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46

lunedì, 11 febbraio 2019, 22:12

Taigi
Grazie ma non c'è niente da dispiacersi, ripeto i problemi sono ben altri!
Guarda io a loro non dò colpe, nessuno ti insegna a fare il genitore,errare è umano,ed ognuno è fatto a modo suo
lo sbaglio è solo mio che ho voluto "adattarmi" e scendere a compromessi.

Riguardo all'utente, è iscritto da 6 anni su questo forum, e qualche messaggio vecchio me lo sono letto , mi viene spontaneo
chiedergli : ma in sti 6 anni cosa hai fatto per cambiare?

Fantozzianamente : ho sbagliato TUTTI i quote! :)

Sai ACE : per esperienza, se stai in una famiglia di m.come la mia...
Ci si adatta perchè non sappiamo fare diversamente: lo capiamo solo poi.
A molti che scrivevano di aver voglia immensa di mantenere i rapporti con i genitori,nonostante il loro disprezzo vero i figli, rispondevo che non fosse poi un male.Nessuno ti insegna a far il genitore: si , vero.In taluni casi meglio andarsene il prima possibile da ambienti orrendi.Sempre che ce ne si renda conto di questo: io un po'troppo tardi.
Scendere a compromessi: mah!Tu sei nato e cresciuto in quell'ambiente, normale l'adattarsi al peggio possibile.
(Scusa Pensavo a me: magari anche per te è stato cosi).

47

lunedì, 11 febbraio 2019, 23:04

Allora mi faccio un figlio Excel

Correttore automatico Freudiano....


Si dai! :)
Mi hai fatto sorridere e non ero certo al massimo della mia ironia :)
Un figlio Excel! Stupendo lapsus Freudiano!

48

martedì, 12 febbraio 2019, 09:02

Credo di avere gravi problemi di autostima, che non ho mai superato...la mia autostima, che è stata sempre bassa, dopo quel lutto di 13 anni fa è calata a picco e con gli anni è andata solo peggiorando, non sono più riuscito a rialzarmi e in questo sicuramente la mia famiglia non mi ha aiutato, anzi non mi capiva e mi criticava per il mio essere così remissivo.....sono andato avanti cercando di mascherare questo mio enorme vuoto dietro uno stile di vita al limite del dissoluto nel quale trovavo la mia pace dalle ansie e dai complessi che mi bloccavano....quando nel 2013 mi registrai a questo forum ero già in cura da uno psicoterapeuta, avevo fatto le visite psichiatriche, avevo assunto daparox e xanax per diversi mesi.....ma le cose sono migliorate tanto rapidamente, quanto rapidamente hanno ripreso a peggiorare, perché a un certo punto della terapia sono, posso oggi constatare, uscito di senno senza rendermene conto e ciò mi ha portato a mandare scioccamente a quel paese il terapista.....venuta a mancare questa importante stampella, sono ricaduto nelle vecchie abitudini, inutile dire che la mia famiglia nuovamente non ha compreso il periodo che stavo attraversando e mi ha subissato di critiche...e oggi mi ritrovo qui, senza sapere da dove ripartire perché la mia bassissima autostima mi impedisce di iniziare qualsivoglia progetto di vita.

49

martedì, 12 febbraio 2019, 09:20

e riprendere la psicoterapia?
visto che ti sei trovato bene e che ti è stato utile, potresti cercarti un altro professionista.
namasté

50

martedì, 12 febbraio 2019, 11:57

e riprendere la psicoterapia?
visto che ti sei trovato bene e che ti è stato utile, potresti cercarti un altro professionista.

Se non fossi stato trascinato dai miei qualche anno fa, perché non sopportavano più di vedermi in quello stato, neanche ci sarei andato la prima volta... è vero, si è rivelato utile, ma nella fase conclusiva della terapia capii che avevo sbagliato tutto, il terapeuta fu bravo nel solleticare il mio narcisismo, ma eliminata quella fonte di approvazione, non avevo conquistato nulla in termini di autostima

51

martedì, 12 febbraio 2019, 12:04

quindi?
ora che vuoi fare?
namasté

52

martedì, 12 febbraio 2019, 13:06

me lo chiedi come se lo sapessi, in realtà non so darti una risposta

53

martedì, 12 febbraio 2019, 13:22

no, no....era una domanda vera, non retorica.
secondo me dovresti almeno provare a rivolgerti ad uno psicologo
namasté

54

martedì, 12 febbraio 2019, 13:40

Anche la mia risposta è seria, vivo le giornate da vegetale e non sento alcuna forza per reagire

55

martedì, 12 febbraio 2019, 14:04

le cose quotidiane come riesci a gestirle? ti fai da mangiare, ti lavi e cambi di vestiti?
namasté

Michele®

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56

martedì, 12 febbraio 2019, 14:25

Ciao Rafiki, ma quindi se posso chiedertelo: cosa intendi fare adesso? cioè, come intendi affrontare e vivere la tua vita? Oltre alla psicoterapia hai mai pensato ad una terapia farmacologica (psichiatrica)? o sei totalmente contrario a questo genere di approccio? Oppure a dare un taglio a tutto e tentare un trasferimento all'estero per trovare più facilmente un lavoro vivendo un'esperienza diversa?

Nb: non intendevo fare confusione mettendo le cure psichiatriche allo stesso livello di trovarsi un lavoro all'estero, ma intendevo sottolineare l'importanza che quando si vivono situazioni particolarmente piatte, senza interessi etc. è spesso risolutivo fare qualcosa che non si è mai fatto (riferito, è inteso, a cose positive). Io ad esempio anni fa dopo un periodo analogo al tuo mi trasferii per un periodo in Inghilterra per vivere un'esperienza nuova.

Altri amici hanno fatto scelte analoghe ed un paio sono rimasti uno in Spagna ed un altro è stato oltre 10 anni in Australia e ti assicuro che a tutti queste esperienze hanno fatto bene dando una diversa prospettiva della vita. Questo per dire che alle volte talune esperienze di vita possono essere più efficaci di tante terapie perché molto spesso il nostro malessere interiore è legato alla nostra mancanza di appagamento, di stimoli esterni e di una vita adeguata alla nostra età.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

57

martedì, 12 febbraio 2019, 14:55

la huesera, sono autonomo e metodico nelle mie cose, finché si tratta di poterle sbrigare da solo non ho problemi di sorta, quando invece sono costretto a fare affidamento ad altre persone, a dover chiamare gente, chiedere informazioni, ecc., inizio a diventare evitante.

Michele, per quanto riguarda l'esperienza all'estero ci ho pensato tante volte, feci anche un thread qui qualche tempo fa, ma come per le altre cose, è una idea che viene e va dalla mia mente e difficilmente sarei in grado di concretizzarla.

Pipoloco

Non registrato

58

giovedì, 14 febbraio 2019, 19:25

Ciao Rafiki, scrivo perché leggendoti mi ritrovavo nelle tue parole. Odio il mio lavoro e ogni giorno faccio uno sforzo enorme per sopportarlo, e questo mi svuota psichicamente e mi succhia tutte le energie. Come te ho una personalità evitante, che si è aggravata da quando tre anni fa ho perso la mia compagna, mia ragione di vita.
Io a 56 anni non ho il coraggio di licenziarmi, temo che cadrei dalla padella nella brace, ma mi sembra di gettare la mia vita nella spazzatura ogni giorno che passo sul posto di lavoro.
Tu sei ancora giovane, devi trovare la forza di metterti in gioco, e soprattutto andartene via di casa a vivere da solo.
Forse a volte c'è bisogno di mettersi da soli in condizioni difficili per trovare la forza di reagire.

Tanja

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59

domenica, 17 febbraio 2019, 11:51

Rafiki hai mai lavorato nella ristorazione?