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papaveroviola

portiere di notte

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1

mercoledì, 19 gennaio 2011, 14:08

un fiore che cresce in un vaso rotto

Salve a tutti.
Qualche giorno fa mi sono iscritta a questo forum perché, dopo una ricerca su internet, mi ha stupito il trovare la descrizione di uno stato d'animo molto simile al mio. Scrivere mi ha fatto bene, del resto scrivere è sempre stata la mia arma migliore contro i miei mostri, quindi provo a farlo di nuovo, qui, ora. Non tanto perché cerchi delle risposte o dei suggerimenti (che sono comunque graditissimi), ma per poter esternare il caos che porto dentro in un luogo in cui so che posso essere capita.

Credo di aver sempre avuto in me il seme della depressione. Fin da piccola esasperavo le piccole sofferenze e alimentavo i quotidiani e ingiustificati sensi di colpa. Ero e sono una persona sveglia, ma non mi sentivo quasi mai all'altezza delle situazioni: quella che gli altri consideravano eccellenza per me era mediocrità. Tendenzialmente però riuscivo a gestire la mia negatività e a condurre un'esistenza normale, tutto sommato serena.
Ma da sei mesi a questa parte mi sono capitate delle cose brutte. Tante. In serie. Come una pioggia continua hanno annaffiato quel seme e ora la pianta è grande, robusta e io non so come estirparla.

Passo le mie giornate fisicamente immobile, incapace di agire, investendo tutte le mie energie a immaginare situazioni che non ho modo, né forza di affrontare. Mangio se mi ricordo e ne ho voglia, fumo troppe sigarette e bevo perché questo a volte mi dà l'illusione di sentire la mente libera. Ho vicino molte persone che mi vogliono bene, mi dico "sei fortunata", ma in realtà vivo nel terrore di deluderle ogni giorno di più. E non so se mi spaventa di più il fatto che la mia maschera si sgretoli davanti a loro o il fatto che nessuno riesca a vedere l'ombra che vive dietro quella prigione.

Vorrei uscire, correre, urlare, rotolarmi nell'erba e invece riesco solo ad avvolgermi nella coperta e a spremere qualche lacrima, giusto per non rischiare di annegare.
Sto cercando di rincollare i pezzi di me, ma sono troppi, non ho la colla e neanche più un'immagine di quello che dovrei rimontare.
La settimana che è appena passata è stata la peggiore. Le fantasie suicide si sono fatte pericolosamente concrete. Ho avuto paura di me. Quelle fantasie mi hanno portata qui.

Questo è quanto, o almeno una sua piccola parte.
Ringrazio chi ha avuto tempo di leggere queste righe.
Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita,
ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della
persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere
.
(M. Proust)

on the road

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2

mercoledì, 19 gennaio 2011, 14:57

anch'io sono frantumata in mille cocci e alcuni si sono conficcati nella pelle, fanno male. Le persone vicine ci sorreggono, ci danno amore e hanno bisogno di noi, anche se non tutti possono capire il dolore che brucia..è meglio sentirlo quel dolore, è da lì che bisogna ripartire per quanto possa sembrare assurdo. Il rischio vero è congelarsi e non sentire niente.
La fatica di parlare con qcn del nostro dolore è la bussola, la forza di ascoltare le parole vere e disinteressate è la strada.
Non vale la pena gettarsi nel nulla per paura di soffrire troppo e so quanto è grande il desiderio. :( Lasciati un pò cullare dalla vita, abbi pazienza e piangi.
Troverai prima o poi un sorriso sincero

Marinella

...La Gabbianella In Volo...

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3

mercoledì, 19 gennaio 2011, 15:16

Ciao Papaveroviola... :) Innanzi Tutto...Complimenti per il Nick e per l'Avatar e Benvenuta... :beer:

poi passo al dirti il mio parere...visto che ho passato un momento "simile" a quello che descrivi!

La cosa che mi ha colpito...e che mi ha fatto sentire -accomunata- a Te...è stato il fatto

che hai scritto che sono -sei mesi- che Ti senti in questo stato...che io definirei -apatico-

e quasi di -fermo-...visto che Ti sta capitando dopo qualche vicissitudine -strorta-...

ed è la stessa cosa che è capitata a me...gettandomi nella più totale confusione...al punto

di pensare che ci fosse qualcosa di -fisico- che non funzionasse...ma una volta scongiurato

questo...mi sono messa con calma ad analizzare...a chiedere...a cercare risposte...e piano...piano

mi sono rialzata...ma non di corsa eh! E nemmeno pensando che da un momento all'altro sarebbero

state tutte -rose e fiori-...ma prendendo la Cosa per quello che era...e accettando anche i

-limiti- che potevo...eventualmente...avere a livello reattivo e caratteriale...visto che si cambia

si affrontano cose nuove...si iniziano ad avere esigenze diverse...ma non per questo meno

Gratificanti...se si cambia in base a come si affrontano gli Eventi e li si -accetta-... :rolleyes:

Anche io sono arrivata qui cercando delle risposte e dei Confronti...e anche se non abbasso mai

la -guardia-...devo dire che le Cose sono nettamente Migliorate...proprio perché ho imparato

che fanno parte...più o meno...del Percorso di Ognuno di Noi...e si Può Reagire e Ritrovarsi... ;)

Ti mando un Sorriso... :)

:girl:
Per Arrivare all'Alba...Non C'è Altra Via che La Notte...Kahlil Gibran

Ogni Donna ha un Paio d'Ali chiuse dentro Sé...e Sogna Ancora Vette Inesplorate...
La Notte delle Fate...Enrico Ruggeri


Nanì... ♫ Nanì... ♫

papaveroviola

portiere di notte

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4

mercoledì, 19 gennaio 2011, 15:25

@on the road: il sorriso sincero che mi manca di più e il mio
@Marinella: spero proprio che sia così. Il mio "tempo di soffrire" secondo gli altri ha già superato i termini. Invece il peggio è venuto ora, ora che il dolore è diventato indistinto, subdolo e sfuggente nella sua continua persistenza.

Grazie a entrambe per le vostre parole.
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(M. Proust)

cl

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5

mercoledì, 19 gennaio 2011, 15:29

non perdere la speranza mai .... trova dentro di te quel coraggio assopito nascosto nel dolore e nella sofferenza ... trova dentro di te quella forza interiore che è andata in mille cocci ... trova il coccio del sorriso .... e poi inizia con calma e pazienza .... i fiori piu belli anche rinascono a primavera dopo un lungo inverno

winstonsmith

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6

mercoledì, 19 gennaio 2011, 15:34

Oggi per me è stata una pessima giornata... la cosa non accenna a mogliorare!! Non sono immobile fisicamente, ma mentalmente!! Svuotato di idee e di energie!! è come se stessi a guardare il mio stesso suicidio senza muovere un dito!! L'anno scorso in questo periodo, quando decisi di iscrivermi al forum, ero in uno stato d'animo peggiore... a quei tempi pensavo seriamente di farla finita, con tutto e tutti... perchè la mia paura di deludere tutti coloro che mi stavano intorno era troppo grande... poi mi sono ripreso!!... grazie all'aiuto del forum, di una psicologa (poco) e alcune persone a me care!! Adesso invece mi sento esattamente come agli inizi di quel periodo... immobile mentre aspetto che il mondo mi crolli addosso!! e forse è quello che voglio e che mi merito!!.. Chi mi conosce sa che sono una persona estremamente razionale, uno che per mestiere risolve problemi... ed anche nel mio caso saprei come fare per risollevarmi (o almeno credo...!!), ma non ho la minima voglia e la forza per farlo!! Sono vuoto!!.. o forse sono così pieno di apatia che non c'è spazio per altro!!.. Penso di avere sbagliato tutto.. penso che alla fine deluderò tutte le persone che hanno riposto la loro fiducia in me!!
Al momento mi trovo al lavoro... o forse dovrei dire nel posto in cui dovrei lavorare... è mio!!.. ma mi sento un totale estraneo anche qui.. mi guardo intorno e vedo soltanto i frantumi della mia vita, delle mie speranze... e tutti gli errori del passato!!.. Ci vedo il mio pessimo presente... Non vedo il mio futuro!!... Certo (dal punto di vista lavorativo) è un pessimo momento, ma niente che non sia già capitato in passato... però questa volta non ho voglia di lottare...
Non dormo più... già da qualche settimana...
Ho di nuovo una voglia matta di farmi del male... come al solito ho trovato dei modi creativi per farlo senza che nessuno se ne accorga.. ma è solo la prima fase!!... Sta arrivando la seconda, dei pugni al muro e (soprattutto) su di me!!... Ma dura poco... poi si passa all'uso di attrezzature varie!!... Solo che questa volta sarà più complicato!!... Ho avuto la pessima idea di confidare questo mio vizietto ad alcune persone di fiducia.. e adesso praticamente controllano ogni cosa che assomigli ad un livido con il microscopio... ed ogni volta che hanno il dubbio vedo nei loro occhi la paura e lo sdegno... e fa molto più male questo di qualunque cosa mi sia mai fatto!!...
Vorrei risollevarmi... e cambiare tutto...

papaveroviola

portiere di notte

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7

mercoledì, 19 gennaio 2011, 15:52

Hai detto che ci sei già passato e ne sei uscito.
Perché stavolta non dovrebbe andare così?

Condividere con qualcuno l'intimità dell'istinto autodistruttivo è una mossa rischiosa, perché in mani incapaci (anche se benintenzionate) può diventare un'altra arma che ti ferisce, più di tutti i coltelli che hai in casa.
Io sono convinta che alcuni dei miei amici abbiano notato il mio problema con gli alcolici. Ma nessuno dice niente e finché non sarò io a parlarne resterà nel limbo dell'inespresso, in quel pantano di pudore che è bene si arrischi ad attraversare solo chi davvero è in grado.
Tu forse vuoi qualcuno che sappia, ma che accarezzi quei lividi e quelle ferite senza giudicare e parlare, come si accarezza un bimbo che si fa male cadendo dalla bicicletta. Non è facile trovare persone così. Intanto cerca di non biasimare chi, a modo suo, si preoccupa di te.

@cl: qui sta per nevicare, spero di avere la pazienza.
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Pavély

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8

mercoledì, 19 gennaio 2011, 22:09

Mi viene in mente... perdonami... un uomo che amava bere (scriveva, tantissime volte, proprio così...).



E' Charles Bukowski.

Una volta, scrisse una poesia che io considero bellissima. (Un cuore che ride).

Te la lascio quì... in questa giornata d'inverno (a Roma arriva la Nebbia la mattina, a quanto pare).

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce, ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.
Mein Herz, halt Dich an mir fest

papaveroviola

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9

mercoledì, 19 gennaio 2011, 22:19

Mi viene in mente... perdonami... un uomo che amava bere (scriveva, tantissime volte, proprio così...).



E' Charles Bukowski.

Una volta, scrisse una poesia che io considero bellissima. (Un cuore che ride).

Te la lascio quì... in questa giornata d'inverno (a Roma arriva la Nebbia la mattina, a quanto pare).

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce, ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.
Grazie. Ho adorato bukowski e anch'io scrivo (con risultati meno pregevoli) quando bevo. Parte della trappola sta proprio in questo.
Non ricordavo la poesia che hai riportato qui. E' bellissima.
Grazie ancora.
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cl

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10

giovedì, 20 gennaio 2011, 11:38

la pazienza è una grande virtu .... nella pazienza cè la completezza cè il silenzio cè il contatto con noi stessi con le nostre paure .... l attesa che spaventa ma sappi che quando si ha pazienza e si aspetta noi smettiamo di controllare tutto di pensare di voler cambiare ..... stiamo li con noi stessi ... tu ti fai del male perchè pensi di non essere un tutt uno con il corpo .... la tua mente e il tuo corpo sono la stessa cosa se fai del male ad uno lo fai anche all altro ....

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11

sabato, 22 gennaio 2011, 18:56

Ho adorato bukowski e anch'io scrivo (con risultati meno pregevoli) quando bevo. Parte della trappola sta proprio in questo.


Nel senso che da sobri e lucidi non si sarebbero scritti pensieri così? Si è più autentici da sobri o da ubriachi?
''il depresso è un narcisista fallito''

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12

sabato, 22 gennaio 2011, 21:12

Cara Papavero, forse bevi per annebbiarti un po', non fino all'ubriachezza estrema, altrimenti non riusciresti a scrivere.Certo l'alcool è una gran risorsa immediata che placa il dolore e l'ansia, ma sai bene che poi diventerà un incubo e una malattia, perciò, se puoi, non bere. Un bicchiere ogni tanto ci sta, ma non farlo sistematicamente, gli alcoolisti soffrono molto.
Detto questo, sappi che ti capisco, ho passato tanti periodi di depressione e sempre ne sono uscita con farmaci o senza, perciò credi che se ne esce e poi si sta bene.Personalmente, ne sono uscita nei modi più disparati: o con l'antidepressivo oppure con l'innamorarmi, con la meditazione trascendentale e Osho, con lo yoga, con la ginnastica, con le gite sui monti, con lo scrivere racconti, con la religione, viaggiando, facendo un corso di dinamica mentale, andando al mare ecc. ecc.
Se ne esce, ma prendi qualche strada per uscirne.Coraggio!Il tuo avatar è molto bello e fine, complimenti!

turtle87crociato

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13

martedì, 25 gennaio 2011, 20:12

Faccio anche io il mio irritante intervento. Lo definisco irritante per il semplice fatto che probabilmente, letto in un determinato modo, potrebbe sembrare come una sana aggiunta di sale sulle ferite.

Ti dico solo che la sofferenza che tu provi, in altre forme, in altri colori, l'ho vissuta e la vivo anche io. Quindi, se non altro, immagina una specie di mare sconfinato, e la sagoma di una barchetta all'orizzonte. Pensa alla sola visione della sagoma, senza pensare ai reali dettagli della barchetta.

Due frasi del tuo intervento mi hanno spinto a scriverti questo nulla. Te le spiego, così almeno definisci meglio i lineamenti della barchetta, e non la scambi per un mostro marino. Quando dici: "quella che gli altri consideravano eccellenza per me era mediocrità". In me questo considerare le mie attività mediocri avviene sempre, ed è ancora più amaro il riscontro con le opinioni altrui. E' una cosa che avviene sempre nella mia esistenza, ed è, probabilmente, uno dei punti fondamentali del mio dolore puro.
L'altra cosa che mi ha colpito è stato scoprire come tu trovi rifugio nel bere. Anche io mi rifugio in un qualcosa che definisco illusorio come definisco il "bere". Io mi rifugio nei sogni, dormendo fino a tardi, e sperando che me ne capitino di belli.

papaveroviola

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14

mercoledì, 02 febbraio 2011, 09:11

@riccio: grazie. purtroppo il passo tra la consapevolezza della natura autodistruttiva della dipendenza e la guarigione il passo è ancora troppo lungo.
@turtle: è lo stesso posto dove mi rifugio io. Se mi innaffio prima è perché spesso invece di dormire e sognare piangerei tutta la notte.
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(M. Proust)

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15

sabato, 05 febbraio 2011, 15:58

il titolo mi ricorda qualcosa, già adesso che ci penso e non sono proprio sobria, mi ricorda il libro di un certo Maggioni "Un tesoro in vasi di coccio"