Mi hanno detto che parlarne con qualcuno mi farà bene, io ci voglio credere.
Sono una nuova. Mai avuto problemi seri, quando avevo 14 anni avevo alcuni sintomi dell'anoressia portati dal fatto che avevo deciso all'improvviso di dimagrire e avevo perso 15 chili (gli otto che avrei dovuto perdere pù altri 5 che invece sarebbero dovuti rimanere) ma ne sono uscita e non ho mai comunque sofferto di depressione.
Ho incredibilmente azzeccato il liceo, ho deciso di andare al linguistico perchè non mi piaceva la matematica e mi sono trovata una passione per le lingue incredibile: sono entrata in prima liceo dicendo: "i have 13 years old" e dopo un anno ero la migliore della classe. Mi sono diplomata con il massimo, ho molti amici, ho sempre avuto relazioni stabili. Adesso ho 22 anni appena compiuti, iscritta alla facoltò di lingue straniere, Ho lavorato 4 mesi in America, ho partecipato al programma Erasmus in Germania e ho appena cominciato un tirocinio sempre in Germania: ma non mi importa più di nulla.
Il fatto che ho avuto sempre una bella vita mi ha portato alla prima difficoltà a crollare. Per colpa mia la persona per la quale ho ritardato la mia laurea cercandomi un tirocinio in Germania mi ha lasciata e mi ha trattata malissimo, facendomi sentire l'ultimo degli stracci che si usano per pulire il pavimento. Io invece che reagire, perdonare me stessa e andare avanti, non ho trovato alcuna ragione per andare avanti e ho continuato a farmi insultare e sto cominciando a credere di non valere veramente nulla.
Chi mi ha fatto più male non è comunque il mio ormai ex ragazzo, bensì un'altra persona che, pensando fossi una bambola senza sentimenti mi ha giocato un brutto scherzo; pensava che la mia vita era tanto perfetta che se me l'avesse sconbussolata un attimo non mi sarei scomposta così tanto. Invece ho reagito in maniera insapettata, ho provato a suicidarmi prendendo medicine a caso, ma mi hanno portata all'ospedale e i miei piani sono andati in fumo. Due settimane dopo mi sono ritrovata nel bagno con un rasoio e sebbene lo volessi veramente, non sono stata capace di uccidermi e mi sono tagliata il braccio evitando le vene. Ho notato mentre mi tagliavo che mi sentivo meglio perchè era come se un po' del dolore che avevo dentro uscisse fuori.
Quel giorno segna la fine della nostra relazione, prenoto un biglietto per l'italia e torno a casa dai miei, spaventati a morte per tutto quello che mi è successo.
Sebbene ne abbia parlato molte volte e ho tutto l'amore della mia famiglia e dei miei amici, non riesco a stare meglio.
I miei non sanno che sto a casa tutto il giorno a piangere a urlare, a parlare con lui, il mio ex ragazzo (parlare per finta, io gli parlo come se lui fosse davanti a me, gli parlo in Inglese o in Tedesco perchè ovviamente lui l'italiano non lo capisce); spesso mi coglie un dolore fortissimo al centro del petto che mi impedisce di respirare e l'unico modo per dormire la notte è cominciare ad immaginare che un giorno torneremo insieme, oppure pensare che c'è sempre la morte a salvarmi. Ma non ho il coraggio di farlo, ho paura di provarci e svegliarmi in ospedale, rovinata per sempre da menomazioni ma non morta.
Deduco da ciò che non voglio suicidarmi veramente, ma più vado avanti, più mi rendo conto che non riesco ad uscirne.
Il periodo di ferie che l'azienda mi aveva concesso per riprendermi finisce domenica, lunedì devo tornare in Germania e riprendere la mia vita, vedere le vie che percorrevo mano nella mano con lui, la mia autostima è scesa cosiderevolmente: lui mi ha insultato così tanto e io mi sono lasciata insultare così tanto che ora credo di non valere niente. Vorrei mollare tutto: l'università, il lavoro, dormire tutto il giorno e basta.
Vorrei fare della mia viita quello che ho fatto con il mio account di facebook: disattivarlo. Vorrei ci fosse un bottone su di me da schiacciare, che mi faccia addormentare e riattivarmi solo quando mi sento veramente pronta. Purtroppo non si puo'.
I miei sono molto preoccupati per me, mi hanno sempre appoggiata in tutto e per tutto e mi hanno sempre lasciata andare via e fare le mi esperienze, ora si domandano se abbiano fatto bene a darmi tutta questa libertà. Ho deciso di ripartire perchè l'Italia non è mai stato il mio paese, non mi ci sono mai trovata e sebbene mi manchi la mia famiglia, all'estero vivo meglio. Ho assicurato mia madre che ho superato la cosa e che sto meglio.
Un cavolo, non sto meglio, sono terrorizzata da quello che ne sarà della mia vita se non reagisco.Se non reagisco tutto quello che ho fatto fin'ora, i miei studi, i miei viaggi tutti i miei sforzi saranno vani, non voglio aver sprecato così tante energie e adesso buttare via tutto.
Ma non riesco ancora ad alzarmi. Sono una bella ragazza, non sono disperata perchè non troverò mai più un uomo, sono disperata perchè mi sono resa conto che alla prima difficoltà sono crollata, ho ascoltato troppo tempo e per troppo a lungo i rimproveri di una persona che diceva di amarmi alla follia e che mi ha ucciso psicologicamente. Gli ho creduto e ho distrutto la mia autostima. Ora ho il terrore di tutto e non sono più sicura di niente.
Giro per casa mia dicendo che sono depressa e piango per ogni stronzata.
Ho degli sprazzi in cui reagisco: quando prendo in mano dei fogli e gli scrivo, li posso esprimere al meglio me stessa. Gli scrivo lettere piene d'odio nel quale gli dico che non mi farò abbattere da lui, che mi riprenderò la mia vita e che lui non si deve permettere di trattarmi così. Queste lettere ovviamente non gliele spedisco, le tengo per me. Il problema è che reagisco troppo poco di rado e ho perso la fiducia in me stessa.
Le mie amiche cercano di farmi stare meglio in tutti i modi. Chiunque mi ha detto che io ho fatto un errore, ho chiesto scusa, me ne sono pentita e che se lui mi amava veramente sarebbe riuscito a perdonarmi. Perchè chi ama perdona. Io invece continuo a pensare con la sua testa, o meglio, quello che lui vuole farmi credere, che è tutta colpa mia, ho rovinato tutto io e che lui mi ama, io non l'ho mai amato, che sono una stronza e che se la nostra storia è finita è tutta colpa mia. Mi viene da ridere solo a scriverlo, una ragazza come me non dovrebbe nemmeno essere stata con uno che dice cose del genere. E invece eccomi qui ad addossarmi colpe che dopotutto non ho e a calarmi sempre di più in un tunnel buio stretto e senza fine.
Benvenuta a me!