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bridget80

Utente Fedele

  • "bridget80" ha iniziato questa discussione

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1

giovedì, 25 marzo 2010, 10:55

si può amare se non si è stati amati?

ciao a tutti, mentre vi scrivo ho ancora le lacrime agli occhi dopo l'ennesima incomprensione tra me e i miei genitori. non è facile raccontare la mia storia familiare in poche righe, diciamo solo che i miei non mi hanno mai dato le attenzioni che un figlio meriterebbe, non hanno mai tenuto conto dei miei problemi, delle mie esigenze. mio padre non mi ha mai capita, è sempre stato pronto a giudicarmi e a dirmi parole di disprezzo, mai una carezza, o una parola affettuosa, non ha nemmeno rispetto per me, ad esempio: sto parlando con mia madre di una determinata cosa, lui arriva e interrompe la conversazione mettendosi a parlare di una cosa che piace a lui; oppure sto lavando il pavimento e lui invece di aspettare che si asciughi ci cammina sopra facendomi le impronte. oppure, soffro di clautrofobia,ho paura di prendere gli ascensori, l'altra volta sono tornata dal supermercato con le buste, non me la sentivo di fare le scale per cui ho chiesto a lui di scendere, e si è messo a fare storie, da bambina una volta mi era venuta una malattia infettiva, penso la rosolia, io avevo paura perchè vedevo le bolle e volevo dormire nel lettone con loro, e lui si è rifiutato perchè aveva paura che gliela attaccassi.
anche mia madre non ha mai tenuto conto delle mie esigenze e della mia sensibilità,io sono sempre stata un po' timida, ho anche un problema di udito che mi rende un difficile comunicare quando sto in mezzo alla confusione, ma lei mi spronava sempre ad essere più sveglia, più estroversa, senza tener conto che la mia natura era un' altra. durante l'adolescenza, poichè vedeva che avevo poche amicizie mi spronava ad uscire con ragazzi che poi si rivelavano sbagliati. mi ha sempre fatta sentire inferiore alle altre, mi diceva che le altre ragazze più disinibite di me sarebbero state più fortunate di me in amore, non si è mai mostrata affettuosa con me, non si è mai mostrata orgogliosa di me.
insomma sono cresciuta in un clima di vuoto affettivo e a volte sento che anch'io a mia volta non riesco a dare amore, col mio ragazzo per esempio non riesco ad essere affettuosa, infatti lui si lamenta che non gli faccio mai una carezza. non riesco ad amare tanto nemmeno i bambini, non provo niente quando ne prendo in braccio uno, anzi a volte li trovo irritanti. ho paura di non poter essere una buona moglie e una buona madre, di non poter dare amore, dal momento che non l' ho ricevuto. anche i miei genitori del resto non hanno avuto affetto dai loro genitori, mio padre è cresciuto in un orfanotrofio, mia madre è sempre stata succube di mia nonna. non vorrei che si innescasse un meccanismo a catena per cui un figlio poco amato diventa a sua volta un cattivo genitore. io voglio imparare ad amare gli altri, voglio dare loro l'amore che non ho ricevuto. ma questo è possibile?

wavesequence

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2

giovedì, 25 marzo 2010, 11:18

bridget80

Comprendo che non sia per niente facile rapportarsi ad una siffatta famiglia. I tuoi genitori sono giustificabili solo per quel passato che li ha segnati indelebilmente, ma non lo sono per il non essersi sforzati di modificare il loro atteggiamento verso di te. Del resto chi è vittima prima o poi diventa carnefice.
E se questo tu l'hai capito, hai già fatto un passo avanti rispetto ai tuoi genitori.

Il mio suggerimento è quello di staccarti dalla famiglia di origince, che tanto male ti fa, e crearne una nuova. La lontananza migliora i rapporti.
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


please

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3

giovedì, 25 marzo 2010, 11:19

ciao...

voglio esprimerti la mia solidarietà, condivido le tue emozioni.

anche io provengo da una famiglia-non famiglia, dove si è cercato di salvare l'apparenza per l'esterno, ma dentro le mura regnava il caos, l'anarchia, l'indifferneza,l'assurdità. Stavo scrivendoti un sunto di quello ceh succede, l'ho dovuto cancellare...l'indifferenza e la rassegnazione per questa condizione si è improvvisamente trasformaata in rabbia.

solo mettendomi con il mio ragazzo ho capito come dovrebbe essere una famiglia...e con lui evito di dare tanti dettagli di ciò che succede a casa, ho paura; e poi mi rendo con to che alla mia età sembra da bambini appigliarsi alle beghe familiari. gli ripeto che mi auguro di restare senza compagno e mai avere figli nella vita, se io dovessi essere come è stata mia madre. E lui, nella sua semplicità e saggezza, mi ha detto che già vedere il problema permette di comportarsi in maniera diversa, che non farei la stessa cosa ad un mio figlio...

alfon3

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4

giovedì, 25 marzo 2010, 14:22

voglio dare loro l'amore che non ho ricevuto. ma questo è possibile?
Penso di si. Anche se a volte ci sentiamo governati da condizionamenti a cui ci sembra che non sia possibile resistere, abbiamo sempre un margine di scelta. Possiamo sempre decidere di agire contro quei condizionamenti. Certo, è un lavoro duro, faticoso. Un buon inizio è proprio l' essere consapevoli di quanto sia rischioso abbandonarsi al richiamo del passato, scegliere, insomma, la via più semplice che poi, nel tempo, si rivela la più dannosa.

dora

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5

giovedì, 25 marzo 2010, 17:11

Mi sono trovata nella tua stessa identica relazione e ho fatto un grosso lavoro anche con mio marito e grazie a lui per diventare una persona capace di amare. Per esperienza posso dirti che non basta la lontananza fisica, i miei erano in centro Italia e io al Nord ma abbiamo sofferto fino alla loro fine per queste incomprensioni. Occorre fare di pari passo un distacco economico geografico lavorativo e un distacco emotivo. Quest'ultimo a mio modesto parere, si comincia a fare marcando il proprio teriritorio. Tuo padre passa quando hai appena dato lo straccio? Basta dirgli in modo calmo e fermo "Senti io ho lavorato per favore non farlo più. Non ho intenzione di fare un doppio lavoro perchè tu non stai atttento". Spero di averti dato un po' di aiuto..... :thumbsup:

6

giovedì, 25 marzo 2010, 17:48

Mi dispiace discostarmi dalle idee degli altri... Ma non tutte le cose che hai citato mi sembrano prive d'amore... Non nel senso che sono gesti d'affetto eh, ma non mi sembrano cose fuori dalla norma.

Citato

sto parlando con mia madre di una determinata cosa, lui arriva e interrompe la conversazione mettendosi a parlare di una cosa che piace a lui; oppure sto lavando il pavimento e lui invece di aspettare che si asciughi ci cammina sopra facendomi le impronte
La prima a volte la fa pure il mio, facendomi saltare i nervi! Non perdo tempo a farglielo notare. Per la seconda, beh, è un uomo... Magari non ha mai lavato un pavimento in vita sua... Magari non gliene frega niente di lasciare i segni...

Citato

Mia madre non ha mai tenuto conto delle mie esigenze e della mia sensibilità,io sono sempre stata un po' timida, ho anche un problema di udito che mi rende un difficile comunicare quando sto in mezzo alla confusione, ma lei mi spronava sempre ad essere più sveglia, più estroversa, senza tener conto che la mia natura era un' altra. durante l'adolescenza, poichè vedeva che avevo poche amicizie mi spronava ad uscire con ragazzi che poi si rivelavano sbagliati
Proprio perchè sa che hai problemi di timidezza ha cercato di SPRONARTI! Non la vedo come una cosa negativa, anzi... Magari cercava solo di aiutarti... Magari sperava solo in un tuo miglioramento... Non puoi incolparla se i ragazzi con cui uscivi erano sbagliati...

Citato

io voglio imparare ad amare gli altri, voglio dare loro l'amore che non ho ricevuto. ma questo è possibile?
Perchè non inizi sorprendendo i tuoi con un abbraccio improvviso? O anche solo con un "ti voglio bene" che li spiazzi e li lasci senza parole... Chissà che alla fine non diventino amorevoli come tu vorresti...
Chi non ha mai posseduto un cane non sa cosa significa essere amato. (Arthur Schopenhauer)

BEMMY

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7

venerdì, 26 marzo 2010, 00:07

la mia risposta bridget, è SI'.
SI', si è in grado di amare pur non essendo stati amati.
ne sono certa.
"Quando vivo non mi sento vivere. Ma quando recito allora mi sento esistere".
Antonin Artaud

Lupotta

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8

venerdì, 26 marzo 2010, 10:23

Purtroppo non ho molto tempo per rispondere, ne molte parole. Io posso dire per esperienza che per molti anni sono vissuta nella certezza che i miei genitori non mi amassero, che se ne fregassero di me. Ho letto l'episodio di quando avevi la rosolia mi pare..e tuo padre non ti ha voluta nel letto. C'è da dire che per gli adulti certe malattie infettive dei bambini possono essere molto ma molto gravi e dare disturbi come anche l'impossibilità di fare figli. Ti avrà dato l'impressione di essere freddo, ma forse voleva solo evitare di avere grossi problemi..alla fine per te era solo rosolia, per lui avrebbe potuto essere una cosa molto più grave. Ma non voglio difendere la tua famiglia, solo voi potete conoscere le vostre dinamiche..e pretendere di saperle io sarebbe davvero una cosa stupida.
Come ti dicevo per anni io sono stata convinta che i miei non mi amassero. La frase preferita di mia madre era "arrangiati" mentre mio padre non c'era mai. Ho litigato PER ANNI con mia madre, per buttar giù quel muro che aveva costruito..e negli ultimi (guarda caso proprio quando non vivo più con loro o che comunque non "dipendo" da loro) ho capito molte cose.
I genitori non sono perfetti..da piccoli crediamo che lo siano e ci aspettiamo a volte cose che vanno al di la delle umane possibilità. Poi cresci, entri nella loro ottica e vedi i loro errori, ma ti è più facili perdonarli.
Ora, quello che volevo dire è complesso.. ma si può riassumere con: parlaci.
O almeno prova.
Senza rabbia.
Senza voler per forza dargli delle colpe.
Cerca di capire e di farti capire.
E nel frattempo creati una vita tua, vedrai che quando entrerai nell'ordine di idee giusto, forse riuscirai a capirli meglio.
E se davvero non ti hanno mai amata? Bhe almeno potrai capire di più il loro punto di vista, per non commettere lo stesso errore con il tuo compagno ed i tuoi figli.
Sò che si può amare senza essere amati, ma soprattutto si può amare molto senza che l'altro se ne renda conto.
Tienilo a mente.

Facci sapere.
L'uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge.

cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

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9

venerdì, 26 marzo 2010, 16:41

Rispondendo alla domanda del post ti dico assolutamente sì.
Altrimenti tutte le persone sole e tristi sarebbero anche prive di amore verso gli altri.
E, per fortuna, non è così.

Mi dispiace per il fatto che forse non ricevi abbastanza amore dai tuoi genitori, ma tu devi donarlo agli altri, se non riesci a darlo a loro.
Proprio perchè non si riceve amore da qualcuno, bisognerebbe essere ancora più felici di donare amore al resto delle persone.
Secondo me.

lucapizzonia

Giovane Amico

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10

venerdì, 26 marzo 2010, 21:01

Si, è possibile.
Non sono d'accordo sull'allontanarti facendoti una nuova famiglia però; crearne una senza aver risolto prima ciò che ti fa star male ti mette a rischio di riproporre gli stessi schemi e le stesse dinamiche, per quanto tu possa opporti. Quando dico risolvere non intendo mettere pace oppure fare in modo che i tuoi genitori cambino atteggiamento.
Mi riferisco piuttosto al rapporto ambivalente che hai con quelle figure di riferimento che hai introiettato dentro di te.
Dora è un esempio di come la distanza fisica può fare ben poco, c'è bisogno di un lavoro emotivo.
Iniziare ad accettare il fatto che non ci possiamo scegliere i genitori, ma abbiamo quelli che abbiamo, è un buon inizio, secondo me.
Dott. Luca Pizzonia
Psicologo Psicoterapeuta
Consulente Tecnico d'Ufficio del Tribunale di Napoli

kimberly

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11

sabato, 27 marzo 2010, 03:38

Ciao,
innanzitutto io alla mia psichiatra do del tu per cui io mi sento di darti del tu anche se a volte do del lei,come mi torna meglio e comodo,del resto qui siamo su un forum e non in uno studio per cui io mi adatto a questo contesto per risponderti. La tua opinione per è sbagliata e ti diro' il motivo ragionando su quello che a me la mia psichiatra-psicoterapeuta-neurologa mi ha sempre detto.
Prima di tutto mi sento dire che non ha scoperto l'AMerica dicendo che dobbiamo essere consapevoli del fatto che i genitori non si scelgono, sono gli amici a essere scelti da noi e questo' è scontato.
In secondo luogo i figli si differenziano dai genitori dato che ciascuno ha propria personalità ,motivo per cui un figlio non deve essere catalogato o colpevolizzato in base agli sbagli e i modi dei genitori.
Io posso ipoteticamente essere la figlia di un'assassina ma io non esserlo ne volerlo diventare. Inoltre la mia psichiatra dice che i figli hanno la tendenza di differenziarsi dai genitori per cui se una è una madre dolce,affettuosa, premurosa, brava persona etc etc potrebbe avere una figlia che invece e' un mostro come nel caso della mia bisnonna e nonna.Mia nonna era un mostro:una persona interessata al denaro, ignorante,arrogante,vile e meschina che era il polo opposto della madre e questo lo faceva per differenziarsi per cui E' ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO GENERALIZZARE E DARE LE COLPE AI FIGLI PER GLI SSBAGLI DEI GENITROI. Io penso che la utente abbia avuto dei genitori poco amorevoli come io ho avuto una madre poco amorevo inacidita dal divorzio .Penso la la nostra cara utente abbia paura di amare e essere amata ma che se deciderà avere una famiglia sarà un'ottima madre e saraà amorevole con i suoi figli proprio per differenziarsi dal rapporto che lei ha avuto con la madre. Per vivere bene,in pace con se stessi,certo che andrebbero perdonati questi genitori anche se non sempre è possbile. Tuttavia normalmente questo perdono tardi o presto arriverà perchè il tempo normalmente fa superare tutto ed aiuta a crescere.
Inoltre la nostra utente non deve perchè dar amore a chi non glielo ha dato, se riuscisse farebbe bene a perdonare i genitori per non essere state figure genitoriali amorevoli ma da qui a essere amorevoli quando non si ha ricevuto amore no.MI scusi ma i santi esistono solo inParadiso. Lei dovrebbe solo pensare dentro di se queste parole che sono quello che la mia psichiatra dice a me " "Mamma/papa' voi mi avete fatto del male con tutte le vostre angheriem desiderare di screditare la mia immagine etc ma io vi perdono.Io sono una persona adulta che è diversa da voi che vi perdona e poi ciascuno fara' la propria vita"" io vi perdono ma non permettero' che voi mi facciate del male perche' io ora sono una adulta e gestiro' la mia vita per essere felice"
< Inoltre io credo che tu sarai un'ottima madre gia' solo da fatto che tu ti questioni se sarai in grado o meno di essere una brava mamma e moglie.
TI comporti in questo modo perchè ha paura di essere amata o di essere rifiutata.
Spero di averti aiuta e ti aguro il meglio,ciao

cambi24

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12

sabato, 27 marzo 2010, 12:24

io vi perdono ma non permettero' che voi mi facciate del male perche' io ora sono una adulta e gestiro' la mia vita per essere felice


:thumbsup:

bridget80

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13

sabato, 27 marzo 2010, 23:26

Ho letto l'episodio di quando avevi la rosolia mi pare..e tuo padre non ti ha voluta nel letto. C'è da dire che per gli adulti certe malattie infettive dei bambini possono essere molto ma molto gravi e dare disturbi come anche l'impossibilità di fare figli. Ti avrà dato l'impressione di essere freddo, ma forse voleva solo evitare di avere grossi problemi..alla fine per te era solo rosolia, per lui avrebbe potuto essere una cosa molto più grave.


è vero, mio padre ha dei problemi alle vie respiratorie, per questo aveva paura della rosolia. però avrebbe potuto spiegarmi con delicatezza che non potevo dormire con lui perchè per lui la rosolia sarebbe stata pericolosa, invece si è messo a urlare come un pazzo, senza tener conto della mia sensibilità, del fatto che ero piccola, spaventata e bisognosa di attenzioni. lui ha sempre avuto una salute cagionevole, e questo lo ha portato a concentrarsi solo su se stesso, assumendo un atteggiamento anche da vittima. pretende che tutto gli sia dovuto, vuole rispetto quando lui è il primo a non darlo. però non ha senso mettere al mondo un figlio se non si riesce a superare la dimensione individualista. avere una famiglia significa saper ascoltare e tener conto delle esigenze di tutti i componenti, non solo delle proprie.

lucapizzonia

Giovane Amico

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14

lunedì, 29 marzo 2010, 16:19

Ciao Kimberly,
non so se la risposta è rivolta a me oppure no.
Hai ragione dicendo che esiste la differenziazione, ma bisogna ricordare che il processo di svincolo dalla famiglia di origine prevede due dimensioni strettamente legate. La prima è quella che citi, la differenziazione, la seconda invece è l'appartenenza.
Questa va tenuta sempre in considerazione perché ognuno di noi sente di appartenere alla propria famiglia di origine, nonostante se ne differenzi.
Io non ho detto che, come comunemente si dice: "tali figli tali padri (o madri)".
Semplicemente ho posto l'accento sul fatto che allontanarsi fisicamente non porta a nulla perché non ci si deve distanziare da una figura "fisica", reale, quanto piuttosto dall'immagine che ci portiamo dentro di quella figura. In pratica dalla percezione del genitore che abbiamo dentro di noi.
Sicuramente il perdono (per... dono... una cosa che si regala all'altro) aiuta tantissimo e ribadisco il concetto. Non è il perdono verso la persona fisica e reale, quanto quello che avviene dentro di noi, a livello emotivo, nei confronti di tale figura.

Come te anche io penso che lei abbia tutte le risorse per poter essere una buona madre, già per il fatto di mettersi in discussione e riflettere su sé stessa. A questo poi si aggiungerà un lavoro di crescita personale che la porterà sicuramente molto più lontano.
Dott. Luca Pizzonia
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15

lunedì, 29 marzo 2010, 18:32

allontanarsi fisicamente non porta a nulla perché non ci si deve distanziare da una figura "fisica", reale, quanto piuttosto dall'immagine che ci portiamo dentro di quella figura


:thumbsup:

mi mette tristezza però questa frase perchè dovrei farlo anche io con mio padre...
ci sto provando a non considerarlo solo cattivo, ma è difficilissimo. ;( :S

io sono disabile motoria per es, e non posso scappare veramente di casa, o crearmi una famiglia mia.
quindi sono costretta a fare ciò che dice Lei... ;(

:( :( :( :dash: com'è difficile... :whistling: