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Fammi capire.
Se parli di copioni:
1) Hai letto qualcosa di berne.
2) Sei andata da un transazionalista
in caso di 2) se un transazionalista non si accorge che il suo paziente sta recitando copioni con lui nella parte di genitore normativo/autoritario (cosa che succede spessissimo), e soprattutto non sa disinnescarli, hai beccato il solito psyco AT "da CEPU".
This post has been edited 1 times, last edit by "WildChild" (Dec 6th 2011, 1:20pm)
Ognuno ha il suo stile. Non sono tutti così.Riprendo un argomento di cui avevo iniziato a parlare in un altro thread dove sarebbe stato OT
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Fammi capire.
Se parli di copioni:
1) Hai letto qualcosa di berne.
2) Sei andata da un transazionalista
in caso di 2) se un transazionalista non si accorge che il suo paziente sta recitando copioni con lui nella parte di genitore normativo/autoritario (cosa che succede spessissimo), e soprattutto non sa disinnescarli, hai beccato il solito psyco AT "da CEPU".
Era un cognitivista. Il termine copione l'ho usato solo perchè mi sembrava adatto, di Berne ho letto solo A che gioco giochiamo?
Un'altro aspetto che mi ha segnata di quella terapia è stato l'impatto iniziale.
Da allora per me la prima seduta è diventata uno scoglio e come tale me la vivrò la prossima volta che intraprenderò una psicoterapia. Il motivo è che già la domanda: "Per quale motivo si è rivolta a me?" mi crea ansia perchè, non avendo una diagnosi che mi permetta di dire giusto i disturbi di cui soffro, non mi rimane altro che descrivere i sintomi e questo mi mette in difficoltà. Mi sento come se dovessi trovare le parole per descrivere tante cose tutte insieme e non riesco a trovarne di adatte per sintetizzare e fornire un quadro completo e soprattutto lucido.
Mi ero preparata comunque un discorsetto che comprendeva la breve descrizione dell'ansia , del disagio legato ai giudizi degli altri che condiziona negativamente i rapporti umani e del rapporto coi miei genitori che ha influito negativamente sulla mia personalità.
Dopo aver detto tutto questo, facendomi forza perchè non è stato facile, mi sentivo molto agitata e lo psicologo continuava a guardarmi in silezio, come se s'aspettasse che proseguissi il discorso e allora gli detto :- "Non so più cosa dire, mi faccia qualche domanda lei se vuole" e lui mi fa:- "Ha problemi della sfera sessuale?".
Sono rimasta così male che gli ho risposto d'istinto di no proprio per respingere quella domanda che non mi aspettavo e che mi ha messo a disagio. Ho avuto dei comportamenti autodistruttivi legati al sesso, ma è un argomento talmente difficile e doloroso che certo non mi sentivo di esporlo alla prima seduta e avrei aspettato che si creasse un rapporto di fiducia per parlarne.
Ma si svolgono sempre così le prime sedute? Da giovane sono stata seguita da una psicoterapeuta in un consultorio, ma lì era tutto molto informale e spontaneo, non ho avuto di questi problemi e certo non mi aspettavo che sarebbe stato ancora tutto così rose e viole, ma quell'atmosfera formale, quello sguardo che ti squadra senza parlare, il dover dire tutto io e la paura di non farcela e l'aspettativa di domande da cui debba difendermi, non so se avrò la forza di reggerlo ancora.
Scusate la lungaggine.
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
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Il che denota una mancanza di sensibilità notevole quando si è in privato, dove la prima necessità non è portarsi avanti con la terapia, ma istaurare un rapporto di fiducia
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