Salve a tutti!
Avevo già scritto un post in Vita di coppia, riguardo al mio ragazzo e al rapporto con i miei... Per essere breve, a mia madre non sta bene il mio ragazzo (lui è albanese)... oggi ennesima litigata! Vi elenco, testuali parole, ciò che mi ha detto:
1) lui non è il ragazzo adatto a me
2) devo lasciarlo per il bene di tutta la famiglia (a quanto parte faccio soffrire, oltre ai miei genitori, i nonni e gli zii)
3) se mi costa tanto lasciarlo, siccome mi fa stare solo male (quest'ultimo pezzo FALSO, lui è l'unico che riesca a farmi stare bene!!!)
4) è un albanese di merda che non potrà mai garantirmi un futuro solido come un avvocato o un medico
5) sono una figlia ingrata e una delusione siccome sto con un extracomunitario, quando invece dovrei prendere come fidanzato un laureato
Personalmente li ritengo discorsi da Medioevo... stiamo insieme da più di 2 anni e lo amo da morire! quando sono con lui mi sparisce persino l'ansia! (soffro di attacchi di panico da 7 mesi)... ovviamente i miei attacchi di panico sono stati una scusa in più che ha permesso ai miei genitori di offendere maggiormente il mio ragazzo... secondo loro la causa sarebbe lui...
lui non sa nulla... sa che ci sono litigi in casa, ma non che riguardano lui... non voglio farlo soffrire ancora... all'inizio della nostra storia sapeva di non essere ben accettato, ma dopo 6 mesi i miei decisero di "accettarlo"... ora sono 5 mesi che la situazione è crollata...
io sto male, queste discussioni mi fanno salire l'ansia e non riesco a vivere tranquilla... ho quasi 22 anni: non posso essere libera di amare chi voglio? soprattutto se colui che amo mi fa stare bene!
qui in casa sto male... ho tutti contro, solo perchè sono antichi e razzisti... vorrei tanto avere una mia indipendenza e andarmene a vivere da sola... purtroppo sto ancora studiando (sono al terzo anno di Lingue e letterature straniere) e i miei mi pressano ogni giorno di pensare al mio futuro... mi sento in gabbia, mi sento soffocare...
non so più cosa fare... so solo che sto morendo dentro lentamente... e non so come risollevarmi...
il mio psicologo dice che il malessere è provocato dalla morbosità dei miei, dalla loro possessività e dal loro controllo pressante della mia vita... e che io sono davanti a un bivio e non so cosa fare: se scelgo di accontentare i miei, finirò infelice io; se scelgo ciò vorrei davvero io, farei infelici i miei.
vorrei solo vivere la mia storia serenamente, non chiedo altro... non mi importa se non lo faranno più entrare in casa, voglio la libertà di starci insieme e vederlo!
avete qualche consiglio per farmi valere di più e farmi ascoltare?