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1

Sunday, November 7th 2010, 5:07pm

convivere troppo presto o aspettare troppo?

Ciao a tutti, sottopongo un quesito perché sono un po’ confusa.

Ho la possibilità di andare fuori casa, il mio ragazzo mi ha già chiesto “ufficialmente” di voler convivere con me qualche mese fa, e io rimandai la decisione addicendo soprattutto al bisogno di rifletterci (è stata una sorpresa!) e per problemi economici…

Non posso ovviamente rimandare per sempre (i problemi economici si stanno risolvendo abbastanza), peccato che con il passare del tempo (nonostante ci abbia provato in molti modi!) non sia riuscita in realtà ad ottenere quella serenità che speravo.
Quello che volevo aspettare, prima di andare a convivere, era un suo cambiamento di atteggiamento (atteggiamento, non il carattere! Non pretendevo la luna, almeno così mi pareva!) che, nonostante le numerose chiaccheirate e discussioni, non è stato modificato. Però questo aspetto, per quanto apparentemente banale, determina i miei dubbi su di lui in una vita assieme.

Dopo questi mesi, in cui anche gli amici mi dicevano che facevo bene a rimandare, per “sistemare” la coppia (ed aspettare che riflettesse, senza continuare ad ignorare la cosa liquidandola come un mio problema di sopportazione) prima di intraprendere la strada dell’impegno quotidiano, ora mi è stato consigliato l’esatto opposto: dopo tanto parlare, perché non tentare la convivenza continuando però a rimanere ferma sui punti che già gli ho esposto per molti mesi?

Sono confusa per la scelta perchè:
- per me la convivenza è un impegno serio e ipoteticamente a tempo indeterminato, non una prova per decidere se si sopravvive o ci si lascia, e quindi, per tenere fede alla mia idea, tenderei a non volerla usare per provare, ma la rimanderei ancora finché non troviamo un equilibrio o non arriviamo ad una rottura;
- buttarmi nella convivenza, con la paura di dover combattere con lui e il relativo stress del dover discutere ancora per le stesse cose, significherebbe però anche essere certa d’aver tentato il tutto e pertutto (e non aver lasciato morire la relazione in attesa del “miracolo”).

Vorrei capire quali sono le vostre opinioni, su questi due motivi che mi spingerebbero a fare una scelta opposta all’altra.
:hi:

dora

Forumista Incallito

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2

Sunday, November 7th 2010, 5:16pm

Potrà sembrarti indiscreto ma non te la senti di dirci apertamente i motivi di attrito con il tuo ragazzo? Altrimenti penso sarà difficile darti un parere.

luci62

Utente Attivo

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3

Sunday, November 7th 2010, 7:44pm

sono con Dora.
qual'è questo atteggiamento, che ti frena dal voler vivere con lui?

wavesequence

Amico Inseparabile

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4

Sunday, November 7th 2010, 9:23pm

Si vede che stai troppo bene da mamma e papà... :D
La convivenza è un bel banco di prova per capire se si è compatibili. E non devi aver paura di romperti la testa, perché se non è con il fidanzato attuale, lo sarà con il prossimo.
Per cui, a mio modesto avviso, prima assaggi il gusto della convivenza e meglio è.
E' troppo bello dopo una litigata andare a casa propria... Quando si convive i panni sporchi si lavano in casa.
E non devi temere di tornare indietro perché l'amore è eterno finché dura. ;)
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


minci

...dov'è l'amore????....

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5

Sunday, November 7th 2010, 9:54pm

Quoted

qual'è questo atteggiamento, che ti frena dal voler vivere con lui?

concordo , se non ci dici qual'è questo atteggiamento.. :hi:

L'uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.

6

Tuesday, November 9th 2010, 8:14pm

la convivenza per avvicinarsi o scoppiare

Per Wavesequence: mamma e papà li lascio cmq! Ovvero, esco cmq di casa, devo scelgiere se sola/con una coinquilina o con il ragazzo. La mia indipendenza dai miei non c'entra.

L'atteggiamento è legato ad un suo modo di fare eccessivo. Mi spiego meglio, lui è molto estroverso e socievole, questo fa parte del suo carattere, e anche se io sono più riservata ed introversa, sono arrivata ad apprezzare molto il fatto che ci bilanciamo al punto che a volte quasi ci scambiamo il "ruolo" :P Però ci sono casi più eccessivi che non ho mai tollerato, ho provato più volte a parlargli ma sembra che mentre io ritengo lui molto infantile, lui ritiene me troppo "sulle mie". L'eccesso a cui mi riferisco è di tipo goliardico, c'è chi apprezza e chi no, ma io non sono disposta a fare finta di niente se lui è abituato, assieme ai suoi amici, a ruttare e scoreggiare a tavola (per divertimento, e gare goliardiche), a lanciarsi pezzi di cibo addosso, a picchiarsi senza pensare che all'interno di un'abitazione rompono oggetti o che possono sfondare il divano, a festeggiare il compleanno facendo fare una torta e dopo lo spegnimento delle candeline spalmarla in faccia al festeggiato... sono solo alcuni esempi di "eccesso" che non amo e non voglio che avvengano in casa mia. Per non parlare del fatto che questo problema ne nasconde un altro: se io mi arrabbio perchè un suo amico mi rutta in faccia a tavola, il mio ragazzo si arrabbia con me, perchè ho voluto "limitare" l'amico e ho usato un atteggiamento scontroso in risposta ad un gioco... il problema in questo caso è che le mie esigenze (neanche tanto strane a mio parere, ovvero nessun eccesso in casa mia!) sono messe in secondo piano rispetto alle sue e dei suoi amici, per cose tra l'altro che secondo me, ad una certa età (parlo di una fascia di età dai 25 ai 35 anni), non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiedere di non fare. Ma in realtà le mie esigenze vengono dopo anche in fatto di convivenza: per il mio ragazzo era una cosa scontata che gli amici potessero alloggiare a casa nostra se avevano bisogno di "installarsi lì".

Comunque, l'atteggiamento che gli ho chiesto di "maturare" è l'idea che anche al gioco c'è un limite, non solo legale (come si limita ad appurare lui: "se non faccio niente di illegale posso farlo, e sei te l'asociale"), ma anche "di età/contegno civile". Nemmeno la maggior parte dei suoi amici (che si è scelto lui ovviamente) ha questa idea di "limitarsi per educazione", perciò lui si basa molto sull'idea che il gruppo lo sostiene e lo apprezza mentre io no e sono io a dovermi adeguare e non lui a venirmi incontro (almeno prova a limitarti in mia presenza).

Lo so che sembra tutto nascere da una sciocchezza, ma ci sta creando cmq grossi problemi di comunicazione e comprensione tra noi (io voglio che lui si dia una calmata e anche i suoi amici in casa mia, lui non si sente apprezzato da me nella sua interezza perciò pretende che io lo assecondi e lo lasci fare perchè "è fatto così"... ma vivere in casa in questo modo non mi va).

This post has been edited 2 times, last edit by "Selene" (Nov 19th 2010, 11:41pm)


7

Friday, November 12th 2010, 11:28pm

Comunque grazie Wavesequence per avermi riportato la tua esperienza... ho capito che te ti butteresti sapendo già che si rischia di mandare tutto all'aria! (in tutti i sensi! :P cioè sia perchè mi devastano casa che come coppia)

This post has been edited 1 times, last edit by "Selene" (Nov 19th 2010, 11:43pm)


8

Friday, November 19th 2010, 11:44pm

;(
se non vi interessava il motivo perchè chiedermelo?

Vabbeh...

Angel25

Utente Attivo

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9

Saturday, November 20th 2010, 3:04am

Per me il rispetto è molto importante e scusami ma a mi sembra che un pochino, lui, ti manca ti rispetto.
Non credo tu lo debba assecondare anche perché riterrà che lo accetti cosi.
Non so da quanto la ''discussione'' vostra va avanti, ma comunque dovete trovare un compromesso.
Con il mio ex ho avuto problemi simili, forse mi ci rivedo un po' in te.
Avevo mandato giù 1,2,3 e secondo me ora che ci penso, troppe cose pensando sempre ''va bè, crescerà, magari sono io l'esagerata''... ma alla fine le ho tenuto dentro e se non mi sentivo ascoltata su alcuni fatti ho iniziato a non parlargli più di nulla.
Nel senso che parlavamo solo di cose insignificanti,e non più di noi.
Una volta trovato un lavoro entrambi avremo dovuto andare a vivere insieme e io l'avevo avvertito che questo non sarebbe successo se non si dava una mossa.
Tant'è che col tempo è diventato tutto monotono per me,sempre giù di morale e si è spento tutto.
Non pretendevo che ci fosse un cambiamento da un giorno all'altro ma almeno vederlo che mi dava corda ed era intenzionato a migliorare.
''io sono fatto cosi'' non sai quante volte l'ho sentita questa frase.
Il bello è che io un frase del genere non ho mai detto e mai direi perché so' che se ci tengo mi faccio in 4 per dimostrarlo .

Perché tutta questa storiella ?!
Perché mi piacerebbe che tu provassi a capire se c'è un ''segnale'' che il tuo fidanzato è intenzionato a perdere le brutte abitudini per il tuo rispetto .
Provate ad arrivare ad un compromesso.
Per ora ti consiglio di andare a vivere da sola, stare insieme a lui e andare avanti per ora cosi.
In questo modo sarai forse anche tu un po' più serena con i tuoi spazi prima di farteli invadere subito da una seconda persona.

Ciao ;)

bene

la libertà è dentro di me...

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10

Saturday, November 20th 2010, 5:44am

Un consiglio da una che ci è passata...
innanzitutto certi atteggiamenti nemmeno io li sopporterei...la goliardia va bene..ma se questa sfocia negli eccessi e nella maleducazione...proprio non la sopporto...esistono anche le altre persone...e se una amico del tuo lui fa una cosa del genere in faccia a te non solo il tuo lui non dovrebbe arrabbiarsi con te...ma cacciare il suo amico per averti mancato di rispetto...questo a parer mio...

Cara Selene...vivere insieme vuol dire, secondo me, adattarsi l'un l'altro e che entrambi cerchino di soddisfare le esigenze dell'altro...è un connubio..è un compromesso per alcune cose...è rispetto...è adattamento, ma per amore...solo per amore...è rinunciare ad alcune nostre abitudini...ma entrambi devono farlo...altrimenti è solo entrare l'uno nella vita già programmata dell'altro...e non sarebbe giusto...

Concordo con Angels...se ne hai la possibilità...prova per ora ad andare a vivere da sola...la libertà...non ha prezzo...te lo dico per esperienza diretta...

Un abbraccio...

11

Saturday, November 20th 2010, 12:55pm

Sono sposato da 25 anni...la convivenza come nel matrimonio, deve basarsi sul rispetto e asulla fiducia reciproga e no deve dare luogo ad atteggizmenti che possano ledere la sensibilità della coppia...nella vita in due sono fondamentali i compromessi...in questo modo ci si avvicina...altrimenti si spege tutto...peer qualsiasi cosa parlastevi e risolvete...

A quanto si rinuncia per amore...a moltissimo, ma questo è sempre in fuinzione del rispetto che si porta all'altro/a e se si ama...occorre esser liberi di abitare in due...

un abbraccio!

12

Saturday, November 20th 2010, 5:39pm

Vi ringrazio per le risposte!!! :love:
Anche secondo me la scelta migliore sarebbe che io vivessi da sola per un po', ma purtroppo è un problema economico ad impedirmelo: non potrei mantenermi completamente da sola, ho bisogno di dividere le spese con qualcuno, che sia il mio ragazzo o una coinquilina, peccato che scegliere una coinquilina significherebbe dire al mio lui che preferisco vivere con una sconosciuta che convivere con lui, il che sarebbe un messaggio molto "forte" che sono indecisa se è il caso di dare o meno (anche perchè non è vero che preferisco vivere con una sconosciuta, ma ci sarei costretta se non siamo proprio pronti a convivere).

Mi sento sollevata all'idea che non sembri così banale il problema... vedo che è capitato ad altre o comunque non mi dite di adattarmi/sopportare un altro modo di divertirsi! Per me alla fine il problema che non ci permette di capirci è che a me da fastidio la maleducazione mentre a lui sembra che sia normale (e "caratteriale" perciò non ci può fare niente) comportarsi così (nel suo gruppo di amici certe cose non sono considerate maleducate ma buffe e quasi affettuose!).
Però so anche che (e non era così ovvio per me fino a qualche mese fa!) non sarebbe giusto assecondarlo ancora, perchè io poi finirei per ingastrirmi e scoppiare.
Quello che posso migliorare io è essere più decisa con lui: di solito mi venivano gli attacchi di panico a discutere pesantemente perciò evitavo volontariamente, ora che sto guardendo dall'ansia e non mi capita più di essere bloccata da un attacco, ho iniziato a impuntarmi su certe cose... ma il mio problema rimane il fatto che sono troppo "filosofica": ho sempre il dubbio di quanto dovrei essere IO ad andare incontro a lui (visto che deve essere di entrambi la fatica e il compromesso e non si può chiedere solo all'altro!!!), e quanto posso veramente pretendere che certe cose siano come dico io... e quando uno si mette troppi dubbi rimane sempre un po' fregato :P (mi viene alla fine da andargli più incontro io, perchè mi sentirei troppo in difetto a rimanere irremovibile, e ho sempre mille dubbi :dash: sul non aver fatto abbastanza per andare anch'io incontro a lui!!!).

E' vero però che devo fare il possibile per ottenere qualche risposta (che senza "domanda irremovibile" lui non mi ha dato... abbiamo alla fine entrambi aggirato l'ostacolo! Lui per fare come gli pareva, io per non subire attacchi ansiosi per la paura di perderlo e per la sensazione di essere in difetto). Dovrei dare tempo al tempo, per sapere se lui mi verrà incontro, ma alla fine questa benedetta decisione di convivere con lui o con la coinquilina devo prenderla entro troppo poco tempo...

Cmq, grazie ancora per le vostre risposte... mi sento meno in colpa (sempre per il dubbio di non aver fatto abbastanza io) e intanto cerco di farmi un'idea per questa benedetta decisione.

Ricambio gli abbracci! :friends:

Angel25

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13

Saturday, November 20th 2010, 5:46pm

E' una cosa bella quando una persona che ci tiene continua a pensare se ha fatto abbastanza ma ora deve pensare anche lui a te .
Tieni la tua dignità e aspetta a vedere anche la sua re/azione.
:hi:

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