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Come diventare uno Zombie? Aggiornamento al 22.08.2010 00:24 - 20 Agosto 2010

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Nuova rubrica di Elia Tropeano sul numero degli organi di senso

Testo in elaborazione
Quanti sono gli organi di senso?
Dipende dal punto di vista!
Per le strategie cognitive, sono 3;
dal punto di vista neurologico, 4;
da parte del Maestro elementare, 5;
A livello logico, sono 6;
A livello interno/esterno 10/12 e via continuando.
Quindi, il numero degli organi di senso, con le relative sensibilità, dipende dalla modalità di catalogazione .
Il punto di vista del Maestro elementare è quello attualmente accettato perché nessuno si è ancora accorto che egli parla esclusivamente di sensitività esterna.
Allora, iniziamo con due domande:
a) Uno schizofrenico che vede una persona che nella realtà non c'è, quale organo di senso sta utilizzando?
b) Uno scienziato che osserva certi atomi, infinitesimali, che ruotano nello spazio, quale organo sta mettendo in azione?
Mi sembra ovvio che entrambe utilizzino la corteccia cerebrale occipitale, la differenza consiste nel fatto che lo schizofrenico non s'accorge di stare immaginando, lo scienziato sì. Tuttavia, sia l'uno sia l'altro, per creare un'immagine mentale, sono costretti a dilatare le pupille.
La dilatazione delle pupille è proporzionale alla distanza di osservazione di un oggetto fisso, ma anche mobile, però con aumento di nistagmi automatici.
Provate a guardare un oggetto (per il momento fisso) a 5 cm dai vostri occhi e poi fatevi dire come sono le vostre pupille: sono strettissime.
Quindi, man mano che aumentante la distanza dell'oggetto, le pupille si dilatano. Però, la dilatazione pupillare è proporzionale all'inerzia muscolare, perciò, più dilatate le pupille più divenite immobili. A proposito, se dovreste fare un provino per un film o uno spettacolo ove è richiesto sembrare uno zombie, vi basta camminare tenendo le pupille dilatate, cioè guardando un oggetto lontano o immaginando una qualsiasi altra cosa.
Continua, a presto su www.nienteansia.it

Le strategie cognitivi che mettiamo in opera per rispondere alle esigenze della vita quotidiana sono composte prevalentemente dai sistemi rappresentazionali: auditivo, visivo e cenestesico che corrispondono agli organi sensoriali dell' udito, vista e tatto. L'olfatto e il gusto, raramente entrano a far parte di tali strategie, pertanto diversi autori ne omettono la descrizione.
A livello neurologico, i tre sistemi sensoriali fondamentali, prima di arrivare alla corteccia cerebrale, attraversano il talamo, mentre l'olfatto e il gusto arrivano ad essa direttamente, senza attraversarlo: questi ultimi sono utilizzati essenzialmente per facilitare la regressione d'età. A questo punto, possiamo digitalizzare il tutto e dividerli in due categorie: vista, udito e tatto; olfatto e gusto, o classificarli in quattro elementi sensoriali, schematicamente V, A, K, O/G che corrispondono alla vista (V), udito (A), tatto (K), olfatto/gusto (O/G).
A livello logico (forse meglio a livello di sopravvivenza) sono sei, infatti, immaginiamo di trovarci in una foresta inesplorata: il suono o il rumore di un arbusto che si spezza potrebbe avvisarci di un pericolo. Guardare con attenzione l'ambiente circostante, tastare con scrupolo il terreno potrebbe essere di aiuto. Ma se dovesse esistere un pericolo che non si vede, non sente e non si tocca, potrebbe essere utile il gusto o l'odorato per avvisarci che qualcosa, ad esempio, stia bruciando. Però, se non si vede, non si sente, non si tocca, non si odora ne si gusta ciò che potrebbe mettere a rischio la nostra vita, potrebbero svilupparsi delle macchie sulla pelle e avvertire un senso di soffocamento o di asma (allergia) e comprendere che vi sia un pericolo nelle immediate vicinanze che ci avverte di allontanarsi il più possibile.




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