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kimberly

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16

mercoledì, 06 ottobre 2010, 23:32

Non non riuscito ad evolvermi in tutto: ho accettato la possibilità di aver trovato la persona giusta, ma non ho accettato la sua doppia vita: oltre ad essere la mia ragazza è la mamma del bambino del suo ex.
Pensateci un attimo. Non vi sembra di vedere che tra loro c'è ancora un legame? Che hanno condiviso l'aspetto più magico e misterioso dell'essere umano?



Sei tu che non capisci.Lei non ha una doppia vita,il figlio fa parte della sua vita ed è il dono piu' grande che questa abbia mai potuto ricevere! E' ben diversa la cosa da come la descrivi tu! Si spera che tra i due genitori,uniti o separati che siano, ci sia ancora un legame per il bene del proprio figlio!
Quello che loro hanno condiviso è passato ma il figlio è presente ed è da aprezzare che vogliano mantenere un legame per il bene del figlio,ma a me sembra che propriamente la presenza di un figlio che tu sembri dimenticarti!
Sapevi che aveva un figlio,cosa ci stavi insieme a fare? Tanto per divertirti un po' o per prenderla un po' in giro e poi ti ci sei affezionato? Non ho mica capito io.
Non ti vergogni? COn tutte le ragazze che ci sono in giro ,devi metterti a giocare con una donna sola con un bambino?
Gli animi si scaldano quando si intravede la possibilità di giocare con i sentimenti altrui,in particolare quando ci sono di mezzo le donne e i loro bambini.

Licurgo

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17

giovedì, 07 ottobre 2010, 00:14

il bimbo non l'ho mai conosciuto




ma non è un pò una risposta che taglia la testa al toro? Secondo me questo bambino lo hai trasformato in un concetto che hai riempito delle tue paure e preoccupazioni. Eppure questo bambino è una persona, che può essere persino bella da conoscere, ma non lo saprai mai finchè non ti relazioni un minimo con lui.
totus tuus

viaggio all'inferno e ritorno.
una testimonianza di conversione.

http://www.santissimo.it/libri/GLORIA%20…o%20Patrizi.pdf

RobyMax1

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18

giovedì, 07 ottobre 2010, 10:33

Non non riuscito ad evolvermi in tutto: ho accettato la possibilità di aver trovato la persona giusta, ma non ho accettato la sua doppia vita: oltre ad essere la mia ragazza è la mamma del bambino del suo ex.
Pensateci un attimo. Non vi sembra di vedere che tra loro c'è ancora un legame? Che hanno condiviso l'aspetto più magico e misterioso dell'essere umano?



Sei tu che non capisci.Lei non ha una doppia vita,il figlio fa parte della sua vita ed è il dono piu' grande che questa abbia mai potuto ricevere! E' ben diversa la cosa da come la descrivi tu! Si spera che tra i due genitori,uniti o separati che siano, ci sia ancora un legame per il bene del proprio figlio!
Quello che loro hanno condiviso è passato ma il figlio è presente ed è da aprezzare che vogliano mantenere un legame per il bene del figlio,ma a me sembra che propriamente la presenza di un figlio che tu sembri dimenticarti!
Sapevi che aveva un figlio,cosa ci stavi insieme a fare? Tanto per divertirti un po' o per prenderla un po' in giro e poi ti ci sei affezionato? Non ho mica capito io.
Non ti vergogni? COn tutte le ragazze che ci sono in giro ,devi metterti a giocare con una donna sola con un bambino?
Gli animi si scaldano quando si intravede la possibilità di giocare con i sentimenti altrui,in particolare quando ci sono di mezzo le donne e i loro bambini.
Kimberly, apprezzo i tuoi commenti "duri" servono anche quelli, ma ti chiedo di leggere bene quello che scrivo.
I tuoi discorsi sono generici, validi per un qualsiasi RobyMax di turno che invece di descrivere la complicatezza del problema abbia detto: "Ho conosciuto una con un figlio, mi ci volevo divertire ed invece il tipetto rompe..."

Come ho detto più volte, all'inizio non lo consideravo un problema, o almeno non un problema irrisolvibile.
Anzi, ho apprezzato l'idea di conoscere una ragazza diversa (Stefany, mi hai fatto pensare molto, sai?) che non ha l'ansia della fertilità che se ne va.
Sono stato forse sprovveduto, ma davanti ad una situazione totalmente nuova per me. Purtroppo, solo dopo è uscito questo aspetto.
Col senno di poi ho forse capito anche il perché: abbiamo fatto un errore, e questa volta mi metto dalla parte di chi consiglia. Abbiamo vissuto per lungo tempo una relazione a 2, perché era giusto stabilizzare tra noi le cose, capire di che tipo di storia si trattasse prima di tirare in ballo la bimba (sì, la chiamo generalmente al maschile ma è una bambina!).
Ed invece io ho separato le cose, ho come assopito l'idea che lei avesse un altro ruolo.
Kim, non generalizzare e non utilizzare luoghi comuni.
Una volta forse sarei stato molto più "bastardo" ed avrei pensato solo al divertimento. Ma da qualche anno non è più così.
Ti chiedo quindi di elevare le tue considerazioni al caso particolare che ho proposto, con le sue sfaccettature e sfumature, dato che considero la tua valutazione importante, dato che hai avuto un'esperienza
di vita che potrebbe rappresentare il complementare della mia.

RobyMax1

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19

giovedì, 07 ottobre 2010, 10:37

Ciao Roby,
l'unica cosa che posso dirti è che un bambino ha bisogno di un rapporto di amore incondizionato, non di una fredda accettazione e tantomeno essere oggetto di rancore o essere considerato un ostacolo alla felicità e alla realizzazione di coppia.
Per cui, senza colpevolizzazioni varie, quello che mi sento di dirti è che se non te la senti e non ami entrambi forse è meglio che tu e lei prendiate due strade diverse.
C'è chi si sentirebbe di vivere questa condizione e chi non se la sente, su questo non c'è nulla di male e non credo neanche che questo faccia di te un immaturo...peggio sarebbe stato se, senza tanti pensieri, tu avessi intrapreso una storia con lei e con il bambino e poi, rinsavito dai primi entusiasmi, te ne fossi pentito. Sei ancora in tempo per fare una valutazione su quello che vuoi e che senti visto che il bambino non è stato ancora messo in mezzo.

Per il resto sono d'accordo con Stefany.
Nemes, hai centrato il punto. Il significato di "vita a metà" come ho scritto prima è proprio questo.
Posso accettare forse l'idea, adattarmi. Ma se non riesco a regalare ad entrambi "un rapporto di amore incondizionato"
ma solo "fredda accettazione" farei loro solo del male.
Ma come faccio a sapere se ci riesco senza illuderla?

stefany

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20

giovedì, 07 ottobre 2010, 11:28

cìao roby, mì fa pìacere se tì ho aìutato a rìflettere, ma ora mì sorge un dubbìo, avete ìnstaurato una relazìone a due come dìcì, che per me per ì prìmì tempì va benìssìmo, perche non sì puo' ìntrodurre una persona nella vìta della proprìa fìglìa se neanche noì la conoscìamo bene, e sìamo sìcurì dì quello che provìamo,ma vìsto che come faì capìre la relazìone dura da un po' ,ìo pensavo ìl contrarìo,leì non tì ha maì parlato della fìglìa, dì quello che fa, dì cosa dìce ecc ecc???....come sì fa a stare ìnsìeme a una persona con fìglì e dìmenìcarsì quasì che questa ne ha,ìo sara' che ne parlo a tuttì, amìcì,conoscfentì e se avessì un compagno da varìo tempo , che frequento,che sento telefonìcamente,non potrebbe proprìo scordarsì che sono mamma.......allora o leì ha tenuto fuorì del tutto la f'ìglìa, anche daì vostrì dìscorsì, o tu non lì haì volutì sentìre, haì voluto far fìnta dì nulla, non capìsco.....

poì una'ltra domanda, leì sa deì tuoì dubbì, delle tue paure? avete maì parlato, affrontato ìl dìscorso ìn tutto questo tempo, almeno teorìcamente, non so da come scrìvì mì da l'ìdea dì una coppìa che e' andata avantì senza maì parlare della bambìna, come non cì fosse, e questo sarebbe l'errore veramnte pìu grande da parte dì entrambì....

watanabe

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21

giovedì, 07 ottobre 2010, 11:37

Ciao,
ti dico la mia.
Convivo con una donna divorziata con un figlio di tredici anni.
La conosco da sempre ed era la moglie di un mio caro amico.
Immagina che casino.
I problemi che tu sollevi sono giustificati, ti capisco, ma ti dico anche che se di fronte a te hai la persona giusta, che abbia o non abbia un figlio non costituisce alcuna discriminante.
Noi abbiamo dovuto affrontare un percorso molto impervio, ma la certezza di essere fatti l'una per l'altro ci ha aiutato a superare tutto.
Quindi io ti direi di valutare essenzialmente qual'e' il tipo di rapporto che esiste tra di voi, prima di riconoscere in suo figlio un ostacolo alla vostra storia.
Considera anche che il suo ex nonche' padre della bimba e' una figura fondamentale per cui non ti mettere in testa strane idee, una madre sa benissimo come gestire questo tipo di rapporti:tu sei il suo uomo questo deve contare per te.
A presto.

Nemes

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22

giovedì, 07 ottobre 2010, 13:22

Citato

Ma come faccio a sapere se ci riesco senza illuderla?
Il modo migliore per chiarire i dubbi sarebbe conoscere la bambina, ma se la cosa non andasse bene entrambe pagherebbero un caro prezzo...per cui è meglio che tu la conoscessi solo nel momento in cui ti trovassi ad essere seriamente intenzionato anche nei suoi confronti.
E' difficile risponderti però prova a fare una cosa: prova a metterti tranquillo, senza nessuna distrazione, a pensare...pensa a come potrebbe essere la tua quotidianità insieme alla tua compagna e a sua figlia, i primi tempi, dopo qualche mese e dopo qualche anno...lascia scorrerela tua emotività e prova a vedere cosa senti. Prova poi, allo stesso modo, ad immaginare la quotidianità senza la tua compagna, come se dal giorno dopo aveste deciso di non sentirvi e vedervi più e anche in questo caso prova a sentirti.
Chissà che lasciando parlare il cuore, riesci a trovare le risposte che cerchi, riesci a capire che cosa vuoi davvero e se puoi accettare questa bambina con il cuore, bambina che ora è una parte fondamentale di ciò che è la tua compagna.

Per il resto mi associo alla domanda di Stefany, lei come e quanto ti parla della figlia?
E ti sei fatto un'immagine della bambina, di come potrebbe essere? Solo se per te questa bambina diventa una personcina e non più un concetto ostacolante puoi davvero renderti conto se ti senti o meno di assumerti questa responsabilità....a mio parere fino ad ora non sei andato oltre al vederla come il simbolo di qualcosa che non ti piace e non come una bimba in carne ed ossa da conoscere ed accudire.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

cl

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23

giovedì, 07 ottobre 2010, 18:16

Per il resto sono d'accordo con Stefany. Nemes, hai centrato il punto. Il significato di "vita a metà" come ho scritto prima è proprio questo.
Posso accettare forse l'idea, adattarmi. Ma se non riesco a regalare ad entrambi "un rapporto di amore incondizionato"
ma solo "fredda accettazione" farei loro solo del male.
Ma come faccio a sapere se ci riesco senza illuderla?

in questo vedo in te una grande maturità ma sopratutto la maturita di voler valutare attentamente prima di creare disagio e sopratutto sofferenza .... per sapere come fare per non illuderla è importante se ti chiedi questa donna la ami davvero e cosa saresti disposto a fare per lei .... se la perdessi resteresti male ? ti mancherebbe ?

kimberly

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24

giovedì, 07 ottobre 2010, 20:10

Ed invece io ho separato le cose, ho come assopito l'idea che lei avesse un altro ruolo.
Kim, non generalizzare e non utilizzare luoghi comuni.
Una volta forse sarei stato molto più "bastardo" ed avrei pensato solo al divertimento. Ma da qualche anno non è più così.
Ti chiedo quindi di elevare le tue considerazioni al caso particolare che ho proposto, con le sue sfaccettature e sfumature, dato che considero la tua valutazione importante, dato che hai avuto un'esperienza
di vita che potrebbe rappresentare il complementare della mia.[/quote
ti ho posto delle domande anche perchè alla fine non ci si conosce e sentendo solo un lato della campana è difficile comunque sia avere un'idea concreta,anche per questo si tende a generalizzare ma a me fai venire la pelle d'oca quando leggo te scrivere che la tua compagna vive una vita parallela perchè ha un bambino e che all'inizio non ti preoccupava l'idea che avesse un figlio come se per te non esistesse.Io penso che sia difficile adattarsi a un bambino per la persona che non aveva figli propri prima dell'incontro con l'attuale partner e penso che le cose sarebbero diverse se entrambi aveste figli nati da precedenti matrimoni o legami.
Sarebbe una situazioni alla pari,si avrebbero vissute situazioni analoghe e per mia espereienza famigliare le persone non si adattano ai figli del proprio compagno per gelosie morbose e per il fatto che non esiste alcun legame di paternità o maternità con questi bambini o figli.I figli pensano che i nuovi compagni dei genitori non sono i propri genitori,indi per cui li considerano estranei,indi per cui non accettano rimproveri e problemi legati alla convivenza con l'estraneo.A sua volta il partner del genitore ha una gelosia morbosa nei confronti dei suoi figli e crea scompigli famigliari:discussioni legate alla convivenza, economiche e affettive. Tutto cio' nasce dalla convivenza forzata di estranei ( figli e partner del genitore ),gelosia da parte dei partner che scaturiscono la grande maggioranza dei problemi e dalla ribellione dei bambini o adolescenti nei confronti di persone estranee che si piazzano in casa propria.

kimberly

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25

giovedì, 07 ottobre 2010, 20:11

ti ho posto delle domande anche perchè alla fine non ci si conosce e sentendo solo un lato della campana è difficile comunque sia avere un'idea concreta,anche per questo si tende a generalizzare ma a me fai venire la pelle d'oca quando leggo te scrivere che la tua compagna vive una vita parallela perchè ha un bambino e che all'inizio non ti preoccupava l'idea che avesse un figlio come se per te non esistesse.Io penso che sia difficile adattarsi a un bambino per la persona che non aveva figli propri prima dell'incontro con l'attuale partner e penso che le cose sarebbero diverse se entrambi aveste figli nati da precedenti matrimoni o legami.
Sarebbe una situazioni alla pari,si avrebbero vissute situazioni analoghe e per mia espereienza famigliare le persone non si adattano ai figli del proprio compagno per gelosie morbose e per il fatto che non esiste alcun legame di paternità o maternità con questi bambini o figli.I figli pensano che i nuovi compagni dei genitori non sono i propri genitori,indi per cui li considerano estranei,indi per cui non accettano rimproveri e problemi legati alla convivenza con l'estraneo.A sua volta il partner del genitore ha una gelosia morbosa nei confronti dei suoi figli e crea scompigli famigliari:discussioni legate alla convivenza, economiche e affettive. Tutto cio' nasce dalla convivenza forzata di estranei ( figli e partner del genitore ),gelosia da parte dei partner che scaturiscono la grande maggioranza dei problemi e dalla ribellione dei bambini o adolescenti nei confronti di persone estranee che si piazzano in casa propria.

RobyMax1

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26

sabato, 09 ottobre 2010, 14:32

Cosa fare

Ho letto con attenzione i vostri punti di vista.
Ci sono stati numerosi spunti che mi hanno fatto riflettere...ma la mia confusione è ancora tanta.
In questo caos, però, sono riuscito a vedere qualcosa di chiaro. Cosa voglio veramente.
Non posso tornare indietro nel tempo, ne cancellare dalla sua testa e dal suo cuore (e sì, sono finito non so come proprio lì) la mia immagine.
Con questa consapevolezza, vorrei che lei e la sua bambina possano stare bene, il prima possibile ed il più a lungo possibile.

Se ci fosse stata speranza per me di cambiare sarei stato un attore importante in questo. Ma sembra che non abbia nei miei geni questa capacità.
Posso solo andare via, allora. Dicendole che non sono la persona per lei perché non la amo più. Una bugia immensa, quanto il sentimento che provo per lei.

RobyMax1

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27

sabato, 09 ottobre 2010, 14:34

Per il resto sono d'accordo con Stefany. Nemes, hai centrato il punto. Il significato di "vita a metà" come ho scritto prima è proprio questo.
Posso accettare forse l'idea, adattarmi. Ma se non riesco a regalare ad entrambi "un rapporto di amore incondizionato"
ma solo "fredda accettazione" farei loro solo del male.
Ma come faccio a sapere se ci riesco senza illuderla?

in questo vedo in te una grande maturità ma sopratutto la maturita di voler valutare attentamente prima di creare disagio e sopratutto sofferenza .... per sapere come fare per non illuderla è importante se ti chiedi questa donna la ami davvero e cosa saresti disposto a fare per lei .... se la perdessi resteresti male ? ti mancherebbe ?
Per la prima volta nella mia vita, io sto male se so che non è felice.
Non ho molta scelta...

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28

sabato, 09 ottobre 2010, 14:38

Posso solo andare via, allora. Dicendole che non sono la persona per lei perché non la amo più. Una bugia immensa, quanto il sentimento che provo per lei.


Anche la bugia ha la propria dignità, e forse è un peccato oltraggiarla.

Amare una persona (nel mio mondo) significa desiderare di prendersi cura di lei e del suo mondo.

Il mondo della donna che hai incontrato prevede come centralissima sua figlia.

Applica la proprietà transitiva e prova a concludere : la ami (lei e il SUO mondo, e desideri averne cura) O...semplicemente ti piace lei ?

Il secondo caso....non è amore. E saper dire "ti lascio perdere perchè non ti ho mai amata", per me, non è una bugìa, bensì solo la verità. Modesta e umana verità.
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

cl

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29

sabato, 09 ottobre 2010, 15:27

Citato da "RobyMax1" Posso solo andare via, allora. Dicendole che non sono la persona per lei perché non la amo più. Una bugia immensa, quanto il sentimento che provo per lei.

forse solo lei puo decidere se tu sei la persona adatta a lei spetta a lei decidere non a te ... forse non la ami davvero e non è a leiu che dici una bugia ma la stai dicendo a te stesso .... il sentimento che provi per lei non puo essere immenso altrimenti non la lasceresti mai ... anzi se tu l amassi davvero non te li faresti tutti questi problemi .... una bambina è una cosa meravigliosa ... i bambini sono la cosa piu bella del mondo .... se amassi lei l amore per questa piccola nascerebbe spontaneo perchè è parte di lei .... forse semplicemente non è cosi forse non l ami abbastanza ....
Il secondo caso....non è amore. E saper dire "ti lascio perdere perchè non ti ho mai amata", per me, non è una bugìa, bensì solo la verità. Modesta e umana verità.

perle di verita approvo in pieno

Nemes

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30

sabato, 09 ottobre 2010, 16:02

Non possiamo sapere il sentimento che lui prova per lei, nè se sia naturale conseguenza che amando lei, ami anche tutto ciò che fa parte di lei... O almeno, sarebbe la conseguenza più sensata, ma quando si entra nella sfera delle emozioni, dei sentimenti, di sensato e predeterminato c'è poco.

Quello che però è vero è che nel momento in cui si arriva ad una relazione di coppia con basi solide, allora il sentimento da solo è necessario ma arriva fino ad un certo punto...intervengono due mondi complessi (due persone) che diventano un mondo solo e tutti quei fattori è devono intersecarsi, o per lo meno arrivare a un compromesso. In questo caso in più si ha un terzo piccolo mondo con i suoi diritti di bambina e le sue esigenze, di cui bisogna tener conto e che dev'essere posto in primo piano.
Lui ha fatto proprio questo, ha posto da un lato il grande amore per la donna che gli sta accanto, dall'altra ciò che non si riece ad intersecare... Io trovo un gesto di grande amore e grande responsabilità quello di lasciare andare la sua donna e la bambina per la loro strada, per preservarle da qualcosa che lui sa non riuscire ad accettare come dovrebbe. Certo la scelta ha una componente di egoismo, ma è un sano egoismo perchè i sentimenti non si possono accendere a priori, e se lui questo sentimento di accettazione non lo prova non c'è niente da fare.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

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