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what kind of angel

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1

martedì, 03 febbraio 2009, 04:18

copio da Lucio Della Seta

(quelle che lui chiama DISCONFERME sono le parole, i gesti, gli atteggiamenti che distruggono l'autostima dei figli, generando ansia, depressione e sensi di colpa)


"La mia opinione è che, in genere, la disconferma sia esercitata da genitori psicologicamente ciechi: non si accorgono di ferire i figli, non capiscono le loro tristezze e le loro ansie. Non conoscono la tenerezza, l'attenzione, lo scambio di sguardi complici e l'amore. Il figlio non è mai al centro del loro campo visivo, concretamente. Nella loro mente non c'è neppure una sua immagine definita.

Si muovono, agiscono, parlano, in perfetta buona fede, ignari della vera esistenza del figlio come persona che vive esperienze ed emozioni.

Schiacciano sul nascere qualsiasi tentativo del bambino o del ragazzo di esprimersi, di avere un contatto, di manifestare la sua presenza reale. Non ascoltano mai davvero ciò che il figlio dice.

In realtà ci si può accorgere del fatto che questi genitori appartengono a quella categoria di persone che, nonostante le apparenze, non hanno una vera percezione dell'altro, sono prive di empatia. Le loro buone maniere, con altre persone che non siano i figli, non significano una reale consapevolezza dei sentimenti altrui. L'unico punto di riferimento della realtà che conoscono è soltanto dentro di sè. Questa carenza psicologica non è, a mio avviso, correggibile. Non è raro incontrare figli ormai anziani che ancora soffrono perché tutte le cose che fanno vengono criticate o, altrimenti, ignorate da un genitore di ottant'anni che continua a disconfermarli. Si tratta di genitori che provocano danni gravissimi."

2

martedì, 03 febbraio 2009, 06:44

ciao angel..anche io rimasi molto colpita da questo stralcio ,quando ho letto questo libro..

ma penso di aver fallito come figlia anche se non è dipeso da me,ma come mamma..sono il contrario di mia madre..e questo almeno mi da tanta serenità..!!

è così bello vederli crescere distanti da noi,ma dentro di noi i figli!!

solo39

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3

martedì, 03 febbraio 2009, 12:16

Citato da "what kind of angel"

Si muovono, agiscono, parlano, in perfetta buona fede, ignari della vera esistenza del figlio come persona che vive esperienze ed emozioni.

Schiacciano sul nascere qualsiasi tentativo del bambino o del ragazzo di esprimersi, di avere un contatto, di manifestare la sua presenza reale. Non ascoltano mai davvero ciò che il figlio dice.

In realtà ci si può accorgere del fatto che questi genitori appartengono a quella categoria di persone che, nonostante le apparenze, non hanno una vera percezione dell'altro, sono prive di empatia. Le loro buone maniere, con altre persone che non siano i figli, non significano una reale consapevolezza dei sentimenti altrui. L'unico punto di riferimento della realtà che conoscono è soltanto dentro di sè. Questa carenza psicologica non è, a mio avviso, correggibile. Non è raro incontrare figli ormai anziani che ancora soffrono perché tutte le cose che fanno vengono criticate o, altrimenti, ignorate da un genitore di ottant'anni che continua a disconfermarli. Si tratta di genitori che provocano danni gravissimi."[/b]

Ciao WKOA...quello che hai riportato dovrebbe essere mostrato a chi testardamente ancora asserisce che la famiglia non commette poi tutti questi grossi danni sulla formazione psichica dei figli...questi "incoraggiatori" dell'ultim'ora che pensano che con le loro "scosse" ed i loro rimproveri "sveglino" i figli..e magari anche le proprie coscenze...
"Una vita inutile vivrai, se non farai di te quel che vuoi: mi disse un uomo, guardando il mare; una vita inutile, vivrai....." (L.Tenco)

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4

martedì, 03 febbraio 2009, 18:38

Citato da "solo39"

Ciao WKOA...quello che hai riportato dovrebbe essere mostrato a chi testardamente ancora asserisce che la famiglia non commette poi tutti questi grossi danni sulla formazione psichica dei figli...questi "incoraggiatori" dell'ultim'ora che pensano che con le loro "scosse" ed i loro rimproveri "sveglino" i figli..e magari anche le proprie coscenze...

sì, ma non si tratta solo di scosse e rimproveri... ho copiato questo pezzo perché allude al fatto di ignorare, di non vedere, di non percepire il figlio come individuo, di non avere neppure una immagine ben definita del proprio figlio/a.

ci sono diverse persone in questo forum che conoscono questo tipo di sofferenza.

ciao diana ;)

5

martedì, 03 febbraio 2009, 19:11

L'autore di questo libro fa un distinguo tra l'amore e il rispetto per una persona.

alcuni genitori credono di dare amore ma dimenticano il rispetto per la persona..ed è questo che è fondamentale affinchè si crei nel figlio il senso della propria dignità di persona!

ciao angel ;)

PS: quello stralcio che tu hai riportato, angel io l'ho sottolineato a lettere cubitali sul mio libro!!

solo39

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6

martedì, 03 febbraio 2009, 19:53

Si angel (ricordo male o ti chiami Lino?) avevo dato un inciso a quella frase perchè credo che il rimprovero sia la fase successiva a quella dell'ignorare..il genitore, non sapendo comunicare, rimprovera il proprio figlio cercando di scuoterlo finendo invece per farlo rinchiudere in se stesso ancora di più...credo che c'entri anche il modo sbagliato di comunicare con il figlio...una comunicazione efficace è importantissima perché i membri della famiglia possano sentirsi amati e compresi, ma per comunicare bene è importante prima di tutto essere disponibili...avere la voglia di parlare con il proprio figlio... e sopratutto farlo esprimere, perchè altrimenti non si capirà mai quali sentimenti ci sono dietro le parole...
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MariaSud

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7

mercoledì, 04 febbraio 2009, 00:24

grazie angelo,per questo articolo.
E' cio' di cui io discuto sempre con mio marito,lui vede i figli solo come esseri che respirano e mangiano solo perche' lui lavora.
Ma dice che io sbaglio,io gli sto troppo dietro,anzi secondo lui,sono io che distruggo la loro crescita.
Io ho sempre considerato i miei figli come due regali meravigliosi da conoscere,da curare e seguirli nel cammino della vita.
pero',questo mio vedere nel rapportarmi con i miei figli,mi crea sempre problema,perche' al di fuori, visto che non sono severa e non impongo doveri o obblighi,vengo vista poco attenta ai loro bisogni.
Ma io mi sono sempre ritenuta all'ltezzza del compito,perche' ho dato ai miei figli tutto l'amore e l'attenzioe possible,ho sempre ascoltato i loro bisogni,e tutt'ora,se non ci fossi io dietro a fargli capire chi sono e cosa volgiono,sarebbero dei ragazzi con problemi enormi.
perche',il padre,con una parolina,distrugge tutta la loro autostima.
E per molti anni,ho cercato di farglielo capire da altri,ma lui insiste che la miglior scuola e'..l'indiffferenza,lasciarli vivere ,ma poi lui e' il primo che non lo fa andare fuori paese,oppure che lo fa ritirare presto,mentre gli amici sono ancora fuori.
Io invece sono riuscita a trovare un dialogo con loro,anche se a volte mi contraddicono,pero'..mi accorgo subito se c'e qualche cosa che non va,e cerco di farmelo dire piano piano.
Ci vorrebbero dei corsi per genitori,anche se e' difficle il mestiere del genitore,ci sono genitori che non sanno neanche cosa sia essere padre o madre.

per esempio,io accudisco un loro malessere,tipo influenza,e gli dico di non affidarsi completamente ai farmaci,e di diradare la dose,visto che erano per tre volte al giorno,tre medicianli diversi.
Arriva il padre e gli dice se ha preso la medicina,il ragazzo non spiega cio' che gli ho detto io,ma gli dice solo no,allora inizia la sua ramanzina,gli dice che devvova prenderla cosi avrebbe sudato e sarebbe stato meglio.
Io non cio' visto piu',gli hodetto che io lo stavo seguendo e io gli avevo detto di non prendere la medicina.
E ricordandogli che io esisto per prendermi cura di loro,doveva chiedere ame come andava la cura ,perche' cosi facendo, io che dico una cosa,lui che ne dice un'altra,al ragazzo gli si crea la confusione totale.
E questi sono i danni,invisibili,che creano i genitori ai figli.

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8

mercoledì, 04 febbraio 2009, 00:54

Citato da "MariaSud"

Ma io mi sono sempre ritenuta all'ltezzza del compito,perche' ho dato ai miei figli tutto l'amore e l'attenzioe possible,ho sempre ascoltato i loro bisogni,e tutt'ora,se non ci fossi io dietro a fargli capire chi sono e cosa volgiono,sarebbero dei ragazzi con problemi enormi.
perche',il padre,con una parolina,distrugge tutta la loro autostima.

è esattamente di questo che parla il tipo, ascoltare. se riesci a farlo sei una bravissima mamma. e non è facile, non è una cosa scontata. essere indifferenti è più facile. anche sentire senza capire è più facile. ascoltare vuol dire mettersi al posto di, vuol dire entrare nei sentimenti di un'altra persona, condividerli. è come un tocco magico, perché in quel momento un figlio non si sente più solo, e quindi si sente più forte. la tua sensibilità in questo ti può aiutare. è una cosa importante quello che fai.

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9

mercoledì, 04 febbraio 2009, 01:02

Citato da "vivere"

L'autore di questo libro fa un distinguo tra l'amore e il rispetto per una persona.

alcuni genitori credono di dare amore ma dimenticano il rispetto per la persona..ed è questo che è fondamentale affinchè si crei nel figlio il senso della propria dignità di persona!

infatti. io ho preso il primo grande ko quando mia madre mi ha imposto il liceo classico. ero sempre andato meglio in matematica, le materie orali mi davano dei problemi. che male c'era a farmi fare lo scientifico? avevo le mie armi per farmi strada nella vita, non me le doveva togliere. non ha rispettato le mie caratteristiche personali, la mia indole. oppure tua madre, quando minaccia di non venire al matrimonio se lasci la religione cattolica. ma neppure bisogna pensarla, una mostruosità del genere. vuol dire che non te ne frega niente di tua figlia dei suoi pensieri e del suo modo di sentire, vuol dire che ci passi sopra con un carro armato.

10

mercoledì, 04 febbraio 2009, 07:58

caro angel..tu sai bene che quando ricordo al mio cuore quello che mi ha fatto mia madre..non riesco nemmeno a starle vicino,io devo dimenticare,far finta di credere che non sia accaduto..tutto quello che è accaduto..per continuare a volerle bene,

quel libro che anche tu stai leggendo mi ha aiutato in questo processo,mi ha fatto capire che in fondo non dipende da lei il fatto che non abbia saputo insegnarmi il rispetto per me stessa...

e tu..io credo che se continui ad arrovellarti su quello che ti è mancato..continuerai a soffrire come un cane..te lo dico con grande affetto

e tu lo sai bene angel,perchè tante volte io mi sono sentita nella tua pelle di figlio inascoltato ,trasparente..agli occhi di tua madre..certamente il fatto di averlo vissuto mi fa comprendere bene il tuo stato d'animo..e desiderare di uscire dalla propria prigione so che è la tua priorità in questo momento..io auspico per te una liberazione che possa avvenire al più presto!!

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11

mercoledì, 04 febbraio 2009, 09:02

Ciao a Tutti.

Ho letto e , sì, viene spontaneo trovarsi d'accordo con quel brano.

Però, non per contestare, ma solo per riflettere, vi rivolgo una domanda : non credete che, alla resa dei conti, a risultare determinante sia l'indole individuale? Nel senso : a me sembra che , così come esistono figli "rovinati" da questo atteggiamento genitoriale, ugualmente esistono figli che da questo atteggiamento hanno tratto lo stimolo ad affermare sè stessi con forza ancora maggiore, o addirittura hanno tratto la capacità di comprendere che "esistono" indipendentemente dallo sguardo dei loro genitori.

Posso sbagliare, ma questa è la sensazione che ho oggi. :rolleyes:

(Tra l'altro: vivere sostanzialmente ignorati dai propri genitori, nell'Italia rurale di soli 100 anni fa, tra persone abbrutite dalla fatica necessaria a sopravvivere e che consideravano i figli pressochè soltanto come "forza lavoro"... era praticamente LA REGOLA. Eppure ne son venuti fuori uomini e donne di prima grandezza!)
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

12

mercoledì, 04 febbraio 2009, 13:33

Citato da "what kind of angel"

La mia opinione è che, in genere, la disconferma sia esercitata da genitori psicologicamente ciechi: non si accorgono di ferire i figli, non capiscono le loro tristezze e le loro ansie. Non conoscono la tenerezza, l'attenzione, lo scambio di sguardi complici e l'amore. Il figlio non è mai al centro del loro campo visivo, concretamente. Nella loro mente non c'è neppure una sua immagine definita.
Le loro buone maniere, con altre persone che non siano i figli, non significano una reale consapevolezza dei sentimenti altrui.

Grazie WKOA per questo brano ... quant'è vero ... una cosa che faccio ancora fatica a capire è come mia madre sia in grado di sembrare, non so come dire, coivolta più dalle vite degli altri parenti, o di chi le sta accanto che non da quelle delle sue figlie ... ecco, per noi ha sempre una critica pronta ... ma a questo mi sono rassegnata, da quando sono andata a vivere da sola ho come potuto vedere le cose un po' più dall'esterno e vedo come una frustrazione interna che viene sfogata su chi le è più vicino ... beate noi!

Certo, è uno stimolo, come dice Lea, ma per fare un esempio, essendo che mia madre ci critica così tanto, beh io sono sempre imbarazzata quando qualcuno mi fa un complimento: il primo pensiero è che non dica sul serio, che sia una presa in giro ... sto migliorando sul lavoro perchè dopo cinque anni mi rendo conto che gli apprezzamenti sono sinceri (e anche desiderati :)!) però mi sembra come strano che una persona parli bene di me: ma come? Se a mia madre non va mai bene niente, se mio padre non mi ha mai fatto un complimento, com'è possibile? Ecco questo è il pensiero della bambina che c'è in me, poi per fortuna l'adulta prende il sopravvento e si rende conto che il problema sono loro, non io ...

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13

mercoledì, 04 febbraio 2009, 14:53

Citato da "lea"

Però, non per contestare, ma solo per riflettere, vi rivolgo una domanda : non credete che, alla resa dei conti, a risultare determinante sia l'indole individuale?

sì, assolutamente sì, penso che tu abbia ragione. oggi la mia psicologa mi ha detto una cosa tipo... questa sua fragilità IMPONENTE... dunque non evidente, non forte non importante... una fragilità imponente... il che spiega un sacco di cose mi pare...

sull'italia rurale eccetera: l'incontro/scontro delle sensibilità vale nei due sensi. lucio della seta parla di genitori "psicologicamente ciechi"... ma nessuno impedisce a un figlio o a una figlia di essere uguale ai suoi genitori, quindi psicologicamente cieco/a eccetera. ottusilandia non è la patria dei genitori. c'è un sacco di gente a ottusilandia.

14

mercoledì, 04 febbraio 2009, 15:04

angel scusa ma è sicuro che spiega un sacco di cose la fragilità imponente? a te che cosa ha fatto capire saperlo??

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15

mercoledì, 04 febbraio 2009, 15:44

Citato da "what kind of angel"

ottusilandia non è la patria dei genitori. c'è un sacco di gente a ottusilandia.

Oh che meraviglia!!!!!!!!!!! :cuori:

Scrivo solo per complimentarmi con questa tua frase MAGICA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Confessione a latere : non ne posso più più più più di gente che cerca sempre "la colpa" in qualcun altro, con l'autorevole avallo della Psicologia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :asd:
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