Senza fare moralismi, sì, è vero, le ragazze hanno costante bisogno di "conferme" e questo è naturale, come lo è che la tendenza femminile sia quella di apprezzare il corteggiamento. Non c'è nulla di spaventoso in questo. Altro è quando questa esigenza diviene eccessiva ed egoista, senza tenere conto dei sentimenti altrui, qualcosa che di solito si fa in adolescenza e senza cattiveria, quando si impara a giocare davvero con l'altro sesso e si hanno le idee confuse. Mantenere questo atteggiamento in età adulta è sintomo, a parer mio, di immaturità, salvo non si parli di "gioco" che ha un suo limite ben preciso. Mi spiego con l'esempio personale: sono una donna molto vivace, lo sono sempre stata, con una vita sessuale intensa (senza vanto, credo che ogni ragazza mediamente sciolta e graziosa abbia avuto il proprio "periodo d'oro" relazionale). Per carattere sono anche sempre stata molto "maschile", piuttosto diretta, amante dello scherzo e del gioco ed anche se so cosa sia farsi corteggiare non mi faccio alcun problema a corteggiare io stessa, anzi amo sentirmi dalla parte del cacciatore. In tutto ciò, ho trascorso i miei vent'anni (ora ne ho più di trenta) tra storie più o meno importanti e classici periodi di leggerezza, in questo frangente mi è capitato di apprezzare e quindi accettare o alimentare il corteggiamento di persone che mi gratificassero, anche senza nutrire particolare interesse. Mi è capitato di tentare di far ingelosire qualcuno, senza per questo arrivare a fare mai qualcosa alle spalle dell'interessato, insomma, ho giocato molto sia per orgoglio, che per civetteria, che per "apprendimento" e per vanità (spesso scoprire di essere apprezzate da uomini attraenti o ricercati è una questione di orgoglio). Mi è capitato di fare ragionamenti molto "maschili", come quello di considerare "tacche" sul bastone d'oro le conquiste migliori, ma non è mai stato nel caso di uomini importanti o che abbiano sofferto per me né provato sentimenti particolari, tra l'altro è sempre stato anche quello un gioco. La differenza che mi sono sempre IMPOSTA - attenzione, perché non è così "naturale", soprattutto quando sei giovane e insicura - è stata sempre quella del rispetto per i sentimenti. Ciò mi ha portato e mi porta, nonostante la mia molto ironica "fama" di sciupamaschi, a detestare atteggiamenti femminili eccessivi o recidivi che sopra vengono citati. In piccola parte ci sono caduta anch'io in passato, ma è lavorandoci che si ottiene la libertà di poter continuare a esprimere il proprio modo di essere... anche vivace o amante dell'altro sesso... consapevoli di stare realmente giocando con il proprio carattere e non con il prossimo. Una volta acquisito questo e con un po' di maturità, TEORICAMENTE dovrebbero scattare dei limiti naturali: quindi allontanare la corte di persone che potrebbero soffrire per te o le cui attenzioni non sono consone o potrebbero far soffrire qualcun altro; non nascondere nulla a nessuno e, semmai, PARLARE con il compagno eventuale delle tue sensazioni, ecc ecc. Purtroppo è difficile, in generale, avere la forza di autoanalizzarsi ed anche quella di crescere, ma non banalizziamo parlando di "donne". Una donna può essere "seria" senza per questo rinunciare a essere femmina, la discriminante secondo me è in quel che ho espresso poco fa.
Per quanto riguarda l' "accontentarsi" di uno o più partners... beh, prima di tutto, stiamo parlando di amore o di sesso? E poi, credo sia una questione di carattere, quando non siano gravi casi di insicurezza (di cui sopra), ma che valga anche per gli uomini, indifferentemente: per esperienza personale, fatico sempre a non guardarmi intorno, la natura è natura e la mia è assai lupesca, ma quando pensi valga la pena scegli di evitare altre situazioni. O, alle brutte, ci coinvolgi il partner