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WildChild

Outsider

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31

Saturday, February 25th 2012, 10:36am

Quoted

Oggi, i miei in là con gli anni, io pure, rivedo la mia storia familiare come una delle tante possibili, una delle tante a cui non solo si può sopravvivere, ma addirittura andare oltre.


Cosa intendi per andare oltre?
Nel senso che sei riuscita, attraverso il lavoro di analisi, a decondizionarti totalmente? ( In questo caso complimenti vivissimi, non è da tutti ).
Oppure che in qualche modo ti sei riconciliata con loro o li hai perdonati?
E' vero che i genitori del rancore o dell'odio se ne fregano, ma credo comunque che con questi sentimenti si possa convivere, è più nocivo reprimerli ( come hai sperimentato anche tu, poi emergono in altri modi, si somatizza o si indirizzano inconsapevolmente verso altre persone complicandosi la vita, come succede ad altri ).

Io con l'odio ci convivo benissimo, conterà anche il fatto che sono uscita da casa da anni e da allora ho troncato tutti i rapporti con loro.

runica

Utente Attivo

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32

Sunday, February 26th 2012, 10:55am


Se posso chiedere , che tipo di somatizzazione ? ... Io del mio caso ne ho parlato qui ...

Ho avuto una neoplasia, all'esame istologico risultata di natura dubbia. Oggi, passati più di vent'anni, è quasi certo che fosse benigna.
Della sua origine psicosomatica invece le prove oggettive non le avrò mai; io tra l'altro sono da sempre molto cauta nell'aggrapparmi a questo genere di spiegazioni: anche quando una persistente acidità gastrica coincide con fasi umorali negative, preferisco pensare di aver mangiato male.
Tuttavia, in quel caso, so che prima di scoprirla, a lungo e con una malsana ostinazione, covavo in me la volontà di ammalarmi (certamente non auspicavo una cosa tanto seria). Un malanno, allora, mi sembrava l'unico mezzo per riconquistare ciò che consideravo ragione di vita e che ero convinta, in parte a torto, di aver perduto: l'amore di mio padre.

Adesso leggo la tua storia.



Cosa intendi per andare oltre?
Nel senso che sei riuscita, attraverso il lavoro di analisi, a decondizionarti totalmente? ( In questo caso complimenti vivissimi, non è da tutti ).
Oppure che in qualche modo ti sei riconciliata con loro o li hai perdonati?
E' vero che i genitori del rancore o dell'odio se ne fregano, ma credo comunque che con questi sentimenti si possa convivere, è più nocivo reprimerli ( come hai sperimentato anche tu, poi emergono in altri modi, si somatizza o si indirizzano inconsapevolmente verso altre persone complicandosi la vita, come succede ad altri ).

Io con l'odio ci convivo benissimo, conterà anche il fatto che sono uscita da casa da anni e da allora ho troncato tutti i rapporti con loro.


Ho capito che non c'era niente da perdonare: sono stati i genitori che hanno potuto essere per le loro storie di figli.

L'odio lo reggo malissimo. Se posso, scelgo di mettermi lontano da chi me lo suscita. Con i miei non ce l'avrei fatta mai però.

Drazos

Il Moralizzatore

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33

Sunday, February 26th 2012, 6:04pm

Grazie per il tuo chiarimento runica ;)
Chi non è sposato non sa cosa significhi tornare a casa e trovare calore umano, affetto e comprensione. Io lo so: significa che ho sbagliato casa.
(Boris Makaresko)

34

Tuesday, February 28th 2012, 11:50pm

@ Drazos , Michelino e Nessuno
mi ritrovo moltissimo negli stati d'animo e nei pensieri d'odio da voi descritti. la mia vicenda non è poi tanto diversa dalla vostra: padre padrone, manesco (mi ha picchiata fino ai 14-15 anni), aggressivo e irascibile, con svariate manie (accumulare oggetti di ogni genere, spesso raccattati dai bidoni della spazzatura e riempirne il giardino, la soffitta, la cantina e ogni angolo della casa, fissa per l'igiene tramutatasi poi in rifiuto dell'igiene, in tarda età), avaro, ansioso e ansiogeno, controllante. madre sottomessa, accondiscendente, servile verso noi figli (ho una sorella minore), si è sempre autodipinta vittima sacrificale della famiglia.
ho attraversato diverse fasi: da piccola percepivo che c'era qualcosa di sbagliato, nell'adolescenza ho iniziato a rendermi conto che non era normale come i miei genitori si comportavano, ho iniziato le mie prime ribellioni e sono stata ricacciata al mio posto a suon di mazzate ed improperi.
non tento nemmeno di descrivervi la vergogna e il senso di inferiorità che ho provato verso gli altri, quelli con "una famiglia normale", "una casa normale", "un giardino normale" nel corso della mia vita. e lo provo tuttora.
se avessi rinunciato a lottare probabilmente oggi sarei la copia sputata di mio padre. invece ho continuato ad oppormi al modo di pensare che volevano inculcarmi, e nonostante avessi già interiorizzato profondamente i suoi insegnamenti ho maturato un odio ed un rancore davvero profondi verso di lui. talmente forti che ho perso il conto delle volte in cui ho sperato che mio padre morisse. gliel'ho detto anche, un numero imprecisato di volte. perchè il dolore era profondo, lacerante, lui mi schiacciava e mi impediva di vivere. io questo lo chiamo istinto di sopravvivenza.
l'odio mi distruggeva; solo dopo molti anni di terapia (ormai sono 7 anni) ho iniziato ad accettare l'idea che mio padre avesse un problema grave, una malattia mentale che riversava su di me. che quindi non ero io ad essere sbagliata, come lui mi ripeteva ogni giorno, bensì lui. ho iniziato a vederlo nella sua fragilità, pochezza e bizzarria.
mi ha fatto molto male, mi ha ferito tantissimo ammettere che non corrispondeva alla figura perfetta che avevo interiorizzato. questo processo dentro di me è tuttora in corso, quindi non so quali potranno essere i futuri sviluppi.
vi dico solo che ci sono momenti che lo ucciderei quando mi umilia davanti agli altri; la tentazione di mettergli le mani addosso è fortissima, e come ho scritto sopra in una certa misura vedo il suo (e di mia madre) decadimento fisico come un indebolimento della loro forza di controllo sulla mia vita.
ma sarebbe troppo semplice che fossero altri a togliermi le castagne dal fuoco, purtroppo so che devo sudare per guadagnarmi la serenità e l'indipendenza da queste due persone.
ad oggi non riesco a rendermi indipendente quasi in nulla, perchè dopo essere andata in crisi tanti anni fa ho messo in pausa la vita reale ed ho lavorato soprattutto sui miei tormenti interiori (esempio: fobia degli uomini, superata per fortuna, anche se permane un pizzico di odio latente). l'emancipazione la vedo purtroppo molto lontana.
loro dicono "costruisciti la tua indipendenza", ma coi fatti mi trasmettono forte e chiaro che vogliono controllare i miei movimenti, la mia vita e non mi lasciano sperimentare: la mia emancipazione deve avvenire su percorsi lineari pretracciati da loro (capite bene che è impossibile - a questo punto vado in tilt e rimango in fase di stallo).
mi sento come una piantina che non ha lo spazio per crescere, mi manca l'aria.
spero di non avervi annoiato coi miei racconti, ma in questo topic mi sembra di aver trovato gente che prova il mio stesso, profondo dolore.
Prima di diagnosticarti una depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.

Drazos

Il Moralizzatore

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35

Wednesday, February 29th 2012, 12:48am

Quoted from "hurt"

spero di non avervi annoiato coi miei racconti, ma in questo topic mi sembra di aver trovato gente che prova il mio stesso, profondo dolore.

Ebbene si , sei nel posto giusto. :S . Come avrai ben notato ognuno ha la sua storia , e naturalmente in ognuna c'è qualcosa di diverso, ma fondamentalmente condividiamo (ahimè) tutti la stessa lacuna : ovvero quella di un padre assente , o peggio ancora presente fisicamente ma assente mentalmente dalla famiglia e da ciò che comporta un impegno del genere ; di quanto questi padri ognuno a modo loro abbiano trascurato il loro impegno con la prole (o stirpe, futuro,perchè no?) presi dai loro interessi puramente personali , o magari non avendo attitudini genitoriali chi lo sa , trascurando inconsciamente le conseguenze psicologiche che può avere un figlio/figlia sprovvisto di una figura paterna di riferimento.
Benvenuto tra noi hurt .
Chi non è sposato non sa cosa significhi tornare a casa e trovare calore umano, affetto e comprensione. Io lo so: significa che ho sbagliato casa.
(Boris Makaresko)

millylilly

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36

Wednesday, February 29th 2012, 7:18pm

io ne so qualcosa

Di cosa significhi esser insicuri per colpa dei genitori.

Mia madre mi ha sempre detto, nell'arco degli anni, sin da quando ero piccola, che non faccio mai bene le cose, che non so fare le cose come le fa lei, che non mi si può chiedere niente che non so fare le cose, sono stata, più che guidata, costretta a scegliere la scuola che mio padre riteneva fosse meglio per me perché dava per scontato che non avrei mai proseguito gli studi, mi sono sempre sentita dire cosa fare o non fare. Quando mi iscrissi all'università (all'età di 28 anni) mi dissero che avevo fatto una cretinata. Io ho diverse passioni, fra cui quello della lettura e della scrittura...quest'ultima è stata oggetto di derisione. Anni fa dimenticai un foglio con su scritta una mia frase sulla scrivania di camera mia e mio padre la lesse per caso...si mise a ridere. Mi fece molto male. Di recente si è manifestato un problema alla spalla sinistra. All'inizio mio padre ha insistito affinché andassi da un fisioterapista, ma io ero riluttante anche perché il tipo non mi convinceva...avevo ragione io perché ho poi scoperto che quel fisioterapista non era tale! Mi sono sottoposta a tutti i controlli, fra cui la visita ortopedica, durante la quale il medico mi disse che preferiva farmi tentare prima con la fisioterapia, perché voleva poter evitare l'operazione. Nessuno, i miei genitori compresi, mi ha mai chiesto cosa volessi fare, se operarmi o no, se fare la fisioterapia o no. Sono stata praticamente costretta a fare la fisioterapia, perché o così o niente. Mi sento dire spesso frasi che lasciano intravvedere quel che pensano di me, ovvero che sono una povera incapace, che devo esser sempre guidata. Un esempio? Chiedo se può venire il mio lui a cena e mia madre salta dicendo "facciamo come al solito le 2?", cosa mai successa, tranne un sabato (io avevo mal di schiena e per non prendere freddo siamo rimasti a casa mia...o dovrei dire dei miei?) ma eravamo in cucina a guardare la tv in silenzio. La sua frase "facciamo come al solito le 2" indica chiaramente che pensa che io sia così scema da non sapere che l'indomani lei (mia mamma) deve andare a lavorare, così come il mio fidanzato.

Sto cercando di costruire la mia autostima evitando di ascoltare ciò che dicono, di considerare ciò che pensano di me. Ci sto riuscendo sempre più spesso, ma a volte accade che non ci riesca e che mi arrabbi, oltre a restarci male. Ma sono certa che ci riuscirò sempre più sino a arrivare al giorno in cui i loro giudizi negativi e le loro critiche aspre non faranno più presa.

_Mathilda_

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37

Tuesday, March 6th 2012, 4:50pm

Comprendo le vostre situazioni...

Non sono l'unica a cui vengono certi pensieri...anche voi, come ho potuto costatare, avete conflitti coi vostri genitori. Certo, bisogna saper accettare i loro difetti...d'altronde chi è perfetto a questo mondo?!?! Ma se sono loro i primi a non accettare te e i tuoi difetti, mi sembra piuttosto difficile instaurare un rapporto pacifico. A qualcuno di voi è mai capitato di essere interrotti spesso da vostro
padre o da un vostro genitore mentre state facendo un discorso? O di
essere ripresi se non è stata usata una determinata parola?? Oppure di
essere osservati costantemente mentre mangiate??? Beh...mio padre
purtroppo fa questo (e non solo...), è una persona ipercritica e molto
spesso polemica, non gli va mai bene nulla e passa la maggior parte del
suo tempo (soprattutto da quando è in pensione) sul divano davanti la tv
oppure al pc. La casa avrebbe bisogno di manutenzione ma lui non fa
nulla tutto il giorno. Nonostante ci sono dei lavori da fare in casa (ad
es. sono saltate le mattonelle dei pavimenti), non prende iniziative nè
si mette "all'opera". Mia madre, poverina, non sa dove sbattere la
testa in una casa che va allo scatafascio. :dash: Per fortuna non abbiamo problemi economici ma lui fa di tutto per risparmiare in qualsiasi cosa. Per anni la caldaia non funzionava bene e ho fatto docce che alternavano acqua calda ad acqua fredda...ho pregato che si rompesse definitivamente e poco tempo fa ALLELUIA!!! Le mie preghiere sono valse a qualcosa!! :assi: E' stato costretto a sostituirla...

In definitiva non abbiamo molto dialogo...e quando c'è, più che altro sono monologhi, si parla solo di problemi e molto spesso si agita per motivi futili, alza il tono di voce e allora rinuncio ad avere qualsiasi tipo di approccio verbale con lui. A volte, quando si tratta di cose più serie, ho quasi paura delle sue reazioni.

Ditemi che non sono la sola ad avere un genitore così!! E' davvero insopportabile...!

_Mathilda_

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  • "_Mathilda_" is female

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38

Tuesday, March 6th 2012, 4:55pm

...Mi sa che ho fatto qualcosa di sbagliato...scusate ma non capisco come ho fatto a mettere questa citazione!!!:blush:
Non so neanche come si modifica :assi:

anamaya

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39

Thursday, March 8th 2012, 4:29pm

....e come ho già scritto in un altro thread : quanto male possono fare i genitori? TANTO ;(

Che si sia adolescenti o avanti negli anni, se ne pagano comunque le conseguenze e fortunati quelli che riescono ad uscirne.