Salve a tutti, non ho mai postato alcun thread in questo forum, e penso che questo sia il primo e probabilmente anche l'ultimo, visto che non è semplice mettere nero su bianco ciò che si prova quando si sta male, ma credo che comprendiate ciò che ho appena scritto. Mi presento, sono un ragazzo di 20 anni, (21 tra un mese) e purtroppo dal giugno del 2007 la mia vita si è fermata, senza un motivo, senza il minimo preavviso, senza un episodio drammatico. Sin da piccolo, non sono mai stato un ragazzo molto socievole, ma il mio carattere con gli anni era parecchio migliorato e mi divertivo con le persone che conoscevo. Sfortunatamente però poco dopo la fine del mio secondo anno di liceo, forse inconsapevolmente deluso a causa di un rimando a settembre, (una cazzata in confronto ai problemi della vita), vengo colpito da quella che solo successivamente scopro essere una grave forma di emetofobia. Per chi non avesse mai sentito questo termine, la spiegazione è molto semplice quanto preoccupante, ovvero il terrore di vomitare. Ho sempre vissuto quei pochi casi avuti da piccolo in maniera allarmante e terrificante questi episodi, e forse dentro di me, questo "terrore" è improvvisamente esploso, diventando purtroppo la quotidianità. Senza badarci più di tanto, incomincio ad avere paura di qualsiasi cosa mangi o beva, anche in minima quantità, supponendo che il mio stomaco non sia più in grado di digerire alcunchè. Finiti i mesi estivi, e con il rinizio dell'anno scolastico, le cose peggiorarono visivamente, con il mio cervello preoccupato 24 ore al giorno, tutti i giorni della mia esistenza, al fatto che eventualmente io possa star male dopo aver mangiato qualcosa, senza minimamente considerare il resto del mondo che proseguiva la sua vita. La maggior parte di voi crederà che questo sia un problema non così grave come io lo stia descrivendo, ma, dovendo noi esseri umani alimentarci 3 volte al giorno, ero sempre terrificato, prima di mangiare, mentre mangiavo e dopo mangiato anche fino a 3/4 ore dal pasto. Parallelamente ed ovviamente, iniziai a mangiare sempre meno, tra l'allarmismo dei miei parenti che vedevano una situazione sempre più preoccupante e fuori controllo. Decisi quindi ad aiutarmi, iniziai la mia prima terapia con l'aiuto di uno psicologo, per tentare di rimuovere questo "blocco" mentale che avevo. Inutile raccontare i mesi e le giornate fermo nel letto con lo sguardo assente, ascoltando lo stomaco con il terrore di stare male. Inutile inoltre dire che la terapia sin dall'inizio non funzionò ed i primi antidepressivi associati ad ansiolitici ebbero solo effetti collaterali e non mi diedero alcun sollievo. La mia vita sociale così si frantumò; non riuscì più ad uscire per andare fuori a mangiare con amici o parenti, iniziai a soffrire di claustrofobia, e nel giro di pochi mesi, iniziarono violenti quanto inaspettati attacchi di panico seguiti da tutti i sintomi a loro collegati. Visto che la terapia non funzionò mi sottoposi ad una prima visita gastrointerologa, dalla quale non risultò alcunchè, ed il mio corpo fu giudicato dai medici in perfetta salute. Pensando quindi si trattasse sicuramente di un problema psicologico, il medico curante mi fece ricoverare presso una clinica di Verona, dove andai più volte vicino al collasso (pesavo 44 kg, essendo alto più di 1,75m..) e dove mi fu subito diagnostica una forte forma di anoressia nervosa. Non essendo personalmente mai stato amante del cibo, e viste le mie condizioni, i miei genitori si fidarono di quel referto medico, ma dopo quasi 2 mesi di cure a base di flebo fermo nel mio letto, mio padre firmò contro il parere dei medici e mi riportò a casa. Tra la disperazione generale, temendo per la mia vita (viste le mie precarie quanto allarmanti condizioni fisiche) venni sottoposto ad un' altra visita gastrointerologa, la quale diede il medesimo responso della prima. Venni quindi ricoverato nell'agosto del 2008 presso una clinica specializzata in problemi alimentari di cui ometto il nome. Qua venni allontanato dai miei parenti, le uniche persone che negli ultimi 12 mesi mi erano state accanto ed iniziò la mia degenza ospedaliera tra ore di lacrime e preoccupazione. Il responsabile del centro mi prescrisse sin dall'inizio imponenti dosi di Zyprexa e Xeristar per migliorare il tono umorale, ma le condizioni non migliorarono. Capisco le vostre difficoltà di comprensione, ma garantisco che la sofferenza che si patisce in quell'ambiente ospedaliero la si può capire solo se si è vissuta in prima persona..Dentro questo "ricovero-carcere" come io preferisco chiamarlo (dove sottolineo, gli unici contatti con il mondo esterno sono le lettere a mano per i conoscenti ed un misero balcone per osservare il trascorrere del mondo) conobbi una decina di ragazze anch'esse ricoverate con la mia stessa diagnosi...Ahimè, la mia non era quella corretta, (come ho tentato sin dall'inizio di far presente ma inutilmente), e dopo un mese di cure snervanti e faticose, ripresi gradualmente a temere meno le possibili conseguenze di ciò che digerivo, e nel giro di 2 mesi venni dimesso. La mia guarigione si suppone sia stata favorita dall'insieme di farmaci che assumevo in quel periodo, ma nessun e ripeto nessun medico è mai riuscito a spiegarmi cosa mi sia capitato. Persi quindi un anno di scuola, non avendo potuto sostenere gli esami a settembre. Fu un trauma all'epoca al quale non pensai direttamente, ma che con il passare del tempo mi fece rendere conto di essere inferiore ai miei ex compagni di classe...Ciò nonostante venni seguito da un secondo terapeuta, per superare le crisi depressive che lentamente iniziavano ad essere sempre più frequenti e debilitanti. Nonostante le ingenti spese a carico dei miei familiari (160 euro a seduta) dopo qualche mese, visto che la situazione non migliorava, terminai il rapporto anche con questo medico che purtroppo non era riuscito ad aiutarmi. Con enormi difficoltà riuscì a terminare il liceo e decisi così, di trovarmi un lavoro per sentirmi più gratificato...Il lavoro fortunatamente riuscì a trovarlo, ma tutt'ora il mio isolamento sociale è molto marcato, e in questi ultimi anni, la mia autostima si è progressivamente azzerrata fino a scomparire. Mi rendo conto ora a quasi 21 anni, di aver fallito tutto ciò che potevo fallire nella mia breve vita, di essere stato un enorme peso per i miei familiari..Mi sento in colpa per tutto questo ed è proprio per questo motivo che ora vorrei scomparire, non farmi più vedere da nessuno...Mi sento una merda...Guadagno 700 euro al mese full-time, non ho mai avuto una ragazza anche se ho tentato più volte di intrecciare un rapporto ma essendo sempre stato respinto, ho iniziato a deprimermi sempre di più. Personalmente mi sono sempre ritenuto non un gran bel ragazzo, ma le più tristi conferme sono arrivate sul campo...ora mi ritrovo a mezzanotte a scrivere in questo forum, sperando qualcuno capisca la mia situazione, sperando di trovare qualcuno che abbia in parte sofferto di alcuni miei sintomi per poterne discutere e confrontarmi. Sono stato allontanato dai miei familiari, stanchi di vedere la mia situazione e le mie sofferenzee, ed ora vivo in affitto da solo in un mesto appartamento. Non avendo praticamente alcun tipo di sfogo e divertimento a livello sociale, il ripensare alla mia situazione non fa altro che ricordarmi quanto sia uno sfigato a tutti gli effetti...Mi vergogno di tutto ciò che ho fatto, di tutti i traguardi falliti, e la lontananza da tutto e tutti in questi ultimi mesi sta peggiorando ancora di più la mia situazione..Ammetto di aver avuto più volte idee suicide nel corso di questi anni, ma anche raccontando ciò ai vari terapeuti che ho incontrato, non sembrava a loro giudizio una cosa allarmante. Ammetto inoltre di non essermi mai riuscito a procurarmi qualsiasi tipo di lesione fisica a causa della paura e non della mancanza di volontà...Sento che ormai la mia vita dopo 4 anni di inferno sia definitivamente giunta al capolinea...Sono solo, senza nessuno che mi vuole bene, senza nessuno con cui parlare dei miei problemi, senza poter dimostrare a nessuno il mio affetto, che interiormente provo ancora, forse, l'unico sentimento che questa vita mi abbia lasciato...Mi scuso per la lunghezza di questo thread, ma spero attraverso il mio racconto di confortarmi con qualcuno che magari soffre in parte dei miei problemi ma che per vergogna decida di non scrivere i suoi problemi...Io almeno la forza di mettermi al pc e scrivere l'ho avuta...ma non so quanto ne avrò per il futuro....Ringrazio tutti e tutte in anticipo per le eventuali risposte.
Un saluto.