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61

Thursday, January 27th 2011, 5:21pm

mio padre lavora con i bambini...


poveracci -.-

Alcune cose sono piu' preziose perchè...
Non durano.

62

Sunday, January 30th 2011, 7:24pm

Le storie di LadyAnsia e di Pavely sono molto simili alla mia. Non avrei mai creduto di trovare altri in una condizione simile alla mia. Pensavo di essere l'unico ad essere tanto debole e pavido da non essere capace di ribellarmi ai miei genitori. Io ho 25 anni, e sono stato "costretto" a proseguire un percorso universitario che non mi piace. In realtà l'università l'avevo scelta io ma fortemente influenzato dai miei genitori, praticamente fin da bambino, tipo monaca di monza. Dopo pochi mesi mi son reso conto che non era la mia strada e volevo cambiare, ma mio padre si oppose fino ad arrivare a minacciare di cacciarmi di casa. A differenza di ladyansia non ho una casa mia nè un lavoro nè ho alcun particolare talento o capacità, l'unica cosa che so fare (anzi, sapevo fare) è studiare. Al liceo andavo benissimo, all'università un disastro. Gli anni son passati ma non sono stato più capace di ribellarmi, ora mi sento vecchio, ingabbiato, dopo tanti anni di sacrifici(soprattutto quelli del liceo) non ho niente in mano, fossi andato a fare l'elettricista a 16 anni, probabilmente ora sarei realizzato. Vorrei solo tornare indietro e fare tutto in maniera diversa. o vorrei andare a dormire e non svegliarmi più. ma in realtà quello che voglio è essere salvato, ma da solo non ce la faccio. vorrei che i miei genitori si rendessero conto di quanto sto male, che mi dicessero: ok, c'hai provato a farci contenti,hai fallito, ora vediamo di trovare una soluzione.
Ma ho paura che soluzioni non ce ne sono. Il mondo è uno schifo. Il nostro paese va a puttane. Lavoro non ce n'è. Finirei in mezzo ad una strada.Non me la saprei cavare. Finirei morto assiderato. Pestato da qualche banda di ragazzini. Morto di fame. Ora mi sollazzo con idee di suicidio, solo per illudermi di avere una via di uscita, di avere ancora la possibilità di decidere della mia vita, con l'illusione di sopravvivere e ricominciare a vivere, con più forza o di riuscire almeno ad attirare l'attenzione dei miei, a ricevere un aiuto. Ma il coraggio di farla finita neanche quello ho. Probabilmente riuscirò a laurearmi, tutti saranno felici, io farò un lavoro che detesto e dovrò dire grazie ai miei genitori per tutto quello che mi hanno dato, in fondo sono stato fortunato, c'è chi non ha neanche avuto la possibilità di studiare.
Scusate se vi ho tediato. Queste cose non sono mai riuscito a dirle a nessuno,non ho amici, ed in famiglia è impossibile parlare di certe cose.Un saluto,
Lale
L'inetto è generato da uno scompenso
fra l'orientamento (il progetto) che l'individuo dà alla propria vita e la curva che poi
effettivamente la vita descrive: incarna questo difetto, questo errore di calcolo.
E' una tara congenita e di cui
non si è responsabili,ma rimorde e fa soffrire come una colpa

Paperakant

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63

Monday, February 14th 2011, 11:42am

Cara LadyAnsia, caro Pavely, caro Lale..

..stamattina sono tornata a spulciare in questo sito dopo
tanto tempo, alla ricerca di qualcosa che mi potesse aiutare emotivamente in
questo momento... e sono incappata (nel senso positivo) del post di
LadyAnsia e mi sono detta: allora non sono l'unica!! Questa cosa mi ha
marginalmente rincuorata, sapere che non si è soli in questo tipo di emozioni
fa bene al cuore, perchè sai che qualcuno che ti capisce davvero c'è.

Come avrete capito io vivo una situazione simile/uguale alla vostra, proverò a
riassumerla e poi vi dirò le mie considerazioni.

Io di anni ne ho 37, compiuti da poco. Mio padre è un uomo dal carattere molto
autoritario, ma anche molto fragile; nella vita professionale ha raggiunto un
livello di carriera buono, con molti riconoscimenti per la sua professionalità;
la sua attitudine migliore è stata quella di far andare le cose di tutti come
voleva lui. Mia madre è casalinga, è una donna dal carattere battagliero, ha
vissuto un po' in balia di mio padre. Mio padre è stato ed è una persona che dalla
vita ha sempre voluto il meglio, anche nelle piccole cose.. è stato cresciuto
(e rovinato) da mia nonna con la convinzione che nella vita si è vincenti
quando si ha il meglio.. e il meglio era un buon lavoro, una laurea, dei bei
vestiti, una solida posizione sociale. Lui non ha preso la laurea, ma sul
lavoro ha avuto grosse soddisfazioni. E per lui avere una laurea che ti
permette di avere un buon lavoro, una carriera è il massimo a cui bisogna
aspirare. Ricordo che quando mio fratello, che alle scuole medie non andava
bene, scelse di fare il liceo perchè poi voleva iscriversi a ingegneria, mio
padre gli disse "Se non sei promosso tutti gli anni ti mando a fare il
meccanico": per lui non era possibile che "una capra" potesse
arrivare addirittura a laurearsi in ingegneria, non lo meritava, per cui
piuttosto che vedere i possibili fallimenti scolastici preferiva vedere il
proprio figlio fare il meccanico. Mio fratello al liceo andò benissimo ed è
diventato un ingegnere come desiderava... ma mio padre ha sempre cercato di
indirizzarlo verso cio' che per lui era la cosa migliore: gli procurava
colloqui di lavoro con imprese di prestigio e una volta gli fece lasciare un
lavoro temporaneo perchè era riuscito a fargli fare un colloquio con una ditta
di Milano e dava per scontato, ancor prima che il colloquio avvenisse, che lo
avrebbero preso. Mio fratello, che più di me ha sofferto emotivamente il non
essere adeguatamente compreso per quello che è, per un po' è stato un automa
nelle mani di mio padre (soffocando il proprio malessere nell'alcol), poi piano
piano si è costruito il suo futuro lavorativo e ora è completamente autonomo.

Quando è stato il mio turno per la scelta della scuola superiore, per lo stesso
principio di prima (laurea=buon lavoro=vincente), io HO DOVUTO scegliere il
liceo... ma i risultati sono stati ovviamente un disastro, perchè al contrario
di mio fratello che aveva desiderato quel percorso, io ho dovuto farlo contro
la mia volontà; io avrei desiderato fare la scuola per geometri e poi architettura,
ma per mio padre il geometra era un diploma del cazzo, vuoi mettere il diploma
a liceo? Dopo 6 anni (fui bocciata in terza, gli altri anni sempre rimandata)
dovevo scegliere l'università e io avrei voluto frequentare il DAMS di Bologna,
avevo interessi artistici e il mio desiderio era quello.. ma ovviamente non
andava bene, un po' perchè "come faccio a mantenerti a Bologna" e un
po' perchè "ma che laurea è". Quindi scelgo di iscirvermi a Lingue;
perdo due anni, in cui faccio solo 3 esami; cambio facoltà e mi iscrivo a
Lettere, con l'intenzione di laurearmi in storia del teatro. In tutto questo
cresceva in me il desiderio di indipendenza, di esperienze lavorative che mi
dessero qualcosa di concreto. A 27 anni mi mancano ancora 6 esami e mi capita
un'occasione di lavoro che non mi faccio scappare... i miei genitori non mi
dicono nulla, mi chiedono solo di non lasciare gli studi... ma una sera di
Natale di qualche anno dopo di nascosto sento che dicono a un parente che
quando ho detto loro che avevo trovato lavoro era stato come una pugnalata alla
schiena, che ero una ragazza che non sapeva cosa voleva dalla vita (..e ce
credo: non ho mai potuto viverla la mia vita!). Durante i 7 anni di lavoro
ovviamente non do esami, non riesco a studiare e lavorare, anche se nell'ultimo
anno prima di licenziarmi riesco a dare due esami di poco conto, che non
richiedevano grande impegno. Dopo 7 anni mi licenzio per trasferirmi di città
con il mio compagno.... l'unica cosa che mio padre mi dice (e con tono
autoritario!) è "Ricordati che il tuo scopo è uno solo!".

Ora... sono arrivata a 37 anni, con 1 esame + tesi per concludere il percorso
di studi............ e sono bloccata. Non ho le energie per affrontare questo
esame, sono psicologicamente bloccata. Da qualche mese vado da un'analista
perchè io non riesco a vivere la vita che vorrei: tutto è condizionato da cio'
che penserebbero i miei genitori, ho sempre il dubbio di fare la cosa
sbagliata, anche quella che per me è giusta. La mia analista, tra le varie
cose, mi dice che sono ancora "troppo figlia", che devo abbandonare i
panni di figlia-bambina e vestire quelli di donna, quale sono; mi dice che la
vita è la mia e la devo vivere secondo le mie inclinazioni; mi dice che ad un certo
punto bisogna uccidere quelli che lei chiama "genitori interiori" che
non ci permettono di vivere; mi dice che la mia psiche mi sta dando dei segnali
che continuare così (a voler accontentare gli altri) è per me deleterio e che
devo ascoltare questi segnali.

Io questa mattina (in realtà da molto prima) mi domando come si apossibile che
a 37 (37!) anni io debba ancora avere timore di dire ai miei genitori che ho
preso la decisione di rimandare l'esame e la laurea, che ho voglia di avere un
bambino, che voglio costruirmi il MIO lavoro come dico io, che voglio vivere la
mia vita come dico io!

E' difficilissimo uscire da certe gabbie mentali, ritrovare la fiducia in sé
stessi, credere nelle proprie capacità e solo in quelle.. perchè non ci è stato
insegnato, perchè non abbiamo avuto la possibilità di essere noi stessi mai,
anche nei nostri errori. Ma dobbiamo cominciare adesso, perchè non è mai troppo
tardi, a costo di essere ripudiati come figli (cosa che francamente trovo
alquanto improbabile e contronatura)!



Ragazzi la vita è una sola!!!! Viviamola!!!! :clap:



Un bacio a tutti

64

Tuesday, February 15th 2011, 4:24pm

Ciao Paperakant, è molto bello il tuo intervento. ti do ragione su quanto sia difficile uscire dalle gabbie mentali, a questo punto per me è difficile anche solo capire quello che voglio e capire se sono veramente io a volerlo o se lo voglio perchè ancora troppo influenzato dalla mia educazione. tu hai avuto la forza di staccarti dai tuoi almeno dal punto di vista materiale (che io ancora non riesco a fare) ma a quante pare non è ancora sufficiente, dal momento che permane una sorta di sudditanza psicologica (i genitori interiori?) che forse è quella più subdola.è vero che non si finisce mai di lottare. ma nelle tue parole colgo una ferma determinazione a voler vivere la tua vita. forse hai ragione, non è mai troppo tardi.voglio sperare che sia proprio così. ti auguro di trovare la forza per seguire le tue inclinazioni, io mi sforzerò a seguire la tua esortazione,perchè è vero la vita è una sola, ed è la nostra!
un abbraccio,ciao!
L'inetto è generato da uno scompenso
fra l'orientamento (il progetto) che l'individuo dà alla propria vita e la curva che poi
effettivamente la vita descrive: incarna questo difetto, questo errore di calcolo.
E' una tara congenita e di cui
non si è responsabili,ma rimorde e fa soffrire come una colpa

65

Thursday, February 17th 2011, 10:32pm

Vi ringrazio per i vostri interventi, mi ci rivedo molto...dal mio ultimo post ho fatto diversi progressi, non ho lasciato la terapia e ho imparato a fidarmi un po' di più del mio analista a cui devo davvero molto...ma ancora la strada è lunga, forse un giorno ve ne parlerò, al momento sono parecchio impegnata, oltre che a lavoro, anche a finire i lavori di ristrutturazione di casa mia che mi rendono orgogliosa e fiduciosa che un giorno sarò autonoma anche mentalmente...

L'idea di non essere l'unica a non riuscire a smettere i panni della figlia-bambina mi fa sentire meno sola...vi abbraccio!

66

Thursday, April 7th 2011, 3:25pm

Ciao cara,non so se ti può far piacere,ma io sono proprio nella tua stessa situazione....mi sento esattamente come te!!! Ti andrebbe di parlarne insieme?

inadeguato

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67

Thursday, April 7th 2011, 8:12pm

anche io come camelia vivo la tua stessa situazione :( e mi lascia ogni giorno che passa un vero amaro in bocca...
e sentirsi piccoli e fragili gridando nell anima un pianto in silenzio..

68

Thursday, April 7th 2011, 10:40pm

Bene allora direi che possiamo formare un buon gruppo....!! Coraggio ragazzi facciamoci forza a vicenda,se no stiamo qui altri 20 anni a progettare il nostro suicidio! ;(

La rana

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Thursday, April 7th 2011, 10:49pm

..perchè qcn dovrebbe credervi?perchè sapete che mentre voi state a frastullarvi con le vostre gabbie mentali, potete ignorare la realtà, quella vera..e vi frastullate perchè vi piace farlo e vi piace farlo perchè la realtà vi fa così male che non riuscereste più a respirare..e vi manca già il respiro alla sola idea..e siete cmq fermi, da sempre..e il mondo nel frattempo è cambiato, voi siete cambiati, ma non ve ne siete nemmeno accorti, perchè il cambiamento non vi piace e la vostra ruota da criceti è rassicurante..e chi ha avuto un volto di fronte a voi..quello non l'avete riconosciuto..vi auguro di stare meglio,ma le premesse sono pessime
"Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c'è il sole, ma quando cala l'oscurità rivelano la loro bellezza solo se c'è una luce dentro".
Elisabeth Kubler Ross

70

Thursday, April 7th 2011, 11:23pm

Ma cosa vuoi dire,scusa??? Ognuno reagisce come può,io ho solo scritto che sono solidale con questi due utenti!!

dora

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Thursday, April 7th 2011, 11:25pm

Visto che non posso mandarti PM ti citerò un famos verso dantesco "Non ti curar di lor ma guarda e passa" :rolleyes:

72

Thursday, April 7th 2011, 11:29pm

Grazie!! Appena farà mandami pure un messaggio privato se vuoi...:-DDD

dora

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73

Thursday, April 7th 2011, 11:34pm

Devi ragggiungere mi pare 25 punti per poter mandare PM o riceverli, Nel frattempo capisci a me!!!!! :assi: :thumbsup:

maika

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Friday, April 8th 2011, 7:20am

A 24 anni ho tagliato il cordone umbilicale con i mei genitori. E l'ho fatto di brutto (i mezzi termini, i colori oltre il bianco ed il nero sono arrivati dopo, e vagamente): gli ho fatto sapere che mollavo il master che stavo per iniziare e sarei andata a vivere con il mio compagno all'estero!
Pianti, urla...ma nel giro di 6 mesi mi hanno chiamata per andare da loro a natale e fargli conoscere il mio compagno.
Dopo 9 anni la mia storia finisce, altri pianti, altri urla, ormai si erano afezionati, e chi sa che disonore avere una figlia separata...

Ora, sono passati 5 anni e voglio fargli conoscere il mio nuovo compagno, vado da sola l'estate scorsa, ne parlo, ma niente interesse da parte loro, come parlare con un muro. Torno per un week end il marzo scorso, da sola, e si ripete la stessa situazione, solo il mio lavoro sembra interessargli.

Beh, a pasqua andiamo, in due, che li faccia piacere o meno. Hanno avuto modo di abituarsi all'idea, ora glielo impongo. Voglio che concosca i miei fratelli, i nipoti, il posto dove sono cresciuta...
Non posso dire di essere serena, mi aspetto musi lunghi (la loro specialità)...pazienza, ci riderò su, ma solo fino un certo punto.

dora

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Friday, April 8th 2011, 7:30am

E' capitata anche a me una cosa simile: prima convivenza andata male non sono poi venuti al mio matrimonio con il mio attuale marito la profezia è stata "Tanto tra tre anni ti lasci come con quell'altro"...... stiamo insiem da 21 anni, per la cronaca. Comunque sono tutti giochi di potere per tenere psicologicamente legate le figlie e farle sentire eterni minorenni minorate. C'è dentro anche la rabbia perché alcuni, più o meno inconsciamente, volevano farsi accudirein vecchiaia dalle figlie, sacrificando anche la loro vita privata.....Comunque è importante far capire che non si sta più a questo gioco, secondo me. E' indice anche di una mentalità arcaica, di quando le figlie non potevano gestire il proprio destino e le proprie scelte. Mi pare una cosa molto italiana ed è uno dei motivi per cui affermo sempre chei n certe cose l'Italia mi pare un paese premoderno..... :minigun: