Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

You are not logged in.


Luca91

Nuovo Utente

  • "Luca91" started this thread

Posts: 5

Activitypoints: 22

Date of registration: Feb 3rd 2012

  • Send private message

1

Wednesday, February 8th 2012, 12:32am

Se questa è vita...

Salve a tutti, non ho mai postato alcun thread in questo forum, e penso che questo sia il primo e probabilmente anche l'ultimo, visto che non è semplice mettere nero su bianco ciò che si prova quando si sta male, ma credo che comprendiate ciò che ho appena scritto. Mi presento, sono un ragazzo di 20 anni, (21 tra un mese) e purtroppo dal giugno del 2007 la mia vita si è fermata, senza un motivo, senza il minimo preavviso, senza un episodio drammatico. Sin da piccolo, non sono mai stato un ragazzo molto socievole, ma il mio carattere con gli anni era parecchio migliorato e mi divertivo con le persone che conoscevo. Sfortunatamente però poco dopo la fine del mio secondo anno di liceo, forse inconsapevolmente deluso a causa di un rimando a settembre, (una cazzata in confronto ai problemi della vita), vengo colpito da quella che solo successivamente scopro essere una grave forma di emetofobia. Per chi non avesse mai sentito questo termine, la spiegazione è molto semplice quanto preoccupante, ovvero il terrore di vomitare. Ho sempre vissuto quei pochi casi avuti da piccolo in maniera allarmante e terrificante questi episodi, e forse dentro di me, questo "terrore" è improvvisamente esploso, diventando purtroppo la quotidianità. Senza badarci più di tanto, incomincio ad avere paura di qualsiasi cosa mangi o beva, anche in minima quantità, supponendo che il mio stomaco non sia più in grado di digerire alcunchè. Finiti i mesi estivi, e con il rinizio dell'anno scolastico, le cose peggiorarono visivamente, con il mio cervello preoccupato 24 ore al giorno, tutti i giorni della mia esistenza, al fatto che eventualmente io possa star male dopo aver mangiato qualcosa, senza minimamente considerare il resto del mondo che proseguiva la sua vita. La maggior parte di voi crederà che questo sia un problema non così grave come io lo stia descrivendo, ma, dovendo noi esseri umani alimentarci 3 volte al giorno, ero sempre terrificato, prima di mangiare, mentre mangiavo e dopo mangiato anche fino a 3/4 ore dal pasto. Parallelamente ed ovviamente, iniziai a mangiare sempre meno, tra l'allarmismo dei miei parenti che vedevano una situazione sempre più preoccupante e fuori controllo. Decisi quindi ad aiutarmi, iniziai la mia prima terapia con l'aiuto di uno psicologo, per tentare di rimuovere questo "blocco" mentale che avevo. Inutile raccontare i mesi e le giornate fermo nel letto con lo sguardo assente, ascoltando lo stomaco con il terrore di stare male. Inutile inoltre dire che la terapia sin dall'inizio non funzionò ed i primi antidepressivi associati ad ansiolitici ebbero solo effetti collaterali e non mi diedero alcun sollievo. La mia vita sociale così si frantumò; non riuscì più ad uscire per andare fuori a mangiare con amici o parenti, iniziai a soffrire di claustrofobia, e nel giro di pochi mesi, iniziarono violenti quanto inaspettati attacchi di panico seguiti da tutti i sintomi a loro collegati. Visto che la terapia non funzionò mi sottoposi ad una prima visita gastrointerologa, dalla quale non risultò alcunchè, ed il mio corpo fu giudicato dai medici in perfetta salute. Pensando quindi si trattasse sicuramente di un problema psicologico, il medico curante mi fece ricoverare presso una clinica di Verona, dove andai più volte vicino al collasso (pesavo 44 kg, essendo alto più di 1,75m..) e dove mi fu subito diagnostica una forte forma di anoressia nervosa. Non essendo personalmente mai stato amante del cibo, e viste le mie condizioni, i miei genitori si fidarono di quel referto medico, ma dopo quasi 2 mesi di cure a base di flebo fermo nel mio letto, mio padre firmò contro il parere dei medici e mi riportò a casa. Tra la disperazione generale, temendo per la mia vita (viste le mie precarie quanto allarmanti condizioni fisiche) venni sottoposto ad un' altra visita gastrointerologa, la quale diede il medesimo responso della prima. Venni quindi ricoverato nell'agosto del 2008 presso una clinica specializzata in problemi alimentari di cui ometto il nome. Qua venni allontanato dai miei parenti, le uniche persone che negli ultimi 12 mesi mi erano state accanto ed iniziò la mia degenza ospedaliera tra ore di lacrime e preoccupazione. Il responsabile del centro mi prescrisse sin dall'inizio imponenti dosi di Zyprexa e Xeristar per migliorare il tono umorale, ma le condizioni non migliorarono. Capisco le vostre difficoltà di comprensione, ma garantisco che la sofferenza che si patisce in quell'ambiente ospedaliero la si può capire solo se si è vissuta in prima persona..Dentro questo "ricovero-carcere" come io preferisco chiamarlo (dove sottolineo, gli unici contatti con il mondo esterno sono le lettere a mano per i conoscenti ed un misero balcone per osservare il trascorrere del mondo) conobbi una decina di ragazze anch'esse ricoverate con la mia stessa diagnosi...Ahimè, la mia non era quella corretta, (come ho tentato sin dall'inizio di far presente ma inutilmente), e dopo un mese di cure snervanti e faticose, ripresi gradualmente a temere meno le possibili conseguenze di ciò che digerivo, e nel giro di 2 mesi venni dimesso. La mia guarigione si suppone sia stata favorita dall'insieme di farmaci che assumevo in quel periodo, ma nessun e ripeto nessun medico è mai riuscito a spiegarmi cosa mi sia capitato. Persi quindi un anno di scuola, non avendo potuto sostenere gli esami a settembre. Fu un trauma all'epoca al quale non pensai direttamente, ma che con il passare del tempo mi fece rendere conto di essere inferiore ai miei ex compagni di classe...Ciò nonostante venni seguito da un secondo terapeuta, per superare le crisi depressive che lentamente iniziavano ad essere sempre più frequenti e debilitanti. Nonostante le ingenti spese a carico dei miei familiari (160 euro a seduta) dopo qualche mese, visto che la situazione non migliorava, terminai il rapporto anche con questo medico che purtroppo non era riuscito ad aiutarmi. Con enormi difficoltà riuscì a terminare il liceo e decisi così, di trovarmi un lavoro per sentirmi più gratificato...Il lavoro fortunatamente riuscì a trovarlo, ma tutt'ora il mio isolamento sociale è molto marcato, e in questi ultimi anni, la mia autostima si è progressivamente azzerrata fino a scomparire. Mi rendo conto ora a quasi 21 anni, di aver fallito tutto ciò che potevo fallire nella mia breve vita, di essere stato un enorme peso per i miei familiari..Mi sento in colpa per tutto questo ed è proprio per questo motivo che ora vorrei scomparire, non farmi più vedere da nessuno...Mi sento una merda...Guadagno 700 euro al mese full-time, non ho mai avuto una ragazza anche se ho tentato più volte di intrecciare un rapporto ma essendo sempre stato respinto, ho iniziato a deprimermi sempre di più. Personalmente mi sono sempre ritenuto non un gran bel ragazzo, ma le più tristi conferme sono arrivate sul campo...ora mi ritrovo a mezzanotte a scrivere in questo forum, sperando qualcuno capisca la mia situazione, sperando di trovare qualcuno che abbia in parte sofferto di alcuni miei sintomi per poterne discutere e confrontarmi. Sono stato allontanato dai miei familiari, stanchi di vedere la mia situazione e le mie sofferenzee, ed ora vivo in affitto da solo in un mesto appartamento. Non avendo praticamente alcun tipo di sfogo e divertimento a livello sociale, il ripensare alla mia situazione non fa altro che ricordarmi quanto sia uno sfigato a tutti gli effetti...Mi vergogno di tutto ciò che ho fatto, di tutti i traguardi falliti, e la lontananza da tutto e tutti in questi ultimi mesi sta peggiorando ancora di più la mia situazione..Ammetto di aver avuto più volte idee suicide nel corso di questi anni, ma anche raccontando ciò ai vari terapeuti che ho incontrato, non sembrava a loro giudizio una cosa allarmante. Ammetto inoltre di non essermi mai riuscito a procurarmi qualsiasi tipo di lesione fisica a causa della paura e non della mancanza di volontà...Sento che ormai la mia vita dopo 4 anni di inferno sia definitivamente giunta al capolinea...Sono solo, senza nessuno che mi vuole bene, senza nessuno con cui parlare dei miei problemi, senza poter dimostrare a nessuno il mio affetto, che interiormente provo ancora, forse, l'unico sentimento che questa vita mi abbia lasciato...Mi scuso per la lunghezza di questo thread, ma spero attraverso il mio racconto di confortarmi con qualcuno che magari soffre in parte dei miei problemi ma che per vergogna decida di non scrivere i suoi problemi...Io almeno la forza di mettermi al pc e scrivere l'ho avuta...ma non so quanto ne avrò per il futuro....Ringrazio tutti e tutte in anticipo per le eventuali risposte.

Un saluto.

daniela1956

Nuovo Utente

  • "daniela1956" is female

Posts: 1

Activitypoints: 3

Date of registration: Feb 8th 2012

Location: marghera ve

Occupation: pulizie

  • Send private message

2

Wednesday, February 8th 2012, 9:18am

ciao mi chiamo daniela e 56 è il mio vero anno di nascita..ce un perchè a tutto in questo caso sei tu il perchè della mia iscrizione a questo forum ?stavo cercando informazioni su come aprirne uno mio proprio per parlare di questi temi e nel mio piccolo poter aiutare qualcuno a superare le brutte esperienze che la vita ci mette davanti. so in parte come ti senti perchè io sono sempre stata sola a combattere le mie paure e i miei traumi , solo da poco sono riuscita a risollevarmi e a decidere che la vita è mia e la voglio vivere al meglio, io ho due tentati suicidi alle spalle, uno a 19 anni e uno 34..tenendo presente che a 34 anni avevo 3 figli e avevo un marito che a violenza psicologica era un maestro, come donna ero inesistente..l'unica cosa che riuscivo a fare era scrivere, le chiamo poesie e sono l'espressione del dolore interno.tu ti senti in colpa verso i tuoi che hanno cercato di aiutarti, bene,parti da qui per risollevarti e ricompensarli prendendo in mano la tua vita ,non hai parlato di religione ma io ti posso dire che una fede profonda guarisce lo spirito meglio di molte medicine..basta trovare la propria che non è necessariamente quella che ti hanno insegnato ma quella che ti fa dire:finalmente ho trovato un pezzo del puzzle?(non so scrivere le parole straniere ) mancante...se credi in Dio ti insegno il modo corretto per pregare e avere finalmente delle risposte..se no ,ti dedico una mia poesia con la soluzione dei miei problemi..in ogni caso devi mettere come obiettivo di stare bene con te stesso e superare le tue paure poi preghi .se ti piace leggere ci sono anche dei libri molto validi che io ho letto ma non so se posso mettere i titoli qui,mi informo e poi se ti interessa continuare ne riparliamo..
fede
ti cerchiamo /per tutta la vita./molti di noi/ti abbandonano/molti di noi/ne abbracciano altre/in troppi,non sanno cos'è./tutti preghiamo qualcuno/tutti aspettiamo qualcosa/ io,ora,no!/io,ora, non aspetto/agisco/metto in moto/ cause che daranno /il loro effetto/prego e avrò con me/l'universo intero./Nam mioho renghe chio /sei tutta la fede che ho...........
questa è stata la mia medicina ,come hanno detto a me:quando non hai piu nulla da perdere provare non costa nulla..ciao un bacio e un abbraccio..

Blackbass72

Nuovo Utente

Posts: 1

Activitypoints: 3

Date of registration: Feb 6th 2012

  • Send private message

3

Friday, February 10th 2012, 9:32am

ciao Luca, sono capitato in questo forum per caso, pensavo di poter trovare sostegno al mio piccolo problema e mi sono reso conto di essere un povero pirla con tante insicurezze ma nessunissimo problema vero, questo l'ho capito leggendo i post di chi soffre davvero come il tuo. Il mio unico consiglio, probabilmente completamente sballato e senza senso, è quello di crearti delle passioni, io suono la chitarra e pesco, suonare riesce a sfogare tutta la mia voglia di vivere, di divertirmi e di stare con gli amici, la pesca invece rappresenta il lato più selvaggio e introspettivo della mia vita, le mie pause riflessive e il relax. Ovviamente entrambe le cose vanno fatte bene, con impegno e investendo tempo e denaro, ma danno grandi soddisfazioni e completano parecchi vuoti. Scusa se mi inserisco in un contesto cosi critico come il tuo con queste banalità ma certe volte la via più semplice, soprattutto quando si è provato davvero tutto, potrebbe risultare quella giusta, sei talmente giovane che puoi ancora fare tantissime cose e lasciarti alle spalle tutto. Ti saluto con affetto. ciao.

Luca91

Nuovo Utente

  • "Luca91" started this thread

Posts: 5

Activitypoints: 22

Date of registration: Feb 3rd 2012

  • Send private message

4

Saturday, February 11th 2012, 7:42pm

ti ringrazio blackbass72 :) :hi:

Juniz

Utente Fedele

  • "Juniz" is female

Posts: 447

Activitypoints: 1,348

Date of registration: Jul 13th 2011

  • Send private message

5

Saturday, February 11th 2012, 8:17pm

Questa vicenda e il modo a cui si è cercato di fargli fronte mi lasciano molto perplessa.
Io sono una ex emetofobica, dico ex non perché me ne sia uscita, ma perché la mia effettiva paura non era del vomito in se ma di vomitare fuori casa. Ma i primi tempi si manifestò con la paura del vomito come una normale emetofobia.

Comunque, tutto comincia con uno psicologo incompetente che non sa curare una semplice fobia.
E' successo anche a me e la situazione si è perpetuata per anni.

Per esperienza posso dirti che dalle fobie si può guarire, con buoni risultati. Ma se curate male, e il soggetto viene lasciato a se stesso la situazione può diventare critica. L'emetofobia è la fobia meno compresa tra le tutte le fobie, a mio parere.

Ora, hai paura di vomitare e basta? o hai paura che succeda pure fuori a cena? Se saresti solo, nel tuo intimo, ti creerebbe disagio vomitare?

E' bene fare queste distinzioni, in quanto l'emetofobia può essere il sintomo di un altro tipo di disturbo.

tra le terapia che hai seguito, per caso c'è stata anche una del tipo cognitivo-comportamentale?
"Morendo torneremo cenere..." -"io diventerò Glitter".

nellcote

Utente Attivo

  • "nellcote" is female

Posts: 76

Activitypoints: 326

Date of registration: Sep 2nd 2011

Location: il paese dei balocchi

  • Send private message

6

Wednesday, February 15th 2012, 6:34pm

Ciao!
Ho letto la tua storia
e c'è una cosa che mi piacerebbe dirti:
NON è COLPA TUA!
Davvero. Niente di tutto questo è colpa tua.
Forse non mi crederai (e ho come l'impressione che tu non mi crederai)
ma non è colpa tua.
Tu non sei un fallito, non sei un peso, non sei un essere inferiore,
sei un ragazzo come tutti gli altri che ha sofferto enormemente
e che merita rispetto.
Meriti rispetto perchè tu lavori,
ti paghi l'affitto,
perchè hai lottato ed hai completato gli studi
nonostante la malattia.
Questo ti fa onore!
Io non ho alcun interesse a dirtelo, non ti conosco nemmeno,
non ho motivo di mentirti nè di ingannarti.
Io credo che tu possa, piano piano,
ricostruirti una tua vita.
Non ho passato quello che hai passato tu,
credo siano in poche le persone che conoscono il tuo dolore,
ma io non ti percepisco nè come un peso nè come un perdente.
Ti percepisco come un ragazzo che ha sofferto e soffre ancora
ma che non si è mai arreso!

La mia è una storia banale, credo.
Ma se ti può aiutare io la posso condividere.
Una bambina intelligente, studentessa diligente,
brava figlia, brava ragazza, brava amica.
Molto chiusa, silenziosa e timorosa.
Dopo anni imparo ad aprirmi,
divento più socievole,
mi creo un gruppetto di amici.
Gli studi mi danno soddisfazione.
Mi laureo, vado a vivere da sola...
e qui inizia il mio (piccolo) inferno.
Non riesco a trovare lavoro, mi trovo in una città enorme da sola,
anche un lavoro umile va bene... niente.
Iniziano le prime delusioni amorose,
non sono corrisposta,
reagisco malissimo.
Mi rendo conto di essere sulla buona strada verso l'anoressia,
perdo e metto su kg come fossero etti,
un misto tra digiuni e abbuffate compulsive.
Cerco di dirmi che è tutto OK, che non ci sono problemi.
Primo attacco di panico...
abito da sola e non so cosa diavolo stia succedendo,
ma ho paura e credo che sto per morire e penso:
"maledizione, se morissi nessuno mi troverebbe qui in casa da sola."
Per farla breve:
sono tornata a casa, vivo con i miei,
non lavoro, non ho un ragazzo
(mai avuto)
e pochissimi amici (bè, amiche).
Seguo una psicoterapia.
La voglia di vivere non so nemmeno cosa sia.
Apatia totale e vuoto cronico. Mi sento un alieno.
Sto in casa, penso a quanto faccio schifo,
al fatto che sono inutile, una fallita, un fardello.
Penso di essere indegna di amore,
che ho deluso tutti
e che passerò la mia vita sola.
Il suicidio è un pensiero che mi da un senso di consolazione.
Non so come ho fatto a scivolare così in basso
ma ci sono scivolata e non riesco a tirarmi su.
Quando poi leggo storie come la tua
mi faccio ancora più schifo
perchè mi rendo conto che la mia sofferenza
è minima in confronto alla tua.
Non sono nemmeno sicura di meritare compassione.

Io ti auguro di riuscire a ricostruirti una vita
perchè niente di ciò che hai passato è colpa tua.
Te lo auguro di tutto cuore.
Un abbraccio.

Luca91

Nuovo Utente

  • "Luca91" started this thread

Posts: 5

Activitypoints: 22

Date of registration: Feb 3rd 2012

  • Send private message

7

Thursday, February 23rd 2012, 1:56am

Ciao nellcote, innanzitutto ti ringrazio per la risposta. A me pare che la tua storia non sia per nulla banale...nemmeno io ti conosco ma ciò che mi hai scritto mi ha fatto molto piacere e ci tenevo a dirti che anche tu non hai colpe per ciò che purtroppo hai passato sino ad ora. Ora per fortuna, io attacchi di panico non ne ho più. Mi sento solo molto solo, quello si. Penso che vivere da soli sia peggio che vivere anche con qualcuno con il quale comunque non vai molto d'accordo. Soffro enormemente di solitudine e questo non mi aiuta per niente ad uscire dalla mia condizione. Rileggendo la tua storia è quasi uno specchio della mia a differenza che io ho iniziato a stare male quando ancora vivevo con i miei. Anche io più volte avevo valutato l'idea del suicidio per porre fine alle mie sofferenze, ma non avevo il coraggio di farmi del male. Le crisi di panico sono una tra le cose peggiori penso...Anche io stesso tuo carattere, ma proprio quando le cose dovevano finalmente prendere forma niente..amici che scompaiono, ragazze nel mio caso che mi snobbano...insomma un isolamento sociale forte direi...:( Per finire credo che tu sbagli quando dici che in confronto alla mia storia hai sofferto minimamente. Penso che anche tu abbia passato momenti terribili e questo è più che sufficiente per farmi capire che anche tu, comunque hai avuto il coraggio di lottare in quei momenti..non so che altro dire, mi spiace davvero molto sapere che anche tu stia soffrendo. Ti auguro di venire a stare meglio nel più breve tempo possibile.
Un abbraccio di cuore! :)

Anidride Carbonica.

Utente Attivo

  • "Anidride Carbonica." is female

Posts: 66

Activitypoints: 254

Date of registration: Feb 17th 2012

Location: Roma

  • Send private message

8

Thursday, February 23rd 2012, 3:30pm

Ciao Luca. Lo ammetto, non so assolutamente nulla sull'argomento, non credevo nemmeno che esitesse una fobia del genere. Ovviamente non posso capire cos'hai passato, ma posso comprendere lo stato d'angoscia e ossessione. E' sempre quella alla fne, solo che ognuno la proietta a modo suo.
Ho vent'anni anch'io, e sto perdendo un anno di Università per i miei di problemi, e anch'io comincio a pensare che non concluderò mai nulla.
Non posso e non so darti dei consigli, dei suggerimenti, e sinceramente nemmeno me la sento.
Io penso solo che se le persone intorno a noi vedessero quanto si soffre e si sta male, saremmo tutti più vicini, e ci vorremmo tutti un po' più bene. Ultimamente questo pensiero mi passa spesso per la mente. Probabilmente incrociandoti per strada non ci saremmo nemmeno guardati, e invece leggo qui lo stato più profondo di quella stessa persona, e mi dico "se solo la gente che lo incrocia ogni giorno sapesse davvero...".

Non so se sia un ragionamento giusto da fare. Non lo so. Dico solo che è un peccato però. Tu sei un peccato. Perchè sono convinta che ci soffre tanto sia in grado di apprezzare e amare meglio. E' tutto un peccato perchè nessuna persona merita di essere lasciata sola.
Una soluzione dev'esserci. Un professionista DEVE saper aiutarti, non puoi uscirne da solo.
Per tutto il resto, oltre a tutte le persone più (e meglio) informate del forum, conta pure su di me.

Luca91

Nuovo Utente

  • "Luca91" started this thread

Posts: 5

Activitypoints: 22

Date of registration: Feb 3rd 2012

  • Send private message

9

Sunday, February 26th 2012, 1:28am

Grazie, ma purtroppo fino ad ora i 5 specialisti che ho consultato non mi hanno mai saputo aiutare concretamente...ho perso un pò di fiducia nei medici purtroppo...è difficile comprendere pienamente il dolore di qualcun altro...

Icarus

Ho scelto questo nick perche' ho il cervello che svolazza :)

  • "Icarus" is male

Posts: 356

Activitypoints: 1,089

Date of registration: Dec 2nd 2011

Location: Reggio Emilia

Occupation: Chimico

  • Send private message

10

Monday, February 27th 2012, 9:36am

Sorbole Luca che thread :huh:
Leggi quello di The Hearth...potrebbe darti spunto per uscirne fuori ;)
In bocca al lupo :hi:

Luca.B

Utente Attivo

  • "Luca.B" is male

Posts: 63

Activitypoints: 210

Date of registration: Feb 26th 2012

Location: Mondo intero

  • Send private message

11

Monday, February 27th 2012, 12:03pm

Caro omonimo vorrei umilmente dire anche io la mia su quanto ci hai descritto... Prima di tutto trovo molto strano che i tuoi si siano dati tanto da fare per aiutarti e poi ad un certo punto (senza una ragione valida, perchè tu non ce l'hai spiegata) ti abbiano mollato come un cane sull'autostrada. Se erano così insensibili allora non si capisce perchè ti abbiano aiutato tanto all'inizio.
Sul resto purtroppo, a parte l'improvvisa comparizione della fobia, c'è ben poco di strano: quando si entra nel tunnel della depressione di solito accade sempre quello che tu hai descritto ovvero, causa scatenante --> alienamento dall'ambiente esterno --> quindi l'ambiente esterno che comincia ad allontanarsi da te --> ulteriore chiusura in se stessi --> conseguente crollo dell'autostima --> aumento proporzionale del senso di vittimismo --> disperazione e mancanza di prospettive. A questo punto hai due sole alternative che ti elengo brutalmente perchè dipendono solo da te: decidi definitivamente che la vita non vale la pena di essere vissuta perchè fa troppo schifo e quelli là fuori sono tutti brutti e cattivi (cosa molto comune e facile da pensare per qualcuno che soffre molto), oppure visto che con buona probabilità hai già toccato il fondo, con le ultime energie che ti sono rimaste e con tutta la forza di volontà di cui sei in grado di disporre ti dai una bella spinta col piedino e cerchi di risalire. Ma se scegli la seconda ti dico subito che non basta un buon proposito. Pertanto se veramente ti vuoi dare questa possibilità, io ti posso dare il titolo di un libro che molto probabilmente (anche se adesso pensi che niente possa farlo) ti potrebbe cambiare la vita. Ma ci vuole almeno la voglia di leggerlo. Se non hai nemmeno questa è dura...