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Date of registration: Feb 23rd 2009
Location: Thornfield Hall
Occupation: Studentessa(speriamo per l'ultimo anno)
Mi chiedevo: come sfoghi la tua violenza?
C'è violenza in te?
Oggi penso questo: tu dici di aver paura di essere aggressiva.
E quindi stai sola proprio in ragione di questa tua percezione.
Ma è sbagliato?
E' sbagliato essere aggressivi? Sentire la propria violenza?
Ti faccio una domanda: è sana una persona che non è mai violenta, né a parole, né a gesti?
E' sana una persona che non può sfogarsi?
Un accenno storico: nell'ottocento, le mamme inglesi, per controllare i bambini maschi, fino all'età di otto anni, li vestivano, in casa, da femmine.
La vergogna, grandissima, di uscire per casa vestiti da femmine portava i maschi inglesi ad ubbidire ciecamente alle madri. Inoltre, sempre queste madri, fotografavano i bambini vestiti da femmine. E tenevano le foto. E se un figlio osava disubbidire, mostravano le foto in giro.
Pensa ad Oscar Wilde che fu incarcerato a Reading per la sua "pederastia".
Controllo della violenza.
Idea che le donne possano essere violente.
Tu sei una donna e ti definisci violenta.
E' così?
Ti chiedo: le donne possono essere violente?
Cosa contraddistingue la violenza delle donne dalla violenza degli uomini?
Fare male agli altri?
No.
La violenza femminile non si esplica nel fare male agli altri.
Nessuna donna, mai, se è pienamente consapevole della propria femminilità fa del male agli altri.
L'idea che le donne ci sottraggano a noi, stupida genìa maschile, la violenza mi è intollerabile. La violenza ha un'elevata dose di stupidità.
Stupidità che le donne, Jane, non hanno.
Stupidità che le donne, Jane, non capiscono.
In quanto scrivi, io percepisco la tua "ossessione" che tu possa fare del male agli altri.
Ma è una falsa percezione: non sei un maschio.
La violenza che senti, forse, nasce da un fatto... non essendo stata riconosciuta come ragazza alle superiori, il tuo inconscio ha strutturato un "alter ego" (Latino: un altro Io) maschile.
Se i tuoi compagni non ti amavano nella tua femminilità, (i tuoi compagni era allora dei Borghesi e mi dispiace immensamente che tu abbia dovuto frequentare una scuola borghese), tu hai costruito un'Identità maschile.
E questa identità maschile ti spinge a pensieri violenti.
Ma la vera Jane, la donna Jane, è violenta?
No.
.....
No, non lo credo.
Come può una donna violenta amare Austen?
Come può una donna violenta avere i capelli odorosi di rugiada e di erica?
......
Oggi, vorrei dirti questo: lascia la tua identità maschile.
No: l a s c i a c i la tua identità maschile. A me. A noi stupidissimi, idioti, uomini.
A noi, vile razza maschile.
Tu sei una donna Jane.
Una donna.
A te non è dato capire l'amore dei maschi per il Nazionalsocialismo, per il Razzismo, per la Violenza, per la Guerra.
I "quattro cavalieri moderni dell'Apocalisse" come scrissi io tanto tempo fà.
Non riesci a concentrarti: sì, credo di intuire qualcosa.
Non ci riesci perché in te c'è un Ego vero... tu. Poi c'è un alter Ego maschile... che ti disturba.
E ti senti confusa, ansiosa...
.........
L'unica soluzione sarebbe, perdona la brutalità, predere per le palle la tua parte maschile.
Ed è questo che ti voglio dire: prendi per le palle la tua mascolinità Jane.
Scoprendo la Donna-lupo che puoi essere.
Date of registration: Feb 23rd 2009
Location: Thornfield Hall
Occupation: Studentessa(speriamo per l'ultimo anno)
Jane, vedi, io credo che sia un meccanismo di Distruttività.
In realtà, tu dici di o d i a r e la tua timidezza, il tuo truccarti poco, il tuo essere riservata.
Ma sei sincera?
Quando dici: odio la mia solitudine, sei sincera?
Oppure è un fatto di schemi mentali? Mi spiego: a te piace stare sola. La società, lì fuori, invece, dice che la felicità è stare con gli altri.
Tu accetti il luogo comune (è giusto stare con gli altri) e ti senti in colpa.
Va bene.
Ma sei sincera con te stessa?
Prendi Wunthering highs.
Un libro che, immagino, tu possa amare.
In questo libro della Broente. (scrivo oe perché non so scrivere la dieresi della e) c'è un casa.
E in questa casa ci sono dei c o n f i n i.
Mura.
C'è una casa.
Una storia in questa casa.
Dunque: tu dici di voler essere libera.
Dici di non accettare nessuna costrinzione.
Pure: ti dai ad un mondo, fondamentalmente, di solitudine.
Quando, una volta uscita con i tuoi amici e le tue amiche, torni a casa, Jane, tu guardi le mura. E cosa percepisci nel loro e s s e r c i?
Domande...
Ero di là e facevo dei tortellini (ho ancora le mani sporche di farina).
Pensavo a te.
E pensavo: ti dai dei limiti.
Perchè?
E mi veniva in mente la tua adolescenza. I tuoi compagni maschi, ti davano dei limiti (dicevano che eri brutta...). Ma tu quei limiti li cerchi?
E se la tua ansia nascesse da questo?
C'è una parte di te che vuole t o r n a r e ragazza e rivivere quei giorni?
E' assurdo: ma se ci fosse un desiderio di rivivere quei giorni?
Magari per v i n c e r e quei maschi idioti e borghesi?
Per dire: io sono bella e voi siete degli stronzi?
Sogni di metterli con le spalle al muro, Jane?
Sogni ancora oggi di farti valere?
Parte della tua anima è ancora lì?
Il fatto è questo: l'adolescenza, Jane, è come una centrale elettrica. E la vita è come una città. La centrale elettrica dà l'energia alla città. E se si spegne, la città ha un black-out.
La tua adolescenza è stata segnata da una solitudine:sì, stavi con i tuoi amici... sì, sei uscita tante volte, c'è l'università... gli studi... pure, di fondo, la centrale elettrica della tua adolescenza è piena di violenza, lampi, scariche tesla, alto-voltaggi... e cerchi controllo?
Cerchi un "tecnico" per la centrale elettrica della tua adolescenza, Jane?
Io ho 33 anni. Ciò che ho capito è questo: è un errore.
Non devi cercare una seconda persona che interagisca con i tuoi sentimenti di ragazza, Jane.
Io, Pavél, penso che tu abbia tutte le doti per darti delle regole. Sei una donna: e solo le donne sono capaci di capire il proprio cuore.
Cerca il tuo cuore, Jane.
Può essere una fenice che tra fiamme d'oro, corre accanto all'Oceano, può essere una costellazione disegnata da te in un cielo scuro scuro... può essere una goccia d'acqua che vola verso il lago in una freddissima mattina di un febbraio svedese....
Jane...
Non permettere che ci siano limiti.
Non desiderare confini.
Non costruire mura.
Non portare armi.
Anzi: allenati ad essere indifesa.
Allenati a parlare di te...
Farlo è difficilissimo.
Ma soprattutto questo: la dolcezza.
Jane: allenati alla dolcezza.
Allenati a sentire il romanticismo...
Sentilo nel tuo cuore.
A c c e t t a l o profondamente nel tuo cuore...
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)
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Date of registration: Dec 5th 2008
Location: Modena
Occupation: impiegata
non riesco ad afferrare bene quello che sento o vedo.Come se la mia mente fosse inceppata,rallentata,offuscata
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