Non date per scontato che amare due persone significhi provare un sentimento mutilo. Non è così credetemi. Non voglio intavolare una lunga e noiosa discussione filosofica sull'argomento, anche perchè apparirebbe una sorta di autodifesa e non lo è. Al contrario io sono convinta che l'amore in quanto tale è imperfetto a prescindere. Non esiste un essere totalmente appagante. Dovremmo amare noi stessi. Capita, raramente, ma capita di amare contemporaneamente due persone. Non è improbabile. Io amo mio padre e mia madre dello stesso amore, amo i miei fratelli dello stesso amore, amo mio marito e l'altro dello stesso amore...per ragioni differenti, ma è solo un distinguo qualitativo e non quantitativo. Quel che cambia è la ghiera di valori culturali che attribuiscono all'amore coniugale un valore esclusivo. Non aspettare nessun terzo uomo che ti appaghi...non sarà questa la via. Devi scegliere per una mera questione di sopravvivenza. Perchè ahimè il nostro orizzonte culturale è dato e non possiamo prescindere da esso. Vivresti inconsciamente un gigantesco senso di colpa che ti porterebbe a consumarti rapidamente. Però io non mi sento di sminuire i tuoi sentimenti. Lo so che può apparire folle il mio ragionamento, ma io provo la medesima attrazione sessuale, la stessa tenerezza, lo stesso senso di protezione, lo stesso bisogno di scambi intellettuali, la stessa necessità di premurarmi del loro benessere per entrambi. Negli anni ho imparato a fatica a convivere con questo dualismo affettivo. Sai quando mi sono consolata? Quando ho incontrato un uomo che rimasto vedevo a 75 anni mi ha confessato di essere alla ricerca di una donna incontrata 50 anni porima...aveva amato disperatamente sua moglie e conservato nel cuore l'amore per la sua antica fiamma. Non siamo aberrazioni. Ultimo consiglio: non farne parola con nessuno, mai. Non possono comprendere e ti sottoporrebbero ad un esame spietato. Tutto appare deforme posto sotto la lente del sentire comune. Ti abbraccio piccolina.
Per tutti gli altri: non gravatela di ulteriori sensi di colpa. Non è giusto.