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Jane_Eyre

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16

Thursday, September 10th 2009, 12:56pm


Mi chiedevo: come sfoghi la tua violenza?

C'è violenza in te?

Oggi penso questo: tu dici di aver paura di essere aggressiva.

E quindi stai sola proprio in ragione di questa tua percezione.

Ma è sbagliato?

E' sbagliato essere aggressivi? Sentire la propria violenza?

Ti faccio una domanda: è sana una persona che non è mai violenta, né a parole, né a gesti?

E' sana una persona che non può sfogarsi?

Un accenno storico: nell'ottocento, le mamme inglesi, per controllare i bambini maschi, fino all'età di otto anni, li vestivano, in casa, da femmine.

La vergogna, grandissima, di uscire per casa vestiti da femmine portava i maschi inglesi ad ubbidire ciecamente alle madri. Inoltre, sempre queste madri, fotografavano i bambini vestiti da femmine. E tenevano le foto. E se un figlio osava disubbidire, mostravano le foto in giro.

Pensa ad Oscar Wilde che fu incarcerato a Reading per la sua "pederastia".

Controllo della violenza.

Idea che le donne possano essere violente.

Tu sei una donna e ti definisci violenta.

E' così?

Ti chiedo: le donne possono essere violente?

Cosa contraddistingue la violenza delle donne dalla violenza degli uomini?

Fare male agli altri?

No.

La violenza femminile non si esplica nel fare male agli altri.

Nessuna donna, mai, se è pienamente consapevole della propria femminilità fa del male agli altri.

L'idea che le donne ci sottraggano a noi, stupida genìa maschile, la violenza mi è intollerabile. La violenza ha un'elevata dose di stupidità.

Stupidità che le donne, Jane, non hanno.

Stupidità che le donne, Jane, non capiscono.

In quanto scrivi, io percepisco la tua "ossessione" che tu possa fare del male agli altri.

Ma è una falsa percezione: non sei un maschio.

La violenza che senti, forse, nasce da un fatto... non essendo stata riconosciuta come ragazza alle superiori, il tuo inconscio ha strutturato un "alter ego" (Latino: un altro Io) maschile.

Se i tuoi compagni non ti amavano nella tua femminilità, (i tuoi compagni era allora dei Borghesi e mi dispiace immensamente che tu abbia dovuto frequentare una scuola borghese), tu hai costruito un'Identità maschile.

E questa identità maschile ti spinge a pensieri violenti.

Ma la vera Jane, la donna Jane, è violenta?

No.

.....

No, non lo credo.

Come può una donna violenta amare Austen?

Come può una donna violenta avere i capelli odorosi di rugiada e di erica?

......

Oggi, vorrei dirti questo: lascia la tua identità maschile.

No: l a s c i a c i la tua identità maschile. A me. A noi stupidissimi, idioti, uomini.

A noi, vile razza maschile.

Tu sei una donna Jane.

Una donna.

A te non è dato capire l'amore dei maschi per il Nazionalsocialismo, per il Razzismo, per la Violenza, per la Guerra.

I "quattro cavalieri moderni dell'Apocalisse" come scrissi io tanto tempo fà.

Non riesci a concentrarti: sì, credo di intuire qualcosa.

Non ci riesci perché in te c'è un Ego vero... tu. Poi c'è un alter Ego maschile... che ti disturba.

E ti senti confusa, ansiosa...

.........

L'unica soluzione sarebbe, perdona la brutalità, predere per le palle la tua parte maschile.

Ed è questo che ti voglio dire: prendi per le palle la tua mascolinità Jane.

Scoprendo la Donna-lupo che puoi essere.


Pavely...innanzitutto voglio dirti una cosa che mi scaturisce proprio dal cuore:voglio complimentarmi con te,da come scrivi dimostri davvero di essere una persona di una profondita' e di una poeticita' quasi sovraumana...quando mi accorgo che esistono persone come te,nutro ancora un pochino di fiducia nel genere umano.Grazie.

Tornando al post....la tua e' una teoria molto interessante,alla quale non avevo mai pensato.Anche se in realta' questa parte di me io la considero piu' malata che maschile...la vedo come una specie di tumore della mente,qualcosa che bene o male c'e',ma che sento che non dovrebbe esserci,qualcosa di estraneo che va estirpato.Come?Credo che non trovero' mai la risposta....

Pavély

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17

Thursday, September 10th 2009, 1:02pm

Ti prego: non farmi più complimenti.

........

Riguardo al modo per uscirne, posso indicarti una strada?

Ti do una parola.

Schwarzpedagogie.

Ragionaci su.

Piccola.

Tedesca.

Chiediti: cosa vuole dire?

Perché Pavél la scrive quì, oggi?

Cercala con Google.

E se ti va, se non sai il tedesco, cerca i risultati in Italiano.

Osserva: la tua adolescenza ha avuto holder nella schwarzpedagogie nella persona dei tuoi compagni di classe.

Cioè: i maschi della tua adolescenza hanno messo in campo, verso di te, una schwarzpedagogie.
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Jane_Eyre

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18

Thursday, September 10th 2009, 1:13pm

Una pedagogia dell'emarginazione...beh,e' proprio cosi'.Mi hanno sempre fatto sentire sbagliata...sempre.Mi hanno piano piano convinta di essere io nel torto,e loro nella ragione.Di essere davvero come loro dicevano che ero...
Il fatto è che nella mia vita non ho mai avuto molto di che sorridere...la mia vita famigliare non e' ,e non e' stata,delle piu' rosee...quando andavo a scuola mi portavo dietro i problemi che avevo a casa,e mi veniva difficile mostrarmi spendierata,sorridente...io non sono brava a mascherare le emozioni.Se non mi veniva da sorriedere,non lo facevo e basta.Se non me la sentivo di aprirmi agli altri,non lo facevo e basta.Ma gli altri dovevano per forza punirmi per non essere come volevano,per non rispondere al loro concetto di NORMALITA'.
Va beh,stiamo parlando di persone che inneggiavano a Mussolini...non ci si puo' aspettare troppo da loro.Pero' sono riusciti a far scendere la mia autostima a 0.Sono riusciti a farmi perdere un anno di scuola.e a rovinarenuna parte della mia vita.Perche' io comunque aevo letteralmente paura di andare a scuola..ogni mattina mi trovavo a dover fare i conti con il terrore piu' puro.

Pavély

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19

Thursday, September 10th 2009, 5:43pm

(Fà male ascoltare questo...)

Io ero comunista.

Io, Pavél, andavo a scuola con lo Shtò djelat' del Lenìn. (Il libro fondante della cultura comunista).

...

Fascisti.

Jane... da che famiglie venivano?

Vorrei sapere se erano figi della Borghesia bene.
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Pavély

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20

Thursday, September 10th 2009, 5:44pm

Devi comprendere che tutte le famiglie borghesi si confrontano con una Schwarzpedagogie il cui scopo è quello di selezionare persone con una forte carica aggressiva capaci di difendere il Capitalismo.
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Lady-K

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21

Tuesday, September 15th 2009, 9:52pm

Jane, vedi, io credo che sia un meccanismo di Distruttività.

In realtà, tu dici di o d i a r e la tua timidezza, il tuo truccarti poco, il tuo essere riservata.

Ma sei sincera?

Quando dici: odio la mia solitudine, sei sincera?

Oppure è un fatto di schemi mentali? Mi spiego: a te piace stare sola. La società, lì fuori, invece, dice che la felicità è stare con gli altri.

Tu accetti il luogo comune (è giusto stare con gli altri) e ti senti in colpa.

Va bene.

Ma sei sincera con te stessa?

Prendi Wunthering highs.

Un libro che, immagino, tu possa amare.

In questo libro della Broente. (scrivo oe perché non so scrivere la dieresi della e) c'è un casa.

E in questa casa ci sono dei c o n f i n i.

Mura.

C'è una casa.

Una storia in questa casa.

Dunque: tu dici di voler essere libera.

Dici di non accettare nessuna costrinzione.

Pure: ti dai ad un mondo, fondamentalmente, di solitudine.

Quando, una volta uscita con i tuoi amici e le tue amiche, torni a casa, Jane, tu guardi le mura. E cosa percepisci nel loro e s s e r c i?

Domande...

Ero di là e facevo dei tortellini (ho ancora le mani sporche di farina).

Pensavo a te.

E pensavo: ti dai dei limiti.

Perchè?

E mi veniva in mente la tua adolescenza. I tuoi compagni maschi, ti davano dei limiti (dicevano che eri brutta...). Ma tu quei limiti li cerchi?

E se la tua ansia nascesse da questo?

C'è una parte di te che vuole t o r n a r e ragazza e rivivere quei giorni?

E' assurdo: ma se ci fosse un desiderio di rivivere quei giorni?

Magari per v i n c e r e quei maschi idioti e borghesi?

Per dire: io sono bella e voi siete degli stronzi?

Sogni di metterli con le spalle al muro, Jane?

Sogni ancora oggi di farti valere?

Parte della tua anima è ancora lì?

Il fatto è questo: l'adolescenza, Jane, è come una centrale elettrica. E la vita è come una città. La centrale elettrica dà l'energia alla città. E se si spegne, la città ha un black-out.

La tua adolescenza è stata segnata da una solitudine:sì, stavi con i tuoi amici... sì, sei uscita tante volte, c'è l'università... gli studi... pure, di fondo, la centrale elettrica della tua adolescenza è piena di violenza, lampi, scariche tesla, alto-voltaggi... e cerchi controllo?

Cerchi un "tecnico" per la centrale elettrica della tua adolescenza, Jane?

Io ho 33 anni. Ciò che ho capito è questo: è un errore.

Non devi cercare una seconda persona che interagisca con i tuoi sentimenti di ragazza, Jane.

Io, Pavél, penso che tu abbia tutte le doti per darti delle regole. Sei una donna: e solo le donne sono capaci di capire il proprio cuore.

Cerca il tuo cuore, Jane.

Può essere una fenice che tra fiamme d'oro, corre accanto all'Oceano, può essere una costellazione disegnata da te in un cielo scuro scuro... può essere una goccia d'acqua che vola verso il lago in una freddissima mattina di un febbraio svedese....

Jane...

Non permettere che ci siano limiti.

Non desiderare confini.

Non costruire mura.

Non portare armi.

Anzi: allenati ad essere indifesa.

Allenati a parlare di te...

Farlo è difficilissimo.

Ma soprattutto questo: la dolcezza.

Jane: allenati alla dolcezza.

Allenati a sentire il romanticismo...

Sentilo nel tuo cuore.

A c c e t t a l o profondamente nel tuo cuore...

io amo quest uomo!

cmq anche io ho paura di avere problemi neurologici perche da qualche giorno non sento le emozioni, cioe boh gli stimoli fisici delle emozioni e viceversa. e idem per la poca concentrazione, mi sono accorta che faccio fatica a leggere lascio indietro dei pezzi, mi dimentico le cose e a volte mi parlano e non ascolto, ma credo anche sia per il fatto che ho la testa piena di pensieri e viaggia per i fatti suoi...
"every one i used to know says they don't know what i become...but i'm still the same not much has changed i still know where i came from."

"my tears dont fall...they crush around me...my cotience calls the guilty to come home."

il sole sorgerà di nuovo....prima o poi ,voglio crederci.

Pavély

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22

Wednesday, September 16th 2009, 11:29am

Dopo una crisi di panico o una forte ansia è normale.

Una fortissima ansia (o panico) corrisponde a ciò che prova il corpo dopo un grandissimo sforzo fisico.

Così come per il corpo la fatica si compensa con il sonno, a livello neurologico l'ansia si compensa con questo distacco emotivo...
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cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

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23

Sunday, September 20th 2009, 11:01am

non riesco ad afferrare bene quello che sento o vedo.Come se la mia mente fosse inceppata,rallentata,offuscata


capita a tutti i depressi: i sensi sono rallentati... :(
io non ascolto neanche il senso delle frasi quando sto male: sento ma non ascolto.
oppure mangio, ma non assaporo, vedo, ma non guardo e così via. :S ;(
leggi il mio post nella sezione guarigione "la depressione stanca: quando ce ne rendiamo conto, guariamo!"

sandras

e quindi?

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24

Saturday, June 19th 2010, 10:35pm

pavély non accettarli se non ti va, ma i miei comlimenti per la tua delicatezza e profondità sento proprio di doverteli fare.
detto questo, mi ritrovo completamente nelle parole con cui jane inizia il post e le sensazioni di 'idiozia' nella quale ormai sento di essere caduta da troppi anni.
Io di anni ne ho 20 in più jane e vuoi sapere una cosa che letta nel giusto modo potrebbe addirittura essere divertente? Ho il problema esattamente opposto al tuo: mi trucco, mi vesto, metto la maschera e gli uomini che mi circondano mi trovano decisamente di loro gradimento, una bella donna come te... è la cosa più cretina e meno volgare che mi sento dire. eppure io al contrario tuo, so di essere decisamente brutta senza la mia maschera, so che le persone che avrei voluto accanto o quelle dalle quali vorrei avere attenzione, non mi considerano affatto. sentiranno la mia insicurezza e le mie paure.
l'unica cosa che credo possa essere utile è di riuscire, come dice pavély, a non confrontarsi bensì a conoscere e riconoscere la dolcezza che abbiamo dentro, allenarsi ad essere indifese e soprattutto ad accettarlo col cuore, senza paura, senza il terrore di sentire ancora il dolore provocato da chi ci gira intorno.

ti abbraccio.
wishful thinking... serendipità :sos:

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