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Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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46

Friday, November 12th 2010, 10:08am

Io penso che il modo di scrivere di LadyAnsia sia una difesa.

Le motivazione che da... a me, a me come persona, a me come Pavély, appaiono una difesa.

Esprimo semplicemente il mio punto di vista: io vedo dei genitori che stanno sbagliando. Genitori che stanno esercitando una violenza grandissima su LadyAnsia.

Ma LadyAnsia "percepisce" i loro errori? O meglio: li vede? Li comprende? Ciò che mi appare evidente è questo: LadyAnsia è come "bloccata". Quando parla della sua vita, quando parla dei suoi genitori... tutto è normale.

Anzi: abbiamo un papà che lavora con i bambini e che chiede qualcosa di "assolutamente" ragionevole. Abbiamo una Mamma che ha studiato, molto intelligente, il vero perno della casa... che quando dialoga con LadyAnsia è assolutamente logica.

LadyAnsia vorrebbe "contestare" ciò che dicono. Vorrebbe dire loro che stanno sbagliando. Stanno sbagliando in qualcosa... pure: non lo capisce... passo al dialogo diretto.

LadyAnsia?

Io sono fermamente convinto che tu NON CAPISCA dove stiano sbagliando i tuoi genitori.

E' come un CUBO DI RUBIK tutto mischiato. Prendi le loro parole... le giri... le volti... le fai scorrere... sai che c'è qualcosa che non va... e non ne vieni a capo.

Di più: osservi il loro comporamento e ti sembra assolutamente normale. Ciò che ti chiedono ti appare normalissimo. Anzi: inconsciamente, anche se dici il contrario, LO VUOI FARE.

In realtà: dai ragione ai tuoi genitori. A parole. Ecco... nella Comunicazione, comunque, tu la metta, tu dai ragione ai tuoi genitori. E quando loro ti dicono di finire l'Università, tu la VORRESTI finire.

Ma questo sentimento di Volontà ti crea angoscia... ansia... panico. Il ché ci porta ad osservare una cosa. Tutto è LOGICO FINCHé NON SI ARRIVA AL PANICO CHE PROVI. Quello davvero non si può spiegare.

Perché se i tuoi genitori ti chiedono qualcosa di umanissimo e giusto provi panico? Perché se loro ti aiutano in tutto (ti pagherebbero anche l'Università se tu glielo chiedessi) non riesci a studiare? Cosa ti manca ti chiedi?

L'Amore? No, l'amore c'è. Il tempo per studiare? No. Le amicizie? No... assolutamente. Il problema è legato all'Intimità? No, non lo credo. E' un problema di soldi? Ma no... Di spazio dove studiare? Di trasporti? No e no. Cerchi il problema LadyAnsia.

Sicuramente appari spavalda. Dici: è tutto risolto... vado... mi ritiro... qual'è il problema? Dici: io un lavoro ce l'ho... ho la mia indipendenza... dunque: qual'è il problema? Il problema... questo qualcosa di ineffabile... trasparente... che non riesci a capire dove sia.

In realtà, io credo questo: tu ti dici che, una volta interrotta l'Università, starai bene. Lo pensi. Ne sei assolutamente convinta. Ma sarà così? E' veramente così? La logica... la pura logica delle parole, parrebbe dire il contrario. E' come quando un Bambino si veste da grande, si colora il viso con un pennarello dicendo di essere grande, si accende una sigaretta... e, spavaldo, arriva in salotto.

Tu stessa ti senti "bambina".

Lo scrivi come titolo al tuo post.

E dunque... incessante... come l'eco degli scambi ferroviari... (tum tummm tum tummm tum tummm) si ripropone la domanda: dov'è il problema?

E' evidente che cerchi disperatamente un appoggio per avere il coraggio di lasciare l'Università ed il corso di Studi che stai frequentando. Cerchi qualcuno che stia dalla tua parte.

E' evidente che appena inizi a preparare un esame fai una grande corsa e poi a poche "pagine" (metri) dalla fine, rimani senza forze... rimani, come si dice, con il "fiatone". E proprio in quei momenti provi panico... e ti chiedi: cos'ho che non và?

§

Oggi, 12 novembre 2010, ci rifletto su.

E la prima IMMAGINE che mi viene è quella di una zona di Roma.

Parlo del Gianicolo. E parlo non di oggi... parlo di quasi vent'anni fà.

Su Gianicolo, (un parco sopra Trastevere), quand'ero piccolo c'era un teatro.

No... non un teatro. Esattamente: una baracchetta piccola. E in questa baracchetta, dei Marionettisti mettevano in scena le Avventura di Balanzone, di Pulcinella, di Rugantino, di Mazzabubù...

Eccolo...



In Psicanalisi, la figura della "marionetta" è fondamentale. Se ne discuteva in pagine bellissime quaranta anni fà. Pier Paolo Pasolini, ad esempio, usò il tema della Marionette in modo splendido, nel film Uccellacci e Uccellini...



E' un film veramente triste...

La prima volta che lo vidi, mi ricordo che piansi.

...

Marionette.

L'immagine delle marionette.

E il desiderio di tagliare i fili...

LadyAnsia io ti vorrei fare una domanda.

Vedi dei fili? Dei fili che ti legano ai tuoi genitori?

E' vero, li vuoi tagliare. Però: come può, effettivamente, una marionetta farlo?

E' ciò di cui parlano gli Psicanalisti. Cioè: se una marionetta afferra una forbice per tagliare i fili è evidente che è il marionettista a permetterglielo.

Se non ci fossero i fili, non ci sarebbe la marionetta. E, arrivato a questo punto, mi fermo. Mi fermo per riflettere... per guardare questo aspetto da tutti i punti di vista.

Capisco una cosa: ma il problema sono i fili? Si e No allo stesso momento. Sì sono il problema... si liberarsi da questi fili è il problema e, parallelamente, non lo è. No, non è il problema.

Ma perché no? Perché il problema è capire cosa siano questi fili. Cioè, LadyAnsia tu guardi i tuoi Genitori, guardi Te e cerchi di capire dove sia l'errore. (Sbagliando, dai la colpa a te stessa).

E come chi, facendo un viaggio, guarda la Stazione di partenza, quella di Arrivo, non capendo dove ha smarrito la strada. Perché tu sei come una persona che ha perso la strada... che, in un dato momento della tua vita, ha preso il bivio sbagliato.

§

I fili.

I fili che ti legano ai tuoi genitori.

Li capisci veramente LadyAnsia? Sai cosa sono?

Non parlo di ciò che devi fare. Dello scopo che ti chiedono di realizzare. Non ti parlo di loro (persone meritevolissime e belle).

Ti parlo dei fili.

Del fatto che quei fili, fin da bambina, hanno fatto di te, uno STRUMENTO DI INTRATTENIMENTO.

Quando tuo papà decantava i tuoi successi, LadyAnsia, tu ti sentivi orgogliosa. Come un attore che realizza pienamente le parole del suo regista.

Ma non ti accorgevi di una cosa: tu eri uno Strumento di intrattenimento. Non una persona. Uno strumento. Una cosa. Una marionetta. Un qualcosa necessario, in primo luogo, per DIVERTIRE. Per essere SPETTACOLO.

Marionetta, LadyAnsia.

Una parola fortissima e dolorosa.

Io sono convinto, io penso, che i tuoi genitori ti stiano "oggettualizzando".

Ma loro non lo capiscono... così come non lo capisci tu. Anzi: essendo fondamentalmente uno STRUMENTO DI INTRATTENIMENTO non riesci a farti determinate domande.

Quando tuo papà dice: "Cosa penseranno gli altri"? Non stà parlando di successo professionale... della tua realizzazione o della tua felicità. Quando tuo papà dice: "Cosa penseranno gli altri? Non hai un minimo di orgoglio?", tuo papà stà parlando di uno SPETTACOLO.

Uno spettacolo che lui, tuo papà, deve METTERE IN SCENA.

E sulla scena ci sei tu.

§

Giustamente: tu non vuoi più recitare.

Vuoi scendere dal Palcoscenico.

Lasciare, cioè, l'Università.

Ma non ci riesci.

Ma io... vedi... sono veramente convinto che tu non ci riesca perché non percepisci l'Istrionismo di questo comportamento.

L'Arte scenica, teatrale, di intrattenimento.

§

LA TUA VITA NON è UNO SPETTACOLO CHE DEVI OFFRIRE AGLI ALTRI.

Anzi: tu HAI DIRITTO ALL'INTIMITà. Hai IL SACROSANTO DIRITTO CHE TUO PADRE TI RICONOSCA IL DIRITTO ALL'INTIMITà.

Ogniqualvolta tuo papà decantava i tuoi successi davanti agli altri... io mi chiedo: che diritto aveva di essere orgoglioso? Soprattutto: che diritto aveva di parlarne?

Dov'è la linea di confine LadyAnsia? Dov'è la linea di confine tra parlare dei propri figli e mettere in scena "lo spettacolo" dei propri figli?

C'è una linea di confine.

Che tu non vedi.

Quando, per strada, davanti ai parenti, tuo papà decantava la tua intelligenza, è andato oltre.

Tu PROVAVI IL DESIDERIO DI FERMARLO E NON LO HAI FATTO? Ti sei chiesta: lo voglio fermare... ma perché? Dopotutto dice qualcosa di vero e mi stà facendo, per amore, complimenti...?

In realtà: era un'aggressione.

Ti sentivi Marionetta nelle sue mani.

Non ti sentivi veramente orgogliosa di tutti i tuoi 10 e lode... vero?

Non era come sei tuo PAPà FOSSE LA CAUSA DEI TUOI SUCCESSI?

Ma lo è?

LadyAnsia. MA TU SEI CONSAPEVOLE DI QUANTO TUTTI I SUCCESSI CHE HAI REALIZZATO SIANO T U O I?

Non di tuo papà... tuoi?

Io non lo credo.

Io credo che nel fondo del tuo animo, tuo papà ti abbia convinta che i successi che hai realizzato siano stati resi possibili dal suo APPOGGIO.

No.

No...

Perdinci: no.

§

Io credo che sia giunto il momento in cui tu dica ai tuoi genitori che non sei uno STRUMENTO DI INTRATTENIMENTO.

§

In verità: gli Psicoanalisti, descrivono questo comportamento come "Procura". Cioè: comminare un qualcosa che, in gergo, si chiama Malattia.

(Ma capirlo è complesso... e ci si arriva con il tempo).

Ora mi chiedo: ha un senso questo discorso, LadyAnsia?
Mein Herz, halt Dich an mir fest

47

Friday, November 12th 2010, 8:31pm

Ciao Pavèly,
grazie per la lunghissima risposta, mi riprometto di leggerla con attenzione domani perchè adesso sono cotta e manco di concentrazione!

Buona serata a tutti!

48

Saturday, November 13th 2010, 7:43pm

Ma LadyAnsia "percepisce" i loro errori? O meglio: li vede? Li comprende? Ciò che mi appare evidente è questo: LadyAnsia è come "bloccata". Quando parla della sua vita, quando parla dei suoi genitori... tutto è normale.

Percepisco semplicemente che l'errore è stato a monte, ovvero il non voler approfondire le mie inclinazioni in favore di un destino già scritto...
I problemi successivi purtroppo li sento come dipendenti da me, che non ho saputo oppormi e che non ho saputo darmi fiducia. Ritenendomi quindi "non brava a sufficienza" non ho pensato valesse la pena combattere per ciò che veramente mi piaceva essere e fare.

Di più: osservi il loro comporamento e ti sembra assolutamente normale. Ciò che ti chiedono ti appare normalissimo. Anzi: inconsciamente, anche se dici il contrario, LO VUOI FARE.
Beh sì, avrei tanto voluto farli felici, ora però non posso più, è una scelta tra loro e me stessa...

Perché se i tuoi genitori ti chiedono qualcosa di umanissimo e giusto provi panico? Perché se loro ti aiutano in tutto (ti pagherebbero anche l'Università se tu glielo chiedessi) non riesci a studiare? Cosa ti manca ti chiedi?
Ma gli studi non sono un "favore" che devo fare a loro, dovrebbero essere un percorso scelto e voluto da me.
Io, per me stessa, ho trovato il lavoro perfetto e non posso stare a perdere tempo a finire gli studi, perchè quel treno non passerà più.
Il settore a cui mi sono dedicata anima e corpo è un settore giovane e la mia età è già un deterrente. Non posso aspettare altri anni, è questo il momento giusto, devo continuare così!

In realtà, io credo questo: tu ti dici che, una volta interrotta l'Università, starai bene. Lo pensi. Ne sei assolutamente convinta. Ma sarà così? E' veramente così? La logica... la pura logica delle parole, parrebbe dire il contrario. E' come quando un Bambino si veste da grande, si colora il viso con un pennarello dicendo di essere grande, si accende una sigaretta... e, spavaldo, arriva in salotto.
Al momento sto veramente bene, ad esempio...erano anni che non mi sentivo così...ricordo che tanti anni fa quando stavo bene sentivo una specie di "bene assoluto" verso tutto e tutti...In questi giorni mi sta venendo voglia di ricontattare le persone con cui ho avuto diverbi e chiedere scusa, chiarire, o dire semplicemente che mi mancano, sta tornando quella strana sensazione di "bene assoluto" che mi fa sentire viva...
Ho perso 7kg in un soffio, sono 8 anni che mi porto addosso questo fardello dell'obesità e mai nessuna dieta aveva funzionato così... cambio aspetto giorno per giorno, mi sento bella, mi curo, mi guardo allo specchio...mi sento finalmente sana...

Vedi dei fili? Dei fili che ti legano ai tuoi genitori?
Vedo delle vere e proprie catene...ho usato spesso questa espressione negli ultimi mesi per definire il rapporto tra me e i miei...


Li capisci veramente LadyAnsia? Sai cosa sono?
Non so cosa siano, so che ho sempre cercato disperatamente la loro approvazione...so che mi sono sentita sempre "troppo poco" rispetto a loro...
So che fin da bambina mi hanno ripetuto allo sfinimento "i figli non possono essere meno dei genitori" ed io ho vissuto nell'ansia di essere sempre meno...

Quando tuo papà decantava i tuoi successi, LadyAnsia, tu ti sentivi orgogliosa. Come un attore che realizza pienamente le parole del suo regista.
già...mi sono cibata per tanto tempo di quell'orgoglio...



Quando tuo papà dice: "Cosa penseranno gli altri"? Non stà parlando di successo professionale... della tua realizzazione o della tua felicità. Quando tuo papà dice: "Cosa penseranno gli altri? Non hai un minimo di orgoglio?", tuo papà stà parlando di uno SPETTACOLO.
Lo so...e sapessi quanto male fa...


Giustamente: tu non vuoi più recitare.
Esatto...




Tu PROVAVI IL DESIDERIO DI FERMARLO E NON LO HAI FATTO? Ti sei chiesta: lo voglio fermare... ma perché? Dopotutto dice qualcosa di vero e mi stà facendo, per amore, complimenti...?
Mi sentivo in imbarazzo, logicamente, perchè non mi sembrava di fare nulla di eccezionale del resto...
LadyAnsia. MA TU SEI CONSAPEVOLE DI QUANTO TUTTI I SUCCESSI CHE HAI REALIZZATO SIANO T U O I?
Faccio un po' fatica in realtà...



Io credo che sia giunto il momento in cui tu dica ai tuoi genitori che non sei uno STRUMENTO DI INTRATTENIMENTO.
Ci sto provando Pavèly, ci sto provando con tutte le mie forze...



E spero vivamente che abbia un senso il discorso perchè io voglio fermamente continuare a sentirmi bene....
Ti ringrazio per l'attenzione che dimostri, davvero...

Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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49

Saturday, November 13th 2010, 9:58pm

C'è una cosa che non capisco...

LadyAnsia... ma perché hai scritto un post chiamato "Ho bisogno di aiuto!".

Scrivi: ho un lavoro perfetto.

Sono dimagrita 7 kg in un soffio...

Ho deciso di... (tante cose).

...

Mi chiedo: qual'è il problema?

Sembra che tu abbia preso la tua strada.

Soprattutto è evidente che tu sia felice...

Sai che sono GIORNI che penso a questo tuo post, LadyAnsia...?

Penso a te.

Il problema è la Rabbia dei tuoi genitori?

Quale...?

Qual'è?
Mein Herz, halt Dich an mir fest

50

Sunday, November 14th 2010, 9:50am

Pavèly, quando l'ho scritto non stavo per niente bene, e ancora adesso sento di aver bisogno di aiuto...
Sto bene perchè i miei genitori hanno smesso di chiamarmi, non li sento, non sento le loro vessazioni e quindi mi carico di energia positiva...
Però sono terrorizzata all'idea di risentirli, mi angoscio al punto da vomitare quando trovo una loro chiamata persa sul telefono di casa...
Sì, le cose stanno andando bene, ma io non sono "guarita"...

Pavély

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51

Sunday, November 14th 2010, 6:21pm

Capisco.

(E mi smarrisco...)

Sì... mi smarrisco...
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kicca

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52

Sunday, November 14th 2010, 6:35pm

ma che buio? la luce è arrivata!!!

Il buio non è dentro di te, tu sai cosa vuoi,cosa ti piace fare della tua vita,hai trovato un bel lavoro e i tuoi colleghi ti apprezzano!
Il buio che vedi è SOLO il giudizio irresponsabile dei tuoi famigliari, tu sei giusta. la vita è la tua,puoi farne ciò che vuoi. E pensi al suicidio solo perchè hai disatteso le aspettative di altri???

Togliti la benda nera e SORRIDI!
Spiega ciò che pensi da donna adulta e se il massacro dei sensi di colpa continua ALLONTANATI.

Parlo per esperienza personale. Me ne sono andata da casa a 18 anni per essere libera delle mie scelte che loro non condividevano. Ancora oggi devo stare a "distanza" perchè anche se ho 44 anni mia madre non fa che rinfacciarmi qualsiasi cosa.

Il distacco è doloroso,sempre, ma a volte è inevitabile.Forza :thumbup:

Pavély

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53

Sunday, November 14th 2010, 9:16pm

Io penso questo: dovrai affrontarli.

O meglio, LadyAnsia... dovrai affrontare lo Spettacolo che hanno messo in scena.

Ma "scendere" dalla scena è difficile...

§

Io vorrei consigliarti questo: parla ai tuoi genitori.

Dì loro che senti la tua vita in modo "inautentico".

Dì l'ansia folle che provi quando li senti...

Spiega loro che non vuoi più "recitare"...

E soprattutto spiega loro che non sei la loro "attrice"...

Spiegaglielo.

Consapevole che ce la puoi fare da sola.

:)
Mein Herz, halt Dich an mir fest

Pazzo

noi possiamo chiudere con il passato ma il passato non chiude con noi

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54

Monday, November 15th 2010, 9:10am

@Pazzo
sì, ho fatto quello che mi piaceva, intramezzato a ciò che non mi piaceva, con l'idea che tanto un giorno l'avrei fatta finita pur di non scatenarmi in una ribellione (quella che sto facendo, con fatica, adesso)...

La tua storia e' sicuramente molto interessante, e piu' la rileggo e piu' rimango confuso, per esempio tu dici di essere completamente succube dei tuoi, ma se tu fossi succube dei tuoi tu avresti studiato , ti saresti laureata e li avresti fatti contenti, invece nonostante loro adesso ti tartassano di richieste per fare l'universita' tu non la fai, quindi mi domando perche' dici di essere succube? il tuo comportamento e' tutto l'opposto, almeno cosi' sembra a me.
Sono stata succube, evidentemente ad un certo punto si cambia per istinto di sopravvivenza...sono succube perchè i loro giudizi hanno sempre avuto una valenza eccessiva per me, e fino ad un mese fa, dopo ogni loro telefonata avevo forti attacchi di panico....

Avrei finito l'università e li avrei fatti contenti se non fossero successi altri eventi molto decisivi, io andavo benissimo in uni i primi due anni, ero sempre in anticipo con gli esami...
Poi la vita ha messo dei paletti, ho fatto delle scelte universitarie sbagliate...ma ormai è inutile parlarne...il risultato è stato che non avendo passione per ciò che studiavo non ho trovato la forza per superare quei problemi e mi ci sono impantanata irrimediabilmente...

Scusa la domanda un po diretta LadyAnsia ma visto che ora non sei piu' succube dei tuoi, perche' non chiudi per sempre con i tuoi genitori se il solo pensiero di vedere una loro chiamata sul telefono ti fa' vomitare?
Cos'e' che ti tiene ancora cosi' attaccata a loro nonostante tutto il male che ti hanno fatto e la tua voglia di vivere una tua vita che desideri invece di vivere la vita che loro volevano?
Noi chiudiamo con il passato ma e' il passato che non chiude mai con noi.

55

Monday, November 15th 2010, 10:56am



Scusa la domanda un po diretta LadyAnsia ma visto che ora non sei piu' succube dei tuoi, perche' non chiudi per sempre con i tuoi genitori se il solo pensiero di vedere una loro chiamata sul telefono ti fa' vomitare?
Cos'e' che ti tiene ancora cosi' attaccata a loro nonostante tutto il male che ti hanno fatto e la tua voglia di vivere una tua vita che desideri invece di vivere la vita che loro volevano?
Sono i miei genitori, le mie radici, li amo così come sono e vorrei tanto che loro mi amassero così come sono io...
Non sono i peggiori genitori del mondo, non è questo che penso di loro, mi hanno insegnato tantissime cose, non mi hanno mai fatto mancare nulla, quello che sono lo devo anche a loro...e mi piace come sono, mi piace anche la mia eccessiva sensibilità, mi piace la mia empatia verso tutti gli esseri dell'universo, mi piace la mia generosità e persino la mia fessaggine....il mio temperamento è scritto nel mio DNA...

Se per stare in pace dovrò chiudere con loro, se veramente è l'unica scelta possibile allora sarò costretta a farlo, ma il mio obiettivo è quello di riuscire a stabilire un rapporto paritario in modo tale da non subire i loro giudizi e le loro critiche...Per una volta nella mia vita non vorrei fuggire dal problema, vorrei affrontarlo e superarlo...Scappare è facile, restare e crescere è doloroso e difficile, ma ho speranza di riuscirci...

Purtroppo so già che mio padre non vorrà più vedermi quando avrà capito la definitività della mia decisione, l'ha già detto e ribadito più volte, eppure spero ancora che se ne faccia una ragione...

Pavély

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56

Monday, November 15th 2010, 11:04am

Lady...

Il problema non sei tu.

Il problema non è l'Università.

Il problema è un altro. Tu puoi anche lasciare l'Università... proseguire nel lavoro che fai...

Ma non credo che l'Università sia il problema. Probabilmente, oggi non ti è molto presente...

Ma tolta l'Università... emergerà qualcos'altro.

Qualcosa di profondo.

Legato al comportamento dei tuoi.

Ma non puoi reciderlo, penso...
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Pazzo

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57

Monday, November 15th 2010, 2:24pm



Scusa la domanda un po diretta LadyAnsia ma visto che ora non sei piu' succube dei tuoi, perche' non chiudi per sempre con i tuoi genitori se il solo pensiero di vedere una loro chiamata sul telefono ti fa' vomitare?
Cos'e' che ti tiene ancora cosi' attaccata a loro nonostante tutto il male che ti hanno fatto e la tua voglia di vivere una tua vita che desideri invece di vivere la vita che loro volevano?
Sono i miei genitori, le mie radici, li amo così come sono e vorrei tanto che loro mi amassero così come sono io...
Non sono i peggiori genitori del mondo, non è questo che penso di loro, mi hanno insegnato tantissime cose, non mi hanno mai fatto mancare nulla, quello che sono lo devo anche a loro...e mi piace come sono, mi piace anche la mia eccessiva sensibilità, mi piace la mia empatia verso tutti gli esseri dell'universo, mi piace la mia generosità e persino la mia fessaggine....il mio temperamento è scritto nel mio DNA...

Se per stare in pace dovrò chiudere con loro, se veramente è l'unica scelta possibile allora sarò costretta a farlo, ma il mio obiettivo è quello di riuscire a stabilire un rapporto paritario in modo tale da non subire i loro giudizi e le loro critiche...Per una volta nella mia vita non vorrei fuggire dal problema, vorrei affrontarlo e superarlo...Scappare è facile, restare e crescere è doloroso e difficile, ma ho speranza di riuscirci...

Purtroppo so già che mio padre non vorrà più vedermi quando avrà capito la definitività della mia decisione, l'ha già detto e ribadito più volte, eppure spero ancora che se ne faccia una ragione...

LadyAnsia io non so proprio che consiglio darti per aiutarti, ogni volta che scrivi qualche cosa mi spiazzi, forse la risposta al tuo problema la puoi trovare tu rileggendo qualche frase che hai scritto tu fino ad ora, questo credo e' l'unico aiuto che posso darti, gli input che hai dato sono molti, per me un po contrastanti, pero' in una di queste frais( che a me hanno molto colpito) forse puoi trovare quello che cerchi.
Ti auguro di risolvere la tua situazione

"aiutatemi penso al suicidio da 10 anni"

"Non potrei trovare parola più corretta di "stalking" per descrivere cosa mi stanno facendo perchè io torni sui miei passi."

"Devo dire che tutto sommato siamo passati dalle minacce di rapirmi e rinchiudermi in una stanza a quelle di ripudiarmi come figlia, un gran bel passo."

"E' un continuo, non ne posso più, e se prima volevo farla finita perchè non mi piaceva la vita che stavo conducendo adesso vorrei farla finita per vendetta."

"L'idea di saperli piangere e soffrire al pensiero di avermi uccisa mi consola...L'idea di sapere che direbbero "potevamo lasciarla in pace" mi appaga..."

"Mi chiedo come sia possibile a 30 anni essere così succube dei propri genitori, mi chiedo come mai loro non abbiano considerazione di me come adulta e come mai nemmeno io ce l'abbia di me stessa."

"Lupotta io sono fermamente convinta che la colpa non sia dei miei genitori, io me la prendo con me stessa per non aver saputo dire "no" a tempo debito, per non aver avuto fiducia nelle mie capacità!"

"Oggi pomeriggio ho ricevuto l'ennesima telefonata da mio padre e mi sono stupita di me stessa, per come gli ho risposto fermamente, senza frignare e senza farmi intimorire, nonostante mi abbia detto le solite cose e in più ha aggiunto che se non completerò gli studi lui andrà via per sempre...
No, questa volta non mi sentirò responsabile anche per questo, facesse quello che vuole, non ho più intenzione di sottostare a questi ricatti morali...
Il mio treno è in corsa e non è ancora venuto il momento di fermarsi!"

"Beh sì, avrei tanto voluto farli felici, ora però non posso più, è una scelta tra loro e me stessa..."

"Al momento sto veramente bene, ad esempio...erano anni che non mi sentivo così...ricordo che tanti anni fa quando stavo bene sentivo una specie di "bene assoluto" verso tutto e tutti...In questi giorni mi sta venendo voglia di ricontattare le persone con cui ho avuto diverbi e chiedere scusa, chiarire, o dire semplicemente che mi mancano, sta tornando quella strana sensazione di "bene assoluto" che mi fa sentire viva...
Ho perso 7kg in un soffio, sono 8 anni che mi porto addosso questo fardello dell'obesità e mai nessuna dieta aveva funzionato così... cambio aspetto giorno per giorno, mi sento bella, mi curo, mi guardo allo specchio...mi sento finalmente sana..."

"Sto bene perchè i miei genitori hanno smesso di chiamarmi, non li sento, non sento le loro vessazioni e quindi mi carico di energia positiva...
Però sono terrorizzata all'idea di risentirli, mi angoscio al punto da vomitare quando trovo una loro chiamata persa sul telefono di casa..."

"Non sono i peggiori genitori del mondo, non è questo che penso di loro, mi hanno insegnato tantissime cose, non mi hanno mai fatto mancare nulla, quello che sono lo devo anche a loro...e mi piace come sono, mi piace anche la mia eccessiva sensibilità, mi piace la mia empatia verso tutti gli esseri dell'universo, mi piace la mia generosità e persino la mia fessaggine....il mio temperamento è scritto nel mio DNA..."
Noi chiudiamo con il passato ma e' il passato che non chiude mai con noi.

Lupotta

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Monday, November 15th 2010, 8:44pm

Ciao LadyAnsia.
Vedo che il tuo cammino sta proseguendo, tra alti e bassi.. ma stai andando avanti e stai cercando di trovare in te la forza per seguire l tua strada.
Capisco, vivendola indirettamente col mio compagno, i tuoi dubbi e le tue riflessioni.. e sò che dall'esterno le risposte che ti sono state date sono logiche..almeno per gli altri.
Ti ripetono più volte che sei contraddittoria, ma io sò benissimo come tu non lo sia..o almeno.. così pare.
Venerdì ho avuto una bruttissima lite col mio ragazzo proprio per lo stesso motivo che fa tanto stare male te. Sai, vivere con una persona ossessionata dal rapporto con i genitori non è facile. Prima si cerca di migliorare le cose, ma si capisce di peggiorare solo la situazione. Poi ci si dice di lasciar perdere e lasciarli agli affari loro: ma volendo o nolendo sono sempre trascinata dentro ai loro bisticci o ai loro problemi.
E' difficile anche per chi ama persone che hanno problemi come il tuo.
I tuoi sono discorso che sento fare anche al mio ragazzo. Quando, esasperata, gli ho detto "Adesso scegli, o loro..o me.." mi ha risposto che del resto sono la sua famiglia, le persone che l'hanno allevato..e non potrà mai eliminarle dalla sua vita.
Io da fuori mi dico che è assurdo..perchè è davvero PALESE come gli abbiano distrutto la vita, come si sia fatto manipolare..come sia dipendente da loro, dai loro giudizi..dal loro amore.
E mi da fastidio, un fastidio che a volte si tramuta in odio, furia cieca.
Solo a pensare a sua madre mi viene in mente una vanga..ovviamente per sfracassarle il cranio contro una parete.
Gli ha distrutto la vita, l'ha portato all'alcolismo..lo chiama decine di volte al giorno e se non risponde continua..e continua..e continua. Ogni cosa che fa la deve mettere al loro vaglio.. è davvero un incubo.

Io ti do un consiglio spassionato, ma tanto lo sai già: continua per la tua strada e non voltarti indietro.
Non ti sto dicendo di non parlargli più, di non avere più contatti..ma di usare ciò che sai di loro per costruire un rapporto sano.
Tanto sai già da prima cosa ti potrebbero dire o non dire di ciò che fai..tu quando gli parli presentagli la tua vita in modo sicuro, tranquillo..senza soffermarti troppo sui particolari, per non dare modo a loro di farti le pulci.

Io sono SICURA che col tempo impareranno anche loro che non hanno davanti una bambina, ma una donna.

Sai cos'ho urlato al mio compagno l'altro giorno "Se ti comporti da bambino, è ovvio che ti trattino come un bambino. Inizia a comportarti da uomo e fregartene del giudizio degli altri, e vedrai che ti tratteranno da uomo.."

Un abbraccio, e fatti forza..hai tutte le certe in regola per riuscirci.
L'uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge.

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Monday, November 15th 2010, 8:57pm

@Pazzo lo so che è difficile capire, la mia contraddizione altro non è che una spaccatura in me stessa, da una parte ci sono io bambina che non voglio perdere i miei genitori, dall'altra ci sono io (quasi)adulta che mi rendo conto di quello che mi combinano e cerco di preservarmi...se non mi sentissi tanto "lacerata" neanche starei male...no?

@Lupotta
Anche il mio ragazzo prova sentimenti molto duri verso i miei, e ho tanta paura di portarlo all'esasperazione...ne ha passate veramente tante a causa di questo rapporto malato tra me e i miei...
Vi basti pensare che mio padre non sa "ufficialmente" di lui, perchè non voleva sapere niente del genere finché non mi fossi laureata, perciò abbiamo vissuto questa storia in modo quasi clandestino, se non fosse che abito lontano dai miei e perciò la pesantezza della situazione si è limitata ai periodi in cui andavo a trovarli...

Quello che hai urlato al tuo compagno è ciò che mi urlo in testa tutti i giorni, non posso pretendere che loro cambino testa, ma posso cambiare la mia e il mio modo di percepire i loro giudizi....

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Thursday, November 18th 2010, 11:20am

ciao cara amica, io ho fatto il tuo stesso sbaglio:
i miei mi hanno fatto prendere la facolta' sbagliata
e ho ricevuto fin da piccola sempre violenze psicologiche
non ho concluso niente nella vita
non ho avuto interesse in nulla
e sono una fallita
ma non ho voglia di uccidermi.

PERO' HO CHIUSO per sempreeeee con i miei !!!!!!!!!!!!

Fatti la tua famiglia, sposati, fai i bimbi, e avrai la tua famiglia!!!!!
Quella di prima CANCELLALA dalla tua MENTE !!!!!!!

i miei genitori biologici mi hanno ROVINATA !!!!!!!!