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31

sabato, 01 agosto 2009, 14:42

Sono contento che qualcuno la pensa così, se faccio questi discorsi ai miei amici (o familiari) mi mandano di sicuro da uno psicologo...e questo aumenta il disagio, visto che devo sempre vivere una sorta di "doppia identità"..

LunaX

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32

sabato, 01 agosto 2009, 14:47

Sì, ti capisco. Penseranno che sei troppo pessimista e un po' "disadattato". Quanti anni hai?
[...]

33

sabato, 01 agosto 2009, 14:51

Una ventina..e questi discorsi sono "anomali" a questa età felice e spensierata dove si dovrebbe pensare solo alle donne... :hmm:

LunaX

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34

sabato, 01 agosto 2009, 15:15

Non penso proprio... io li sentivo miei da molto tempo prima, questo mito dell'età spensierata e felice non mi è mai appartenuto, ognuno è un individuo a se stante con i propri pensieri, esperienze e indole, quindi non ti lasciar condizionare da queste visioni... e nemmeno troppo dalle tesi più pessimiste, però. Io posso solo suggerirti di dedicare il giusto tempo a certi pensieri e di non lasciarti dominare troppo da essi, anche se mi rendo conto che non è così controllabile come processo.
[...]

35

sabato, 01 agosto 2009, 15:19

Direi che è molto difficile controllare i propri pensieri e le proprie reazioni...io ad esempio so che quando sono nei brutti momenti, non dovrei stare in casa a leggere o ad ascoltare musica triste, ne sono consapevole..però mi diviene quasi una droga, ne sento il bisogno, è l'unica cosa che ho voglia di fare..ed in questo modo, invece di riprendermi, vado sempre più giù...mi faccio condizionare molto da quelli che mi sono attorno, anche le persone più anziane che mi continuano a dire:" godi finchè puoi"...ed io allora penso, se sto così a vent'anni, come sarò a 50/60??? oppure anche nella letteratura con "quant'è bella giovinezza che si sfugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza"..

Diverso

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36

sabato, 01 agosto 2009, 15:54

Ciao, ecco alcuni pensieri miei...
Vedo che sei una specie di filosofo... e pensi tanto. Non so niente di filosofia ad alto livello, ma penso tanto anche io, troppo, e ti posso dire che hai ragione. Pensare troppo ti porterà a capire cose che non avresti mai voluto capire, perchè rimarrai triste e deluso. Chi cade in depressione per eventi spiacevoli nel corso della vita ha buone scuse, ma chi cade in depressione perchè è naturalmente portato alla depressione perchè pensa troppo ed è troppo sensibile... è nei guai. Io sono nei guai come te, e probabilmente molto più di te.
Hanno fatto uno studio che ha trovato che quello che pensavo ha un fondamento di verità: spesso non sono i depressi ad essere troppo pessimisti, ma sono quelli che sono felici che sono troppo ottimisti. Questo vuol dire che quelli che sono sempre felici spesso sono solo illusi, spesso superficiali, e invece quelli che soffrono e si preoccupano sono quelli che sono più sensibili, empatici, realisti.
Perchè la realtà fa schifo, la società è un fallimento, e chi non lo vede è solo un illuso. Ci sono cose per cui vale la pena essere felici, ma se sei realista sai che ci sono molte più cose per cui preoccuparsi ed essere delusi che cose di cui essere felici.
La realtà è brutta. Non è una questione di essere pessimisti. Lo dicono i sociologi, gli psicologi, gli studiosi. Tutti sanno che se tu non cerchi gli altri, gli altri non cercheranno te. Tutti sanno che se sei depresso sarai abbandonato. Tutti sanno che più hai bisogno e più la gente ti considera un peso e ti volta le spalle. Tutti sanno che quando non sei più normale e ti ammali tutti gli altri spariscono. Tutti sanno che c'e gente che ti parla dietro le spalle. Tutti sanno che l'apparenza è importante nella società. Tutti sanno che se non sei come gli altri sarai escluso... Tutto questo non sempre, per fortuna, ma tutti sanno che è quello che capita regolarmente.

E quindi? Bisogna per forza restare depressi? No. Se si vuole, si può cercare... o di dimenticarsi di tutti questi problemi e abituarsi a fregarsene (quindi facendo finta di essere illusi e lasciare correre, tanto non c'e altra alternativa), o fare qualcosa per vivere in mezzo a questi problemi, toccarli con mano... lavorando per aiutare le persone meno fortunate di noi, per esempio... ci si ricorda dello schifo nella realtà, ma si fa anche qualcosa che ci farà sentire meglio...

Ciao.
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

37

sabato, 01 agosto 2009, 18:11

Beh, niente da aggiungere, mi pare tu abbia fatto un riassunto dei post :D
L'unica cosa alla fine, dimenticarsi dei problemi esistenziali (parlo per me) credo sia impossibile, l'unica forse è cercare di fregarsene anche se è molto difficile..sai quante volte ho provato (e tuttora sto provando)? Mi sto allenando però ;)

38

sabato, 01 agosto 2009, 18:36

allora come sottolinea diverso la società fa schifo ,il mondo va a rotoli...ed è sovrastato da un senso di morte...ma l'uomo che può fare di fronte a tutto questo?' deve piangere e pensare dalla mattina alla sera?? credo che nessuno voglia vivere la propria vita così..non conviene rimboccarsi le maniche e tuffarsi in questo schifo di realtà e prendere quello che di buono ci concede??

secondo me non si tratta di essere ottimisti o pessimisti..si tratta di decidere se vogliamo vivere noi la vita o far si che il pensiero continuo te lo renda insopportabile?? filosofia spicciola( personale)...

e poi caro ( posso dire caro? :) ) non è vero che poi si peggiora a trenta ,quaranta..o cinquanta..
ma anzi si può capire che la vita anche se fa pena vale sempre la pena di viverla!!

39

sabato, 01 agosto 2009, 19:47

Probabilmente, quelli che dicono che si peggiora con l'età, credo lo intendano in senso fisico e non psicologico..anche se le cose possono essere collegate in certi casi; speriamo, come dici tu, che si possa capire che vale la pena vivere, lo dirò col tempo, ora come ora cerco di non farmi un pensiero fisso, ma il più generale possibile, senza scartare nessuna possibilità..