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ipposam

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1

mercoledì, 20 giugno 2018, 17:02

Una cosa antipatica di me

Ciao a tutti,
vorrei condividere un aspetto di me di cui non vado fiera, e che tra l'altro a volte mi causa non poca sofferenza.
In occasione di ricorrenze, festività, compleanni, nutro spesso delle aspettative esagerate, che talvolta vengono soddisfatte, altre meno, e quando questo capita ci rimango molto male sebbene sia perfettamente consapevole che sia sbagliato a priori avere delle aspettative.
E' qualcosa che mi caratterizza da sempre, forse a causa di un certo modello educativo che mi è stato impartito. Ormai ho una certa età, e mi conosco molto bene, ho avuto modo di riflettere parecchio sull'argomento, e posso dire che la dinamica è sempre la stessa. Sta per arrivare il giorno dell'evento, io mi predispongo nell'animo per ricevere un certo tipo di trattamento, desidero che la persona che mi ama mi faccia "sentire" importante e mi metta al centro delle sue attenzioni. Coltivo l'aspettativa di ricevere un determinato tipo di attenzione e di regalo (esempio, la casa invasa di fiori, un libro con le mie poesie preferite in edizione speciale, cioccolatini personalizzati, pietre preziose, gioielli, serata speciale, viaggio in capo al mondo e così via). Molte volte mi rendo conto che la persona non mi farà quel tipo di regalo, e comincio già a innervosirmi, anche se so che razionalmente non è proprio possibile; a volte indirizzo io la persona, affinché la mia aspettativa non venga delusa, e tante volte sono stata più che accontentata, anche se ovviamente dopo "l'indirizzamento" non è la stessa cosa per me. Comunque nei casi "negativi", quando per un motivo o l'altro non è possibile dar seguito alle mie fantasie, ci rimango malissimo, ma veramente male; in sostanza, mi sento non amata, mi sento data per scontata, mi sento una cosa di nessun valore. Poi mi ci vuole qualche giorno per "recuperare". Col tempo ho imparato a non mettere musi, a vivermela un po' per conto mio questa delusione che inevitabilmente ogni tanto sono costretta a vivere. Ma vorrei capire se sono l'unica, e da cosa possa dipendere un atteggiamento simile, che trovo infantile ma che non riesco proprio ad evitare.

2

mercoledì, 20 giugno 2018, 17:05

dici che ti senti poco amata
chiedo: cosa vuol dire per te "amare"?
namasté

repcar

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3

mercoledì, 20 giugno 2018, 18:40

ciao.....dici di avere una certa età, quindi da come scrivi in qualche modo da sempre o almeno in parte ti senti insoddisfatta nelle varie occasioni da te rappresentate. Riconosci che è un modo errato l'elaborazione di questo pensiero poichè ti aspetti un qualcosa e magari dopo non soddisfa quello in cui hai sperato. Onestamente, se la cosa è antipatica non dovresti farci più caso dato il ripetersi, ma nel tuo caso sembra che ci sia un pochino di sofferenza, che tu stessa definisci infantile ma che non riesci ad evitare. Il fatto di aspettarsi un qualcosa in più penso che rientri nella quasi totalità del pensiero delle persone, ma non credo che il "quantum" sia segno di amore......Altra domanda che mi pongo è il motivo della :thumbup: ricerca di materialità??????sempre resta un mio pensiero.......

ipposam

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4

mercoledì, 20 giugno 2018, 23:07

dici che ti senti poco amata
chiedo: cosa vuol dire per te "amare"?

Mi sento poco amata perché il mio bisogno di attenzione in questi casi non è soddisfatto. Non mi sento “riconosciuta”, per me amare è anche questo, è capire di cosa l’altro ha bisogno in un dato momento, è impegnarsi per farlo felice ogni giorno nelle piccole cose ma anche creare momenti magici ogni tanto, momenti che vanno a tessere la trama dei ricordi. Una bella trama...se non ci si impegna in questo cosa rimane alla fine?

ipposam

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mercoledì, 20 giugno 2018, 23:17

ciao.....dici di avere una certa età, quindi da come scrivi in qualche modo da sempre o almeno in parte ti senti insoddisfatta nelle varie occasioni da te rappresentate. Riconosci che è un modo errato l'elaborazione di questo pensiero poichè ti aspetti un qualcosa e magari dopo non soddisfa quello in cui hai sperato. Onestamente, se la cosa è antipatica non dovresti farci più caso dato il ripetersi, ma nel tuo caso sembra che ci sia un pochino di sofferenza, che tu stessa definisci infantile ma che non riesci ad evitare. Il fatto di aspettarsi un qualcosa in più penso che rientri nella quasi totalità del pensiero delle persone, ma non credo che il "quantum" sia segno di amore......Altra domanda che mi pongo è il motivo della :thumbup: ricerca di materialità??????sempre resta un mio pensiero.......


Dunque diciamo che con mio marito capita di rado che deluda le mie aspettative, mi conosce troppo bene. Con altri in passato è successo. Ad ogni modo la mia aspettativa e il timore che non venga soddisfatta mi rovinano anche l’attesa della festa. Non mi è possibile non farci caso, non è qualcosa che controllo, è un sentimento di cui cado preda. Non si tratta di una esigenza materiale, cioè forse mi sono espressa male; è vero che spesso ciò che mi aspetto ha un costo significativo ma non è questo il punto, peraltro ad esempio nel caso di mio marito parliamo di spese che incidono sul nostro conto in comune. Io desidero il gesto significativo, il gesto romantico che mi faccia sentire considerata, sebbene razionalmente mi rendo conto che mio marito dimostra nel quotidiano e in tanti modi di tenere a me. Eppure la mia aspettativa del gesto grandioso c’è sempre.

repcar

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6

giovedì, 21 giugno 2018, 17:14

ciao....ora ho una visone più chiara della cosa "antipatica in te". Sono un uomo quando dici """Io desidero il gesto significativo, il gesto romantico che mi faccia sentire considerata, sebbene razionalmente mi rendo conto che mio marito dimostra nel quotidiano e in tanti modi di tenere a me""", capisco a cosa ti riferisci. La maggior parte delle donne nasce e muore con il romanticismo, ha l'indole di farlo crescere e mai sopirlo se non in determinate occasioni e circostanze. Noi uomini lo coltiviamo quando vi è il classico innamoramento poi per una cosa o per l'altro verso diminuisce sempre di più. Questo lo capisco anche perchè mia moglie mi rimprovera questo mio atteggiamento, anche se, come tuo marito fa con te, cerco di dimostrarlo diversamente. Diciamo che voi avete un'attività onirica da "mille ed una notte" molto ma molto diverso dal nostro. Comunque sia l'importante è che vi vogliate bene e se qualche volta le tue aspettative rimangono un pochino deluse, l'importante e che lui in un modo o nell'altro lo dimostra. Sempre a disposizione....... :thumbup:

ipposam

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giovedì, 21 giugno 2018, 18:30

ciao....ora ho una visone più chiara della cosa "antipatica in te". Sono un uomo quando dici """Io desidero il gesto significativo, il gesto romantico che mi faccia sentire considerata, sebbene razionalmente mi rendo conto che mio marito dimostra nel quotidiano e in tanti modi di tenere a me""", capisco a cosa ti riferisci. La maggior parte delle donne nasce e muore con il romanticismo, ha l'indole di farlo crescere e mai sopirlo se non in determinate occasioni e circostanze. Noi uomini lo coltiviamo quando vi è il classico innamoramento poi per una cosa o per l'altro verso diminuisce sempre di più. Questo lo capisco anche perchè mia moglie mi rimprovera questo mio atteggiamento, anche se, come tuo marito fa con te, cerco di dimostrarlo diversamente. Diciamo che voi avete un'attività onirica da "mille ed una notte" molto ma molto diverso dal nostro. Comunque sia l'importante è che vi vogliate bene e se qualche volta le tue aspettative rimangono un pochino deluse, l'importante e che lui in un modo o nell'altro lo dimostra. Sempre a disposizione....... :thumbup:


Si, in parte è vero, e sicuramente non metto in discussione i sentimenti di mio marito per questo. So bene che è tutta una mia percezione forse distorta, eppure ci tengo e non posso fare a meno di provare spiacevoli sensazioni in vista di feste che prevedono un regalo, e credo anche che se è vero che molte donne coltivano queste aspettative romantiche, è anche vero che io la vivo veramente male, io vado un po' oltre purtroppo. Se fosse possibile farei un "reset" della mia mente ma la vedo dura.
E purtroppo la mia consapevolezza mi mette a disagio perché mi vedo dall'esterno come una bambina viziata e capricciosa, e non mi piace per niente questa immagine di me; peraltro nella vita quotidiana non sono così, non ho mai guardato a questioni materiali nella scelta di partner e amici, e anzi ho sposato un uomo la cui unica ma enorme ricchezza è nell'animo, quindi non mi spiego perché poi in occasione di un compleanno divento così.

8

giovedì, 21 giugno 2018, 18:59

dici che ti senti poco amata
chiedo: cosa vuol dire per te "amare"?

Mi sento poco amata perché il mio bisogno di attenzione in questi casi non è soddisfatto. Non mi sento “riconosciuta”, per me amare è anche questo, è capire di cosa l’altro ha bisogno in un dato momento, è impegnarsi per farlo felice ogni giorno nelle piccole cose ma anche creare momenti magici ogni tanto, momenti che vanno a tessere la trama dei ricordi. Una bella trama...se non ci si impegna in questo cosa rimane alla fine?


curioso....pensa che per me "amare" è essenzialmente sentire, provare quel sentimento e nelle relazioni, nella coppia è soprattutto condividere.
non è un sentimento che ha esteriorità, è puramente interno, intimo. per questo prescinde completamente da quello che l'altro mi riesce a dare, è un sentimento autonomo da cui io come persona dipendo.
da questa consapevolezza discende una profonda gratitudine. sono grata di poter amare. sentirmi amata è ugualmente un qualcosa di intimo che non dipende dalla soddisfazione di un desiderio.

l'ingegneria...ti ha rovinato 8) 8) 8) scherzo ovviamente.

ogni persona è diversa, c'è chi è introverso, chi estroverso. credo che questo tuo tratto caratteriale dipenda (anche) da questo. il sentire (amore) è qualcosa che filtri da fuori, non qualcosa che ascolti da dentro. ci sta anche l'essere cresciuta viziata, senza mancanze. materiali....non affettive, se ricordo bene il discorso madre.
namasté