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Anch'io ho le tue stesse caratteristiche,anch'io ho iniziato da qualche mese un percorso di psicoterapia e anch'io non so quale e soprattutto se ci sia una via d'uscita...
mi sento un fallimento ed un peso
Soprattutto questo secondo punto...Faccio un sacco di cose,università,sport,gruppo di amici,guido,non fumo,non bevo,vita normale,ma nessuna soddisfazione dalle cose che faccio,nessuna voglia di farle...Lunedì avrei un'esame all'università che non riesco a fare...Guarda come funziono:quando supero gli esami non ho nessuna soddisfazione,nessuna gioia,quando però non li supero o non li sostengo come in questo caso vado in crisi...è pazzesco...Al momento però non riesco proprio più a trovare quella gioia
quell'ardore che metteva in moto la mia voglia di fare.
Date of registration: Jan 13th 2012
Location: Crema-CR
Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista
La via d'uscita si guadagna trovando quella d'entrata e facendosi per bene e intelligentemente e in modo veramente partecipe tutto il percorso, perchè l'esperienza cui si è costretti e stretti da un'interiorità che avanza, senza riguardo, le sue ragioni è tutta da comprendere, da fare propria, trovando gradualmente e alla fine in modo pieno la consonanza, l'intesa con se stessi, con questa parte di sè profonda che ha mosso il tutto. In sostanza, anche se l'esperienza pare sciagurata, in realtà dal punto di vista del tuo profondo non lo è affatto, tant'è che te la offre come esperienza e passaggio necessario, certamente interrompendo il più agevole vivere e procedere consueto. Il profondo di cui parlo è quella parte di noi, che ben più e meglio della nostra parte "alta", cosiddetta consapevole e pensante( e che ritiene, erroneamente, d'avere l'esclusiva, in casa propria, del pensiero), ha consapevolezza di noi e della nostra condizione, tant'è che nel sentire ( emozioni, stati d'animo ) di ogni istante, di cui è mente e regia, traccia nel vivo il senso di ciò che stiamo facendo e vivendo, nei sogni sviluppa pensiero, riflessione attorno a noi, dunque non dorme. Se a un certo punto tutto si blocca, la stima e considerazione di sè da malcerte divengono presto esangui, tutto pare insignificante....forse è venuto il momento di darsi una bella verifica e regolata, non di quelle del rimettere assieme i soliti pezzi e pezze, ma del rigirare tutto di noi per capire, del guardare finalmente le cose nell'intimo e dall'interno, del fare soprattutto nostra la consapevolezza di questa parte di noi profonda, che attraverso i sogni particolarmente e attraverso il sentire ( da ascoltare e da intendere in ciò che vuole dire e non da commentare e spiegare) è ben lieta di guidarci, in simili casi, a lavorare su di noi per acquisire statura di individui e consistenza vera, che ci faranno meritare allora, solo allora, la nostra stima, che ci faranno capire cosa per noi ha valore vero e perchè. Lavorare su di sè, addentrarsi nel lavoro di conoscenza, mettere assieme il bagaglio necessario per il cammino futuro, del capire chi si è, del trovare il proprio sguardo e pensiero, del capire ciò che si vuole e si ama veramente, del costruire la maturità che non c'è ( non la maturità del sentirsi adeguati alle richieste dell'ambiente, ma quella sostanziale, necessaria per camminare a modo proprio e per propri scopi)...questo la crisi vuole...ottima opportunità. Ciao e buon lavoro, Pierangelo Lopopolonon so bene nemmeno io come ho fatto a ritrovarmi nella situazione in cui mi trovo adesso.
sto seguendo un percorso di psicoterapia che voglio portare avanti fino in fondo,
non prendo alcun tipo di medicine.
sono sempre stata una tipa in gamba, a detta di molti.
ottima studentessa, brava ragazza, senza pregiudizi,
insomma, una persona pulita, ecco.
eppure mi trovo letteralmente bloccata in un vicolo cieco,
non capisco nemmeno io come abbia potuto scivolarmi tutto di mano.
l'apatia, il senso di futilità e la malinconia dominano la mia esistenza
e non sembrano proprio volersene andare!
ma davvero dopo ogni crisi c'è una nuova vita?
perchè talvolta mi sembra davvero che questa sia proprio la fine
e che non vi sia via d'uscita.
voi conoscete questo tipo di "problema"?
perchè per me è nuovo e mi fa paura.
La ringrazio infinitamente per il suo intervento che ho letto più di una volta.La via d'uscita si guadagna trovando quella d'entrata e facendosi per bene e intelligentemente e in modo veramente partecipe tutto il percorso, perchè l'esperienza cui si è costretti e stretti da un'interiorità che avanza, senza riguardo, le sue ragioni è tutta da comprendere, da fare propria, trovando gradualmente e alla fine in modo pieno la consonanza, l'intesa con se stessi, con questa parte di sè profonda che ha mosso il tutto. In sostanza, anche se l'esperienza pare sciagurata, in realtà dal punto di vista del tuo profondo non lo è affatto, tant'è che te la offre come esperienza e passaggio necessario, certamente interrompendo il più agevole vivere e procedere consueto. Il profondo di cui parlo è quella parte di noi, che ben più e meglio della nostra parte "alta", cosiddetta consapevole e pensante( e che ritiene, erroneamente, d'avere l'esclusiva, in casa propria, del pensiero), ha consapevolezza di noi e della nostra condizione, tant'è che nel sentire ( emozioni, stati d'animo ) di ogni istante, di cui è mente e regia, traccia nel vivo il senso di ciò che stiamo facendo e vivendo, nei sogni sviluppa pensiero, riflessione attorno a noi, dunque non dorme. Se a un certo punto tutto si blocca, la stima e considerazione di sè da malcerte divengono presto esangui, tutto pare insignificante....forse è venuto il momento di darsi una bella verifica e regolata, non di quelle del rimettere assieme i soliti pezzi e pezze, ma del rigirare tutto di noi per capire, del guardare finalmente le cose nell'intimo e dall'interno, del fare soprattutto nostra la consapevolezza di questa parte di noi profonda, che attraverso i sogni particolarmente e attraverso il sentire ( da ascoltare e da intendere in ciò che vuole dire e non da commentare e spiegare) è ben lieta di guidarci, in simili casi, a lavorare su di noi per acquisire statura di individui e consistenza vera, che ci faranno meritare allora, solo allora, la nostra stima, che ci faranno capire cosa per noi ha valore vero e perchè. Lavorare su di sè, addentrarsi nel lavoro di conoscenza, mettere assieme il bagaglio necessario per il cammino futuro, del capire chi si è, del trovare il proprio sguardo e pensiero, del capire ciò che si vuole e si ama veramente, del costruire la maturità che non c'è ( non la maturità del sentirsi adeguati alle richieste dell'ambiente, ma quella sostanziale, necessaria per camminare a modo proprio e per propri scopi)...questo la crisi vuole...ottima opportunità. Ciao e buon lavoro, Pierangelo Lopopolo
non so bene nemmeno io come ho fatto a ritrovarmi nella situazione in cui mi trovo adesso.
sto seguendo un percorso di psicoterapia che voglio portare avanti fino in fondo,
non prendo alcun tipo di medicine.
sono sempre stata una tipa in gamba, a detta di molti.
ottima studentessa, brava ragazza, senza pregiudizi,
insomma, una persona pulita, ecco.
eppure mi trovo letteralmente bloccata in un vicolo cieco,
non capisco nemmeno io come abbia potuto scivolarmi tutto di mano.
l'apatia, il senso di futilità e la malinconia dominano la mia esistenza
e non sembrano proprio volersene andare!
ma davvero dopo ogni crisi c'è una nuova vita?
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perchè per me è nuovo e mi fa paura.

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