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RedCliff

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domenica, 01 gennaio 2012, 13:01

Ritorno a camelot

Nono, vi giuro stavolta il titolo c'entra, ma come in ogni buon film, sveleremo l'assassino alla fine.

Sono tornato a casa il 20 Dicembre, dopo aver passato i miei primi due mesi di università a Camerino (alias Camelot). Tragici senza dubbio, ho incominciato col piede giusto, poi man mano ho preso a dormire fino a tardi, saltare lezioni, smettere di studiare, darmi a crisi di nervi di vario genere dettate dalla nostalgia o che altro. A stento badavo all'igiene della casa e a quella personale.
Il ritorno a casa è stato alquanto idilliaco, il viaggio di 5 ore e mezza è passato come niente, tra una chiacchiera e un'altra con altri Tarantini in rimpatrio. Questi dodici giorni sono passati in un soffio a dir poco, forse per il fatto che ormai sono abituato a dormire alle 2-3 e svegliarmi alle 11. Contavo di riuscire a riparare a questa abitudine, ma mi sbagliavo. Eccezion fatta per i giorni in cui sono uscito e vabbè si è fatto tardi, per il resto non mi sembra normale. Nel frattempo ho anche sviluppato una certa dipendenza da internet.
Ormai mi restano hmm 3-4 giorni per restare qua, l'ansia mi sta salendo fino in gola, cerco di godermi ciò che posso. Non riesco a trovare una via d'uscita. All'inizio pensavo di essere tagliato per la vita fuori, ma adesso mi accorgo che per me vita fuori vuol dire "farmi i ca***cci miei e sforare ogni regola", anche quelle per auto disciplinarmi e non andare in rotta.
Non sono convinto che ndare fuori sia la scelta adatta a me, forse sono un animale "domestico" (anzi, considerando le mie abitudini lo sono sotto quasi tutti i punti di vista). Mi dicevo che dovevo resistere e imaprare a crescere, ma ho paura che si possa rivelare una sort di auto distruzione. In più se continua così non so quanti esami supererò e sarà uno spreco per i miei. Forse dovrei retare in famiglia e cercare qualcosa qua vicino, ma ahimè qui a Taranto c'è solo un farlocco "biologia marina" è un ancora più farlocco "Giurisprudenza".
Perchè non so crescere? Perchè mi pesa questo ritorno a Camelot? [si lo so non ditemelo, sceneggiatore è il mio secondo nome]

Belle89

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2

domenica, 01 gennaio 2012, 15:09

Ciao, Redcliff..
Ti capisco perfettamente: stai parlando da studente fuori sede, che sognava "l'estero"; convinto che sarebbe stato tutto magico, meraviglioso.. le uscite, gli amici, i 30 all'università, diventare uomo (donna, nel mio caso). Invece, trascorsi i primi mesi, le prime settimane, da matricoletta felice, cominci a sentire fitte allo stomaco dovute alla famiglia che è lontana, ai tuoi soliti amici che non ci sono.. e ti assale l'ansia, mista all'angoscia, mentre tieni il conto dei giorni che ti separano dal tuo ritorno in patria, sul calendario posto sulla scrivania.
Capisco bene il tuo senso di frustazione e, nonostante io siano già quasi 4 anni che vivo fuori, ogni tanto quelle sensazioni si sentono ancora (a me sono un po' più marcate, visto che sto mandando tutto all'aria per depressione e via discorrendo, ma sono in cura da uno psicologo).
Ti chiedo.. hai amici del tuo stesso paese, a Camerino? Qualche cugino, amico di fratelli/ sorelle/ parenti di 20esimo grado? Magari, quando ti senti solo, potresti rivolgerti a loro.. o comunque restare più spesso in loro compagnia.

Per risolvere al problema dello svegliarsi tardi, troppo, ti consiglio di svergliarti con la forza (quindi, pur stando come uno zombie) di mezz'ora, in mezz'ora più presto! Ti devi proprio buttare fuori dal letto, o incarichi tua madre di far squillare il telefono all'infinito, o chiedi a qualche tuo inquilino (se ne hai di civili, eh) di svegliarti a cannonate.
Buon anno nuovo!

RedCliff

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3

domenica, 01 gennaio 2012, 23:03

grazie, buon anno anche a te!

non ho parentado li a camerino, sono assolutamente in un contesto dove non conosco nessuno di base... ah vabbè conosco un professore dell'unviersità perchè è amico fuori dall'ambito unviersitario ma vabbè.

rasenta l'assurdo il problema del letto, mi sveglio ma reto sul letto a squadrare il soffitto finchè non mi convinco che è meglio girarmi e dormire.

Belle89

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4

lunedì, 02 gennaio 2012, 13:31

Non riesci a darti degli obiettivi? Prova ad andare in palestra, magari quella dell'università.. ci sono tante persone. Quando ti viene voglia di restare nel letto, dì il contrario. Sforzati: devi farlo! Anche a me capita, ma poi mi vengono i sensi di colpa "resto fallita davvero se non vado avanti".

vissik

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5

lunedì, 02 gennaio 2012, 13:37

Ciao Red. A casa o fuori sede, studiare seriamente vuol dire farsi il ( ). Studiare dalla mattina alla sera con le dovute pause, svago il giusto, sonno buono. Il tuo obiettivo diventano solo gli esami. In quest'ottica (che molto pochi anno) che tu sia a casa tua o sulla cima di un monte poco importa, basta avere di che ritemprarsi quando si fanno le pause.
Poi c'è chi è abituato a fare una vita sociale e ad uscire in continuazione con gli amici, ma non mi pare il tuo caso visto che ti mostri piuttosto pantofolaio.
Internet è un ottimo strumento se usato come tale, e non per perdere tempo, ad esempio ti può tenere in contatto con la tua famiglia e i tuoi amici.

Quello che ti occorre è un piano di gestione del tempo, stabilisci cosa fare e quando, individua il male e trova la cura, senza andartene alla deriva. Resti nel letto a guardare il soffitto? Resta sì nel letto, ma prendi un libro di testo e leggitelo!

Poi dalle ore tot alle tot si studia, poi telefonata a casa, se ne hai bisogno, e così via. Poi comincia a frequentare qualcuno, fatti delle amicizie, non sei il solo con la nostalgia di casa, ed il modo migliore per conoscere è andare alle lezioni e far vita di corridoio.
Vite a 64 bit - Caosfera edizioni

6

lunedì, 02 gennaio 2012, 14:00

Perchè ti mancano le basi
affettive,o forse solo i veri stimoli a costruirti una tua vita
sei insoddisfatto dalla vita moderna
tutto quello che ha un inizio ha una fine

stradablu

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7

lunedì, 02 gennaio 2012, 15:20

Ma esattamente qual e' il problema? che hai capito che vuoi restare a casa e studiare da li'? beh, fallo! non far buttare via denaro ai tuoi genitori in questi tempi difficili. C'e' solo una schifida giurisprudenza e una schifida biologia marina? beh, non mi sembra che tu stia ottenendo comunque grandi cose neanche nell'altra fuori sede no? Stattene a casa e cerca alternative, magari da pendolare.
Per tutto il resto, crescerai. Datti tempo e non farti troppi problemi, che sei giovane.

RedCliff

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8

lunedì, 02 gennaio 2012, 20:03

@strada per un corso come il mio l'aspettativa non è dentro i confini della propria città e a vforse neanche del Paese, volevo che fosse un'esperienza per crescere appunto. Comuqnue il problema è che non riesco a disciplinarmi nel fare le cose, non so darmi un piano per agire: la mia testa dice " alzati, vai a lezione, sistema casa, cazzeggia, studia cazzeggia, cena, cazzeggia, dormi"... emotivamente sono ansioso o pseudo depresso e faccio il minimo per sopravvivere, della serie salto le lezioni, pulisco casa, non vado a mensa e mi arrangio con qualcosa a casa (manco il forno ho là!) non studio ma cazzeggio, magari esco con qaulcuno, sennò nasco e muoio in casa. Forse i tempi non sono maturi, ma non mi piace il fatto che non so affrontare questa situazione come dovrei.

@respirando è un punto su cui mi sono fermato, e se di certo mi mancano le basi affettive (oppure sono solo io che mi sento "privato dell' affetto") e stimoli non ne sento, dall'altro lato sono anche (posizione prettamente "filosofica" ) insoddisfatto delle meccaniche della società. una brutta roba ma si dovrà pur imparare a stare da soli e non "abituarsi". insomma se col passare del tempo ti abitui a stare solo in realtà non hai superato il problema, c'hai solo fatto il callo.

@ vissik si, la mia testa e il mio io sono in contrasto su questo punto, vale la risposta che ho dato a stradablu.

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9

lunedì, 02 gennaio 2012, 20:23

Tu, questa esperienza per crescere, la stai affrontando appena adesso.. scrivi che sono solo due mesi che vivi a Camerino.. datti almeno qualche altro mese, e quando devi restare a casa, buttati fuori con la forza e vai in università. Esci, iscriviti in palestra. Fa qualcosa.. rivolgiti ad uno psicoterapeuta, se questo stile non ti piace. Ma reagisci! Già che ti rendi conto che, così, non è vita, è un gran bel passo avanti. Tocca solo farne uno ulteriore.

RedCliff

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10

lunedì, 02 gennaio 2012, 20:36

Diciamo che ho paura che questo continuo procrastinare mi porti a fallire questi primi esami e speravo in una soluzione "pappa pronta"... o almeno spunti su cui riflettere, mi state dando un grande aiuto.

Belle89

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11

lunedì, 02 gennaio 2012, 20:45

Io penso che a te serva solo un grande incoraggiamento.. ti faccio un paragone..
Hai presente i bambini quando, per la prima volta, salgono sulla bicicletta? Prima, usano le rotelle.. hanno paura, ma sanno che possono pedalare senza alcun sostegno, perchè hanno già provato abbastanza anche col sostegno. Però? Se non li incoraggi, dalle rotelle proprio non si schiodano!!!
Ecco, tu sai che puoi farcela, perchè altrimenti non avresti scelto questa facoltà (ovvio, delle volte si sbaglia anche), ma hai bisogno di essere incoraggiato, di sentirti rassicurato.. ovviamente, è un mio modestissimo parere.

12

martedì, 03 gennaio 2012, 04:46

@Redcliff
Giusta espressione quella dei calli,ma nessuno può abituarsi a essere e restare solo al mondo.. la nostrà umanità ci condurrà sempre verso gli altri,verso il riflesso di noi stessi..
Quello che stai cercando ora non è una laurea o un lavoro,cerchi prima delle risposte a domande che ancora non sei riuscito a porti da solo perché sei giovane e ti affacci ora alla vita matura adulta.
Poi vorrai colmare quel senso di vuoto dentro che ti genera l'apatia,e un domani (tra qualche anno) giungerai alla consapevolezza che gli stimoli 'tuoi' che ti danno la forza,l'energia e ti fanno viaggiare lontano non sono quelli che ti diceva la gente,e dovrai sudare per recuperarli,e dovrai studiarti per conoscerli e farne il caposaldo delle tue giornate,non è cosa facile e da tutti
Devi cominciare in modo semplice,liberandoti delle aspettative degli altri su di te e pensando,meditando a quello di cui hai veramente bisogno per sentirti protagonista e non più spettatore della tua vita.
tutto quello che ha un inizio ha una fine

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RedCliff

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13

martedì, 03 gennaio 2012, 16:17

ora che ci penso, a volte ho tentato di tenere uno "stile di vita rigido" (eufemismo per dire evitare che andasse in putrfazione l'abitazione e io con lei, fare le cose per bene insomma, non solo in ambito casalingo, ma anche rispettare gli impegni insomma) però sono sempre arrivato a chiedermi "a che pro?"

alla fine non trovo risposta e demordo, laurea, soldi, lavoro, hmm esistenza dignitosa non mi sembrano, o meglio, non mi sembrano ragioni valide nel senso che io posso ammettere nella mia testa che lo sono ma non lo "sento".

poi arrivano nostalgia e bassa autostima e mi danno il colpo di grazia, passavo il 60% della giornata a cercare di non rimanere in silenzio e cercare di "comunicare" su internet anche se avevo le conoscenze in loco.

14

martedì, 03 gennaio 2012, 16:53

La voglia di comunicare,cercare un riscontro profondo,o magari chi ti capisse erano tutti s.o.s.
in realtà poi cercavi sempre le risposte e sentivi di avere delle domande che mettevano in crisi tutto quel mondo apparentemente perfetto e regolare
Ti faccio l'esempio di Jim Morrison,la storia del successo che non è riuscito a godere per colpa dell'ipocrita educazione familiare e della ceca intransigenza del padre che sminuiva continuamente tutto quel che faceva,solo perché non aveva scelto di diventare un marines come lui.
Forse anche tu senti solo il peso dei condizionamenti ma non il senso di libertà di avere intrapreso la 'tua' strada.
tutto quello che ha un inizio ha una fine

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RedCliff

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15

mercoledì, 04 gennaio 2012, 01:06

potrebbe essere, ma ho paura a guardare al di là, scoprirmi ora un amante di qualche altro genere sarebbe tragico, anche se di certo meglio ora che tra 4 anni!.. poi c'è sempre da pensare a quanti icnassi faresti con quell'attività o che altro... il fatto è che non tendo aprticolarmente per qualcosa. Una cosa che faccio indistintamente e vivere e realizzare storie fantasy. Gioco ai videogiochi proprio per questo. Poi h anche degli hobby che mi cosnentono di creare mondi fantasy miei.


Cooomuqnue oggi, ci siamo riuniti noi 5 .. anzi 4, con uno c'è stato un brutto bivio, bell'inizio anno... ci siamo riuniti noi 4 compari di sempre per passare una serata insieme prima di ripartire verso le nsotre emte di studio. La serata è andata otlremodo bene. Alla fine però, il momento dei saluti è stato tragico. Se all'inizio ero quello che batteva pacche sulle spalle e faceva forza con le parole, alla fine sono entrato dalla porta di casa in lacrime. Durante il tragitto in macchina per tornare a casa, ci siamo detti apertamente come stavano le cose, dicendo senza se e senza ma, che ci saremmo potuti vedere per altri 3-4 senza problemi, poi chissà dove saremmo finiti. Forse è solo una fantasia quella di andare a lavorare in un altro Paese, ma per ora giochiamo con queste condizioni. Il modo in cui abbiamo comunemente capito che i tempi delle superiori fossero passati è stato allarmante, ma ha anche giustificato l'affinità mentale e l'affetto fraterno che ci hanno uniti per 5 anni. Ogni nostro hobby, tradizione che abbiamo consolidato è stata sfaldata. Alla fine per non ammazzarmi di depressione ho dovuto ripetere come una cantilena che nonostante le distanze ci saremmo sempre rivisti.

Forse i toni sono enfatizzati dalla situazione, ma non sto esagerando di proprosito.