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Netocka

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1

martedì, 11 dicembre 2018, 16:35

Pro e contro ricovero in clinica per depressione

Ciao a tutti,

Scrivo per avere un confronto con persone che vivono o hanno vissuto il mio stesso stato di ansia depressiva.
Avevo già scritto in un precedente thread della mia situazione. Era estate ancora e devo dire purtroppo che invece di avere dei miglioramenti al contrario sono peggiorata. Tutto é partito con l'ansia che via via é aumentata fino a degenerare con sintomi depressivi.
In questi mesi non sono stata ferma a guardare: ho intrapreso una nuova terapia farmacologica con zoloft e trilafon una nuova psichiatra, ho iniziato un percorso di sostegno psicologico, ho cercato di apportare dei cambiamenti (forse troppo drastici) nella mia vita e ora mi ritrovo in uno stato di totale apatia e abulia. Passo le mattine a letto, non riesco a svolgere le mie attività di studio, non riesco ad uscire e non rispondo più a messaggi e telefonate di amici che di conseguenza sono scomparsi. La mia famiglia è del tutto assente se non deleteria (mia madre purtroppo è malata) e lunedì scorso ho volontariamente bevuto una quantità eccesiva di triazolam, fortunatamente non troppa, e mi sono risvegliata a sera confusissima.
Venerdì ho riferito quanto successo alla psichiatra che, visto le condizioni, la mancata risposta farmacologica, la situazione in famiglia,propone un ricovero in una clinica specializzata.
Io onestamente ho molta molta paura. É vero che non ce la faccio più a stare in questo stato di non vita, che tutto quello che vorrei è riprendermi e migliorare, però l'idea di essere ricoverata mi terrorizza: io la vedo come estrema ratio e temo soprattutto il dopo, non tanto i trattamenti e le cure ma che questo possa segnare una specie di spartiacque tra prima e dopo, che un evento simile possa convincermi di essere malata del tutto e soprattutto che in clinica il mio stato si possa acuire.
Tuttavia una parte di me si sentirebbe quasi confortata nell'affidarsi in mani altrui ed esperte.
Il problema è che come sempre non riesco a scegliere vedendo i pro e i contro di entrambe le soluzioni.
Vorrei anche capire se esistono trattamenti "intermedi" tra la semplice visita e psicoterapia e l'ospedalizzazione. Purtroppo dove vivo il CSM non è affatto funzionante (mi ci ero rivolta a febbraio scorso e dopo una visita frettolosa dello psichiatra non sono più stata ricontattata) e non esistono, o io non riesco a trovare, gruppi di sostegno,associazioni etc.

Ringrazio fin da ora chi avrà la pazienza di leggere e di rispondermi. É una scelta difficile che devo fare da sola ma ho bisogno di avere un confronto.

Areoplano

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2

mercoledì, 12 dicembre 2018, 17:23

Pare che la decisione l'hai già comunque presa. Io sono sempre sfavorevole a questo genere di scelte, ma sei seguita da dei professionisti e non mi resta altro che suggerirti di continuare ad affidarti a loro.
Se però volessi evitare quella strada, o comunque scongiurarla, l'unica via d'uscita è migliorare. Non fare finta di migliorare, ma migliorare davvero. E lo puoi fare solo con tanto impegno e tanto studio, che richiede molta concentrazione, che forse in questo periodo potresti non essere al 100% ma questo genere di studio ti restituisce gradualmente la tua vita. Prova ad immaginare di dover studiare per guarire una tua malattia. Ecco, studia come se dovessi diventare dottore di te stessa. Non può che darti giovamento, e sono certo che faciliteresti molto il lavoro anche ai professionisti che ti seguono.

Longobardo

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3

mercoledì, 12 dicembre 2018, 17:47

Se la tua condizione di salute è peggiorata , l ambiente familiare è nocivo ed hai pure preso volontariamente troppo sonnifero penso che la soluzione che ti hanno prospettata sia la migliore .
Il ricovero ( volontario , nessuno ti costringe ) permetterebbe di curarti osservando le risposte ai farmaci o altre terapie , di modificarli se non funzionano e via dicendo .

Saresti in un ambiente protetto , senza preoccupazioni ulteriori oltre la tua salute
Te lo dico brutalmente , nei foglietti illustrativi dei vari farmaci antidepressivi si legge che inizialmente possono peggiorare istinti auto lesionistici , se hai una depressione forte , se attorno a te non c' è nessuno che ti possa aiutare o guardare è meglio se la cura la fai in un ambiente protetto

Se hai gia' assunto in forti dosi un sonnifero è meglio evitare certi rischi

Citato

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Longobardo" (12/12/2018, 17:55)


doctor Faust

Azzeccagarbugli

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4

sabato, 15 dicembre 2018, 10:34

Da adolescenti e giovincelli non si prende certa roba. Ti tieni il tuo malessere e vedrai che passerà col tempo. O vuoi rovinarti già da giovane?
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

5

sabato, 15 dicembre 2018, 12:08


Penso non sia il meglio auspicabile.
Valuta le cure che fai, e gli specialisti che ti seguono se idonei a te.
Finiresti forse peggio.
Non mi trovi in accordo con la tua idea.
"Oh, a storm is threat’ning
My very life today
If I don’t get some shelter
Oh yeah, I’m gonna fade away"

Merry Clayton "pëfòomënsi∫"
11/29/1969

Netocka

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6

lunedì, 17 dicembre 2018, 12:21

Grazie a tutti per pe risposte.

Per ora ho deciso di evitare il ricovero. La situazione non è migliorata di molto, ma ho la volontà di uscirne (anche se la mia psichiatra dice che la volontà non basta,dal momento che nella depressione è anche la volontà ad essere colpita). Certo se tutto dovesse di nuovo precipitare allora prenderei in considerazione anche questo, ma ora come ora aspetterò almeno che arrivi gennaio.

Una parte di me é convinta che la possibilità di guarigione stia nello studio,tuttavia la mia concentrazione e la mia memoria in questo momento non sono al massimo,al contrario. Anzi devo dire che questa diminuzione di memoria ed attenzione,insieme all'apatia,sono le cose che maggiormente mi preoccupano: temo infatti di non recuperare le mie capacità pre depressione e di conseguenza non riuscire a terminare gli studi universitari.

Per quanto riguarda gli specialisti come si capisce se si tratta di quelli adatti al mio caso? Questo è uno dei dubbi che maggiormente mi assillano: sono al secondo psichiatra, il primo l'ho scartato perché dopo sei mesi di terapie sono solo peggiorata. Ora con la nuova dottoressa mi trovo meglio, ma quello che mi é successo e quello che mi ha proposto devo dire che inizio a dubitare un po'...

7

lunedì, 31 dicembre 2018, 14:00

Più che a una clinica specializzata, cerca uno psichiatra bravo.
Se conosci qualcuno che è in cura ed ha tratto vantaggi dalla cura è meglio.
Sennò è ti diranno mille cose.
Facile dare la colpa al paziente: ultima ratio poi la clinica?
Intanto prova cosi, oppure con un privato farmacologo
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doctor Faust

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8

sabato, 05 gennaio 2019, 17:52

Occhio ad andare privatamente da un medico. I pazienti privati sono fonti di reddito, per cui non ti lascerà andare facilmente.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

9

sabato, 05 gennaio 2019, 19:31

Si in effetti.
Basta che sia competente con i farmaci.

Poi sai Doctor Faust.
Lo siamo per chiunque fonte di reddito.
Per l'agenzia immobiliare, per il benzinaio, per il pizzaiolo,per lo Stato stesso.
Le sanguisughe son ovunque: spiegami quali evitare e quali no !
A patto di:
Non finire senza casa.
Non fermarsi per strada senza benzina nell'auto che guidiamo.
Non mangiare:La mia cena sarà la pizza stasera.
Non finire nelle grinfie dell'Agenzia delle Entrate(mi dicono che non sia tanto bello).
Non finire peggio di come si sta non curandosi nella maniera opportuna.
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