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Scorpio1963

Giovane Amico

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1

martedì, 12 febbraio 2019, 11:52

Perdita

A volte mi è capitato in una relazione affettiva, di cogliere all’insaputa dell’altra, una movimento o un atteggiamento che mi era estraneo, rispetto alla sua persona.

Un qualcosa che, nella “conoscenza” dell’altra, avevo nel tempo escluso esistere

Come una sua parte nascosta che per me semplicemente era stata inconsapevolmente catalogata come inesistente.

Quel qualcosa allo scoprire del quale, si accompagna in genere la affermazione “non lo avrei mai detto”

In questo segreto scoprire, si accompagna a me in genere una sensazione legata alla “perdita”

Come un qualcosa che è inevitabilmente passato, nella mia distrazione, o nel mio scarso approfondimento

Quindi, un “apprendere” nella contemporanea “perdita”

Ciò che si muove dentro me, in quell’apprendere, ha molto a che vedere con l’abbandono…

Quindi .. “abbandonare” .. come qualcosa di definitivamente perso, passato, non “colto”..

E nel gesto dell’abbandonare spesso trovo una sorta di pace, di sollievo, e di forte presenza a me
Non senza amarezza, ma pace..

Alcuni viceversa, in questo apprendimento, si aggrappano con ogni loro forza, con rabbia anche.. cercando come di provare a “recuperare” quanto sfuggito.

Oppure sputando con spregio verso ciò che evidentemente pare sfuggito..

Voi che rapporto avete con questa forma della “perdita”?

greenwing

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2

martedì, 12 febbraio 2019, 13:26

ciao,
se scopro un lato caratteriale e/o comportamentale che mi giunge inaspettato, solitamente, cerco di parlarne con la persona in questione.
Per il resto, purtroppo, non prendo affatto bene un allontanamento o abbandono, a meno che non avvenga da entrambe le parti o solo da parte mia , anche se col passare degli anni, sto lavorando su questa cosa.

3

martedì, 12 febbraio 2019, 15:07

Caro Scorpio, siamo degli esseri così complessi e strutturati mentalmente che è del tutto normale che qualcosa degli altri ci sfugga, anche se pensiamo a volte di conoscerli meglio di noi stessi. Ma ciò capita anche a noi, ad esempio qualcuno o qualcuna non vi hanno mai detto la frase "questo da te non me lo sarei mai aspettato!!". Per me una cosa analoga significò una rottura con una mia fidanzata poiché ero stato colpevole di aver fatto una confidenza ad una mia amica anzicchè a lei e la frase in tal caso fu: io con uno così non ci posso proprio stare!

Ecco, io ho messo in conto che anche la relazione o l'amicizia più belle, durature e appassionanti di questo mondo possono finire o incrinarsi da un giorno all'altro per la stessa medesima ragione.

nb: sperando di aver compreso bene il senso del 3d.

finally

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4

martedì, 12 febbraio 2019, 15:10

A volte mi è capitato in una relazione affettiva, di cogliere all’insaputa dell’altra, una movimento o un atteggiamento che mi era estraneo, rispetto alla sua persona.

Un qualcosa che, nella “conoscenza” dell’altra, avevo nel tempo escluso esistere

Come una sua parte nascosta che per me semplicemente era stata inconsapevolmente catalogata come inesistente.

Quel qualcosa allo scoprire del quale, si accompagna in genere la affermazione “non lo avrei mai detto”

In questo segreto scoprire, si accompagna a me in genere una sensazione legata alla “perdita”

Come un qualcosa che è inevitabilmente passato, nella mia distrazione, o nel mio scarso approfondimento

Quindi, un “apprendere” nella contemporanea “perdita”

Ciò che si muove dentro me, in quell’apprendere, ha molto a che vedere con l’abbandono…

Quindi .. “abbandonare” .. come qualcosa di definitivamente perso, passato, non “colto”..

E nel gesto dell’abbandonare spesso trovo una sorta di pace, di sollievo, e di forte presenza a me
Non senza amarezza, ma pace..

Alcuni viceversa, in questo apprendimento, si aggrappano con ogni loro forza, con rabbia anche.. cercando come di provare a “recuperare” quanto sfuggito.

Oppure sputando con spregio verso ciò che evidentemente pare sfuggito..

Voi che rapporto avete con questa forma della “perdita”?


Beh, se ho inteso bene il senso del thread, dipende da tanti fattori.
Dipende dall'investimento emotivo, dalla fascia d'età, dall'esperienza, dal vissuto..sono tanti i fattori in gioco.

Scorpio1963

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5

martedì, 12 febbraio 2019, 16:40

ciao,
se scopro un lato caratteriale e/o comportamentale che mi giunge inaspettato, solitamente, cerco di parlarne con la persona in questione.
Per il resto, purtroppo, non prendo affatto bene un allontanamento o abbandono, a meno che non avvenga da entrambe le parti o solo da parte mia , anche se col passare degli anni, sto lavorando su questa cosa.


non mi riferivo tanto al "fare" (che faccio/che non faccio) quanto al "sentire" (cosa provo/cosa non provo)
l'abbandono di cui parlavo, è riferito a quel sentire, ma non nel senso che sono stato abbandonato e la prendo male

Ma abbandono attivo (io abbandono) e abbandono rispetto a qualcosa che è sfuggito alla mia vista, e che sostanzialmente non mi è mai appartenuto.

abbandonando il "sentire" e passando invece al tuo "fare" , anche io come te una chiacchierata immagino che la farei senza problemi.

Caro Scorpio, siamo degli esseri così complessi e strutturati mentalmente che è del tutto normale che qualcosa degli altri ci sfugga, anche se pensiamo a volte di conoscerli meglio di noi stessi. Ma ciò capita anche a noi, ad esempio qualcuno o qualcuna non vi hanno mai detto la frase "questo da te non me lo sarei mai aspettato!!". Per me una cosa analoga significò una rottura con una mia fidanzata poiché ero stato colpevole di aver fatto una confidenza ad una mia amica anzicchè a lei e la frase in tal caso fu: io con uno così non ci posso proprio stare!

Ecco, io ho messo in conto che anche la relazione o l'amicizia più belle, durature e appassionanti di questo mondo possono finire o incrinarsi da un giorno all'altro per la stessa medesima ragione.

nb: sperando di aver compreso bene il senso del 3d.


ho cercato di spiegare meglio sopra a Greenwing .. non so se sia meno nebuloso




Beh, se ho inteso bene il senso del thread, dipende da tanti fattori.
Dipende dall'investimento emotivo, dalla fascia d'età, dall'esperienza, dal vissuto..sono tanti i fattori in gioco.


diciamo che… considerato un teorico discreto investimento emotivo e un teorico discreto vissuto, questa "parte" dell'altro è un qualcosa di sostanziale che in qualche modo poteva/doveva emergere o in qualche modo poteva/doveva essere intuita/comunicata/intercettata/ricercata.

fran235

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6

mercoledì, 13 febbraio 2019, 08:20

E quando scopriamo qualcosa di noi stessi che ci era completamente sfuggito? Come viviamo questo abbandono?
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Scorpio1963

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7

mercoledì, 13 febbraio 2019, 08:56

E quando scopriamo qualcosa di noi stessi che ci era completamente sfuggito? Come viviamo questo abbandono?


Questa è una prospettiva diversa perché afferisce prevalentemente al rapporto interno che si ha con sé stessi, e anche al rapporto che si ha con la "scoperta" di se stessi.

Un rapporto assolutamente soggettivo, che può essere anche conflittuale, specialmente da parte di chi ha un cattivo rapporto con la scoperta di se, e ha molta resistenza a integrare il nuovo appena conosciuto con il vecchio già conosciuto

E di queste difficoltà se ne legge anche diretta testimonianza, a volte (non ero io, non voglio essere così, mi faccio schifo, non so cosa mi succeda..)

Io ad esempio da questa prospettiva non abbandono nulla, ma cerco di integrare il nuovo con il vecchio.

Non sempre è semplice e indolore

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Scorpio1963" (13/02/2019, 09:01)


fran235

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8

mercoledì, 13 febbraio 2019, 09:17

E di queste difficoltà se ne legge anche diretta testimonianza, a volte (non ero io, non voglio essere così, mi faccio schifo, non so cosa mi succeda..)


Si, sono proprio io
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Scorpio1963

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9

mercoledì, 13 febbraio 2019, 11:39

E di queste difficoltà se ne legge anche diretta testimonianza, a volte (non ero io, non voglio essere così, mi faccio schifo, non so cosa mi succeda..)


Si, sono proprio io


Siamo un po' tutti..

Come ripeto, è un altro discorso rispetto all'inizio, ma egualmente interessante

Il confronto con parti nuove che si presentano, non raramente sfocia nello scontro, per vari motivi

L'esito dello scontro è altrettanto non raramente "l'esilio" della nuova parte

Che secondo me è peraltro una delle forme più estreme della crudeltà umana.

A volte c'è accoglienza e integrazione. Ma non è semplice

E non è gratis

10

mercoledì, 13 febbraio 2019, 15:31

ci ho pensato parecchio a quello che racconti e riletto più volte la tua descrizione
ma non mi ci trovo

non mi viene in mente una situazione in cui mi è capitato di pensare "non l'avrei mai detto"
scoprire lati nuovi delle persone è "normale" perché le persone non sono monoliti statici

per cui non riesco a percepire nemmeno quest'emozione che descrivi come perdita
la perdita presuppone l'avere, possedere (conoscenza)
ma non si può avere il pregiudizio che questa conoscenza sia esaustiva. mai lo sarà.
namasté

Scorpio1963

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11

mercoledì, 13 febbraio 2019, 17:23

ci ho pensato parecchio a quello che racconti e riletto più volte la tua descrizione
ma non mi ci trovo

non mi viene in mente una situazione in cui mi è capitato di pensare "non l'avrei mai detto"
scoprire lati nuovi delle persone è "normale" perché le persone non sono monoliti statici

per cui non riesco a percepire nemmeno quest'emozione che descrivi come perdita
la perdita presuppone l'avere, possedere (conoscenza)
ma non si può avere il pregiudizio che questa conoscenza sia esaustiva. mai lo sarà.


Cerco di portare un esempio reale, benché generico

Un paio di mesi fa è mancata una signora, madre di un amico di mio figlio, una donna giovane

Non era mia amica ma era una mia conoscente, venuta anche 2/3 volte a casa a prendere il figlio che era a giocare con il mio

Abbiamo parlato, ci siamo "conosciuti".. commentato eventi, problemi del quotidiano, asperità del ruolo genitoriale

È mancata "improvvisamente" (per me) ma DOPO ho saputo che era malata da anni e da anni lottava ogni giorno con la malattia

Ecco.. io non ho "catturato" nulla da lei.. non sono riuscito a "cogliere" da una sua espressione o osservazione, nulla che facesse emergere questa sua situazione

Perdita quindi.. nel senso che "mi sono perso" qualcosa, mi è sfuggito qualcosa che era parte di lei

Non era la mia compagna, non era mia amica.. era una conoscente

Ed è solo per fare un esempio più chiaro, in cui al di fuori della mia vista c'era una malattia feroce e dilaniante

E quando ho saputo, sono rimasto sconcertato, eh sì.. "non lo avrei mai detto che quella signora sorridente e carina" portasse con sé quel segreto, anche nei momenti che ho condiviso con lei

E io mi sono "perso" quella parte di lei, perché non l'ho proprio vista.. il suo dramma, la sua lotta, il suo calvario.. la resa vicina.

Non so se l'esempio può chiarire il senso

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Scorpio1963" (13/02/2019, 17:36)


12

mercoledì, 13 febbraio 2019, 18:16

ti ringrazio per la spiegazione, così mi è più chiaro quello che dici.

cerco di ri-avvicinare le tue frasi

Citato

E io mi sono "perso" quella parte di lei, perché non l'ho proprio vista.. il suo dramma, la sua lotta, il suo calvario.. la resa vicina.

Citato

Quindi .. “abbandonare

Citato

E nel gesto dell’abbandonare spesso trovo una sorta di pace, di sollievo, e di forte presenza a me
Non senza amarezza, ma pace..


non credo di sentire pace, né sollievo ma nemmeno ho la foga di recuperare.
essendo molto riservata e chiusa, mi avvicino alle persone come vorrei essere avvicinata.

a livello empatico molto si percepisce ma non tutte le cose si possono sentire.
essendo io stesso una persona che nasconde condizioni/malattie ciò che provo è tenerezza per l'essere noi così umani.
namasté

Scorpio1963

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13

giovedì, 14 febbraio 2019, 09:44

ti ringrazio per la spiegazione, così mi è più chiaro quello che dici.

cerco di ri-avvicinare le tue frasi

Citato

E io mi sono "perso" quella parte di lei, perché non l'ho proprio vista.. il suo dramma, la sua lotta, il suo calvario.. la resa vicina.

Citato

Quindi .. “abbandonare

Citato

E nel gesto dell’abbandonare spesso trovo una sorta di pace, di sollievo, e di forte presenza a me
Non senza amarezza, ma pace..


non credo di sentire pace, né sollievo ma nemmeno ho la foga di recuperare.
essendo molto riservata e chiusa, mi avvicino alle persone come vorrei essere avvicinata.

a livello empatico molto si percepisce ma non tutte le cose si possono sentire.
essendo io stesso una persona che nasconde condizioni/malattie ciò che provo è tenerezza per l'essere noi così umani.


Prego :)

Il mio esempio era x far luce sul senso che davo al termine "perdita"

Il contesto da ultimo descritto non era esattamente quello a cui volevo riferirmi all'inizio.

Quella signora non aveva alcun legame affettivo con me, e quel che mi son "perso" di lei, data la nostra semplice conoscenza, penso sia anche logico, e giusto

Io mi riferivo invece a un contesto in cui con la persona è presente un legame affettivo, uno spazio affettivo

Un compagno, un genitore, un figlio/a o l'amica del cuore..

E anche riguardo a ciò che si è "perso" .. può essere una malattia come una passione, un vizio, una tendenza nascosta, quello che vuoi, può essere pure la segreta assidua frequentazione di chat erotiche, come quelle di cui in altro 3D scriveva Pivaldo

In questo specifico contesto, e rispetto a una persona con cui hai uno spazio affettivo importante, proveresti le stesse sensazioni che hai descritto?

fran235

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14

giovedì, 14 febbraio 2019, 09:54

in una situazione di forte legame, un legame su cui si è tentato di costruire un'esistenza che implichi un "noi", l'abbandono così come lo identifichi tu implica, almeno per me, lacerazione. Una lacerazione non può non accompagnarsi al dolore. Pace? per me no
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Scorpio1963

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15

giovedì, 14 febbraio 2019, 10:09

in una situazione di forte legame, un legame su cui si è tentato di costruire un'esistenza che implichi un "noi", l'abbandono così come lo identifichi tu implica, almeno per me, lacerazione. Una lacerazione non può non accompagnarsi al dolore. Pace? per me no


La lacerazione la sentirei anche io.. anzi probabilmente sentirei uno strappo

Talmente istantaneo che appunto sarebbe come "abbandonare" (ho perso un pezzo, non lo ricucio più)

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