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vito1961

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Saturday, September 10th 2011, 11:11am

educare figli

Ho tre ragazzi ormai grandi, 14, 17, 20 anni. Con mia moglie abbiamo avuto da sempre problemi nel seguire una condatta comune nell'educare i figli. Mi spiego, lei è la classica mamma permissiva che anche di fronte ad atteggiamenti chiaramente scorretti si schiera a favore dei figli giustificandoli e sminuendo il tutto. A me tocca la parte del genitore che tenta di porre le regole, a volta anche facendo il severo. Con il secondo figlio, in particolare modo, abbiamo avuto dei problemi, da sempre. Lui è il solito spirito libero con una scala dei valori tutta sua... ad esempio... primo posto gli amici, secondo il divertimento, terzo il fantacalcio, ultimo lo studio... e bada bene... non è affatto scemo anzi credo che sia quello con una memoria ed una intelligenza più vivace rispetto agli altri. Insomma io ho accettato questo suo essere spirito libero e in parte credo sia pure un pregio, ma su una cosa siamo sempre stati in contrasto... lo studio. Da sempre mi sono sentito dire dai vari prof. che è un ragazzo immaturo... e da sempre ha rischiato la bocciatura e si è sempre portato a settembre diverse materie. Lui ha anche un atteggiamento di vittima... nel senso che studia solo una settimana all'anno... fine anno... e va anche preparato ad una interrogazione ma naturalmente non viene premiato con il voto corretto per qualla interrogazione e allora grida al complotto. Insomma questi nostri contrasti e l'appoggio incondizionato della mamma hanno creato una grande distanza tra noi. Infatti lui si rivolge sempre alla mamma... chiede tutto alla mamma... e la mamma non capisce, a mio parere che cosi facendo ha distrutto un rapporto tra padre e figlio... anzi! Quest'anno è di maturità ed io gli ho detto che l'avrei seguito quotidianamente nello studio... mia moglie allora mi ha detto in sua assenza.... e questo perchè lui è andato subito a lamentarsi dalla mamma... mi ha detto mia moglie queste parole: perchè hai detto a tuo figlio che quest'anno lo seguirai quotidianamente nello studio, non lo sai che cosi non riesce a studiare, con la tua pressione, vuoi farti odiare? A queste parole sono esploso di brutto e ho litigato con mia moglie che è una brava persona ma che ritengo anche un disastro come educatrice. A questo punto non so più cosa pensare... davvero me ne devo fregare di tutti e lasciare questo figlio al suo destino... perchè io dopo anni di contrasti mi sono stancato.... aggiungo per finire che se mio figlio è arrivato al quinto anno è perchè quando la situazione sembrava disperata sono intervenuto di forza io a costo di litigare con tutti.

settepassi

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Saturday, September 10th 2011, 11:33am

vito hai ragione tu, indubbiamente. Peccato che tua moglie non la pensi come te e non capisca che l'educazione che un figlio riceve in famiglia è quella su cui baserà tutta la sua vita. Certamente ogni persona ha anche il suo tratto caratteriale ma se non viene insegnato dai genitori l'abc del comportamento, non è una buona cosa. Purtroppo le mamme, specie dei maschi, hanno un atteggiamento da chioccia e lo avranno anche quando il loro "bambino" avrà 50 anni. Così facendo, però, non capiscono che invece di aiutare, limitano il figlio. Lo studio è una questione molto importante. Probabilmente tuo figlio, dopo la maturità, non avrà voglia di proseguire gli studi e può andare bene. Chiedigli cosa gli piace fare. Sicuramente a te non risponderà, anzi, penserà che sei il classico genitore rompiscatole che sta per partire con una predica. Allora parlagli senza porre domande. Digli che nella sua vita non ci saranno sempre mamma e papà, che anche lui avrà una sua famiglia, una sua strada e che ora è grande a sufficienza per sceglierla, qualunque essa sia. Se pensi possa avere più effetto magari scrivi questo discorso, così la sua attenzione rimarrà incollata alle tue parole fino alla fine. Sono d'accordo con il comportamento permissivo di tua moglie, se per permissivo si intende non mettere mille paure ai figli per tenerli in eterno a casa. Va bene spronare i figli a intraprendere divers strade, ad essere autonomi, ad essere responsabili, lasciandoli anche commettere i loro errori ma se per permissivo si intende "fà quello che vuoi" senza costrutto, allora no. Devi parlare con tua moglie, possibilmente senza che i vostri figli vi ascoltino.

vito1961

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Saturday, September 10th 2011, 11:55am

Ti ringrazio per i tuoi consigli. Sono davvero dispiaciuto! Se una moglie solo perchè tu dici al figlio che quest'anno lo seguirai quotidianamente negli studi... e questo credimi significa trovare del tempo che nemmeno ho... se tua moglie ti dice che questo finirà per farti odiare dal figlio... figlio per cui hai dato tutto... e non capisce che la cosa orribile è che un figlio possa odiare un padre solo perchè si prende cura di lui e tiene al suo avvenire... se una moglie non capisce che non è sbagliato che il padre rivendichi il proprio dovere diritto a prendersi cura dei figli... e che invece è sbagliato dare per normale che un figlio possa arrivare a provare odio nei confronti di un padre... se davanti a questa condizione non prende altri provvedimenti che dire al marito di lasciare perdere invece di strattonare il figlio... di fronte a tutto questo... mi sento triste. Posso dirti solo una cosa, a costo di rompere con mia moglie, farò a modo mio.

dora

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Saturday, September 10th 2011, 11:57am

parlo anche da insegnante e non solo da madre di una sedicenne. Quando i genitori non sono d'accordo nell'educazione so dolori de panza a tutti i livelli. Come è già stato detto , parlate tra di voi, spero solo che ci sia un punto in comune; rendere i figli degli adulti autonomi. Scusa la franchezza tua moglie mi sembra rimasta lei un po' bambina, è ora, da come la racconti, che si pigi le respnsabilità e si metta sul piano di realtà. A te l'ingrato compito, magri potresti farti aiutare da un'amica di famiglia o una parente?

vito1961

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Saturday, September 10th 2011, 12:19pm

Mia moglie è una brava persona, per nulla cattiva. E' cresciuta da figlia unica con dei genitori anziani... è nata dopo tanti anni di matrimonio. Il suo modo di porsi con i problemi dei figli è il seguente: i miei figli non sono peggiore dei figli degli altri... ci sono tanti ragazzi che amano divertirsi e vanno male a scuola... ecc. ecc. E' su questo pensiero è decisamente ferma. Il fatto è che a me non interessa fare un confronto con i figli degli altri o con tutti i ragazzi che preferiscono il fantacalcio alla matematica... a me interessa crescere i miei figli aiutandoli a maturare e preparandoli alla vita da adulti. Io sono stato ragazzo, e non ho avuto una infanzia facile. So cosa vuole dire essere un ragazzo. Ai miei figli non ho chiesto nè imposto risultati, ho soltanto chiesto di fare seriamente quello che è giusto fare. Importante è fare le cose con serietà. Quando hanno fatto le cose con serietà e hanno fallito sono stato sempre pronto con il mio conforto e ho sempre detto loro che quelle sconfitte erano anche lezioni di vita, che dai mancati risultati si può trarre tanta esperienza per fare meglio in futuro. Il fatto è che non accetto che le cose importanti vengano fatte con poco serietà, con meno impegno di quello posto per il fantacalcio. Scusate lo sfogo e grazie per l'attenzione.

dora

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Saturday, September 10th 2011, 12:29pm

Beh caro vito da come la metti mi pre che abbiate bisogno di parlare da soli e di chiarirvi parecchio le idee. Confrondantovi in tutte le situazioni pratiche e pensando a una strategia comune.

settepassi

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Saturday, September 10th 2011, 12:39pm

...sperando che tua moglie si renda conto che quei ragazzi di oggi saranno gli uomini di domani

anamaya

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Monday, September 12th 2011, 4:54pm

Sono d'accordo con quanto già detto.
Per quanto tuo figlio sia nell'età più difficile (l'adolescenza), devi sicuramente far capire a tua moglie che non è giustificandolo continuamente che lo aiuterà a crescere.
Attento però a come ti poni con lei, perchè potrebbe non capire ed inasprirsi nei tuoi confronti.
Non puoi tentare di farti aiutare dal figlio/a maggiore che, come età, forse ti sa dare un consiglio più ad hoc in quanto appartengono alla stessa generazione?
E' solo un tentativo perchè magari i due fratelli hanno caratteri diametralmente opposti e quindi si scornerebbero tra loro, senza darti un aiuto.
Tenta di tutto perchè tu hai sicuramente ragione.
In bocca al lupo.

cristyna

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Tuesday, September 13th 2011, 9:51am

ciao vito. penso che in linea di massima tu abbia ragione, anche se poi nel contesto dei rapporti occorrerebbe sempre sentire le due campane. probabilmente negli anni troppe volte hai ceduto di fronte a degli atteggiamenti permissivi di tua moglie, onde evitare con lei scontri e discussioni, lasciandole quindi sempre il campo un po' troppo libero. con la conseguenza che tuo figlio, "giustamente" come tutti i ragazzi, si è sempre appoggiato a chi gli dava quello che voleva, e facendo sì che tua moglie si sentisse più autorizzata rispetto a te a prendere decisioni, come se fosse una prerogativa solo sua.

qui si tratta quindi, a mio avviso, di parlare poco e di agire direttamente senza sedersi a tavolino. Siete genitori da 20 anni, i ruoli ormai sono decisi: lei permissiva, tu più severo. Benissimo! Continuate così anche perchè in ogni famiglia questi due ruoli sono e devono essere presenti allo stesso modo. Certo se si avesse una linea di condotta uguale sarebbe meglio, ma siccome non è possibile, allora che ciascuno continui a portare avanti il proprio progetto di educazione senza esaltarlo o aggravarlo in conseguenza delle eventuali mancanze che vede nell'altro.

Ovvero se ritieni che su certe cose tua moglie sia troppo permissiva, ma queste stesse cose sono fondamentalmente poi non troppo importanti per il futuro e per la vita del figlio, bhè....che vada pure come va. Nel senso che entrare poi nel merito di ogni cosa pensando che quell'atteggiamento sia troppo permissivo, e quindi occorre necessariamente il tuo intervento per puro spirito di contraddizione, allora rischi di generare in lei la frustrazione da incapace a gestire.

Laddove invece come nel caso dello studio che condivido appieno con te, pensi che necessiti un tuo intervento, allora non hai da chiedere il permesso a nessuno. Probabilmente tuo figlio vedendoti sempre un po' più severo nel parlare e nell'agire, teme che tu voglia controllarlo e pressarlo e allora corre dalla mamma per farsi difendere. Punto primo: nel momento in cui intervieni tu nella gestione di una qualsiasi cosa con uno dei tuoi figli, questi hanno il dovere, ormai sono grandi, di parlarne direttamente con te. Dì a tuo figlio che la mamma ti ha detto che lui teme il tuo intervento in questo anno di scuola, e chiedigli perchè non abbia ritenuto opportuno parlarne lui direttamente. La coppia già ha le sue divergenze poi se aggiungiamo le liti che nascono per i figli quando questi ormai grandi dovrebbero e potrebbero assumersi la responsabilità del dialogo e la conversazione col genitore, il rapporto comincia a risentirne e i genitori iniziano a litigare. Allora. Il punto fermo della famiglia a mio avviso sono i genitori. Argomenti sui quali già sai che non ti troverai d'accordo con tua moglie, per me vanno evitati. Vuoi seguire tuo figlio. Fallo e basta. Mica devi avere la sua autorizzazione o lei può sentirsi in grado di decidere se tu puoi o non puoi!?. Perchè se lei deve dare, mica chiede a te. Lo fa e basta. Ma questo non te lo dico nell'ottica di "fregartene" del suo pensiero. Assolutamente. L'ideale sarebbe avere una linea comune, ma laddove non si può, onde evitare screzi, ognuno agisca come meglio crede. Del resto vuoi solo seguire tuo figlio negli studi, mica lo stai spronando a fare le rapine a mano armata!!!!!!

Sappi che cmq nella vita un giorno e con la maturità e guardandoti indietro, ricorderai, se poi un certo comportamento ha dato i suoi frutti, più il genitore severo per quello che ti ha trasmesso, che non quello che diceva sempre sì. Ma ciò non determinerà una preferenza verso l'uno o l'altro. Determinerà solo una maggiore chiarezza di certi ruoli che a una certa età non li comprendi. Forse la cosa è nata dal fatto che anche tu essendo un po' prevenuto nei confronti di tuo figlio, magari ti sei rivolto con un tono sbagliato nel dirgli che l'avresti seguito nell'ultimo anno. Magari gli è sembrata più una "minaccia" che non un tendere la mano. Ma invitalo a chiarirsi con te, anche questo fa di un ragazzo un futuro uomo. Se non si riesce a parlare ed affrontare un genitore più severo, come si potrà poi farsi valere nella vita con persone altrettanto dure, e che in più non ti vogliono bene perchè non hanno legami e vincoli di affetto, come potrà essere un giorno un datore di lavoro?

Cmq fin quando si è certi di agire per il bene, capendo quale sia il bene di un figlio, non c'è nulla di sbagliato in questo. Evita discussioni con tua moglie, queste liti non fanno bene a nessuno. Ciao......

Edith.

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Tuesday, September 13th 2011, 3:10pm

Sono d'accordo con chi sostiene che entrambi i ruoli (permissivo ed esigente) debbano convivere, preferibilmente in armonia, nel processo educativo dei figli. Di sicuro l'estremizzazione dell'uno o dell'altro modo non fa bene a nessuno, se non, forse, a chi li perpetra per motivi del tutto suoi personali che nulla hanno a che vedere col soggetto da educare.


Un ragazzo che sta per affrontare la maturità è un diciottenne, dunque un uomo: sei sicuro che seguirlo quotidianamente come fosse alle elementari sia la strada migliore per ottenere il massimo risultato? Potreste seguirlo entrambi (anche perchè dici di non avere a disposizione tutto il tempo che tale operazione richiederebbe) ma senza fargli sentire il fiato sul collo ogni santo giorno; potreste provare a responsabilizzarlo e a controllare i risultati conseguiti tramite gli incontri mensili con gli insegnanti, chiedergli quali sono le sue difficoltà e se potete fare qualcosa (non so, qualche lezione privata per esempio) per aiutarlo a superarle; parlarci come il quasi-adulto che è lasciando che scelga di studiare per una serie di motivi che potreste spiegargli senza troppi giri di parole, magari anche proponendo qualcosa che potrebbe suonare come un ricatto (tipo in presenza di una non ammissione agli esami la non possibilità di ripetere l'anno e dunque l'orientamento verso un'attività lavorativa).

Sinceramente mi pare un pò contraddittorio che da una parte tu consideri un ragazzo ormai con l'adolescenza alle spalle un bambino da seguire passo passo, e dall'altra pretenda da lui una serietà che, viste le premesse, non può appartenergli. Mi sembra anche che sia assolutamente poco responsabilizzato da entrambi i genitori: la madre lo coccola oltremisura mentre il padre lo vorrebbe soldatino ligio ed ubbidiente.

Non ho capito cosa intendi quando affermi che tuo figlio è arrivato al quinto anno grazie ai tuoi interventi e rischiando di litigare con tutti. Tutti chi? Lui, tua moglie, gli insegnanti? Cosa hai fatto per trascinarlo alle soglie della maturità? Chiedo per curiosità.

Dici che tua moglie sia una pessima educatrice; non riconoscerle neanche un piccolo merito (ne avrà di sicuro) al di là dell'eccesso di protezione comunque deleterio, non mi pare sia un atteggiamento costruttivo da parte tua. E se lei dicesse di te lo stesso? Sbaglierai anche tu in qualcosa (come lei) commettendo qualche errore, no?

Vito potrei continuare ma forse ho già osato troppo, dunque ti lascio queste piccolissime riflessioni da usare, se ne avrai voglia, per continuare il confronto :hi:
"Sono onnivoro di sentimenti, di esseri, di libri, di avvenimenti e di battaglie. Mi mangerei tutta la terra. Mi berrei tutto il mare" - Pablo Neruda-

"Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d'essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo" - Fernando Pessoa-

Cipy

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Wednesday, September 14th 2011, 5:10pm

Mi permetto di intromettermi per dare il parere di una persona che ha vissuto di recente questa situazione (ho 23 anni). Se mi posso permettere, lasci che le dica che avrei voluto avere un padre come lei, che si interessa così tanto ai propri figli e tiene davvero a loro.

Io non ho figli, quindi non me la sento di giudicare né consigliare in questo ambito, ma vorrei fornirle il mio punto di vista da figlia. Anch’io, lo ammetto, a quell’età sono stata uno “spirito libero” con delle idee in testa che differivano largamente dalle aspettative dei miei genitori. Avevo voglia di fare esperienza e socializzare con gli altri. Dedicavo decisamente più tempo ai miei interessi artistici che alla scuola, perché mi appassionavano e mi facevano sentire appagata.

È difficile affrontare con serietà qualcosa di cui non ci importa. Lo studio per lei è importante, ma a quanto pare non lo è per suo figlio perché se come ha detto è un ragazzo intelligente, se si impegnasse otterrebbe dei buoni risultati. Al di là dei ricatti o del senso di dovere, forse potrebbe pensare di far nascere in suo figlio dell’interesse per le materie scolastiche. Durante il liceo ci sono state materie in cui eccellevo e altre in cui andavo malissimo, tra cui la matematica. Al tempo avevo lasciato proprio perdere, dicendomi che non ci riuscivo. Di recente ho preparato un esame di matematica a livello universitario e ho preso il massimo dei voti. La realtà è che non ci provavo nemmeno a studiarla perché fondamentalmente non capivo che senso potesse avere per la mia vita impararla, alla fine preferivo dedicarmi a cose che mi interessavano davvero che passare il mio tempo risolvendo equazioni.

Io credo che suo figlio, piuttosto che pensare che lei si voglia prendere cura di lui, si sia sentito “minacciato” dalla sua decisione di seguirlo ogni giorno nello studio, soprattutto se lei ha dovuto ricoprire il ruolo del genitore severo. A 17 anni non siamo grandi ed è un’età in cui relazionarsi con i genitori diventa particolarmente difficile. Se suo figlio si confida con la mamma, penso che le cose che le ha detto sua moglie non siano state in cattiva fede.

Spero che quanto le ho detto la possa aiutare a comprendere meglio suo figlio.

Comunque concordo con il consiglio di anamaya, sempre che i due figli abbiano un buon rapporto, perché da quello che ho visto e dalla mia esperienza personale, i ragazzi sono generalmente più propensi ad ascoltare i fratelli che i genitori, anche quando le cose dette sono le stesse.

0sa66

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Wednesday, September 14th 2011, 5:21pm

Le 3 R regole ,Ruoli e responsabilità

Salve ,
io sono divorziata con 3 figli di 21 19 e 14 anni...mio figlio di 19 assomiglia moltissimo al suo... crescerli da sola non è stato facile ed io manco di autorevolezza, quindi da un lato capisco anche sua moglie cmq , ho avuto la fortuna di trovarmi un compagno splendido che mi ha aiutato molto a capire i miei errori e a rimediare..noi insieme abbiamo deciso di rispettare ogniuno il proprio ruolo , di non discutere delle divergenze di opinioni davanti a loro e soprattutto abbiamo dato FIDUCIA E RESPONSABILITà a loro...dalle cose + piccole a quelle di maggiore importanza...dallo studio agli orari di rientro , qualche commissione e faccende casalinghe...cerchiamo di fargli capire che solo loro sono responsabili delle loro scelte..lo studio ecc ecc.. e ad ogni azione corrisponde una reazione..se studi e sei promosso vai avanti altrimenti si va a lavorare..se rispetti gli orari continui ad uscire altrimenti NIET!! è una gran fatica e non ci si può aspettare risultati da subito e volano tante punizioni ,ma vedo che incominciamo a raccogliere i nostri frutti :-))) stanno maturando e quando sbagliano non discutono la punizione...
Non è mai troppo tardi e se lei ha deciso di seguirlo giornalmente lo faccia a prescindere dall'opinione di tua moglie..i ragazzi hanno un cervello proprio e con il tempo e la maturità sono sicura che le riconosceranno i sacrifici..

In bocca al lupo

doctor Faust

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Thursday, September 15th 2011, 11:30am

. A questo punto non so più cosa pensare... davvero me ne devo fregare di tutti e lasciare questo figlio al suo destino... perchè io dopo anni di contrasti mi sono stancato.... aggiungo per finire che se mio figlio è arrivato al quinto anno è perchè quando la situazione sembrava disperata sono intervenuto di forza io a costo di litigare con tutti.


Anche da una bocciatura si possono imparare tannte cose.

E' meglio lasciar crescere coii suoi tempi, che sforzare in modo erificioso.

La natura vuole pazienza e lungimiranza, non fretta e nemmeno soluzioni magiche imposte.