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Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.
Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.
Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.
Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.
E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.
Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.
Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero
Sono stanca.
E non ho nemmeno 29 anni.
Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.
Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.
Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.
Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.
E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.
Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.
Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero
ciao kyko.Sono stanca.
E non ho nemmeno 29 anni.
Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.
Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.
Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.
Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.
E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.
Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.
Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero
This post has been edited 1 times, last edit by "scintillino" (Aug 23rd 2011, 2:13pm)
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