schiena

Che cosa centra la frutta e verdura con il mal di schiena: adesso vi racconto.
Da circa quindici giorni soffrivo di mal di schiena, con l’aggravante di un dolore persistente nella zona inquinale della coscia sinistra. Aspettavo che passasse ma, a volte, come succede, aspetti e speri, i dolori non diminuiscono, anzi al contrario. Allora feci un’investigazione, con il segreto intendo di scoprire la causa del malessere: non trovai nulla che potesse essere collegato al problema.
Le vie del signore sono infinite. A un tratto ricordai che mia moglie mi aveva regalato dei sandali alla moda. Li avevo calzati e notato, o meglio, avvertito, che possedevano un semirilievo (in termini di geometria solida: calotte sferiche, un paio di millimetri di spessore dal piano orizzontale al vertice della calotta stessa) localizzati nella zona plantare, ove poggia il tallone.
Dissi fra me e me, sempre con il segreto intendo di fare una scoperta curiosa: “Vuoi vedere che il mal di schiena dipende dai sandali nuovi?”.
Immediatamente andai alla ricerca delle vecchie calzature, fortunatamente non buttate via da mia moglie com’è solito fare. Le calzai e me ne andai a spasso per la cittadina ove risiedo.
Miracolo! Tornato a casa, il problema si era attenuato a tal punto da sperare nuovamente in una remissione della sintomatologia.
Qualche giorno dopo, incontrai l’inquilino del piano di sotto, un settantenne cordiale e simpatico. Riferì che da circa un mese soffriva di mal di schiena. Attribuiva il malessere al peso dell’età. Aveva provato a cambiare le magliette intime, dal cotone alla lana, ma gli esperimenti non avevano funzionato.
Raccontai la mia storia circa il mal di schiena e lo invitai a ricordare se avesse utilizzato nuove calzature. Rispose di sì. Lo invitai a eseguire il mio esempio.
Un nuovo miracolo! Trovavo chilogrammi di frutta e verdura davanti alla porta del mio appartamento, alcuni appesi al pomello della porta stessa. Sicuramente si trattava di un conoscente che mi offriva qualche dono.
Ricordai che il simpatico settantenne aveva degli appezzamenti di terreno coltivati da coloni.
Bussai alla sua porta, venne ad aprire e prontamente m’invitò a osservare le pantofole che portava ai piedi. Replicai di non comprendere le sue parole. Allora riferì che aveva ascoltato il mio consiglio, aveva calzato le vecchie scarpe e il dolore alla schiena era scomparso. Inoltre, le pantofole, che mi aveva fatto vedere, erano vecchie e obsolete. Feci presente che avevo bussato per sapere se fosse a conoscenza dell’autore che faceva materializzare frutta e verdura davanti alla mia porta. Rispose che era un dono di riconoscenza circa il consiglio ricevuto. Replicai che al più presto gli avrei portato prodotti tipici del mio paese d’origine, roba genuina, per sdebitarmi.

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