Ciao, Redcliff..
Ti capisco perfettamente: stai parlando da studente fuori sede, che sognava "l'estero"; convinto che sarebbe stato tutto magico, meraviglioso.. le uscite, gli amici, i 30 all'università, diventare uomo (donna, nel mio caso). Invece, trascorsi i primi mesi, le prime settimane, da matricoletta felice, cominci a sentire fitte allo stomaco dovute alla famiglia che è lontana, ai tuoi soliti amici che non ci sono.. e ti assale l'ansia, mista all'angoscia, mentre tieni il conto dei giorni che ti separano dal tuo ritorno in patria, sul calendario posto sulla scrivania.
Capisco bene il tuo senso di frustazione e, nonostante io siano già quasi 4 anni che vivo fuori, ogni tanto quelle sensazioni si sentono ancora (a me sono un po' più marcate, visto che sto mandando tutto all'aria per depressione e via discorrendo, ma sono in cura da uno psicologo).
Ti chiedo.. hai amici del tuo stesso paese, a Camerino? Qualche cugino, amico di fratelli/ sorelle/ parenti di 20esimo grado? Magari, quando ti senti solo, potresti rivolgerti a loro.. o comunque restare più spesso in loro compagnia.
Per risolvere al problema dello svegliarsi tardi, troppo, ti consiglio di svergliarti con la forza (quindi, pur stando come uno zombie) di mezz'ora, in mezz'ora più presto! Ti devi proprio buttare fuori dal letto, o incarichi tua madre di far squillare il telefono all'infinito, o chiedi a qualche tuo inquilino (se ne hai di civili, eh) di svegliarti a cannonate.
Buon anno nuovo!