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robymaru

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1

Saturday, February 4th 2012, 10:09am

Vorrei condividere la mia situazione con voi... si tratta di depressione?

Buongiorno a tutti,
sono nuova di questo forum... ma credo che confrontarmi con altre persone che, più o meno, si trovano nella mia stessa situazione potrebbe farmi bene...
Allora ho 25 anni e penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...
Sono fidanzata da più di un anno ed adoro il mio ragazzo.. ho un lavoro e sto finalmente finendo l'università (laurea in psicologia)... ma ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.
non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne... io sono timida, o meglio non so se posso definirmi proprio così, ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).
il mio ragazzo fa di tutto per aiutarmi, o almeno ci prova, ma io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno, anche di persone che in realtà so che sono molto di più prive di significato di me...
Non riesco a capire in cosa consiste la vita... una continua lotta con se stessi??? una continua ricerca di felicità??
io credo che, pur essendo una ragazza molto disponibile (a livello di amicizie), non sono mai riuscita a creare nulla di solido.. questa cosa mi fa molto molto male... non so come superare questa brutta situazione in cui mi ritrovo..
osservandomi con la ragione mi rendo conto che non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...
spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire... non ho avuto una bellissima esperienza familiare, i miei si sono separati quando io avevo 8 anni, inizialmente mi sembrava tutto ok lo stesso, ma inizio a viverla male adesso, che sono + grande... non so più cosa pensare..

Un saluto a tutti

cicci

Utente Attivo

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Location: Bari

Occupation: Studentessa

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2

Saturday, February 4th 2012, 12:49pm

Cara non sai quanto ti capisco...mi sembri il mio specchio riflesso. Io ho 22 anni,non ho un ragazzo,non l'ho mai avuto,tutto questo mi brucia. Le amicizie sono una continua delusione...pur non mancandomi niente mi sembra che mi manchi tutto. Io non ho fatto nessuna visita psicologica,ma da quello che ho letto credo che sia una piccola forma di depressione....ora non so con certezza però penso sia così. A volte non voglio ammetterlo a me stessa,perchè sono stata sempre critica nei confronti di questo problema,non lo accettavo. Poi mi sono resa conto che stavo così,dunque mi sono iscritta al forum. Se ti può consolare non sei l'unica,io ho spesso anche idee suicide ma la soluzione che ho trovato è parlarne,così che mi possano impedire di fare una cosa così. Io non sono contro il suicidio,però ho visto la rabbia che rimane nelle persone che ami quando fai un gesto del genere e non vorrei lasciarli così......

The Heart

Cuore che batte per la vita

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Location: Roma

Occupation: Studente psicologia

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3

Saturday, February 4th 2012, 3:40pm

Buongiorno a tutti,
sono nuova di questo forum... ma credo che confrontarmi con altre persone che, più o meno, si trovano nella mia stessa situazione potrebbe farmi bene...
Allora ho 25 anni e penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...
Sono fidanzata da più di un anno ed adoro il mio ragazzo.. ho un lavoro e sto finalmente finendo l'università (laurea in psicologia)... ma ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.
non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne... io sono timida, o meglio non so se posso definirmi proprio così, ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).
il mio ragazzo fa di tutto per aiutarmi, o almeno ci prova, ma io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno, anche di persone che in realtà so che sono molto di più prive di significato di me...
Non riesco a capire in cosa consiste la vita... una continua lotta con se stessi??? una continua ricerca di felicità??
io credo che, pur essendo una ragazza molto disponibile (a livello di amicizie), non sono mai riuscita a creare nulla di solido.. questa cosa mi fa molto molto male... non so come superare questa brutta situazione in cui mi ritrovo..
osservandomi con la ragione mi rendo conto che non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...
spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire... non ho avuto una bellissima esperienza familiare, i miei si sono separati quando io avevo 8 anni, inizialmente mi sembrava tutto ok lo stesso, ma inizio a viverla male adesso, che sono + grande... non so più cosa pensare..

Un saluto a tutti


Ciao,
azzardo la risposta secca: sì, si tratta di depressione.
E' normale che la depressione non vada via con il semplice pensiero positivo, ricordandosi che esteriormente non ci manca nulla, con il successo nel lavoro e neanche con l'aiuto di un ragazzo amorevole e protettivo.
La depressione è come una malattia: ci vuole il medico (psichiatra ed eventualmente psicologo) e in diversi casi anche le medicine (gli psicofarmaci). Le altre persone difficilmente possono aiutarti, in quanto si è rotto qualcosa dentro di te ed hai bisogno di ripristinare il tuo equilibrio naturale.
Un abbraccio,
Fabri
Si vede bene solo con il cuore: l'essenziale è invisibile agli occhi

Hallomarc

Per vivere ogni tanto bisogna dar ragione al diavolo

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Location: Milano

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4

Saturday, February 4th 2012, 4:11pm

Cara Robymaru

Come si fa a dire via internet se c'è una depressione? Non ci riesce un medico e figuriamoci io che medico non sono!

Tuttavia, sulla base della mia esperienza di ex depresso, ti posso dire i "parametri fisiologici" che sono la prima cosa che lo psichiatra controlla.

Umore distonico, cioè basso. Quindi sei semrpe cupa e triste, senza sorriso, senza allegria.
Anedonìa = mancanza di piacere. Cioé quel che hai sempre fatto non ti piace più
Sesso, non se ne fa più o quasi.
Astenia = senso di debolezza fisica, impressione di non aver le forze per fare
Sonno disturbato, instabile o con risveglio precoce al mattino (è possibile anche l'ipersonnia)
Sentirsi peggio la mattina e un po' meglio la sera (è possibile anche l'esatto contario).

Vedi tu, ma a me sembra più che tu stia vivendo una crisi esistenziale, di quelle che fanno parte della vita. Cose come vocazione, motivazioni, nuovi bisogni che non hai ancora compreso, abitudini logore che ti porti dietro.
La deprex a volte torna, ma mi trova preparato.

PierangeloLopopolo

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Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

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5

Saturday, February 4th 2012, 7:40pm

RE: Vorrei condividere la mia situazione con voi... si tratta di depressione?

Buongiorno a tutti,
sono nuova di questo forum... ma credo che confrontarmi con altre persone che, più o meno, si trovano nella mia stessa situazione potrebbe farmi bene...
Allora ho 25 anni e penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...
Sono fidanzata da più di un anno ed adoro il mio ragazzo.. ho un lavoro e sto finalmente finendo l'università (laurea in psicologia)... ma ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.
non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne... io sono timida, o meglio non so se posso definirmi proprio così, ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).
il mio ragazzo fa di tutto per aiutarmi, o almeno ci prova, ma io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno, anche di persone che in realtà so che sono molto di più prive di significato di me...
Non riesco a capire in cosa consiste la vita... una continua lotta con se stessi??? una continua ricerca di felicità??
io credo che, pur essendo una ragazza molto disponibile (a livello di amicizie), non sono mai riuscita a creare nulla di solido.. questa cosa mi fa molto molto male... non so come superare questa brutta situazione in cui mi ritrovo..
osservandomi con la ragione mi rendo conto che non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...
spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire... non ho avuto una bellissima esperienza familiare, i miei si sono separati quando io avevo 8 anni, inizialmente mi sembrava tutto ok lo stesso, ma inizio a viverla male adesso, che sono + grande... non so più cosa pensare..

Un saluto a tutti

Ricominciare tutto da zero....è probabile che questa istanza sia quella che davvero preme dentro di te, possibilmente senza trascurare di capire bene il percorso fatto sin qui e quanto hai messo assieme, che ora, molto probabilmente non per insano spirito e sguardo ( la ipotetica diagnosi di depressione potrebbe invalidare ed affossare questo tuo pensiero, che ora pur con fatica mostri di accogliere e prendere sul serio, tutt‘altro che insano o strano o esageratamente cupo), ti appare, senti inconsistente. Affidare al creare una famiglia il compito di darti il tuo e di riedificare da zero è ipotesi, che tanto potrebbe apparirti facile e a pronto uso, quanto in realtà potrebbe rivelarsi illusoria.....se da dentro di te ti si chiede oggi e senza rinvii di adoprarti a lavorare su di te e per te, per creare tue solide basi, di imparare a capirti creando tuo pensiero, a far scoperta attenta di ciò che sei e che vale per te, per vedere meglio anche le tue potenzialità e aspirazioni e per concepire alla fine il tuo futuro in coerenza con te e con ciò che vuoi e ameresti davvero realizzare, girandola ora sul metter su famiglia ( ipotesi accreditata anche o soprattutto dal “così fan tutte o molte“) rischieresti di trascinare o complicare il problema, oltre che di spingerti in un vicolo cieco. Rischieresti di rinviare il problema, di destinarti ad averne domani percezione ancor più acuta e drammatica, di tornare a fare i conti con senso di vuoto e di impotenza, oltre che di pericolo di autoannullamento, anche maggiori rispetto al presente, quando ( per tentar la fortuna di un improbabile cambiamento favorevole, cercato tutto nelle cose e non dentro di te) ti vincolassi, quando ti ritrovassi ad esempio alle prese con un figlio, cui badare e dare. La crisi bussa in te con insistenza oggi e credo opportunamente per invitarti, anzi per spingerti dall'interno a creare e a darti oggi quello che non c'è e che non hai, tuo e non fittizio o preso in prestito, per gettare basi solide per il tuo futuro, per avere lucida consapevolezza del tuo progetto. Questo significa prenderti cura di te, casomai con l’aiuto di chi sappia accompagnarti in questa scoperta e crescita. Nulla a che vedere col metter sopra al tuo sentire attuale una etichetta diagnostica o medicine, che ti allontananerebbero da te stessa e creerebbero muro, di diffidenza oltre che di disimpegno, piuttosto che vicinanza e dialogo con te stessa, di cui hai profonda necessità. Ciao, Pierangelo Lopopolo

elair

Pilastro del Forum

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6

Saturday, February 4th 2012, 8:00pm

penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...

ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.


in che momenti si acutizzano questi stati? cosa avviene subito prima, cosa subito dopo? ad esempio: cos'è accaduto nei 30 minuti prima che scrivessi queste parole?
anche se ci sembrano improvvisi e ingiustificati, come saprai, questi sentimenti negativi in realtà hanno sempre un evento che li precede e li scatena ( può essere un discorso sentito, un film visto in tv etc)...

non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne



ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).

io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno


quindi è come se per te le relazioni rappresentassero un modo per comprendere il tuo valore... certamente rispecchiarsi continuamente negli altri è sintomo di bassa autostima (che a sua volta può essere uno dei sintomi della depressione), ma al di là delle etichette: perchè temi che TUTTO QUELLO CHE DICI potrebbe essere una sciocchezza? cosa pensi ti manchi per essere "come gli altri"? ma soprattutto... emm... gli altri dicono sempre cose "giuste" o intelligenti?
on riesco a capire in cosa consiste la vita


qui possiamo dare libero sfogo alla nostra creatività! è una bella cosa, non trovi? ognuno dà alla vita il significato che vuole, e questo è buono, almeno hai sempre tante alternative per rivalutarla. per te in cosa consiste?

non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...


certo, una parte di te ti dice "ma di che ti lamenti?" (una parte un po' più severa), l'altra vorrebbe comprensione.... in effetti è positivo riconoscere vantaggi e svantaggi di ciò che abbiamo, ma non per questo devi farti una colpa per avere dei bisogni e/o desideri insoddisfatti (come quello di volerti inserire più concretamente nei rapporti con gli altri)

spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire


anche io ho spesso pensato "che bello ricominciare"; oppure "vivo ogni giorno come se fosse il primo", in realtà ho scoperto che stavo solo cercando di infangare le mie debolezze e le mie difficoltà anzichè accettarle e porvi rimedio.
Inoltre, come ti è già stato detto, non è creandoti una famiglia che colmi questo vuoto, anzi, se non approfondisci il tuo rapporto con te stessa rischi di creare solo un'altra fonte di "valutazione della tua inadeguatezza" (finendo col sentirti "una cattiva madre, una cattiva moglie..." etc).
Cambierò il mondo...ve lo prometto...

robymaru

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7

Monday, February 6th 2012, 8:29pm

Ciao Cicci

Sinceramente io non ho mai pensato al suicidio... per fortuna... non mi sembra la giusta via per superare una situazione scomoda... e penso non dovresti pensarci nemmeno tu.. siamo giovani.. e comunque abbiamo un'intera vita davanti che ci permette di poter creare qualcosa di bello in futuro.. ammazzarsi serve a poco...
per il resto io non ho paura di ammettere che ho un problema e credo che andrò presto a parlarne con uno psicologo e magari cercare di trovare una soluzione.. non posso stare bene due giorni e poi puff... di nuovo nelle lacrime.. non va bene così ed ho paura di allontanare anche il mio ragazzo (che comunque al momento fa di tutto per starmi vicino.. )...

Cara non sai quanto ti capisco...mi sembri il mio specchio riflesso. Io ho 22 anni,non ho un ragazzo,non l'ho mai avuto,tutto questo mi brucia. Le amicizie sono una continua delusione...pur non mancandomi niente mi sembra che mi manchi tutto. Io non ho fatto nessuna visita psicologica,ma da quello che ho letto credo che sia una piccola forma di depressione....ora non so con certezza però penso sia così. A volte non voglio ammetterlo a me stessa,perchè sono stata sempre critica nei confronti di questo problema,non lo accettavo. Poi mi sono resa conto che stavo così,dunque mi sono iscritta al forum. Se ti può consolare non sei l'unica,io ho spesso anche idee suicide ma la soluzione che ho trovato è parlarne,così che mi possano impedire di fare una cosa così. Io non sono contro il suicidio,però ho visto la rabbia che rimane nelle persone che ami quando fai un gesto del genere e non vorrei lasciarli così......

robymaru

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8

Monday, February 6th 2012, 8:32pm

Buongiorno a tutti,
sono nuova di questo forum... ma credo che confrontarmi con altre persone che, più o meno, si trovano nella mia stessa situazione potrebbe farmi bene...
Allora ho 25 anni e penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...
Sono fidanzata da più di un anno ed adoro il mio ragazzo.. ho un lavoro e sto finalmente finendo l'università (laurea in psicologia)... ma ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.
non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne... io sono timida, o meglio non so se posso definirmi proprio così, ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).
il mio ragazzo fa di tutto per aiutarmi, o almeno ci prova, ma io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno, anche di persone che in realtà so che sono molto di più prive di significato di me...
Non riesco a capire in cosa consiste la vita... una continua lotta con se stessi??? una continua ricerca di felicità??
io credo che, pur essendo una ragazza molto disponibile (a livello di amicizie), non sono mai riuscita a creare nulla di solido.. questa cosa mi fa molto molto male... non so come superare questa brutta situazione in cui mi ritrovo..
osservandomi con la ragione mi rendo conto che non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...
spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire... non ho avuto una bellissima esperienza familiare, i miei si sono separati quando io avevo 8 anni, inizialmente mi sembrava tutto ok lo stesso, ma inizio a viverla male adesso, che sono + grande... non so più cosa pensare..

Un saluto a tutti


Ciao,
azzardo la risposta secca: sì, si tratta di depressione.
E' normale che la depressione non vada via con il semplice pensiero positivo, ricordandosi che esteriormente non ci manca nulla, con il successo nel lavoro e neanche con l'aiuto di un ragazzo amorevole e protettivo.
La depressione è come una malattia: ci vuole il medico (psichiatra ed eventualmente psicologo) e in diversi casi anche le medicine (gli psicofarmaci). Le altre persone difficilmente possono aiutarti, in quanto si è rotto qualcosa dentro di te ed hai bisogno di ripristinare il tuo equilibrio naturale.
Un abbraccio,
Fabri
ci sto proprio pensando di andare da uno psicologo.. penso di averne bisogno e poi ormai mi sto convincendo che c'è qualcosa che non va in me.. gli psicofarmaci no però.. non sono a livelli così esagerati... ho paura dei farmaci..

robymaru

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9

Monday, February 6th 2012, 8:39pm

Ciao Hallomarc

Come si fa a dire via internet se c'è una depressione? Non ci riesce un medico e figuriamoci io che medico non sono!

Tuttavia, sulla base della mia esperienza di ex depresso, ti posso dire i "parametri fisiologici" che sono la prima cosa che lo psichiatra controlla.

Umore distonico, cioè basso. Quindi sei semrpe cupa e triste, senza sorriso, senza allegria.
Anedonìa = mancanza di piacere. Cioé quel che hai sempre fatto non ti piace più
Sesso, non se ne fa più o quasi.
Astenia = senso di debolezza fisica, impressione di non aver le forze per fare
Sonno disturbato, instabile o con risveglio precoce al mattino (è possibile anche l'ipersonnia)
Sentirsi peggio la mattina e un po' meglio la sera (è possibile anche l'esatto contario).

Vedi tu, ma a me sembra più che tu stia vivendo una crisi esistenziale, di quelle che fanno parte della vita. Cose come vocazione, motivazioni, nuovi bisogni che non hai ancora compreso, abitudini logore che ti porti dietro.
per questo mi domando se si possa parlare realmente di depressione...
il mio umore non è sempre cupo.. mi capita, una volta sola a casa, la sera, di rattristarmi un pò e pensare... chiudermi nel mio guscio... pensare alla mia storia familiare, pensare alla mia storia lavorativa, pensare a quella amorosa e quella delle amicizie... (che, beh, ci soffro parecchio.. )..
per quanto riguarda l'aver piacere nel fare le cose ce l'ho e sto bene anche con il mio ragazzo...
debolezze fisiche.. più che altro non voglia di fare le cose.. perchè "mi secco" ( frase ricorrente durante le mie giornate), se poi però faccio qualcosa so che mi diverto nel farla.. ed è il + delle volte così..
il sonno è perfetto...
di solito sto peggio la sera, perchè comunque durante il giorno ho la mente parecchio impegnata a lavoro...
anche a me sembra + come dici tu una crisi esistenziale... non riesco a trovare dei punti fermi (anche se in realtà li possiedo: fdanzato, lavoro stabile, mi sto per laureare.. )
Per questo non riesco a capirmi...

robymaru

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10

Monday, February 6th 2012, 8:43pm

Ciao Pierangelo

Buongiorno a tutti,
sono nuova di questo forum... ma credo che confrontarmi con altre persone che, più o meno, si trovano nella mia stessa situazione potrebbe farmi bene...
Allora ho 25 anni e penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...
Sono fidanzata da più di un anno ed adoro il mio ragazzo.. ho un lavoro e sto finalmente finendo l'università (laurea in psicologia)... ma ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.
non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne... io sono timida, o meglio non so se posso definirmi proprio così, ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).
il mio ragazzo fa di tutto per aiutarmi, o almeno ci prova, ma io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno, anche di persone che in realtà so che sono molto di più prive di significato di me...
Non riesco a capire in cosa consiste la vita... una continua lotta con se stessi??? una continua ricerca di felicità??
io credo che, pur essendo una ragazza molto disponibile (a livello di amicizie), non sono mai riuscita a creare nulla di solido.. questa cosa mi fa molto molto male... non so come superare questa brutta situazione in cui mi ritrovo..
osservandomi con la ragione mi rendo conto che non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...
spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire... non ho avuto una bellissima esperienza familiare, i miei si sono separati quando io avevo 8 anni, inizialmente mi sembrava tutto ok lo stesso, ma inizio a viverla male adesso, che sono + grande... non so più cosa pensare..

Un saluto a tutti

Ricominciare tutto da zero....è probabile che questa istanza sia quella che davvero preme dentro di te, possibilmente senza trascurare di capire bene il percorso fatto sin qui e quanto hai messo assieme, che ora, molto probabilmente non per insano spirito e sguardo ( la ipotetica diagnosi di depressione potrebbe invalidare ed affossare questo tuo pensiero, che ora pur con fatica mostri di accogliere e prendere sul serio, tutt‘altro che insano o strano o esageratamente cupo), ti appare, senti inconsistente. Affidare al creare una famiglia il compito di darti il tuo e di riedificare da zero è ipotesi, che tanto potrebbe apparirti facile e a pronto uso, quanto in realtà potrebbe rivelarsi illusoria.....se da dentro di te ti si chiede oggi e senza rinvii di adoprarti a lavorare su di te e per te, per creare tue solide basi, di imparare a capirti creando tuo pensiero, a far scoperta attenta di ciò che sei e che vale per te, per vedere meglio anche le tue potenzialità e aspirazioni e per concepire alla fine il tuo futuro in coerenza con te e con ciò che vuoi e ameresti davvero realizzare, girandola ora sul metter su famiglia ( ipotesi accreditata anche o soprattutto dal “così fan tutte o molte“) rischieresti di trascinare o complicare il problema, oltre che di spingerti in un vicolo cieco. Rischieresti di rinviare il problema, di destinarti ad averne domani percezione ancor più acuta e drammatica, di tornare a fare i conti con senso di vuoto e di impotenza, oltre che di pericolo di autoannullamento, anche maggiori rispetto al presente, quando ( per tentar la fortuna di un improbabile cambiamento favorevole, cercato tutto nelle cose e non dentro di te) ti vincolassi, quando ti ritrovassi ad esempio alle prese con un figlio, cui badare e dare. La crisi bussa in te con insistenza oggi e credo opportunamente per invitarti, anzi per spingerti dall'interno a creare e a darti oggi quello che non c'è e che non hai, tuo e non fittizio o preso in prestito, per gettare basi solide per il tuo futuro, per avere lucida consapevolezza del tuo progetto. Questo significa prenderti cura di te, casomai con l’aiuto di chi sappia accompagnarti in questa scoperta e crescita. Nulla a che vedere col metter sopra al tuo sentire attuale una etichetta diagnostica o medicine, che ti allontananerebbero da te stessa e creerebbero muro, di diffidenza oltre che di disimpegno, piuttosto che vicinanza e dialogo con te stessa, di cui hai profonda necessità. Ciao, Pierangelo Lopopolo
penso proprio tu abbia ragione... devo prima risolvere il problema con me stessa piuttosto che cercare di rifugiarmi in qualcosa di nuovo... ad esempio una famiglia... (comunque resta sempre una cosa molto lontana al momento)... io ho bisogno di trovare un pò di serenità e pace all'nterno di me stessa.. ma non è semplice, x questo credo comunque di avere bisogno di uno specialista.. sicuramente molto più capace di me..
vedremo.. intanto mi laureo .. una psicologa che si fa psicoanalizzare.. bene..

robymaru

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11

Monday, February 6th 2012, 10:16pm

Ciao

penso di avere tutto dalla vita, ma c'è qualcosa che non va...

ho un senso di vuoto tremendo.. mi sento sola, spesso mi ritrovo a piangermi addosso.


in che momenti si acutizzano questi stati? cosa avviene subito prima, cosa subito dopo? ad esempio: cos'è accaduto nei 30 minuti prima che scrivessi queste parole?
anche se ci sembrano improvvisi e ingiustificati, come saprai, questi sentimenti negativi in realtà hanno sempre un evento che li precede e li scatena ( può essere un discorso sentito, un film visto in tv etc)...

non riesco a socializzare con le persone (sia estranee che persone che conosco già da molto). mi sento proprio inferiore a tutti, vivo un senso di insicurezza perenne



ho proprio un blocco nel parlare, nell'esprimermi, nel mettermi al centro dell'attenzione (forse per paura di essere giudicata, per capire x l'ennesima volta che valgo poco e che tutto quello che dico potrebbe essere semplicemente una sciocchezza).

io mi sento sempre "meno" di tutti quelli che ho intorno


quindi è come se per te le relazioni rappresentassero un modo per comprendere il tuo valore... certamente rispecchiarsi continuamente negli altri è sintomo di bassa autostima (che a sua volta può essere uno dei sintomi della depressione), ma al di là delle etichette: perchè temi che TUTTO QUELLO CHE DICI potrebbe essere una sciocchezza? cosa pensi ti manchi per essere "come gli altri"? ma soprattutto... emm... gli altri dicono sempre cose "giuste" o intelligenti?
on riesco a capire in cosa consiste la vita


qui possiamo dare libero sfogo alla nostra creatività! è una bella cosa, non trovi? ognuno dà alla vita il significato che vuole, e questo è buono, almeno hai sempre tante alternative per rivalutarla. per te in cosa consiste?

non mi posso lamentare assolutamente di quello che ho...
ma se non ragiono ho questo vuoto incolmabile...


certo, una parte di te ti dice "ma di che ti lamenti?" (una parte un po' più severa), l'altra vorrebbe comprensione.... in effetti è positivo riconoscere vantaggi e svantaggi di ciò che abbiamo, ma non per questo devi farti una colpa per avere dei bisogni e/o desideri insoddisfatti (come quello di volerti inserire più concretamente nei rapporti con gli altri)

spero che arriverà presto il momento in cui mi creerò una mia famiglia, ricominciare tutto da zero, ripartire


anche io ho spesso pensato "che bello ricominciare"; oppure "vivo ogni giorno come se fosse il primo", in realtà ho scoperto che stavo solo cercando di infangare le mie debolezze e le mie difficoltà anzichè accettarle e porvi rimedio.
Inoltre, come ti è già stato detto, non è creandoti una famiglia che colmi questo vuoto, anzi, se non approfondisci il tuo rapporto con te stessa rischi di creare solo un'altra fonte di "valutazione della tua inadeguatezza" (finendo col sentirti "una cattiva madre, una cattiva moglie..." etc).
Uffa.. avevo risposto e poi si è cancellato per sbaglio tutto prima dell'invio.. beh sicuramente avete ragione che rifugiarsi in qualcosa per scappare da se stessi non è il massimo.. e non lo farò ( kmq non è ancora il momento, non siamo economicamente indipendetni tutti e due e ci sono alcune priorità prima.. ).
per quanto riguarda il modo in cui si presentano queste crisi.. non riesco a darmi una spiegazione, parli di qualcosa che potrebbe far partire un pensiero negativo.. io non riesco a trovarla.. mi capita di ridere e all'improvviso piangere così.. senza un perchè. e da quel pianto poi far partire tutti i miei pensieri (problemi a lavoro, familiari, di amicizia..). metto sulle mie spalle problemi che sicuramente non sono miei..
per quanto riguarda il socializzare mi capita di chiudermi con alcune determinate persone, con altre sono ok, oppure a momenti.. per esempio le persone troppo socievoli mi inibiscono un pò.. io purtroppo non riesco a "impicciarmi" degli affari degli altri.. se mi trovo con una persona nuova (anche se serve a fare conoscenza) io non riesco a chiedere cose personali (che lavoro fai??? che scuola hai fatto?? fidanzato/a??).. cioè mi sembra come se fossi un'intrusa nella vita di un altro, non so spiegarmi bene... e quindi se mi trovo in gruppo ascolto, ascolto moltissimo ma non partecipo e mi fa tanta rabbia.. ma non riesco.. oltre al fatto che penso di poter dire qualche sciocchezza ed essere attaccata, non ho un carattere molto forte..
kmq mi sa che la soluzione è quella di rivolgermi a uno psicologo che mi dia una "dritta".. che mi faccia capire come fare x sbloccarmi..
incrocio le dita..

PierangeloLopopolo

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12

Saturday, February 11th 2012, 8:29pm

RE: Ciao Pierangelo


penso proprio tu abbia ragione... devo prima risolvere il problema con me stessa piuttosto che cercare di rifugiarmi in qualcosa di nuovo... ad esempio una famiglia... (comunque resta sempre una cosa molto lontana al momento)... io ho bisogno di trovare un pò di serenità e pace all'nterno di me stessa.. ma non è semplice, x questo credo comunque di avere bisogno di uno specialista.. sicuramente molto più capace di me..
vedremo.. intanto mi laureo .. una psicologa che si fa psicoanalizzare.. bene
"Una psicologa che si fa psicoanalizzare" fa una scelta saggia, soprattutto se, a prescindere dal fatto di essere psicologa, sceglie di lavorare su se stessa per riconosciuta necessità e desiderio di rapporto nuovo con se stessa. Quando il proprio sentire dice e il resto di sè non si capacita di ciò che dice e anzi lo teme, la frattura interna e l'incomunicabilità con parte viva di se stessi possono diventare intollerabili. Aver studiato e saputo di teorie varie sulla psiche nulla ha a che fare col capire se stessi. Se vuoi capire davvero l'interiorità, il senso delle vicende e vicissitudini interiori, il significato del sentire, la sua affidabilità e capacità propositiva, il linguaggio e la capacità formatrice di pensiero( non ragionato e spiantato, ma riflessivo e vivo) dei sogni, la via maetra è l'incontro e il dialogo con la tua interiorità, col tuo profondo. Impari a scoprire l'unicità di ogni esperienza e momento interiore, il modo in cui prende forma nella dialettica interiore, lasciando che tutto interiormente si esprima liberamente, un percorso di avvicinamento a se stessi, di chiarimento e di presa di coscienza, di vera trasformazione. Serve imparare a non far guerra a nulla di ciò che vive interiormente, serve imparare a rispettare il sentire, serve acquisire la capacità riflessiva, che non è commento e spiegazione, ragionamento più o meno fine su vissuti ed esperienze interne, ma è capacità di lasciarli dire, di ascoltarli, di vedere di questo vivo di se stessi riflessivamente, come allo specchio, il volto originale e l'intima proposta. Anni fa scrissi qualcosa a proposito di ciò che, secondo me, è fondamentale per lo psicoterapeuta, verso se stesso come individuo e poi e soprattutto tenendo conto della responsabilità che si assume con l'altro. Lo scrissi in un forum simile a questo, dove c'era stato chi chiedeva cosa servisse allo psicologo o allo psicoterapeuta per svolgere il suo "mestiere", quali basi di sapere, quale bagaglio filosofico. Ti ripropongo quello scritto, che chissà, potrebbe darti stimoli o spunti. Ciao
<<Chiedi quali siano le basi sufficienti per esercitare il "mestiere" di psicoterapeuta? L'unico strumento di cui lo psicoterapeuta non dovrebbe essere
privo è la capacità riflessiva. Se non ha capacità di rapportarsi a se
stesso, se non sa accogliere e raccogliere i suoi vissuti
ed ascoltarli, lo psicoterapeuta è sospeso nel vuoto. Se non sa da un
lato lasciarsi prendere, investire, coinvolgere pienamente
(nel proprio spazio intimo) dalla spinta interiore,
dall'emozione, dal sentire e dall'altro non sa prendere distanza
per vedersi riflessivamente, per vedere come dentro uno specchio ciò che gli
appartiene, per riconoscere cosa di sè gli si rivela nell’esperienza,
cosa ha preso forma, lo psicologo o psicoterapeuta vaga nel nulla o
procede pericolosamente. Manca infatti dello strumento fondamentale per scoprire cosa di volta in volta gli
accade, per orientarsi, per capire l'esperienza e la dialettica
interiore. Rimane adeso inconsapevolmente a ciò che si muove in lui, non lo
vede, non lo comprende.Crede all'argomentazione più superficiale, alla
logica di superficie o si stordisce con le sue parole e con i suoi
ragionamenti. Rimane nascosto a se stesso. Non ha occasione di capirsi , di ferirsi anche, di
vedere ciò che ( diverso e inaspettato) può risultargli doloroso o scomodo
vedere, non ha capacità di trasformarsi e di far crescere se stesso, di
fare dell'umano più vera e profonda esperienza e conoscenza. Dicevo che vaga
nel nulla pericolosamente. Sì, perchè, oltre a non fare nulla di utile per se stesso,
nella relazione con l'altro è possibile che faccia disastri e senza
arrivare a rendersene conto, per giunta. Vittima ad esempio della necessità
di meritare l'approvazione e la considerazione, il consenso dell'altro, di
provarsi e di dar prova di essere all'altezza del "ruolo", capace, bravo nel
verso della capacità di spiegare tutto,
di risolvere i problemi , lo psicoterapeuta rischia ( oltre che di non vedere la
propria speculare dipendenza ) di condurre o di confermare l'altro nella
dipendenza dalla sua autorità e capacità di risposta. Rischia di
incoraggiare l'altro alla passività e, come fa con se stesso, all'impiego
passivo di formule e di risposte pronte. Può indurre
l'altro a non ascoltarsi pazientemente e attentamente, a non concedersi
all'incontro e al dialogo con la propria interiorità, con ciò che da dentro
gli si propone, all'inizio oscuro, non nitido. Può incoraggiare o dar
manforte alla tendenza già presente nell'altro a mettere a tacere l'evento
interiore, specie se doloroso e imbarazzante. Sono disastri veri e propri ,
perchè costituiscono impedimento alla scoperta di sè. Lo psicoterapeuta può
riconsegnare l'altro alla cosiddetta "normalità", a un'idea di sè che profondamente non
gli corrisponde, può mantenerlo nell'ignoranza delle sue risorse interiori,
dei suoi più originali orientamenti, della sua capacità più profonda, del
suo progetto...Parli di bagaglio filosofico. Serve un bagaglio
filosofico allo psicoterapeuta? Parlo a partire dalla mia
esperienza di analista e con riferimento all'esperienza analitica. Ogni
esperienza analitica produce, crea il suo sapere. Non serve sapere già e
prima. E' il lavoro analitico a generare tutto. Ogni individuo nel suo
percorso analitico è intento a un discorso tutto da scoprire . Lo
psicoterapeuta, l'analista deve possedere la capacità di dialogo con
l'esperienza interiore e la capacità riflessiva di cui dicevo prima.
L'analista, quanto più si è cercato e ha esercitato nel rapporto con se
stesso la capacità di apertura e di dialogo , di ricerca, tanto più può
rivolgersi utilmente all'altro per sostenerne con rispetto, con pazienza e
con fiducia il viaggio di ricerca dentro se stesso. Se lo psicoterapeuta, se l'analista è
solo imbottito di teorie e di sapere dato e preso in prestito tenderà
soltanto a ripetere ciò che ha appreso, a girarlo sull'esperienza che
incontra. Discepolo sciocco di qualche maestro, non importa se
autorevolissimo e famoso, si limiterà a ripeterne il pensiero in una forma
imbalsamata e stantia. Non prenderà su di sè il compito e il peso di portare avanti
da sè la ricerca , di misurarsi col diverso, imprevedibile, col nuovo che
perennemente si dà dentro se stesso e dentro l'altro. Non consegnerà
all'altro analogo compito e non coltiverà analoga capacità verso se
stesso.>>
Pierangelo Lopopolo


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Hallomarc

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13

Saturday, February 11th 2012, 9:25pm

Robymaru

il quadro che delinei è abbastanza positivo. Non da persona depressa.
Tra l'altro scrivi che non pensi al suicidio, che è invece la cosa più caratteristica della depressione.

Mettiamola così: ora stai conducendo un certo percorso interiore che non sai dove sboccherà. Ma sei in cammino.

E' un po' come il serpente, che deve cambiar pelle per crescere.
La deprex a volte torna, ma mi trova preparato.