Io i dettagli li ho voluti sapere, tutti, fino all'ultimo, ancora, ancora, ancora.E nel farmeli raccontare, misto al mio dolore, c'era anche la gioia crudele nel vedere le sue lacrime,la sua disperazione,l'imbarazzo.Raccontava e nel suo racconto sviliva quello che aveva fatto, sviliva lei,se stesso edio "sentivo" che era giusto,dopo che ero stata io ad essere stata svilita, dileggiata,tradita.Questa è stata la mia -davvero magra-consolazione: che non mi ha fatto bene e non mi ha ripagato di nulla.A distanza di un anno e mezzo, non so se sia stato un bene voler sapere così tanto:quella donna a lungo è stata fra di noi, più di quanto lui stesso ce l'avesse messa, molto più diquanto fosse giusto e salutare.Era nei miei sogni,nei miei incubi, nelle mie parole e nelle mie lacrime.Da qualche tempo sta -finalmente-iniziando a uscirne.Anche se non posso dimenticare.