ho letto varie risposte che ti son state date, io preferisco essere completamente onesto.
io stesso ho 25 anni, e obiettivamente so che sono vecchio per studiare, perchè dal prossimo anno in poi, per colpa della società, mi giocherò qualsivoglia possibilità di partecipare ad un corso per ottenere un posto di lavoro statale (i famosi "posti sicuri", che poi sicuri un par di palle perchè hanno ulteriormente alzato l'età della pensione, quindi se mi dice bene la percepirò quando sarò polvere nel vento, but I digress), ma il problema qui non è questo.
ti parlo da persona che ha visto la morte in faccia che suicidarsi è un automatismo. soffrire significa vivere ancora, voler vivere ancora. è quando ti spegni e il tuo corpo vuole semplicemente seguire la tua anima che s'è diretta con baracca e burattini al camposanto che effettivamente vuoi morire. la società di oggi definisce pazzo chi vuole morire, ma solo perchè riconosce in tale figura chi non lo ostenta, chi appare completamente normale. la tua è semplice depressione succeduta a vari fallimenti, ma d'altronde è anche vero che i fallimenti sono nulla più che pietre miliari per noi da seguire. dai fallimenti devi solo trarre esperienza ed insegnamento. tutto il resto, il dolore, la delusione, il rimpianto, è tutta immondizia. puzza, ti fa star male, e prima o poi gli spazzini del tuo cervello arrivano a rimuoverla.
quindi, qual è il mio consiglio per te? innanzitutto fatti un lungo esame di coscienza, con la maggior calma e tranquillità possibile. metti a nudo tutto, gli errori come i successi, le sconfitte come le vittorie. in tutto questo esame troverai qualcosa per cui stimarti, e una volta iniziato, darai il via ad un circolo virtuoso che ti tirerà fuori dalla depressione. datti uno scopo. uno qualsiasi, per quanto stupido, e seguilo. fregatene di età, società, circostanze, doveri e obblighi. segui soltanto uno scopo. come ti è già stato detto, più tu pensi male di te stesso, più lo faranno gli altri. io qui per esempio t'ho visto ostentare più volte "dolore", "disperazione" e altri termini shakespeariani di tragedia. se l'avessi fatto una, massimo due volte, avrei potuto capire. è uno sfogo. ma ostentare la propria autocommiserazione senza far nulla per cambiare la situazione è semplicemente stupido, oltre che inutile. ti cito una frase da uno dei miei cartoni preferiti, Saiyuki: "Puoi decidere di morire, è una buona via di fuga. tuttavia, se tu dovessi morire, nulla cambierebbe. se invece decidessi di vivere, qualcosa potrebbe cambiare."
direi che non ho altro da aggiungere.