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cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

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Saturday, May 22nd 2010, 4:59pm

parlare a noi stessi ad alta voce

L'ho sempre fatto ma mai con così convinzione e con l'intento vero di superare l'ennesima crisi depressiva che era iniziata il 5 5, anche se all'inizio era rabbia e poi delusione.

Durante le pause brevi di pianto (iniziate ieri) ;( oggi ho cercato di ricordarmi ciò che mi diceva Flavia, la mia psicoterapeuta (oggi ho bisogno di dire mia) e me lo sono ripetuta, come se mi parlasse lei e poi ho continuato, usando parole mie.
Così ho smesso del tutto di piangere e ora scorgo il sole tra le nuvole.
Mi scrivo ciò che mi sono detta, era circa così.

Tramite Flavia

Ricordati la Francesca positiva.
Ricordati tutto quello che hai affrontato di bello: servizio civile, la pubblicazione del libro, il corso di narrazione teatrale dal tema finestre.
Ricordati delle finestre, della canzone della finestra.
Sei riuscita ad affrontare cose brutte, traumi... ce la fai anche ora, perchè sei forte, lo so.
Ho sentito il tuo abbraccio il giorno dell'ultima seduta: non mi scorderò ciò che mi hai dato, come regali e come affetto.
Non potevo affezionarmi a te, ma un po' mi sono affezionata.
Ero in prima fila allo spettacolo di narrazione teatrale.
Ce la fai Francesca, ne sono sicura.

Io parlo a me

Sì ce la fai, sei forte.
Ora lo so che hai smesso di piangere.
Ricordati della tua passione per l'arte, dell'anno del servizio civile.
Non sei sola e non dimenticarti le foto dei tuoi amici che hai messo ieri su facebook.
Giovedì chiamerei le amiche e so che ce la farai perchè, anche se ogni volta hai paura, l'importante che loro sanno che tu tieni a loro, che ti mancavano; non importa se non c'è l'altra amica, l'importante che loro sanno che gliela vuoi presentare.
Non è un problema se non pubblichi le favole con quella casa editrice, ne troverai una migliore e il tuo sogno si realizzerà come hai fatto per le poesie.
Non ti sentire in colpa per aver lasciato il corso di narrazione teatrale di quest'anno... l'hai detto anche tu ieri: le cose devono far star bene.
Se non ti va più di vedere quell'amica, neanche per questo devi sentirti in colpa: se avevi bisogno di parlare con lei e ora no e non ti trovi più bene con lei, non è un male.
L'importante è che, se ci torni, sai che lei non può mai essere la sostituta di Flavia.
Poi ti ricordi ciò che ti diceva Flavia?
Le risposte non le ha lei o nessun altro.
Le risposte le hai tu!
Non dimenticarlo Francesca: le risposte le hai tu!
Sei forte Francesca!
Ce la fai, lo so che ce la fai...

Dopo tutto questo monologo ho "magicamente" smesso di piangere.... :thumbsup:
E' stato magnifico parlarmi con così tanta convinzione... :blush: :love: :rolleyes:

Provate anche voi! :friends:
A me ha funzionato! ^^

cambi24

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2

Friday, August 6th 2010, 7:59pm

Anche oggi ho usato questo metodo e, insieme ad altri, ha funzionato.
Ho iniziato ad stare male questa mattina dopo un brutto sogno che però subito mi aveva fatto bene.
Mi sono chiesta: perchè stai male? non capisco...
E mi sono risposta, parlando del sogno.
Poi ho raccontato di quello che ho provato al lavoro, dell'ansia di fare abbastanza.
Sono stata male anche oggi pomeriggio: tutto mi crollava addosso, tutto era troppo e troppo poco.
Ho parlato anche di questo, facendo finta di essere in una seduta o comunque parlavo a me stessa.
Pian piano ho iniziato ad essere più tranquilla.
Dopo ho pensato di fare un bagno... l'acqua era fredda a causa di un guasto alla caldaia, ma il freddo mi ha fatto ridere, schiariree le idee.
Ho detto a mia madre la causa dell'ansia di oggi (sogno) e lei non ha commentato (come sempre ;( ) però dirlo a qualcuno, oltre che a me stessa, mi ha fatto sentire più leggera e sono riuscita a ridere sopra a questo: un sogno mi può distruggere? 8| ?( :roftl:

Insomma, grazie a quattro motivi, anche oggi sto meglio


:thumbsup: :pump: :prrr: :D

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Monday, October 4th 2010, 8:19pm

Oggi ho pianto per un'ora di fila di sicuro ma non riuscivo poi a continuare a "fare le cose normalmente" (a proposito della discussione il muro del pianto nella sezione guarigione) perciò ho iniziato a fare finta di parlare a Flavia e poi sono tornata alla realtà e ho iniziato a parlare solo a me stessa.
Mentre mi parlavo piangevo ancora e non riuscivo a smettere ma ho continuato fino a che non ci sono state solo le parole e basta.
Ormai mi fa effetto solo questa tecnica quando sto malissimo: scrivere qui non riesco, scrivere il diario no, parlare con qualcuno non posso perchè non ho nessuno e ai miei genitori do fastidio quando sto male.
Prima mi sono raccontata gli aventi scatenanti della mia crisi, ho pensato a come mi sono sentita e ho usato aggettivi, poi ho pensato alle mie risorse e a cosa potevo fare per non stare male.
Funziona!
Vi racconto anche a voi per rielaborare di nuovo tutto e vedere se mi torna da piangere o no.
Ho iniziato a stare male perchè:
- ho presentato il mio libro di poesie per la 5° volta e mi sono agitata lo stesso all'inizio
- ho detto una frase "brutta" a un'amica (vedi discussione parlare di se stessi significa essere egocentrici? nella sezione riflettiamo insieme, post n. 46)
- mi manca già essere "sul palco" o comunque avere davanti un pubblico per presentare il libro (quindi ho paura di essere egocentrica)
- non riesco di nuovo a pensare che i miei sogni abbiano senso
- non riesco a fare le cose per me stessa ma li devo fare per qualcuno, con qualcuno (vedi discussione ossessione di condividere nella sezione ansia)

Per tutti questi motivi mi sono sentita inutile, sola, egocentrica... e poi non ricordo che aggettivi mi ero detta.
Le mie risorse sono la creatività, le idee, la voglia di fare, di scoprire.
Le cose che posso fare sono pensare che:

- al pubblico è piaciuta la presentazione (perchè ha applaudito e ha fatto 4 domande - un record per le poesie, e in generale, visto che la gente si vergogna di fare le domande) e che, anche se mi sono agitata, almeno ero spontaea
- visto che ho mandato una mail all'amica, capirà che non era mia intenzione offenderla
- forse non so egocentrica, è che ho pochissima autostima e ricevere applausi me l'aumenta... devo solo imparare ad applaudirmi da sola, credendo in me
- i miei sogni / o idee hanno un senso e mi aiuteranno a scoprire cose nuove di me e per ora li faccio per me (unire le poesie per fare un testo di canzone mi aiuterà a crearne delle altre e a scoprire magari messaggi nascosti, fare altre presentazioni power point con poesie e immagini mi aiuterà a non "dimenticarmi" di vecchie poesie e a fare qualcasa di bello per me, fare disegni astratti mi servirà per creare decorazioni per le cornici.........)
- non è un male voler condividere ma se nessuno è disposto a fare quello che voglio fare io, non posos aspettare che qualcuno arrivi, visto che io sono già pronta

Scusate questo sfogo, però mi è servito perchè anche adesso non ho pianto. :thumbsup:
La voglia c'è, ma c'è più voglia di fare. :)

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Saturday, February 19th 2011, 4:03pm

dal sito riza

Ascolta solo te stesso

16 FEB 11 - La comunicazione con se stessi è la più importante; ascoltare la propria voce interiore ci dà a forza di non subire passivamente le opinioni dominanti

La comunicazione può renderci soli?

Nel corso della vita capita di sentirsi inadeguati quando il nostro stile di vita o il nostro modo di vedere la realtà (e di comunicarlo) non sono approvati da coloro che ci circondano. Esistono tante situazioni sociali che agiscono da moltiplicatore di questo senso di disagio e forme di comunicazione che spingono verso l'adeguamento nei confronti delle convinzioni altrui: «Ma dai, la pensiamo tutti così... Sei l'unico a dire queste cose... Se la pensi così non ti lamentare se poi rimarrai solo».

Aderire in modo acritico è sempre sbagliato

In questi casi il mondo può sembrare ostile e disposto a isolarci, sentiamo su di noi una forte pressione per aderire a modelli e schemi di condotta e comunicazione condivisi. La tentazione di adeguarci è forte: perché no? Tutto sommato, eviteremmo insicurezza e ansia. E allora perché sentiamo montare dentro di noi un forte disagio? Il malessere che proviamo, in realtà, è sintomo di qualcosa che dentro di noi non accetta di aderire a quello che la ragione vorrebbe imporci, cioè adeguarsi. Così, ci sentiamo contraddittori...

La nostra strada è la più importante

Attenzione: questo disagio, questa contraddizione non è un segnale di fragilità interna, ma di forza. Contrariamente a quello che si ritiene di solito, la contraddizione è una caratteristica della psiche umana e una fonte di trasformazione interiore. È una forza che abita dentro di noi e ci spinge in avanti, verso l'autorealizzazione. Se l'accettiamo, la nostra energia interiore si farà strada e prenderà forma con la giusta domanda: che cosa può farmi il mondo? E con la giusta risposta: nulla, perché non abbiamo paura. Alcuni potranno forse ridere di noi ma alla lunga la nostra indifferenza li farà dubitare del loro potere e quindi ci lasceranno andare per la nostra strada.

Più spazio alla voce interiore

Non mostriamo mai di temere l'opinione della gente, ma nemmeno la nostra. Non inchiniamoci di fronte a convenzioni che ci appiattiscono ma usiamo correttamente la capacità di comunicazione di cui disponiamo per affermare la nostra autonomia. Soprattutto, approfittiamo dell'occasione per guardarci dentro. Nella profondità del nostro essere, infatti, abbiamo tutto ciò che occorre per essere pienamente armonici e in sintonia con noi stessi e i nostri pensieri.

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Friday, March 11th 2011, 3:33pm

Anche ieri ho avuto un attacco d'ansia cominciato a causa del fatto che sono troppo grassa per entrare in una giacca che mi piaceva.
Poi mi sono agitata perchè non sapevo come aiutare psicologicamernte un amico in crisi a causa del lavoro.
Infine perchè nella sveglia digitale che ho comprato non si vedono bene i numeri.

In tutti i 3 casi il motivo era "non sono adatta, sbaglio sempre"

Quando me ne sono resa conto, mi sono detta che ho capito che il motivo era quello, ma non posso sempre sentirmi sbalgiata o inadeguata.
Per le giacche troppo strette per me, mi impegnerò a continuare la dieta come sto facendo, per i consigli all'amico, dirò ciò che mi sento... perchè in fondo, sono un'amica, non una psicologa, per la sveglia, non importa: per vedere i numeri la inclino.

Insomma, anche questa volta, è bastato parlare a me stessa, ascoltarmi, perdonarmi, e tornarmi ad amare (nel senso di autostima).