Io preferisco impostare la mia vita cambiando totalmente le mie categorie di interpretazione della stessa...
Mi spiego meglio, ovviamente. Se pongo in un rapporto casuale autostima- sviluppo completo delle mie possibilità vitali (vita vissuta pienamente), so di non uscirmene. Tanto vale convincersi del contrario, di essere uno dei tanti idioti che ha semplicemente il diritto, ancorchè non sia verificato che abbia anche le possibilità, di affrontare una qualsiasi situazione. E' un diritto garantito proprio dal carattere confusionario e giunglesco che presenta il mondo. Diciamo che in qualche modo sarebbe un diritto garantito dall'assenza stessa del diritto, cioè da leggi (naturali, non necessariamente afferenti alla sfera del diritto) capaci di guidarti nella vita, nelle tue scelte, etc. In qualche modo l'assenza nel concreto di qualcosa che la nostra ragione può concepire (la presenza di istituti capaci di guidarti, di farti comprendere la reale sostanza di un campo di attività, o semplicemente la possibilità corrispondente alla domanda :"Ma perchè, pur essendoci persone competenti in vari campi, non posso essere aiutato a scegliere?"), l'assenza nel concreto di questa legittima istanza, giustifica (seppur parzialmente, sennò non sarei qui) la possibilità di essere abbastanza sereni per apprestarsi a qualsiasi prova. Da qui deriverebbe l'autostima, o meglio, qualcosa di sostitutivo della stessa.