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Michael_s

Nuovo Utente

  • "Michael_s" ha iniziato questa discussione

Posts: 2

Activity points: 20

Data di registrazione: domenica, 16 dicembre 2018

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1

martedì, 08 gennaio 2019, 10:10

Sentirsi bloccati nella propria città, condizione e dal proprio passato.

Buongiorno a tutti e Scusate il lungo thread.
Ho 24 anni, vivo in una piccola città del Sud Italia.
Non ho nessuno con cui parlare.
Zero vita sociale e nemmeno con i miei genitori che giá si stuferanno di ascoltarmi, mi dicono che sono una lagna.
È da inizio adolescenza che sto male.
Dallo psicologo non voglio andare che ne ho visti già parecchi.

Ogni mattina mi sveglio con pensieri rivolti alle scelte sbagliate che ho fatto in passato, a ciò che mi è anche successo.
E con la preoccupazione verso il futuro.
Di non avere risorse o dei talenti per vivere una bella vita.
La paura di essere già vecchi a 24 anni.

Tiro le somme e io nella mia vita mi sento in ritardo e meno intelligente rispetto ai miei coetanei che magari si sono già laureati, hanno già un lavoro o addirittura si sposano.
Ma hanno anche un bagaglio di esperienze e delle persone a cui loro vogliono bene.
Mi sembra ieri di avere avuto 16 anni.

Nella mia vita non ho mai lavorato o fatto un viaggio, non ho mai visto Roma ad esempio essendo italiano.
Mai stato fuori dall'Italia.
In vita mia ho solo visto Puglia, Basilicata, Piemonte e Sicilia.

Non ho vita sociale da tantissimo tempo.
Già a 13 anni ho sofferto di solitudine.

Tutte le esperienze che mi sono capitate oltre a farmi chiudere con gli altri e a lasciare la scuola, mi hanno fatto vivere giornate tutt'ora monotone, chiuso in casa dove rimugino e basta.
Perché quando esco per la mia città o nel posto dove passo l'estate, alla fine mi annoio.
Si vedono sempre le stesse cose, sono solo in ogni momento, non c'è mai niente da fare.
Ogni giorno rivive il passato perchè non accade nulla di nuovo.
E sento che rivive ogni volta che vedo i soliti ambienti che mi ricordano sensazioni sgradevoli.
Soffro di depressione e fobia sociale.

La mia giornata è alzarmi dal letto, mangiare e uscire solo per andare a scuola.
Le uniche persone che vedo ogni giorno sono mia madre, mio fratello e queste persone dei corsi serali con cui non so che dire.
Non ci parlo mai, ho legato solo con una persona più grande.
A volte ho pure la paura che abbiano una brutta opinione di me. Che mi scambino per addormentato perché non parlo e rido alle sciocchezze come loro.

Nelle relazioni sociali mi sento una schiappa, quando si tratta di ridere o scherzare (che sono la base Delle relazioni) la mia faccia e la mia espressione della voce le sento monotone, senza espressione.
E pure una psicologa me lo diceva.
Molte volte provo indifferenza per gli altri, non sento nulla.
Anche per le persone di famiglia mi capita.

Sto male perché il mondo intero dice che i 20 anni sono un'età importante in cui si deve costruire e vivere intensamente la vita e io l'ho vissuta solo tra quattro mura in perfetta solitudine e costruendo solo castelli in aria.
In una città che non mi da l'opportunità di poter conoscere persone nuove, fare nuove esperienze, sentire vivo.
Mi sento bloccato da questi tre anni scuola e dalle mie paure che non mi permettono di evolvere.
Sono andato per ben quattro volte dallo psicologo in vita mia.
È sempre stato inutile.
Non ho trovato persone che ascoltassero interessate ciò che avevo da dire.
L'ultima seduta che ho fatto, degli psicologi del consultorio mi hanno riso in faccia per aver raccontato una cosa mia un po' particolare.
E non mi davano attenzione guardando i loro telefoni.
Sicuramente il bullismo è un esperienza che può succedere a tutti ma che a me ha proprio rovinato la vita.
E se sei pure solo come lo sono stato io e non hai stimoli per tanti anni, è devastante.
Tutto il mio tempo finora è stato monotono e pieno di solitudine.

La scelta di cui mi pento è quella di aver lasciato la scuola a 18 anni (proprio per bullismo e attacchi di panico), perchè adesso che frequento i corsi serali rimarrò bloccato in questa maledetta città fino a 27.
Per tre anni dovrò frequentare i corsi serali, nonostante mi mancavano solo quarto e quinto anno.
E mi hanno detto che non è possibile poter fare solo due anni.

Per me la scuola era diventata insopportabile.
Ogni giorno oltre a sentirmi solo, avevo attacchi di panico con compagni di classe che mi hanno sempre bullizzato sin dalle medie.
Se ho scelto di tornare a scuola, l'ho fatto contro i miei disturbi.
All'inizio è stata dura, volevo solo starmene a casa a dormire anziché uscire per andare a scuola.
Mi sono obbligato a metterci piede nonostante sentivo alcune risatine quando nomivano il mio nome dal registro i primi giorni.

Vorrei stare più nel presente e ho dei sogni.
La mia paura è che ci sia una scadenza nella vita per potersi realizzare.
O realizzare un sogno.
Ed anche la paura di non avere talento.

Ultimamente mi sto ribellando contro la brutta bestia dell'apatia che in passato mi faceva dormire tutto il giorno, non farmi fare una doccia e non lavare neanche i denti e facendo ciò che mi sarebbe sempre piaciuto fare.
Sto cercando di imparare il piano e il violino da autodidatta.
Mi sento giù di morale ogni mattina per il mio futuro che vedo nero.
È dall'adolescenza che sogno di avere un lavoro con la musica o le arti.
E non so proprio cos'altro mi piacerebbe fare, ma di concreto.

Rosy_L

Nuovo Utente

  • "Rosy_L" è una donna

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Data di registrazione: mercoledì, 02 gennaio 2019

Lavoro: studente di psicologia

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2

martedì, 08 gennaio 2019, 11:29

ciao Michael, ho letto tutto quello che hai scritto e si percepisce la grande sofferenza che provi nel restare in questa situazione.

Sicuramente la scelta di tornare a scuola è stata un bel passo avanti ma sforzati a fare di più !

Pian pianino esponiti a nuove situazioni sociali ogni giorno, per esempio... hai scritto che stai imparando a suonare il piano da autodidatta, perchè non cerchi un corso da frequentare nella tua città ? sarebbe un ottima opportunità per obbligarsi ad uscire facendo qualcosa che ti piace; restando in casa mancano gli stimoli e le opportunità, anche se ti senti a disagio in mezzo alle persone sforzati ad esporti gradualmente ad esse, un po al giorno... non evitare tutto e tutti perchè non faresti altro che peggiorare la situazione.

ti auguro il meglio :)

Ace87

Giovane Amico

  • "Ace87" è un uomo

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Data di registrazione: domenica, 16 dicembre 2018

Località: Sondrio

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3

martedì, 08 gennaio 2019, 13:23

A 24 anni sei appena uscito dall'adolescenza...
Fai sport, trovati hobby poco costosi , se vuoi viaggiare puoi farlo a piedi e o in bici , ci sono vari siti dove trovi persone che ti danno ospitalità gratuitamente se cerchi con google, se no dormi in campeggio ostelli.
Studia, sopratutto cura l'inglese o un'altra lingua estera (magari il tedesco che và poco) che ti torna utile se viaggi.

L'importante è stare impegnato , stare in forma e vivere , gli anni più invecchi e più passano in fretta :D
“Tra vent'anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell'opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.”
MARK TWAIN

4

martedì, 08 gennaio 2019, 13:50

Secondo me sei una persona intelligente e valida.
Ok: parti ad handicap.
La fobia sociale si guarisce .
Ci son 2 possibilità o tre.
Una con le psicoterapie: TCC ad esempio.
Una con i farmaci(adeguati tra cui un disinibente)
Una con entrambe le terapie.
Va valutata la cura da uno psichiatra valido.
Si risolve eccome: non pensare sia per sempre, non sarà affatto cosi.
Appena riesco ti riporto un link di un utente.
La depressione può forse esserne consequenziale (occorre valuti lo specialista).
Anche quella si tratta .

5

martedì, 08 gennaio 2019, 18:13

Era nel settore delle presentazioni.
Lucas 921.
Apriremo casomai un thread per le testimonianze di persone che si son curate con successo.
Il caso era esemplare.
Altrimenti passa il concetto delle cure interminabili e del feedback negativo e basta.
A 24 anni si, sei in ritardo ma la tua vita la puoi ricostruire benissimo.
E stai reagendo.
Non aver paura a curarti, ne delle terapie, ne dei medici.
Altrimenti resterai ancorato alle tue zavorre.
Invece quelle zavorre le puoi sganciare: ci vuole tempo, ma devi muoverti tu per primo

6

martedì, 08 gennaio 2019, 18:23

La mia paura è che ci sia una scadenza nella vita per potersi realizzare

Questo è assolutamente falso perché in ogni fase della vita (ed età), ci sono cose diverse in cui realizzarsi poiché cambiamo noi e i nostri interessi. C'è chi magari si è fatto in 4 per raggiungere una posizione e poi a 40 anni si è trovato totalmente insoddisfatto ed ha cambiato completamente vita. A mio parere ciò che hai scritto riguardo la "scadenza" potrebbe casomai ascriversi a quelle esperienze che per alcuni aspetti sarebbe più piacevole fare a 25-30 anni anzicchè a 60 anni (ad esempio viaggi e mestieri che vogliono una certa forma fisica per essere svolti, oppure esperienze legate allo svago o ad alcuni hobby che certamente è più idoneo farsi da giovani anzicchè da anziani). Ad ogni modo secondo me c'è sempre tempo - se c'è la volontà- per inventarsi qualcosa di nuovo e dare una mano di colore alla propria vita.

Morpheus88

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7

martedì, 08 gennaio 2019, 22:01

Quando sento casi come il tuo mi viene una rabbia, l'attuale mondo della terapia psicologica va rivisto, non ho altre parole se non che mi dispiace che ti sia andata così. Posso chiederti il numero di terapeuti che hai girato prima di arrenderti?

Ace87

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8

mercoledì, 09 gennaio 2019, 05:39

La mia paura è che ci sia una scadenza nella vita per potersi realizzare

Questo è assolutamente falso perché in ogni fase della vita (ed età), ci sono cose diverse in cui realizzarsi poiché cambiamo noi e i nostri interessi.


Ogni volta che penso all'età, penso a lui :D
“Tra vent'anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell'opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.”
MARK TWAIN

Santacruz

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9

mercoledì, 09 gennaio 2019, 13:09

Vorrei stare più nel presente e ho dei sogni.
La mia paura è che ci sia una scadenza nella vita per potersi realizzare.
O realizzare un sogno.
Ed anche la paura di non avere talento.


Ecco, si sente spesso parlare di millenials, generazione z e altre "amenità". E si delinea proprio questo profilo, persone che stanno male perché si confrontano con questi "demoni": talento, realizzazione dei sogni ecc...
Non so che pensare, forse bisognerebbe aprire un thread apposta, e sicuramente sarà anche stato fatto. Non so se queste analisi generazionali abbiano un fondamento.
Da persona nata nei primi anni '80 posso dire di aver percepito un cambiamento, ma non so se questo è stato semplicemente dovuto al mio passaggio all' età adulta, oppure effettivamente oggi i ragazzi hanno molti più demoni di una volta.
Sicuramente ci sono sempre state persone inquiete alla rincorsa di sogni e talento. Ma forse la cosa non era così diffusa. La vita era più semplice.

@Michael, perdonami la digressione. A me colpisce che tu sia riuscito a rientrare a scuola nonostante stessi male. Non è da tutti, dimostra forza di volontà.
Per curiosità, che scuola serale. Stai facendo?

timeo

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10

giovedì, 10 gennaio 2019, 15:11

Condivido in pieno il pensiero di Michele®, anche io vivo in un paese del sud, scrivo qui per altri motivi, ma posso capire il tuo disagio nel sentirsi solo al sud e tra la gente del sud. L'età anagrafica non c'entra, l'età è quella che uno si sente e ci sono cose da fare in ogni stagione della vita. Sei un ragazzo sensibile e intelligente e , credimi, questo non è sempre scontato, aggiungi un pò di fantasia e coraggio e vedrai che ti si aprirà un mondo. Io adesso ho 54 anni, un buon lavoro, una famiglia, ma da ragazzo ho sofferto per una timidezza pesante, per un carattere schivo, e per un paese che non ti aiuta, poi crescendo ho rimediato ai miei errori, ho ripreso la scuola mi sono perfino laureato, penso a quei giorni come ad una barca che stava per affondare ma che io e solo io ho rimesso a navigare. Datti forza ce la farai. Un saluto.

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