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kyko

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Friday, August 12th 2011, 12:48pm

Senso di abbanodono e di solitudine costanti

Sono stanca.

E non ho nemmeno 29 anni.

Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.

Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.

Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.

Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.

E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.

Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.

Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero

zombi

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2

Saturday, August 13th 2011, 9:29pm

Scusa se te lo chiedo, ma il tuo post è molto lungo, puoi fare una sintesi?
depressi di tutta Milano, unitevi!

kyko

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3

Sunday, August 14th 2011, 1:21pm

Non si può ridurre un racconto senza perderne qualche elemento importante, mi spiace

Caos

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4

Sunday, August 14th 2011, 1:53pm

Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.


Il fatto che dai per scontato che il lavoro che presupponevi più affine a te, non ti avrebbe dato soddisfazioni, non lo puoi sapere, ma è evidente che questo non ti piace e per di più mi sembra che tu lo faccia per compiacere gli altri, cambialo e trova qualcosa che ti soddisfi pienamente, e come hai detto più sotto, l'aiutare gli altri ti da soddisfazione (tra laltro è l'unica cosa positiva che traspare dal tuo racconto), mai provato a cercare un lavoro che ti permettesse di dare una mano a chi sta peggio?
Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.


Si chiama apatia questa, ed è un tratto distintivo della depressione, ma per esperienza ti dico che se non ti aiuti tu, nessuno lo farà al tuo posto, sforzati di trovare qualcosa da fare, anche se quel qualcosa secondo te non ha senso, perchè parliamoci chiaro, il senso o non senso alle cose lo diamo noi!
Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.


Lo scopo è appunto soprarvvivere, ma puoi unire qualcos'altro al sopravvivere, cioè il vivere, è evidente che tu ti sei stancata di tutto questo, della routine e dell'assenza di stimoli, hai mai provato a sfruttare tutti i mesi di ferie che hai per farti un bel viaggio?
Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.


Quali conclusioni avete tirato?
E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.


Io su quella femminile, magari siamo fatti l'una per l'altro...già mi immagino una coppia di disillusi! :D
Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.


Per star bene hai bisogno di amore, l'uomo come la donna sono solo contenitori di questo sentimento, e poi non fare la gara del primo bacio o del primo rapporto, io ho fatto la mia prima esperienza 3 anno fa e ho 30 anni, purtroppo e per fortuna chi è molto sensibile non bada solo all'atto in se!
Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero


Se stare con quell'uomo solo per farci sesso ti andava bene era un conto, ma è evidente che lui vuole solo una cosa e tu pur di sentire calore maschile sei disposta a reggere questo gioco, non va bene, mollalo e stattene da sola, è giusto sfogarsi con gli altri ma non puoi farlo all'infinito e pure qui te lo dico per esperienza personale, perchè non concludi nulla finchè dopo lo sfogo non capisci che devi reagire.
Cosa dicono gli amici di te? e che consigli ti danno?
Bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Solo la persona che rischia è veramente libera.(Leo Buscaglia)

Kyra

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5

Sunday, August 14th 2011, 11:56pm

Sono stanca.

E non ho nemmeno 29 anni.

Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.

Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.

Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.

Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.

E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.

Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.

Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero

Ciao Cara kiko,
Questo senso di abbandono di cui parli lo conosco bene ed è terrificante. Ma senza offesa per il genere maschile ho un pò smesso di cercare in un potenziale fidanzato una via di salvezza. Questo perchè vedo che spesso, siamo noi donne ad essere piu forti, a guidarli, anche se loro ostentano sicurezza, una sicurezza che in molti non esiste. E poi ho passato anche io questa fase di reggere il gioco di certi rapporti ambigui, e tutt'ora non ne sono ancora uscita, e non è facile perchè pur di non sentire quel cavolo di senso di abbandono, pur di non sentirti per mezz'ora sola, accetti tutto.
Pensa che adesso sono con un ragazzo da un pò ma...non riusciamo a comunicare, cioè io parlo, cerco di sfogarmi e lui sta zitto, e ha quella faccia come di chi sembra non capire un tubo, come chi pensa che mi creo problemi.
Allora cosa è peggio non so, se avere l'illusione di non essere soli, o trovarsi veramente e concretamente nella solitudine. Si fa presto la gente a dire meglio stare da soli ma forse chi te lo dice non sa davvero cosa vuol dire.
Insomma quando sei solo, sei solo punto. Ci sei tu e il nulla. E non c'è alcuno stimolo, c'è il nulla.
Ma tu finirai schiacciata dall'angoscia e dal masochismo se non ti alzi ogni mattina e ti guardi allo specchio dicendoti: io sono forte.
Si perchè lo sei. E sei molto forte, anche se ancora non lo sai.
Prima di cercare un uomo, prima di aggrapparti a lui, sappi che sei piu forte di questo tuo senso di abbandono.
E pensa anche che in fondo, questo tuo sentire, non è proprio tutto negativo. Questo tuo sentire può portarti a capire il valore delle cose.
Le tue debolezze sono la tua forza.

Spero di esserti stata utile in qualche modo! Facci sapere come stai, un grande abbraccio :kiss:
Non marcerò per strade spente e piatte, per formule precise, e frasi fatte, nel mondo immutabile, ove chi fa, con l'arte di crear, nul parte ha. (J.J.Tolkien)

scintillino

Giovane Amico

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6

Tuesday, August 23rd 2011, 12:22pm

Sono stanca.

E non ho nemmeno 29 anni.

Il lavoro va molto bene, ma nonostante mi sia impegnata tanto per ottenere quello che volevo, abbia studiato anni, acquisito titoli di studio, ecc il mio lavoro inizia a pesarmi. Così do' la colpa al fatto che forse, in realtà, ho deciso di fare quel lavoro come ripiego, per non farne un altro che avrei preferito ma che non mi avrebbe dato la stessa sicurezza economica. Invece so che non è così perchè se facessi quest'altro lavoro meno sicuro, gli troverei comunque motivo di pesantezza. E così, anche se ottengo sempre degli ottimi risultati, complimenti ovunque mi giri, non mi basta, non mi fa stare meglio. Quello che faccio lo faccio sempre per senso del dovere e per l'aspettativa degli altri nei miei confronti, e sembra che io ci metta passione nel farlo, ma è una maschera anche quella, perchè non godo dei suoi frutti, non riesco a goderne...non mi interessa, mi scivola tutto addosso. Come se tutti gli anni spesi a studiare tanto in realtà fossero stati una copertura appositamente studiata per coprire il mio vuoto. Il mio lavoro mi da' questa fortuna/sfortuna di avere un lungo periodo di ferie tutte attaccate, per cui in questo momento sono in vacanza da parecchio tempo. Se lavorassi con questo stato d'animo mi peserebbe e tirerei a campare fino a sera guardando costantemente l'orologio e sperando che i minuti passino in fretta (nell'ultimo anno mi è successo esattamente questo, sempre, è frustrante). Non lavorando, avrei comunque delle cose da fare, ma non ho il benchè minimo stimolo a farle. Passo le ore a crogiolarmi in me stessa perchè tanto cercare di distrarmi è inutile, alla fine si torna sempre nel baratro. Dovrei fare le cose che per un anno intero rimandi a quando hai le ferie perchè prima non hai tempo di farle, ma non ce la faccio perchè non riesco a vederne la motivazione. Mentre fino a qualche anno fa riuscivo a farmi forza dicendo: "è un momento, poi passa, facendo le cose che ti piacciono", ora non è più così perchè non passa. Non ho più stimoli a fare ciò che mi piace.

Fare le cose di tutti i giorni..farmi da mangiare: sono in grado di provvedere solo alla "sopravvivenza" nel senso che tranne 2-3 volte in tutta la mia vita non ho mai avuto stimoli a sperimentare piatti ma parlo anche delle cose più semplici, per cui a volte finisco anche per mangiare le stesse cose e magari avere carenza di qualche sostanza importante per il mio fisico (e poi risentirne). Non sono minimamente motivata nè stimolata a farlo, anche se quelle poche volte che l'ho fatto i risultati sono stati positivi.

Pulire casa mi sembra una perdita di tempo. Mi ritrovo a chiedermi, costantemente: perchè le faccio..per chi? Qual è lo scopo di fare sempre le stesse azioni tutti i giorni-tutte le settimane? Poi lo faccio comunque, perchè anche se mi sento male finisco per preferire vivere (o pseudo-vivere) in un ambiente minimamente confortevole, ma faccio tutte queste azioni con una grandissima fatica, perchè "vanno fatte". E' tutto un peso. Poi quando vedo che qualcun altro ha un problema, non sta bene, io dando una mano sto leggermente meglio (e mi sento in colpa) perchè almeno non sono l'unica a stare male.

Sono stata per qualche anno da uno psicologo che poi si è rivelato un truffatore, ma prima di scoprirlo avevo comunque capito che c'era qualcosa che non quadrava. Me ne sono accorta circa un anno e mezzo fa, quando ho iniziato ad andare da un'altra psicologa con la quale mi sono trovata da subito molto bene. Qualche mese fa ho concluso il mio percorso con lei perchè riteneva che avessi gli strumenti sufficienti per proseguire da sola, ma che comunque ci sarebbe stata in caso avessi avuto ancora bisogno.

E poi la sfera maschile. E' quella su cui ripongo più aspettative.

Sono andata avanti per anni a dire: per stare bene ho bisogno di un uomo. E cos'ho ottenuto? Primo bacio a 22 anni (zero storie ma zero proprio prima), storia durata un mese e finita con grande mia delusione perchè ero stata illusa da un mucchio di parole (adesso ripensando a quella persona rido, grazie a Dio); per 5 anni mai più niente a parte un piccolo episodio poco degno di nota; l'anno scorso altra breve storia, ed ho fatto sesso per la prima volta finalmente. ma questo a cosa mi ha portata? ad un'altra pesante delusione: storia durata poco ma di nuovo illusa da un sacco di parole che mi sono state dette per convincermi di una cosa che invece non esisteva.

Poco dopo sono entrata in un "giro" di incontri con una persona con cui da anni c'era un feeling mentale particolare (oltre ad attrazione forte), ma che ho sempre tenuto ad una certa distanza perchè sapevo benissimo a cosa sarei andata incontro. Poi ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho ceduto, me ne sono fregata delle conseguenze e ho fatto male. Perchè questa volta non sono stata illusa, c'è stata assoluta chiarezza dall'altra parte, non posso aver niente da ridire. Il fatto è che sta succedendo esattamente quello che avevo previsto, e cioè che mi sento male, in una pesante sensazione di abbandono ogni volta che l'"incontro" finisce, perchè sento che la vicinanza fisica fine a se stessa, il sesso per gioco/divertimento, per me è deleterio, anche se mi ero convinta che avrei potuto farcela a sostenere una situazione così. Non ce la faccio a separare le cose, mi attacco, non posso farci niente. Ogni volta che finisce mi sento abbandonata perchè non c'è un seguito, perchè non posso stare con questa persona. Così non riesco a godere dei ricordi positivi del momento, ma vedo solo la mia sensazione di abbandono, ma poi quando si ripresenta l'occasione non riesco a dire di no perchè sono troppo attratta, e forse anche perchè inseguo un pezzettino di vicinanza ad un uomo, non trovando altro di interessante nelle persone che conosco o che ho intorno. Una vita senza amore, a me l'amore pare essere negato. Ho avuto pochissime storie, neanche una degna di essere chiamata tale, una relazione seria mai. Incontro persone con cui magari esco qualche volta, ma non mi incuriosiscono, non ci trovo niente di interessante, niente che possa essere in linea con la mia sensibilità (direi estrema, vorrei averne meno), il mio modo di pensare, ecc. Ho l'impressione che il 99% del mondo non mi capisca e quindi non riesco a trovare persone interessanti. Ecco perchè poi, inconsapevolmente ma neanche tanto, mi attacco a queste situazioni ambigue dove mi sento capita perchè c'è feeling mentale, ma poi so che per svariati motivi non posso farci conto, si risolve tutto in momenti a se' stanti. E sto ancora peggio. Solitudine, mi sento sola in mezzo a tanta gente, e non posso nemmeno dire di non avere amici, perchè li ho, e grazie a Dio sono persone fidate, pronte ad ascoltarmi e ad aiutarmi. Mi sfogo continuamente con loro, ne parlo, ma quando lo sfogo è finito ognuno torna a casa propria e io rimango nella mia angoscia, nella mia depressione, cercando a tutti i costi quel "passaggio" che mi manca, dove mi sono arenata, per poter superarlo e vivere serenamente. In questo momento, poi, dove tutti sono in vacanza, avrei voglia di sfogarmi con la famiglia, con i genitori, ma come potrei se non posso raccontare alcune cose che, giustamente, è meglio che i genitori non sappiano? Sola, mi sento estremamente sola, e soffro di un costante senso di abbandono. Voglio fortemente una persona che mi capisca e con cui condividere la mia vita, una persona da amare. Ma se sto male come posso trovarla?Chiudo involontariamente tutte le porte con questo mio stato d'animo..è un cane che si morde la coda. In questi giorni sto talmente male che passo le giornate a piangere disperata, non so dove sbattere la testa, mi si chiude lo stomaco e mangio pochissimo, qualsiasi prospettiva futura (vacanze, lavoro) mi schifa e non ho stimoli. Avrei voglia di parlare con la mia psicologa ma è in vacanza fino a settembre, avrei voglia di parlare con gli amici ma nei momenti in cui hai bisogno di loro capita che a volte loro non possano darti retta. Mi manca un passaggio, qualcosa che cerco da anni e che non capisco cos'è, solo che più passa il tempo e più mi scoraggio. Io non so più cosa fare!!Come si può vivere avendo una sensazione costante di oppressione alla bocca dello stomaco, piangendo continuamente angosciata, sentendosi così tremendamente sola? Una volta sfogarmi con i genitori e con gli amici mi aiutava, mi sentivo alleggerita. Adesso l'alleggerimento dura solo nell'istante in cui racconto, poco dopo sparisce subito l'effetto. Non ce la faccio più. Davvero
ciao kyko.
mi sono ritrovato in molte delle cose che hai scritto anche se le nostre storie sono ovviamente diverse.
mi sento anche io un po come te, con un ca..o di carattere ipersensibile e una costante incapacità di trovare un po di pace. purtroppo nel mio caso dovuta a fattori anche "esterni" che mi tartassano la vita da 20 anni a questa parte . finchè da circa un anno a questa parte e sopratutto negli ultimi mesi ho avuto un "cedimento ". non ce la faccio più e per questo leggendo le tue parole , credimi, capisco molto bene parte di cio che provi.

non posso aiutarti naturalmente se non consigliandoti di tornare dalla tua psicologa ed eventualmente di pensare a un periodo di terapia farmacologica che ti aiuti.
passare le giornate in apatia, con il senso di abbandono ,angoscia, piangere tutto il giorno... io ci son passato recentemente..con l'aggiunta di momenti di rabbia e nervosismo allucinanti. diviso tra il desiderio di non aver intorno nessuno, di allontanarmi da chiunque per poi pero' soffrire di una mancanza di affetto/amore che ti butta giu ancor di piu' il morale.
tutto questo crea una grande confusione e finchè non riacquisti una condizione per cui riesci ad essere un po piu lucido sarà ben difficile che tu capisca cosa puoi fare per stare bene.
io son seguito da una brava psicologa e da pochi giorni mi sto curando con la sertralina. spero e penso sia la strada giusta. per dove non lo so.

ti abbraccio e ti auguro ogni bene. fatti forza . ce la puoi fare.
e fatti aiutare assolutamente!
Hai cercato di capire .. e non hai capito ancora se di capire si finisce mai..
Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei!
Con la rabbia ci si nasce o ci si diventa...
e tu che sei un esperto non lo sai... Perché quello che ti spacca e ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei !

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kyko

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7

Friday, September 2nd 2011, 10:42pm

Ciao ragazzi..grazie a tutti e scusate se non ho dato segnali di vita..ho avuto degli attimi di serenità grazie alle vacanze, o semplicemente un periodo leggermente più positivo...ma la base è quella, e immancabilmente ci ritorno. So che da qualche parte sono forte ma la mia forza è sotterrata da anni di debolezze e di disillusioni, ancora non esce allo scoperto. La demotivazione ancora ha il sopravvento. Non ho tanta voglia di parlarne, ho già scritto pagine di diario oggi per sfogarmi e quello anche se mi ha svuotata mi ha anche appesantita. Appena ne ho voglia riscrivo, pe ora grazie mille a tutti..

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8

Tuesday, September 13th 2011, 2:43pm

A volte mi sembra di vivere un sogno, altre volte un incubo.
Ho sempre pensato che sarebbe arrivata la persona giusta, e adesso che mi sembrava di averla trovata mi sento più sola di prima perchè credo di non essere io quella giusta per lei.
Forse è stupido e banale, avevo ricominciato ad aver voglia di vivere, di uscire, di sentirmi libera in qualche modo ma sempre con la testa verso di lei, e ora in questa fase che stiamo attraversando mi sento quell'apatia di cui parli, quella non voglia di fare niente, e sembro quasi una che si è già data la condanna a morte prima che venga pronunciata la sentenza.
Siamo solo fino a quando qualcuno per qualche attimo non ci riempie il nostro vuoto...poi però...purtroppo...quel vuoto torna a prevalere...e se ci si prova a parlare con l'altra persona...siamo stupidi.
Bisogna star bene prima con se stessi e poi solo così si può star bene con gli altri...almeno così dicono..
non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo farle. E' perchè noi non osiamo farle che sono difficili.

-Seneca-

Camilla vendemmia..

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9

Tuesday, September 13th 2011, 2:48pm

oh caro!!sei un vero poeta!!!
ti posso lasciare una poesia che mi piace molto?

"Due strade divergevano in un bosco
d'autunno

e spiacente di non poterle percorrere entrambe,

essendo uno solo, mi fermai a lungo

e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,

verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.

Poi presi l'altra, anch'essa discreta,

forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata

sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie

che nessun passo aveva annerito.

Tenni la prima per un altro giorno,

anche se, sapendo che una strada porta verso un'altra strada,

dubitai di poter mai tornare indietro.

Racconterò questo con un sospiro

Tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco e io,

io presi la meno battuta.

Questo ha fatto la differenza.

(Robert Frost, "La strada non presa")

Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile.

"A
Beautiful Mind"

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10

Tuesday, September 13th 2011, 3:17pm

Le strade sono battute sempre nello stesso modo.
Il problema è che quando iniziamo a percorrerle cerchiamo di convincerci che siano quelle meno battute, quelle più belle, o quelle meno irte.
Ma le strade sono sempre piene di curve, piene di insidie che a volte vediamo ed evitiamo, altrettante invece, puntualmente, ci cadiamo dentro peggio di non so quale sacco di letame, sbattendoci la faccia e facendoci male.
Certo che si può tornare indietro a fare l'altra, ma forse per pigrizia, o forse perchè sappiamo cosa ci aspetta e sappiamo già la verità preferiamo proseguire fino a quando non troveremo il cartello di STRADA CHIUSA SENZA VIA DI USCITA.
non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo farle. E' perchè noi non osiamo farle che sono difficili.

-Seneca-